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12-08-2011
Incubazione del craving, dal NIDA una revisione delle letteratura
Fonte: Trends in Neurosciences
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Titolo originale e autori: Pickens CL et al. Neurobiology of the incubation of drug craving. -Trends Neurosci. 2011 Aug;34(8):411-20. Epub 2011 Jul 20.


Dal NIDA una revisione della letteratura scientifica sulla neurobiologia dell’incubazione del craving.
A partire dalla fine degli anni ’80, risultati scientifici indicavano che il craving, ovvero il bisogno impellente di assumere droghe durante l’astinenza, indotto da stimoli, aumenta progressivamente nel tempo nei dipendenti da cocaina. Questo aumento si osserva per un certo numero di settimane durante la prima fase di astinenza, e rimane poi elevato per un periodo più o meno lungo.
Nell’ultimo decennio è stato identificato un comportamento analogo anche su modello animale (roditori) e denominato come fenomeno di “incubazione del craving”. Questo fenomeno rappresenta un ipotetico processo motivazionale dedotto da studi sull’aumento in funzione del tempo della ricerca di droghe, indotta da stimoli, durante la fase di astinenza in modello animale (ratto) e da quanto riportato da soggetti che descrivono come, sempre durante l’astinenza, avvertano un aumento del craving nel tempo, sempre indotto da stimoli. Questa incubazione studiata inizialmente per la cocaina, non è specifica per questa droga in quanto sono stati osservati risultati analoghi anche per sostanze quali l’eroina, la nicotina, la metamfetamina e l’alcol nel ratto.
Yavin Shanam e collaboratori del National Institute on Drug Addiction (NIDA) si sono proposti di realizzare una revisione della letteratura scientifica pubblicata nell’ultimo numero dei Trends in Neurosciences, nella quale vengono discussi i più recenti risultati che hanno condotto all’identificazione di alcune importanti regioni cerebrali coinvolte nell’incubazione del craving da droghe e le evidenze che sottendono al meccanismo cellulare di questo fenomeno. Tra gli studi su ratto riportati, alcuni indicano che il meccanismo di segnalazione nell’area del cervello denominata VTA gioca un importante ruolo nell’incubazione del craving così come la formazione di recettori AMPA privi della sub unità GluA2 nel Nucleous Accumbens.
Comprendere la neurobiologia dell’incubazione del craving nei roditori potrebbe fornire, concludono gli autori della review, delle importanti indicazione per comprendere ulteriormente i meccanismi cerebrali e i circuiti che sottendono al craving e alla ricaduta nell’uso di droghe, anche nell’uomo.
Redattore: Staff Dronet
Indirizzo: Programma Regionale sulle Dipendenze
Email: info@dronet.org
 

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