[10-06-2013]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA “TIRA DRITTO” IL TALK STREET NEI LUOGHI DI SPACCIO CONTRO LA COCAINA FA TAPPA A BARI

Prosegue il tour itinerante contro la cocaina, che domani martedì 11 giugno farà tappa a Bari, la terza città dopo Roma e Napoli che fa parte del progetto di sensibilizzazione “TiraDritto – STOP Cocaina – contro la droga nei luoghi di spaccio italiani”.

Il talkstreet avrà inizio alle ore 11:00 all’Arena Giardino Japigia, dove interverranno tra gli altri, il sindaco di Bari, Michele Emiliano, i rappresentanti delle autorità locali e Giovanni Serpelloni, Capo del dipartimento Politiche Antidroga.

Nata da un'idea di Paolo Berizzi, inviato de “La Repubblica” e scrittore, "TiraDritto" è promossa e finanziata dal Dipartimento Politiche Antidroga ed è sostenuta da Unicef, Croce Rossa Italiana - Comunità Villa Maraini, EIHP, FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) e San Patrignano ottenendo l'adesione di numerosi personaggi dello spettacolo e della cultura italiani.

Per la tappa di Bari infatti saranno presenti inoltre molti personaggi dello spettacolo e dello sport che hanno aderito alla campagna come il calciatore Nicola Legrottaglie, l’attore Antonio Stornaiolo, Erica Mou seconda classificata nella sezioni di Sanremo giovani.

“I signori della coca hanno rubato pezzi di città - dice Paolo Berizzi – è il momento di riappropriarsi di questi spazi e di farlo tutti insieme. Sono gli spacciatori che devono andarsene, non i cittadini perbene costretti a vivere in ostaggio del silenzio imposto dai clan. TiraDritto! Lo diciamo ai ragazzi e a chi smercia il loro futuro”.

“Ancora una volta e senza stancarci mai – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA- scendiamo in strada con la gente per affrontare anche il problema culturale e non solo di salute legato all’uso di droghe ed in particolare allo spaccio della cocaina nei luoghi che quotidianamente vengono impropriamente ed illegalmente utilizzati come piazze di diffusione di questa sostanza tossica. Vogliamo ribadire che queste campagne sono di grande importanza e utilità perché servono a incrementare la cultura della salute e della legalità soprattutto nei ragazzi, ricordando loro che chi usa droghe danneggia la propria salute e mette a rischio anche quella di altri, ma soprattutto chi compra droga di qualsiasi tipo, finanzia direttamente le mafie, le loro violenze e il terrorismo”.

Il tour toccherà altre 13 città italiane per tutto il 2013.

[04-06-2013]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA LA TURCHIA CHIEDE LA COLLABORAZIONE DELL’ITALIA:SISTEMA DI ALLERTA NAZIONALE E MONITORAGGIO DI NUOVE SOSTANZE STUPEFACENTI

In un clima sociale sicuramente rovente, si sta comunque svolgendo in queste ore ad Ankara in Turchia la seconda conferenza sul tema "Rafforzare la capacità di combattere le droghe e la dipendenza”. L'evento è stato organizzato dall'ufficio TAIEX della Commissione Europea per agevolare l'ingresso in EU dei Paesi che ne hanno fatto richiesta.

Alla conferenza prende parte anche l’Italia, che collabora con i funzionari presenti del Governo Turco, del Ministero della Salute, delle Politiche Sociali e dell'Interno e numerosi rappresentanti delle Forze dell’Ordine.

La Commissione Europea ha invitato i rappresentanti del Sistema di Allerta Italiano a presentare l'esperienza del nostro paese per poterne trarre spunti ed indicazioni operative in considerazione dei buoni risultati fino ad oggi ottenuti, mostrando l'organizzazione ed il funzionamento del Sistema, le attività per la gestione degli aspetti clinici e tossicologici nonché i principali risultati ottenuti dal 2009, anno di istituzione del Sistema presso il DPA.

E’ stato messo in evidenza l'approccio scientifico che viene adottato dall’Italia per la definizione delle attività e soprattutto per l'attivazione delle Allerte Nazionali e della procedura di tabellazione per rendere tempestivamente tali sostanze illegali. Approccio che è stato considerato dai partecipanti all’evento molto positivamente proprio per "l'estrema praticità, l’efficienza, l'accuratezza dei contenuti che garantisce e per la puntualità e l'efficacia delle azioni preventive che determina."

In particolare i partecipanti al meeting, sono rimasti colpiti dalla forte collaborazione creata tra il sistema dall'allerta italiano con le Forze dell'Ordine e dalle misure di controllo globale che, proprio attraverso questa collaborazione con il Ministero della Salute e Forze dell'Ordine italiane, è possibile attivare (mediante provvedimenti per il rispetto del Codice del Consumo, Ordinanze, ecc.) in aggiunta alla procedura normativa di tabellazione delle nuove sostanze.

Il Punto Focale Turco ha espresso inoltre la volontà di collaborare sempre più strettamente con il governo italiano ed in particolare con il DPA per scambiare informazioni sulle best practice sulle strategie antidroga e sul monitoraggio delle nuove sostanze.

“Siamo onorati – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA - di essere stati scelti di nuovo dalla Commissione Europea così come è accaduto per il meeting in Croazia nei giorni scorsi, come Paese europeo modello in tema di Sistemi di Allerta e per noi e i nostri operatori è un grande riconoscimento. Mi preme sottolineare che nonostante il momento di forte crisi e di proteste che si sta abbattendo in generale nei paesi del bacino del Mediterraneo, Turchia ed Ankara compresa, il DPA sta proseguendo e mantenendo vive le collaborazioni internazionali a testimonianza della professionalità e validità del metodo di lavoro portato avanti in questi anni e dei risultati conseguiti che vengono apprezzati anche per la loro concreta sostenibilità, oltre i confini nazionali”.

[03-06-2013]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA: ITALIA E CINA AL VIA LA COLLABORAZIONE SULLE POLITICHE ANTIDROGA


“Nessun Paese da solo può pensare di vincere contro la difficile battaglia delle droghe, ma solo insieme si potrà raggiungere questo obiettivo”.
E’ quanto dichiarato dall’ambasciatore cinese in Italia, Ding Wei, nel corso dell’incontro odierno organizzato dal DPA, al quale ha preso parte Giovanni Serpelloni capo del DPA, e l’ufficiale di collegamento della DCSA a Pechino.
Durante la riunione l'Ambasciatore Cinese ha chiesto di conoscere le strategie e gli interventi del Governo Italiano e le principali forme organizzative di coordinamento nazionale e internazionale. Il capo Dipartimento ha evidenziato come sia fondamentale affrontare e supportare sempre di più il trattamento e la riabilitazione della tossicodipendenza, tenendo ben presenti sia il punto di vista sanitario ma anche sociale, oltre che quello socio-economico. Il grande vantaggio e cioè, che tutti i Paesi possono avere nel recuperare veramente e non cronicizzare risorse umane, culturali e intellettuali delle persone vittime di questa malattia. L’obiettivo primario, è quello di organizzare i programmi di trattamento e riabilitazione basandosi su un'accurata conoscenza scientifica nel campo delle neuroscienze e delle scienze riabilitative e del comportamento, che dovrebbero essere sempre più condivise a livello internazionale.
Nel corso dell’incontro Ding Wei ha evidenziato che anche in Cina è riemerso ed è in costante aumento il fenomeno droga che sta diventando una vera e propria "malattia sociale mortale". Inoltre, l’ambasciatore nel riconoscere come il lavoro del DPA sia apprezzato in tutto il mondo grazie ai risultati raggiunti ed anche alle avanzate tecniche per calcolare i consumi di droga, si è detto interessato e disponibile a sviluppare una piena collaborazione con l’Italia, attraverso l’invio di una delegazione governativa cinese di alto livello tecnico per poter predisporre e firmare un accordo di collaborazione con l’Italia.
Ding Wei ha sottolineato come si siano dimostrate “importanti e di lungimiranza le misure preventive adottate dal DPA nel campo della lotta alla droga proprio perché precoci e non attuate in età tardiva”.
“Sono estremamente contento - ha dichiarato Giovanni Serpelloni, Capo del DPA - che il nostro Paese abbia iniziato la collaborazione con uno Stato così importante quale la Cina, anche alla luce del grande apprezzamento che è stato mostrato nei confronti delle strategie e attività di prevenzione del DPA. La collaborazione riguarderà ampi aspetti del problema, sia in ambito preventivo, della cura e della riabilitazione, ma anche del monitoraggio e l’identificazione delle nuove droghe che, spesso, trovano produzione anche in Cina oltre che in Italia. Ho trovato la delegazione cinese molto disponibile e interessata a formulare un accordo di collaborazione che ritengo sarà, per l’importanza che lo Stato Cinese ha nel panorama mondiale, un accordo fondamentale, che porterà un ulteriore contributo a 360 gradi nella lotta alla droga internazionale, nel recupero delle persone tossicodipendenti e negli interventi di prevenzione”.

[30-05-2013]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA GIORNATA MONDIALE SENZA TABACCO “DIPENDENZA DA TABACCO, COME TUTTE LE DIPENDENZE PATOLOGICHE, UN PROBLEMA DI SANITA’ PUBBLICA"

«Siate gentili con i fumatori. Trattiamoli bene per farli smettere» questo è lo slogan della giornata mondiale senza tabacco che si celebrerà domani alla quale il DPA aderisce, ricordando che molto spesso il consumo di tabacco (principalmente sigarette) porta alla dipendenza cosi come le droghe (cannabis, cocaina , eroina ecc) e molto spesso avviene in forma concomitante e a volte dura per tutta la vita.

Nei bambini in particolare è stato scientificamente provato che tanto più l'uso di tabacco è precoce tanto più aumenta anche il rischio che successivamente vi sia un uso anche di droghe.

La nicotina al pari delle altre sostanze stupefacenti, ricorda il DPA, ha effetti neurologici ed è la principale responsabile della dipendenza in quanto aumenta il livello di dopamina nei circuiti cerebrali del piacere e fa si che il suo effetto venga ricercato compulsivamente. Numerosi studi hanno dimostrato che la dipendenza da nicotina può manifestarsi in diverse forme ed esistono importanti differenze nei sintomi della dipendenza da nicotina e che l’insorgenza di questi sintomi può manifestarsi già con un’esposizione ridotta al fumo soprattutto negli adolescenti (Arpana Agrawal, Alan J. Budney & Michael T. The Co-occurring Use and Misuse of Cannabis and Tobacco: A Review. Lynskey, Addiction 2012)

Inoltre in passato questo Dipartimento ha messo in guardia i ragazzi attraverso i risultati di uno studio brittanico (The Impact of cannabis on our lungs - British Lung Foundation, 2012) nel quale la ricerca spiegava che fumare spinelli comporta un doppio rischio derivanti dall'inalazione dei prodotti di combustione del tabacco più quelli del THC (principio attivo della cannabis) con un rischio di sviluppare un cancro al polmone 20 volte maggiore rispetto al fumo di sigaretta.

E' quindi di fondamentale importanza, promuovere la divulgazione di linee di indirizzo per la salute pubblica riguardo i numerosi danni che il consumo di queste sostanze in grado di creare dipendenza, possono produrre nella salute dei più giovani.

Le evidenze scientifiche hanno dimostrato come anche il tabacco oltre che la cannabis e l'alcol, sia una delle sostanze "gateway" (che fanno da ponte verso droghe più potenti) più frequente e che potrebbe favorire il successivo passaggio all’uso di cannabis, cocaina o addirittura eroina specie tra gli adolescenti.

I risultati delle ricerche hanno sottolineato inoltre l’effetto dell’influenza dei coetanei sull’uso di sostanze stupefacenti nel corso di serate passate in compagnia, e l’importanza del ruolo svolto dal tabacco nel processo evolutivo che porta all’uso successivo di cannabis.

In particolare, l'uso di tabacco è presente anche nel policonsumo di sostanze ed è molto diffuso negli studenti tra i 15 – 19 anni che fa uso di droghe.

Questo è quanto è stato rilevato dai dati dell'Osservatorio Nazionale del DPA 2013 che, hanno evidenziato una forte associazione di uso contemporaneo di tabacco con le varie droghe (cannabis cocaina e eroina). Infatti i giovani che usano cannabis usano anche tabacco nell’87,85%; quelli che usano cocaina usano anche tabacco nel 90,23% ed infine chi usa eroina usa tabacco nel 80,88% .

“Diventa sempre più importante – ha dichiarato Giovanni Serpelloni , capo del DPA - proseguire nell'opera di comunicazione per aumentare la consapevolezza di come il problema delle dipendenze va affrontato in maniera integrata e che anche il fumo di sigaretta è un rilevante problema di sanità pubblica al pari delle altre dipendenze, che non può essere sottovalutato.

Importante è sottolineare anche l'uso contemporaneo di sostanze stupefacenti che i forti fumatori di tabacco hanno e che la dipendenza da nicotina è, nella maggior parte delle persone dove si instaura, molto potente e può durare nel 70-80% dei casi tutta la vita (al contrario di quella da eroina che nella maggior parte dei casi e cioè dal 65-75 % ha una durata media di 6-8 anni) compromettendo la salute della persona anche a distanza di anni, ma anche di quelle che entrano in contatto con lui durante il consumo di tabacco.

La priorità ancora una volta - ha concluso Serpelloni - è prevenire precocemente il consumo soprattutto negli adolescenti sviluppando consapevolezza e modelli educativi verso stili di vita sani. Questo, anche perché alcune ricerche hanno osservato che i ragazzi che iniziano più precocemente a fumare tabacco hanno anche un rischio molto maggiore di utilizzare droghe e restarne dipendenti in adolescenza”.

[30-05-2013]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA NUOVE DROGHE E SISTEMA DI ALLERTA NAZIONALE: CROAZIA E ITALIA COOPERANTI CON UN UNICO MODELLO

Si è concluso il workshop europeo su: "Sistema di Allerta Nazionale sulle Nuove Sostanze Psicoattive – la dimensione sanitaria” organizzato dalla Commissione Europea (TAIEX) a Zagabria, in Croazia. Il workshop ha dato la possibilità di comprendere l'importanza di uno strumento per lo scambio di informazioni, quale il Sistema di Allerta sulle nuove droghe sintetiche per la prevenzione dei rischi e dei danni alla salute. Queste nuove sostanze tossiche derivanti dalla manipolazioni di prodotti sintetici stanno invadendo il mercato in internet e possono risultare molto pericolose e di difficile individuazione laboratoristica.

Scopo principale del Sistema di Allerta è quello, di migliorare e rendere più tempestiva la conoscenza del fenomeno e l'individuazione e la comparsa delle nuove droghe e trovare meccanismi di collaborazione e scambio di informazione scientifica tempestiva a livello transnazionale per fronteggiarne più ampiamente su tutta Europa le conseguenze a livello sanitario. La Commissione Europea ha invitato i rappresentanti del Sistema di Allerta Italiano a presentare a Zagabria la propria esperienza, mostrando l'organizzazione ed il funzionamento del Sistema, le attività per la gestione degli aspetti clinici e analitici nonché i principali risultati ottenuti dal 2009, anno di istituzione del Sistema presso il DPA.
Fondamentale si è dimostrato il modello di collaborazione integrata con l’Istituto Superiore di Sanità, il Ministero della Salute, il Centro Antiveleni di Pavia, il Dipartimento delle Dipendenze di Verona, ma anche con tutta la rete dei laboratori dei RIS e LASS dei Carabinieri. Nell'ambito della presentazione è stata descritta sia l’attività italiana di monitoraggio della rete Internet sia quella dei siti web, che commercializzano sostanze illecite, e i risultati di tale attività. Grande apprezzamento è stato espresso dai tecnici e dai rappresentanti dell'Osservatorio Europeo per quello che viene considerato "il Sistema di Allerta più avanzato e completo d'Europa". In Italia, i siti web individuati dal 2011 sono 426. Di questi, nel 64% dei casi sono stati rimossi gli annunci di sostanze illecite pubblicati, nel 22% sono state oscurate le pagine riportanti l’annuncio e nel 10% dei casi i siti sono stati completamente chiusi. Il governo Croato ha richiesto il supporto e la collaborazione istituzionale della delegazione italiana nelle future azioni per l'istituzione di un network per il loro Sistema di Allerta Nazionale e per la stesura di protocolli istituzionali e procedure operative, concordate tra enti governativi coinvolti nel suo funzionamento.

“Essere stati scelti dalla Commissione Europea - ha dichiarato Giovanni Serpelloni, Capo del DPA - come Paese modello in tema di Sistemi di Allerta è stato un grande riconoscimento. La collaborazione con il governo croato tesa a sviluppare anche operativamente un Sistema di questo tipo nel loro Paese, rende merito all’incessante lavoro di monitoraggio dei nostri centri collaborativi e delle Forze dell’Ordine e conferma la qualità di un intervento tangibile e di un network che lavora per tutelare la salute pubblica. La comparsa di sempre nuove droghe ci preoccupa ma non ci trova impreparati. L'Italia infatti è il paese che ha tabellato e rese illegali prima di tutti gli altri paesi il maggior numero di queste sostanze, smantellando sul nascere (grazie ad una importante operazione dei NAS) anche nuove organizzazioni e reti di spaccio che tentavano di introdurre anche nel nostro paese tali droghe e tali mercati”.

[28-05-2013]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA CONSUMO DI DROGHE DALL’ OSSERVATORIO EUROPEO CONSUMI IN CALO MA CANNABIS PIU’ DIFFUSA

Sono stati 77 milioni gli adulti che, nel biennio 2011- 2012 hanno fatto usi di cannabis; 1,4 milioni di consumatori problematici di oppiacei in Europa (circa il 0,4% della popolazione adulta 15-64) principalmente consumatori di eroina , ma anche altri droghe sintetiche.

I dati presentati dall'Osservatorio europeo suggeriscono che l'Europa sta assistendo a un calo del consumo di eroina, anche se i paesi mostrano diversi modelli e tendenze. In tutta Europa, il numero di coloro che entrano in trattamento per la prima volta per problemi di eroina è sceso da un picco di 59 000 nel 2007 a 41 000 nel 2011, con riduzioni più evidenti nei paesi dell'Europa occidentale.

La cocaina resta la seconda droga più utilizzata in Europa dopo la cannabis: questa sostanza secondo i dati è stata utilizzata dai giovani europei e circa 2,5 milioni l'hanno consumata ( età compresa tra i 15 ei 34 anni) nel corso dell'ultimo anno. Per quanto riguarda l’ecstasy e le anfetamine, l’ultima stima ha evidenziato che ci sono stati 1,8 milioni di giovani europei di età compresa tra 15-34 anni che hanno consumato ecstasy durante l'anno passato e allo stesso modo 1,7 milioni che hanno utilizzato anfetamine durante quel periodo.
E’ questo il quadro che è emerso dalla “Relazione europea sulla droga 2013: tendenze e sviluppi” su base dati 2011, illustrata da Danilo Ballotta, responsabile del settore Coordinamento Istituzionale dell’Osservatorio Europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze, oggi in sala monumentale di Palazzo Chigi.
L' EMCDDA riferisce inoltre che, tra il 2006 e il 2011, vi è stato un calo complessivo della percentuale di iniettori di eroina tra i pazienti che entrano in trattamento per la prima volta. In calo, anche il numero dei decessi per overdose in Europa nel suo complesso. Mentre negli ultimi dieci anni, l'Europa ha visto più di 70 000 decessi per overdose, la maggior parte tra i consumatori di oppiacei, dati recenti mostrano un trend più promettente, - nel 2011, 6500 morti per overdose sono stati segnalati, in calo invece dai 7700 casi riportati nel 2009. La diminuzione del consumo di eroina ha importanti implicazioni per la salute pubblica e può contribuire a ridurre una serie di gravi problemi di salute, tra cui le malattie infettive correlate.
Sebbene in Europa ci sia stata una tendenza per l'eroina e la cocaina alla diminuzione, i dati europei hanno mostrato anche che il consumo di cannabis in Europa, nel biennio 2011-2012, rimane alto rispetto agli standard storici, potendo contare su un mercato ampio e relativamente solido.
Sempre secondo la relazione illustrata da Ballotta, nel biennio 2011- 2012, circa 3 milioni di europei (15-64 anni) hanno utilizzato la sostanze su base giornaliera (circa l'1% della popolazione adulta europea), mettendo in evidenza il fatto che questa droga rimane "un problema importante di salute pubblica". La cannabis rimane anche la seconda sostanza più consumata tra i pazienti che richiedono il trattamento presso i servizi. In aumento, anche se per fortuna con bassa prevalenza d'uso, le cosiddette nuove droghe sintetiche (particolarmente monitorate anche dal Sistema italiano di allerta rapida) che stanno invadendo il mercato sopratutto via internet ma che restano ancora delle droghe di nicchia.
Anche il trend Europeo dunque ricalca i trend di contrazione dei consumi italiani già individuati ed annunciati nella scorsa relazione al parlamento. Secondo alcuni dati preliminari nazionali del 2013 (dati un anno più avanti a quelli europei) più di dettaglio ed elaborati dal Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri, il consumo di cannabis diminuisce tra la popolazione generale mentre dà segni di aumento, anche se ancora contenuto, tra gli adolescenti tra i 15 ed i 19 anni. Dall'indagine italiana, condotta su un campione di 45mila studenti, risulta che il 21.43% ha fatto uso almeno una volta di cannabis negli ultimi dodici mesi, con una crescita di due punti percentuali (19.14% nel 2012) rispetto all'anno precedente. Al contrario, tra la popolazione generale (15-64 anni), il fenomeno è in calo (sulla linea quindi di altre droghe come cocaina ed eroina) come dimostrano meglio anche i dati sulla concentrazione di sostanza nelle acque reflue rilevata presso 18 centri urbani.

“Registriamo con soddisfazione – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA - il fatto che i dati europei dimostrano un calo dei consumi generalizzato ci rende ancora più convinti che il fronte della droga può essere vinto e che la presa di consapevolezza da parte dei giovani sulla necessità ed opportunità di non usare nessun tipo di droghe è un fattore fondamentale per prevenirne il consumo. Il dato più significativo nei giovani è la corrispondenza tra l'uso di cannabis e la diminuzione della percezione del rischio di pericolosità di questa sostanza. Un'altra variabile importante nel condizionare i comportamenti degli adolescenti è il grado disapprovazione sociale trasmesso ai giovani da famiglie, scuole, Stato e coetanei: indagini scientifiche dimostrano che se questo diminuisce – spiega Serpelloni - aumenta il consumo. Diffondere quindi informazioni errate sulla non pericolosità di questa sostanza è assolutamente negativo oltre che non veritiero sopratutto per le giovani generazioni che tendono poi a sminuirene le potenzialità tossiche.

Questo costituisce un reale problema anche perché l’ uso di cannabis negli adolescenti può compromettere la normale maturazione cerebrale e i rischi sono molteplici: "sindromi demotivazionali, slatentizzazione di psicosi, diminuzione del quoziente intellettivo, effetti sul coordinamento psicomotorio con probabilità maggiore di incidenti stradali. Il problema principale comunque, da risolvere per i minori, nell'uso di sostanze stupefacenti, è il periodo di latenza, tra la prima assunzione e la richiesta di aiuto ai servizi, calcolato tra i cinque e gli otto anni.Per evitare una deriva verso forme e evolutive di dipendenza assume, dunque, un'importanza fondamentale la diagnosi precoce ("early detection") che si concentra anche sull'individuazione precoce dei minori cosiddetti 'vulnerabili', ad esempio, con disturbi comportamentali, iperattivi o con deficit di attenzione. Ed è proprio sulla prevenzione sempre più precoce e con approccio educativo, supportando sopratutto le famiglie e gli insegnati, che l’attenzione del Dipartimento rimane sempre altissima”.

[27-05-2013]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA
PRESENTAZIONE DELLA RELAZIONE EUROPEA SULLE DROGHE: I DATI DELL’ OSSERVATORIO EUROPEO (EMCDDA)

Domani alle ore 11:00, presso la Sala Monumentale della Galleria Sordi - Largo Chigi 19- si terrà, in contemporanea con l’Agenzia Europea delle Droghe (EMCDDA), la presentazione della Relazione Annuale sull’andamento del fenomeno droga in Europa 2013 (base dati 2011). Saranno inoltre analizzati i dati sulle droghe con particolare attenzione al trend europeo generale. A completamento, saranno inoltre presentati alcuni dati dell’Osservatorio Nazionale (base dati 2012 -2013), di interesse più specifico per l’Italia.

Prenderanno parte tra gli altri, Giovanni Serpelloni, capo del DPA e Danilo Ballotta responsabile del settore Coordinamento Istituzionale dell’Osservatorio Europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze.


Per accrediti stampa: f.calo@palazzochigi.it sino alle ore 20 di oggi, 27 maggio.

[24-05-2013]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - PREVENZIONE: I MATERIALI INFORMATIVI PER SCUOLE E COMUNI A PORTATA DI CLICK


Siti web, campagne di comunicazione, video spot, slide show didattici e gadget. Questi tra i principali materiali informativi realizzati in questi anni dal DPA anche in collaborazione con vari Centri Collaborativi, che sono stati riuniti in un’unica pubblicazione e inseriti in un portale ( www.drogaprevenzione.it) per essere messi a disposizione di chiunque li voglia utilizzare con finalità preventive, di pubblica utilità e senza fini commerciali.

La raccolta, scaricabile dal web, è stata creata proprio per poter fornire materiali, ulteriori opzioni o idee a tutti gli operatori che lavorano nel campo della prevenzione e della comunicazione anti-droga, dando la possibilità di personalizzare i materiali, anche inserendo i loghi delle strutture di appartenenza.

La produzione del materiale informativo e la sua replicazione a livello locale sono autorizzate, previa una semplice richiesta di autorizzazione al Dipartimento Politiche Antidroga in cui si specifichino gli eventuali adattamenti al testo originale che si intendono apportare, fermo restando l’esclusione della produzione e distribuzione del materiale per finalità commerciali.

A questo proposito, il Dipartimento Politiche Antidroga ha anche realizzato una specifica area all’interno dei siti istituzionali (www.politicheantidroga.it, www.dronet.org, www.droganews.it) dove i materiali proposti potranno essere inseriti dopo essere stati valutati secondo il criterio di coerenza con le politiche e le strategie contenute nel Piano di Azione Nazionale. Per l’invio dei materiali, è necessario utilizzare l’apposito modulo contenuto all’interno della pubblicazione e fornire opportuna liberatoria per l’utilizzo degli stessi da parte di altre organizzazioni no profit.

“La prevenzione dell’uso di sostanze stupefacenti – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA - necessita di una serie di strategie ed azioni, alcune delle quali dirette all’ambiente e alla popolazione generale altre più specifiche dirette ai gruppi particolarmente vulnerabili . Siamo sempre più convinti che soprattutto nell’ambito della prevenzione universale e ambientale, sia necessario disporre campagne di comunicazione che prevedano la disponibilità di materiali informativi e di precisi piani di distribuzione al fine di rendere efficaci e permanenti i messaggi antidroga che si vogliono divulgare. Gli ambienti frequentati soprattutto dai giovani – ha spiegato Serpelloni - (scuole, ambienti sportivi,del divertimento, ritrovi sociali, ma soprattutto internet) dovrebbero essere le principali “location” dove poter posizionare e far circolare quindi le informazioni e i materiali informativi. Ci auguriamo quindi che i nostri materiali siano un ulteriore supporto a chi quotidianamente è impegnato nella prevenzione, nella cura e nel recupero delle persone tossicodipendenti”.


[24-05-2013]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - DPA E ANCI UNITI IN UN CONSORZIO ETICO PER PREVENIRE IL CONSUMO DI DROGHE E ALCOL: AL VIA LA CAMPAGNA DI ADESIONE


La prevenzione dell'uso di droghe e dell'abuso alcolico attraverso l'attivazione di un network nazionale tra i Comuni italiani e l’adesione al documento sui principi della prevenzione del DPA. Sono queste le principali finalità dell'Accordo di collaborazione siglato da ANCI e il Dipartimento Politiche Antidroga nei mesi scorsi, alla base del Consorzio Etico.
Il Consorzio Etico, nasce infatti con l’intento di promuovere il concetto di “Valore Salute” tra i giovani e gli adulti promuovendo e valorizzando stili di vita sani, lontani dall’uso di tutte le droghe e dall’abuso di alcol e fornendo un supporto alle famiglie, agli educatori e agli insegnanti per una migliore crescita dei nostri figli in un contesto veramente educativo.
E' una Community per la prevenzione dell’uso di droghe che, sarà formata da sindaci, opinion leader sul territorio e persone di chiara fama che intendono testimoniare il valore positivo di stili di vita sani e gratificanti, senza dover ricorrere all’uso di sostanze e l’abuso di alcol e che vogliono, attraverso la propria attività quotidiana e il ruolo che ricoprono all’interno della società, contribuire a creare un ambiente in cui i cittadini e soprattutto i giovani possano vivere bene e conservare la propria salute fisica, mentale e sociale.
Il DPA, ha quindi attivato, un programma per la prevenzione che ha voluto condividere anche con tutti i Comuni d'Italia. Città come Roma, Siracusa, Genova, Napoli, Verona, ma anche quelle più piccole e non per questo meno importanti quali : Bassano del Grappa, Caino, Castrovillari, si sono già unite volontariamente sottoscrivendo l'adesione ad una 'community contro le droghe', finalizzata a testimoniare, con una semplice condivisione di intenti e principi, il valore di stili di vita sani e gratificanti, lontano da l'uso di tutte droghe e dall'abuso di alcol.
“Si tratta di un impegno etico - ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA - ancora prima che professionale, per promuovere e conservare, la salute fisica, ma anche mentale e sociale dei cittadini, dei nostri figli e di tutte le generazioni future. È tempo, quindi, che le persone che hanno a cuore il destino delle nostre città si uniscano in un unico e coordinato sforzo per far capire, con gesti e parole semplici, che vogliamo vivere e far vivere tutti i nostri cari nel pieno rispetto della giustizia, in una società sana e libera da condizionamenti chimici o da dipendenze patologiche, siano esse generate dalle droghe, dall’alcol, dal gioco d’azzardo. Il Consorzio Etico, quindi, vuole partire dalle nostre coscienze per arrivare ad affermare ciò che l’etica naturale ci insegna, ancora prima che la nostra cultura e le nostre tradizioni, e cioè il rispetto della vita e della persona, nel suo essere individuale e sociale”.
I Comuni interessati a partecipare al Consorzio Etico sono invitati a comunicare la propria adesione con una nota formale, a firma del Sindaco o dell’Assessore delegato, al seguente indirizzo e- mail: consorzioantidroga@dronet.org . Per info: www.consorzioeticodroga.it

[23-05-2013]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - GIOCHI. INIZIATIVE ANCI CONDIVISIBILI PER LA TUTELA DELLA SALUTE DEI CITTADINI E DELLE FAMIGLIE


Esprimiamo apprezzamento per le attività promosse dall’Anci per creare condizioni di miglior controllo e prevenzione del gioco d’azzardo patologico. I principi e gli orientamenti portati avanti dall’ANCI e dalle Associazioni , a tutela della salute dei cittadini e delle loro famiglie sono assolutamente condivisibili e questo Dipartimento, anche all’interno dell’Accordo di collaborazione sottoscritto con codesta Associazione nel dicembre 2012, intende valorizzare tali iniziative. Siamo convinti che, per poter risolvere questo problema, che ha ormai assunto una rilevanza nazionale, è necessario uno sforzo coordinato e comune da parte sia di tutte le Amministrazioni pubbliche, sia di quelle parti della società civile e produttiva che sono chiamate responsabilmente a tenere in considerazione che la priorità per uno Stato civile è sicuramente la salute dei propri cittadini e delle loro famiglie. Vogliamo quindi esprimere la vicinanza anche a quelle associazioni che stanno proponendo principi e indirizzi a tutela della popolazione e per l’adozione di norme e regolamenti che possano permettere di ridurre l’impatto pubblicitario e di rendere tali pubblicità veritiere, di contenere la diffusione dei punti di gioco sul territorio e di instaurare migliori condizioni di controllo territoriale, oltre che vigilare sulle paventate infiltrazioni criminali nel gioco legale. Infine, riteniamo meritoria l’ iniziativa anche per sostenere lo sviluppo e la adozione di adeguati livelli di assistenza e strutture di cure e riabilitazione che potrebbero essere assorbiti, come già a suo tempo proposto dal DPA in sede di Conferenza Stato-Regioni, ricavando una percentuale adeguata (proporzionale al problema esistente e ai costi per affrontarlo) dalle quote destinate al pay-out, ossia alle vincite.

[23-05-2013]

GAMBLING: ON LINE IL NUOVO SITO PER COMPRENDERE, CURARE E COMBATTARE LA DIPENDENZA DA GIOCO D’AZZARDO


È online Gambling (/http://gambling.dronet.org/) il sito completamente dedicato al Gioco D’Azzardo Patologico, realizzato dal Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il gioco d’azzardo, anche in Italia, ha assunto dimensioni rilevanti, seppure non ancora ben definite, e una forte spinta commerciale facilmente percepibile dalle innumerevoli pubblicità che sempre più sono presenti sui media, portando con sé un rischio che, in particolari gruppi di persone ad alta vulnerabilità, può sfociare in una vera e propria dipendenza comportamentale (Gioco d’Azzardo Patologico - GAP).
D’altronde i dati 2012 (Studio GPS- DPA) in possesso del Dipartimento, hanno stimato che almeno il 4.4% (giocatori problematici e patologici) nella popolazione generale 15 - 64 è dedito al gioco d’azzardo almeno tutti i giorni (escluso, totocalcio, lotto e superenalotto). Inoltre è estremamente preoccupante il dato evidenziato (valutando le giocate eseguite almeno una volta negli ultimi 12 mesi sempre nella popolazione generale) che, evidenzia la stretta correlazione tra gioco d’azzardo e consumo di droghe. Maggiore è la frequenza al gioco d’azzardo maggiore è il consumo di droghe.

I dati, infatti, evidenziano che, i soggetti dediti al gioco almeno una volta al giorno, e quindi con un comportamento problematico o patologico, hanno una prevalenza pari al 12, 2 % di consumo droga a fronte dei soggetti che non giocano mai con una percentuale pari al 3.3 % di consumo contemporaneo di droga. Inoltre, chi gioca meno di una volta alla settimana ha una prevalenza di consumare droga negli ultimi 12 mesi pari 9,1% ; invece, è più alta la prevalenza del consumo di droga per chi gioca una o più volta alla settimana che è pari al 10,9%. In altre parole i giocatori problematici/patologici hanno anche un maggior uso di sostanze stupefacenti a conferma delle basi neuropsicopatologiche comuni delle dipendenze da sostanze e da gioco nelle persone vulnerabili.

Quanto ai dati sugli adolescenti si stimano che nell’anno 2013 (dati ancora più aggiornati) circa 1.250.000 studenti delle scuole superiori di secondo grado abbiano partecipato ad almeno un gioco, con frequenza rilevata di un episodio almeno una volta negli ultimi 12 mesi. Inoltre negli studenti tra i 15 - 19 anni definiti patologici negli ultimi 12 mesi su un grande campione statisticamente rappresentativo di ben 34.483 mila soggetti, si evidenzia che maggiore è lo stadio del gioco d’azzardo maggiore è il consumo di droghe. Gli adolescenti con comportamenti di gioco patologico hanno un uso contemporaneo di sostanze stupefacenti pari al 41,7% rispetto ai loro coetanei che non giocano, che presentano invece una prevalenza di uso di sostanze molto più bassa e statisticamente significativa pari a 17,5%. Mentre per gli adolescenti che giocano saltuariamente (gioco sociale) la prevalenza di consumo di droga si attesta al 24.4%. Diversamente per gli adolescenti considerati giocatori problematici la prevalenza del consumo di sostanze è pari al 34,1%. In altre parole, più il comportamento di gioco si fa problematico o addirittura patologico e più cresce anche l'uso di droghe. Tra i giochi più diffusi tra gli adolescenti: Lotterie istantanee, Gratta e Vinci,Win for life, sia attestano tra quelli giocati annualmente con una percentuale del 26,4%; seguono Lotto e superenalotto con il 13.7%.

Il sito Gambling, fruibile anche in diverse lingue, vuole essere un contributo per focalizzare il problema per gli operatori del settore, sulla base delle evidenze scientifiche, per poterlo affrontare con un approfondimento tecnico scientifico e con un approccio multidisciplinare che permettano di evidenziarne i fattori di rischio, gli aspetti neurobiologici, quelli psico-comportamentali, sociali e finanziari che stanno alla base di questo fenomeno, diventato oltre che un problema di salute pubblica anche un problema sociale rilevante.
I temi trattati all'interno del sito sono organizzati in 12 sezioni che vanno dalla definizione del gioco d’azzardo patologico (GAP); ai segni e sintomi principali relativi alla dipendenza, alle patologie psichiatriche legate alla malattie; alla diagnosi, alla cura e riabilitazione e alla valutazione. Di particolare interesse, la sezione delle neuroscienze dedicata alle strutture e ai sistemi cerebrali per comprendere correttamente il comportamento dei giocatori d’azzardo patologico al fine di chiarire le basi neurofisiologiche di questa malattia, capirne le cause e i meccanismi. Da segnalare inoltre la panoramica dedicata alla prevenzione del fenomeno che deve necessariamente coinvolgere le amministrazioni e gli ambienti che l’individuo frequenta per creare una coerenza comunicativa e di comportamento preventivo. Infine, ogni lettore, potrà, in forma anonima, valutare in tempo reale la propria dipendenza da gioco attraverso un rapido test e comprendere se il gioco d’azzardo rappresenti un problema per la sua vita. “Vogliamo sottolineare – ha dichiarato Giovanni Serpelloni capo del DPA - che molto spesso il GAP è associato all’uso di sostanze stupefacenti, all’abuso alcolico e alla presenza di patologie psichiatriche. Colpisce particolarmente i giovani, sebbene gli adulti e gli anziani non ne siano esenti. L’incremento dei giocatori d’azzardo può portare inoltre all’aumento di un vero e proprio comportamento criminale chiamato usura: un fenomeno che colpisce non solo il giocatore che si indebita, ma anche la sua famiglia e, quindi, tutta la società. I costi umani e sociali del gioco d’azzardo – ha proseguito Serpelloni - sono molto elevati ed è quindi necessario prestare grande attenzione alla pubblicità del gioco che troppo spesso veicola comportamenti in grado di condurre ad una dipendenza comportamentale e ad una serie di problemi sociali, famigliari, economici, psico-fisici, che mettono a rischio la qualità di vita di un individuo e della società in cui è inserito”.


[23-05-2013]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA OSSERVATORIO SULLA DIPENDENZA DEL GIOCO D’AZZARDO AL VIA LE ADESIONI PER IL COMITATO CONSULTIVO

Nasce il Comitato Consultivo Nazionale per il Gioco d’Azzardo presso il Dipartimento per le Politiche Antidroga. Per rendere ancora più efficace e mirata l'azione futura dell’Osservatorio, istituito nelle settimane scorse presso l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in applicazione del decreto Balduzzi (dl 158/2012 convertito nella legge 189/2012), con il compito di valutare le misure più efficaci per contrastare la diffusione del gioco d'azzardo patologico e il fenomeno della dipendenza grave, l’Agenzia e il DPA hanno sottoscritto un accordo di collaborazione in cui è prevista l’istituzione di un Comitato consultivo di supporto all’Osservatorio. In questi giorni sono state inviate lettere di invito alle più rappresentative organizzazioni della società civile impegnate nella lotta alla diffusione del gioco d’azzardo patologico. Il comitato sarà composto da varie realtà, dalle rappresentanze nazionali dei consumatori, dai più rappresentativi gruppi associativi di area specifica, dai rappresentanti delle Regioni e delle Province Autonome ma anche dai concessionari di gioco, e avrà l’importante compito di valorizzare e rappresentare le idee e le istanze (mediante il coinvolgimento attivo, partecipato e ufficiale della società civile), presso l’osservatorio nella definizione e analisi delle misure più idonee per contrastare il gioco patologico sia in termini di prevenzione, di cura e le regolamentazioni che si dovrebbero attuare per contenere la diffusione di questa malattia sociale.
I membri che faranno parte del comitato saranno in seguito nominati dal direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, su proposta del DPA, e svolgeranno l’attività necessaria a titolo gratuito. Per una totale trasparenza degli aderenti, le associazioni o gli enti partecipanti, dovranno dichiarare l’eventuale esistenza, presente o passata, di interessi finanziari derivanti dalle attività correlate al gioco o al suo contrasto.

Le Associazioni, gli Enti o le organizzazioni competenti e interessate a fare parte del Comitato Consultivo, potranno inviare la propria manifestazione di interesse a partecipare al suddetto Comitato consultivo, al Dipartimento Politiche Antidroga.

“Il comitato - ha dichiarato Serpelloni, Capo del Dipartimento Politiche Antidroga, coordinatore di tale iniziativa - sarà uno strumento propositivo e un luogo dove mettere a confronto istituzionalmente tutte le varie componenti sociali che hanno interessi, diritti e responsabilità nell’ambito del gioco d’azzardo. L’integrazione e il confronto diretto delle varie compagini non potrà che portare contributi positivi ad un problema che necessita di soluzioni immediate ma integrate tra i vari settori della società e tra le varie amministrazioni chiamate in causa da questo problema. Solo uno sforzo e una azione congiunta, in un clima di trasparenza totale e volontà reale, potrà farci arrivare a soluzioni bilanciate ed efficaci che tutelino prima di tutto la salute pubblica e le persone vulnerabili quali i giovani e gli anziani, nonchè le loro famiglie” .

Il Dipartimento, per supportare ulteriormente gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione ha, inoltre, attivato uno specifico progetto GAP in collaborazione con 13 Regioni e con l'ANCI, oltre che pubblicato e diffuso un manuale scientifico sul Gambling con indicazioni scientifiche per gli operatori, scaricabile gratuitamente sul sito del Dipartimento.
E’ stato anche creato un gruppo di ricerca nazionale del DPA con esperti nelle neuroscienze e aspetti cognitivo comportamentali del gambling ed è stato predisposto un nuovo modulo di formazione avanzata sul GAP, presso la Sala Polifunzionale di Palazzo Chigi, che si svolgerà nel mese di luglio con lo scopo di formare circa 100 operatori regionali aderenti al progetto che avranno l’obbligo di programmare al formazione a livello territoriale per dare formazione anche on line.

[23-05-2013]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - “LA LOTTA ALLE MAFIE È LOTTA ALLA DROGA” “INSEGNIAMO AI GIOVANI CHE CHI COMPRA DROGA FINANZIA LE MAFIE, LE LORO VIOLENZE E IL TERRORISMO”


In riferimento alla giornata dedicata alla memoria Di Giovanni Falcone il DPA così interviene: "Vivere nella legalità - ribadisce Giovanni Serpelloni, Capo del DPA - è un insegnamento che il giudice Falcone ha dato ai nostri giovani siglandolo con la propria vita. Vivere quindi per una società giusta e, ancora prima, nel principio dell'onestà e della coerenza dei propri comportamenti, lontano e contro tutte le organizzazioni mafiose, è un messaggio che le giovani generazioni dovrebbero sempre tenere ben presente, soprattutto nel momento in cui qualcuno di loro fosse tentato di acquistare sostanze stupefacenti. I giovani in particolare, ma anche i non più giovani, devono ricordare che anche un solo euro speso per la droga finisce nelle mani delle mafie, finanziando quindi le loro violenze, le loro sopraffazioni e le altre organizzazioni dedite al terrorismo e alla destabilizzazione degli stati democratici. Sono oltre 20 miliardi all'anno i soldi che queste organizzazioni possono acquisire grazie a questo mercato di morte, sofferenza e sfruttamento delle debolezze e dei più vulnerabili.
Tutto questo flusso di denaro potrebbe essere tracciato e seguito per comprendere anche come inquina l'economia onesta e reale. Le infiltrazioni e il riciclaggio di denaro sporco nel settore produttivo dei fondi mafiosi sono come la droga per le persone che la usano: questi soldi sporchi intossicano chi ne fa uso e creano dipendenza mortale per quegli imprenditori che ne approfittano o cedono alla tentazione di facili guadagni.
Ogni persona che per il proprio piacere compra droghe - ha proseguito Serpelloni - lo fa con un atto di responsabilità individuale avendo ben chiaro ciò che questo comporta e cioè di partecipare al finanziamento delle azioni violente di queste organizzazioni criminali, che tanto male hanno fatto e stanno facendo alle persone oneste di molti paesi. Oltre a chi usa droghe occasionalmente, ogni persona con dipendenza da queste sostanze deve essere conscia che può risolvere la propria malattia e che le strutture sanitarie pubbliche e del privato sociale offrono, a tutti loro ed in ogni momento, la possibilità di avere cure efficaci e gratuite per poter sospendere tale uso. Tutti i giovani - ha concluso il capo del DPA - devono credere nella possibilità di costruire un mondo libero dalle droghe e dalle mafie e devono lottare contro queste organizzazioni criminali esprimendo prima di tutto un comportamento individuale di legalità, di lontananza totale da queste organizzazioni e di rispetto della propria salute fisica, mentale e sociale".

[22-05-2013]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - SCOMPARSA DI DON GALLO. “ LA SUA OPERA E I SUOI INSEGNAMENTI CONTINUERANNO SEMPRE”


La scomparsa di Don Gallo rattrista molto tutto il mondo delle tossicodipendenze. La sua opera e la sua dedizione per le persone con problemi collegati all’uso di droghe, in una realtà difficile come quella di Genova, ha contribuito a salvare molte vite umane e a lenire le sofferenze di persone e famiglie in grave difficoltà. La sua originalità, creatività, e intelligenza a volte anche “provocatorie” saranno comunque di stimolo per riflettere su molti aspetti non solo della prevenzione, cura e recupero delle persone tossicodipendenti, ma anche su un approccio alla vita che tenga conto di valori importanti soprattutto del rispetto della persona umana accettando anche i suoi limiti e le sue debolezze. “La perdita di una persona così motivata – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA- è senz’altro una triste notizia. Il nostro pensiero va comunque e soprattutto ai suoi ragazzi e ai suoi operatori, ai quali voglio esprimere la mia piena solidarietà, e nonostante le differenze che ci distinguevano, va riconosciuto a Don Gallo una grande coerenza nei suoi comportamenti e nelle sue idee e un grande altruismo e impegno sociale che hanno connotato il suo percorso di vita.
“Sono sicuro che il patrimonio culturale e umano di Don Gallo non andrà disperso e per questo il DPA si adopererà affinché la sua esperienza possa continuare nel tempo. Sicuramente le cose che lui ci ha insegnato, anche con la sua critica spesso aspra e diretta, ci hanno e ci faranno riflettere ancora, perché nessuno può ritenere di avere la verità in tasca, ma solo con un confronto sociale, leale e aperto, come lui ci ha insegnato a fare, si potranno trovare forme di dialogo sociale sempre più vicine alle necessità e ai bisogni delle persone”.

[14-05-2013]

DPA CONFERMA EMERGENZA GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO TRA GLI ADOLESCENTI NEL 2013 E PRERARA PROTOCOLLO DI SPERIMENTAZIONE DEI SISTEMI PREVENTIVI CON CONFINDUSTRIA


In merito ai dati sull’azzardo tra gli adolescenti italiani diffusi dal Cnr alla stampa in data odierna, Giovanni Serpelloni - capo del DPA - così interviene:

“Confermiamo i dati del 2012 diffusi dal Cnr, anche se con piccole differenze con l’ultima ricerca fatta da questo Dipartimento con i dati aggiornati al 2013, dove abbiamo rilevato che i giocatori tra gli studenti sono stati il 48.2% quindi con lieve aumento rispetto al 2012 come rilevato dal CNR , e tra questi il 6% risulta avere una condizione di gioco patologico, mentre il 10.9% è classificabile come giocatore a rischio gambling, secondo la classifica SOGS-RA. Anche i nostri dati aggiornati al 2013 mostrano la serietà del problema e infatti il DPA lo sta affrontando con uno specifico progetto GAP in collaborazione con 14 regioni italiane. Inoltre sarà messo on line la settimana prossima il nuovo e specifico sito istituzionale “Gambling” (/http://gambling.dronet.org/) dove tutti gli operatori potranno acquisire nuove informazioni tecnico – scientifiche relative alle tecniche di prevenzione, cura e riabilitazione di questa patologia. Oggi inoltre, si è svolta presso il DPA una riunione alla presenza dei rappresentanti di Confindustria del settore intrattenimento, del Codacons e dei ricercatori nell’ambito dei sistemi d’intelligenza artificiale (per individuare precocemente comportamenti di gioco patologico, montandoli a bordo delle slot- machines), concordando la stesura di un protocollo di sperimentazione (che dovrà essere eseguita entro pochi mesi) per poter installare tali software in grado di avvisare i giocatori dei rischi in caso di gioco eccessivo”.

[14-05-2013]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - EMERGENZA DROGA ANCHE NEI PAESI ARABI: AL CAIRO SI STUDIA IL MODELLO ITALIA E NUOVE FORME DI COLLABORAZIONE


Purtroppo le droghe si diffondono anche nei paesi arabi e sorge la forte esigenza in questi paesi di dare risposte concrete alla crescita di questo fenomeno. Creare un sistema capillare di prevenzione, attivare centri di cura e riabilitazione orientati al recupero delle persone, definire un piano di azione nazionale, istituire gli Osservatori Nazionali, elaborare un sistema di screening per il monitoraggio del fenomeno delle dipendenze, attivare contemporaneamente interventi per la prevenzione delle patologie droga correlate e avere formazione in materia di strategia generale, prevenzione trattamento e recupero.

Per quanto riguarda l’Italia è stato particolarmente apprezzato la strategia generale al problema delle droghe e al fatto che il modello italiano sia basato a livello nazionale su una struttura di coordinamento interministeriale come quella del DPA che fa da collante tra tutti i ministeri in materia di droga. Ed è proprio su questo modello che gli egiziani hanno detto di voler riorganizzare la loro struttura interna.

La situazione in questo paese, come riferito dallo stesso ministero, appare particolarmente seria con oltre 2,5 milioni stimati di persone tossicodipendenti. Anche i paesi arabi del mediterraneo sono in difficoltà per la diffusione di questo fenomeno fino a oggi quasi sconosciuto e in particolare ha richiesto all'Italia una collaborazione per poter organizzare ed impostare interventi e piani nazionali efficaci e moderni.

Il DPA è impegnato da ormai quattro anni a questa parte nel sostenere le rete Mednet del Consiglio d’Europa (Gruppo Pompidou) per sviluppare programmi di supporto e di riorganizzazione territoriale e formazione in : Algeria, Tunisia, Marocco, Egitto Giordania e Libano. Tutte queste iniziative insieme alle altre che sta sviluppando il DPA si realizzano grazie al Consiglio d'Europa e ai finanziamenti che mette a disposizione il DPA.

Inoltre grazie all’expertise italiana ed in particolare alle attività di recupero della comunità di San Patrignano, in collaborazione con le Nazioni Unite e il DPA, lo stato del QATAR sta attivando la predisposizione un piano di azione nazionale per la costruzione di interventi e strutture che si occupino di prevenzione, cura e riabilitazione in modi integrato e innovativo, anche attraverso la realizzazione di un centro specializzato nel recupero e riabilitazione di tossicodipendenti ispirato al modello di San Patrignano. L’iniziativa presentata proprio nei giorni scorsi a Doha dai tecnici della comunità e' parte di un più ampio accordo con il governo del Qatar il cui obiettivo e' sviluppare la cooperazione internazionale al fine di soddisfare una precisa domanda proveniente da questi paesi ed offrendo loro il know-how della cura, del recupero e della prevenzione delle tossicodipendenze.

Patrick Penninckx, Segretario esecutivo del Gruppo Pompidou, intervenendo alla tavola rotonda ha così dichiarato: “L'Italia è il partner principale del Gruppo Pompidou nel promuovere politiche coerenti sulle droghe nel sud del Mediterraneo per la creazione di Osservatori nazionali antidroga Dopo la rivoluzione, l'Egitto sta cercando il suo modo di combattere un problema crescente di droga e di tossicodipendenza”.

“In questi ultimi anni il nostro Paese – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA- sta suscitando molto interesse con i vari modelli esistenti di trattamento, cura e riabilitazione dei tossicodipendenti anche nei Paesi Arabi dove l’emergenza delle droghe purtroppo è sempre più crescente. Il DPA è particolarmente disponibile e contento di instaurare sempre più strette forme di collaborazione in particolare con questi paesi che spesso subiscono anche i pesanti danni del transito e del traffico delle droghe provenienti dalla Africa centrale verso i paesi europei che lasciano inevitabilmente una scia di tossicodipendenze. Creare piani di azione coordinati in ambito sociosanitario oltre che del contrasto, per prevenire e gestire al meglio queste conseguenze, aprirà la porta anche ai competenti uffici (quale per esempio la DCSA e l'Interpol) per migliorare altri tipi di collaborazioni in ambito del controllo del traffico degli stupefacenti, ma anche in ambiti socioeconomici. Consideriamo anche molto importanti e interessanti i rapporti che abbiamo attivato con lo stato di Israele con il quale si stanno predisponendo analoghi accordi di collaborazione anche in ambito tecnico scientifico, sulla base di intenti comuni e di progetti specifici soprattutto per quanto riguarda la prevenzione ed il trattamento delle dipendenze. Siamo convinti - ha concluso Serpelloni - che solo attraverso le cooperazioni internazionali di questo livello, saremo in grado di fare realmente fronte comune nella prevenzione, lotta e recupero dalle tossicodipendenze a livello globale, con un approccio "super partes" e senza frontiere che mai come in questo momento sta unendo i popoli di tutto il mondo in una visione coordinata e sostenibile di risposta bilanciata ed efficace alla diffusione e contro l'uso di tutte le droghe”.


[09-05-2013]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - “UN NETWORK MEDITERRANEO CON I PAESI ARABI”


Sarà un nuovo network a incentivare i rapporti anche nel campo della prevenzione delle tossicodipendenze con il mondo arabo che potrà aiutare a costruire ponti a tutti i livelli per globalizzare e rendere più coordinati sempre di più gli interventi di prevenzione.

Il DPA è impegnato da ormai quattro anni a questa parte a collaborare e supportare attivamente la rete Mednet del Consiglio d’Europa (Gruppo Pompidou) nei programmi di supporto e di riorganizzazione territoriale e formazione in : Algeria, Tunisia, Marocco, Egitto Giordania e Libano.
Si è concluso pochi giorni fa un evento a Tunisi in collaborazione con la rete Mednet del Consiglio d’Europa e con il Ministro alla salute Tunisino, nel quale sono state affrontate tematiche molto importanti: quali la riorganizzazione dei servizi, la creazione di osservatori nazionali sulle dipendenze, il monitoraggio del fenomeno ed il collegamento tra parte politica e parte tecnica e partirà lunedì prossimo al Cairo un’altra iniziativa sullo sviluppo e implementazione delle Politiche sulle droghe in collaborazione con il Ministero della Salute Egiziano. Particolare attenzione in questi paesi viene inoltre dedicata alle tematiche di genere estremamente rilevanti nel mondo arabo: il 15 maggio prossimo sarà organizzato un incontro, sempre al Cairo, sull’organizzazione dei servizi sanitari dedicati alle donne che hanno problemi di dipendenze. Stiamo inoltre coinvolgendo tutti questi paesi arabi e gli altri nostri partner internazionali in un’ iniziativa comune dedicata alle problematiche di genere in collaborazione con Unicri (United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute) che si terrà il 26 giugno giornata mondiale contro la droga.
“ L’Italia – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA- crede fortemente in questo tipo di iniziative e di scambi con i Paesi del Bacino dell’aerea del Mediterraneo. Considero quindi questa iniziativa insieme alle altre che stiamo sviluppano grazie alla rete Mednet del Consiglio d'Europa, molto importante anche per le rilevanti collaborazioni internazionali che è in grado di creare. Consideriamo anche molto importanti e interessanti i rapporti che abbiamo con lo stato di Israele con il quale sono stati presi accordi di collaborazione sulla base di intenti comuni e di progetti specifici soprattutto per quanto riguarda la prevenzione ed il trattamento delle dipendenze”.


[09-05-2013]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA: “TIRA DRITTO” STOP COCAINA CONTINUA IL TALK STREET NEI LUOGHI DI SPACCIO CONTRO LA COCAINA CON TAPPA A SCAMPIA


Sabato 11 Maggio, il tour itinerante contro la cocaina farà tappa a Scampia. Napoli, infatti è la seconda città dopo Roma che fa parte del progetto di sensibilizzazione “Tira Dritto – Stop cocaina – contro la droga nei luoghi di spaccio italiani.

Il talk street avrà inizio alle ore 15:00 alla Villa comunale, dove interverranno tra gli altri il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, il prefetto e il questore di Napoli, il capo del dipartimento politiche antidroga alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Giovanni Serpelloni.
Nata da un'idea del giornalista di Repubblica Paolo Berizzi, "Tiradritto" è promossa dal Dipartimento Politiche Antidroga ed è sostenuta da Unicef, Croce Rossa Italiana - Comunità Villa Maraini, EIHP ed ha ottenuto l'adesione di numerosi personaggi dello spettacolo e della cultura italiani.
“Con questa campagna – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA- scendiamo in strada con la gente per affrontare anche il problema culturale e di salute legato all’uso di droga e in particolare allo spaccio della cocaina nei luoghi che quotidianamente vengono utilizzati come piazze di diffusione di questa sostanza tossica. Crediamo che queste campagne siano di grande importanza e utilità perché servono a incrementare la cultura della salute e della legalità soprattutto nei ragazzi. Deve essere chiaro agli occhi di tutti i cittadini, ma soprattutto dei consumatori che chi acquista droga (qualsiasi tipo di droga) per il proprio piacere personale, finanzia la violenza e il mal affare delle organizzazioni criminali e del terrorismo. Chi invece ha una tossicodipendenza e quindi una malattia può accedere a terapie specialistiche presso i dipartimenti delle dipendenze, in modo gratuito e anonimo. Inoltre, mai abbassare la guardia sui danni che le sostanze provocano alla salute mentale oltre che fisica. In particolare, il consumo di cocaina nei giovani, provoca importanti effetti nocivi sul sistema nervoso e sulla psiche oltre che sul sistema cardiovascolare con la comparsa di aritmie, che vanno dalla tachicardia sinusale benigna alla tachicardia ventricolare, fino all'infarto precoce”.
Il tour continuerà in altre città italiane per tutto il 2013.


[03-05-2013]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - DATI CNR SULLA DIFFUSSIONE DELLE DROGHE, SERPELLONI: “DATI INTERESSANTI DA VERIFICARE CON QUELLI PIÙ AGGIORNATI"


Giovanni Serpelloni capo del DPA, interpellato da vari giornalisti che hanno richiesto un commento sui dati pubblicati oggi dal CNR sulle diffusione droghe cosi interviene:
“Qualche settimana fa abbiamo chiesto un incontro tecnico scientifico al CNR per poter discutere con loro questi dati apparsi oggi sulle agenzie di stampa, ma di cui non conosciamo ancora le analisi tecniche scientifiche di rilevamento e elaborazione. Quelli del CNR sono dati che si riferiscono al 2012 (oggi disponiamo anche dei dati più aggiornati del 2013) e che presenterebbero qualche contraddizione con altre ricerche eseguite con metodiche avanzate che hanno determinato la presenza di metaboliti delle sostanze stupefacenti nelle acque reflue delle città dove è invece stato riscontrato un calo dei consumi generali per tutte le sostanze. Le nostre indagini sono più recenti e aggiornate rispetto a quelle eseguite dal CNR e riguardano il consumo di sostanze nella popolazione generale. È possibile quindi che vi sia qualche differenza. Inoltre sono anche da verificare i confronti con le medie europee che normalmente presentano classi di età diversificate rispetto a quelle usare dal CNR.
Un successivo studio da noi eseguito, su circa 45 mila studenti nel 2103 con tecniche che usano internet come metodologia di rilevamento, (dati quindi anche più recenti e aggiornati alla situazione attuale) mostra anch’esso delle differenze da quanto riportato oggi dal CNR. Qualche dubbio lo abbiamo anche sul numero totale dei tossicodipendenti riportato che ci sembra troppo elevato rispetto alle nostre stime, ma sarà interessante approfondire queste differenze che ci permetteranno di comprendere ancora meglio il fenomeno anche in Italia”.
Il capo del DPA , alla domanda se ritiene quindi che ci sia in atto un aumento della diffusione dei consumi Serpelloni, ha così dichiarato:
“I dati preliminari in nostro possesso e provenienti da varie fonti indipendenti non dimostrerebbero questo fenomeno se non per l’uso di cannabis, il quale aumento potrebbe essere conseguenza di una diminuzione della percezione del rischio da parte dei giovani per le continue campagne che vengono fatte che tendono a sminuire le potenzialità tossiche di questa droga. Tra qualche giorno saranno disponibili i dati del DPA di dettaglio aggiornati al 2103 che permetteranno meglio di documentare quanto da noi osservato anche mediante queste nuove metodiche di analisi”.

[03-05-2013]

LA RICERCA EUROPEA SULLE DIPENDENZE PARTE DALL’ITALIA: AL VIA IL LANCIO DEL NUOVO NETWORK SCIENTIFICO DELL’UNIONE EUROPEA ERANID


La Commissione Europea, con l’Italia in prima linea, si è data dei nuovi obiettivi di ricerca nel campo delle droghe, promuovendo lo sviluppo di una visione condivisa delle priorità e programmi in materia di droghe, collegando i diversi soggetti interessati alla ricerca scientifica sulle dipendenze, rafforzando e ampliando la rete dei responsabili dei programmi di ricerca e le parti interessate e diffondendo i risultati delle conoscenze acquisite. Questi i temi principali del progetto europeo Eranid finanziato e voluto dalla Commissione Europea, che sarà lanciato martedì prossimo 7 maggio a Roma alle ore 11:00 presso la Sala stampa Estera di via dell’Umiltà 83/C e nei 6 paesi Europei, partner del progetto.
Saranno presenti all’incontro oltre a Els van Gessele, coordinatore del progetto Eranid, appartenente all’organizzazione per la Ricerca sulla Salute e Sviluppo (Zonmw, the Netherlands), Giovanni Serpelloni, capo del DPA.
Si tratta di un’importante attività di ricerca nel campo delle dipendenze che persegue l’obiettivo di costruire un’Agenda Strategica di Ricerca Europea e di selezionare le priorità per la creazione di due bandi europei. Di durata quadriennale, il progetto si avvale inoltre della prestigiosa collaborazione di due importanti organizzazioni come l'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT), e il gruppo Pompidou del Consiglio d’Europa. L’Olanda in qualità di coordinatore del progetto, il Regno Unito, la Francia, il Portogallo e il Belgio sono i Paesi partner che coopereranno al fianco dell’Italia.
Al DPA è demandato l’importante settore della comunicazione scientifica, al fine di garantire le attività correlate al progetto, nonchè la trasmissione ai partner europei, agli stakeholders e alla comunità scientifica stessa, i risultati intermedi e finali, sollecitando così i decisori politici proprio sulla base dei risultati ottenuti e delle evidenze scientifiche.
“Eranid – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA - non solo mira a migliorare la cooperazione nella ricerca contro la droga ma, grazie anche alla valorizzazione delle neuroscienze, vuole inoltre promuovere le attività nel campo multidisciplinare, sia in quello delle scienze socio-economiche che in quelle umanistiche. Solo attraverso una più stretta cooperazione multidisciplinare tra ricercatori di diversi Paesi – ha aggiunto Serpelloni - si potrà raggiungere un ulteriore sviluppo di metodologie di ricerca integrata con una pratica clinica e preventiva che potranno essere di particolare importanza per la definizione e valutazione delle strategie politiche e dei programmi di intervento. Siamo di fronte al primo, ma fondamentale passo verso una cooperazione europea a lungo termine nel campo della ricerca sulla droga alla quale l’Italia contribuisce con forte impegno e determinazione”.

[22-04-2013]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA PER L’INGRESSO IN EUROPA, ITALIA MENTORE DELLA CROAZIA

Acquisire informazioni ed expertise per contenere e contrastare le dipendenze e rendere più efficaci le politiche nazionali e armonizzarle con le indicazioni europee. Approfondire il sistema di cura e recupero e analizzare la struttura e il funzionamento delle reti di monitoraggio epidemiologico del fenomeno.

Sono questi alcuni degli obiettivi della visita studio che ha avuto inizio oggi, per terminare il prossimo mercoledì 24 aprile, e che vede impegnata una delegazione proveniente dalla Croazia, ospite del Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

In visita dell’ingresso della Repubblica di Croazia nell’Unione Europea, che avverrà il prossimo 1 luglio, il Governo croato ha indicato l’Italia come Paese mentore in materia di politiche di contrasto delle dipendenze e dello spaccio di sostanze stupefacenti. La tre giorni di studio, finanziata dalla Comunità Europea attraverso il progetto Taiex, si inserisce dunque nel percorso di armonizzazione delle conoscenze e delle politiche croate, in materia di droghe, alle politiche e alle indicazioni europee, attraverso lo studio e l’analisi dei sistemi italiani.

"Abbiamo scelto l'Italia come Paese mentore - ha spiegato il Capo della delegazione croata, Zeljko Petkovic - per il successo conseguito nella lotta alla droga, che abbiamo apprezzato e condiviso, raggiunto anche sulla base dei dati scientifici che apprezziamo. Siamo inoltre convinti - ha proseguito - che la ricerca nelle neuroscienze, come da voi impostata, sia il terreno sul quale far germogliare le strategie e le politiche nazionali". Petkovic ha proseguito sottolineando l'interesse della Croazia per "i programmi di prevenzione, cura e riabilitazione e, soprattutto, per il vostro modello integrato di trattamento delle diverse dipendenze. Come voi - ha aggiunto - anche noi vogliamo integrare, nel nostro Paese, l'approccio a tutte le dipendenze e non solo quelle da sostanze stupefacenti. Siamo inoltre convinti - ha proseguito il Capo della delegazione croata - che l'approccio orientato soprattutto al recupero della persona tossicodipendente e, contemporaneamente , le attività di riduzione dei rischi e dei danni derivanti dall'uso di sostanze, cosi' come vengono realizzati nel vostro Paese, sono particolarmente efficaci e quindi interessanti per noi". Petkovic ha infine evidenziato l'interesse del suo Paese " per il Sistema di Allerta Precoce, la cui qualità ci è stata segnalata direttamente dall'osservatorio europeo".

Dopo aver illustrato la struttura, il funzionamento e i compiti principali del Dipartimento Politiche Antidroga, il capo del DPA, Giovanni Serpelloni, ha sottolineato l'importanza di aspetti come "il recupero, la prevenzione, l'epidemiologia, il monitoraggio e l'informazione mirata a target diversi" come elementi indispensabili per rendere efficaci strategie e le politiche antidroga.

L'incontro-studio è proseguito con l'illustrazione, da parte dei rappresentanti dei ministeri degli Affari Esteri, della Giustizia e della Salute, delle competenze dei loro dicasteri in materia di tossicodipendenze e della collaborazione con il DPA. Sono stati inoltre approfonditi la struttura e il funzionamento dell’Osservatorio nazionale dipendenze istituito presso il DPA e inserito all’interno dell’Osservatorio Europeo sulle Droghe e la Tossicodipendenza.

Nel pomeriggio, i rappresentanti croati effettueranno una visita presso la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (DCSA) del ministero dell’Interno per studiare la rete di coordinamento delle Forze dell’ordine impegnate nel monitoraggio del mercato delle sostanze stupefacenti e nella lotta allo spaccio. La seconda giornata sarà dedicata alla visita di una comunità di recupero, visto il particolare interesse manifestato dal governo croato per i programmi di recupero promossi dal DPA (promotore presso l’ONU di un’importante risoluzione sul tema del “recovery”, approvata nel 2011 dall’Ecosoc) e realizzati attraverso le comunità terapeutiche. La terza e ultima giornata, infine, sarà dedicata all’osservazione e allo studio sull’operato dei servizi per le tossicodipendenze, con la visita presso un Ser.T. che consentirà agli ospiti croati di vedere il funzionamento del strutture pubbliche di assistenza territoriale.

[18-04-2013]

PAESI ARABI DEL MEDITERRANEO E LOTTA ALLA DROGA: DPA A TUNISI CON IL CONSIGLIO DI EUROPA PER LO SVILUPPO DI MODELLI CONDIVISI E COORDINATI ANCHE CON I PAESI ARABI

Si é conclusa a Tunisi la prima tavola rotonda di due giornate sulle Politiche Antidroga e sui Piani d'Azione dei paesi arabi del mediterraneo, che l’Italia attraverso le rete Mednet del Gruppo Pompidou del Consiglio D'Europa, ha supportato e dove sono stati presentati modelli di intervento ed il sistemi epidemiologico del DPA.



L'iniziativa ha visto la partecipazione attiva oltre che dei rappresentati del Gruppo Pompidou del Consiglio d'Europa, del Ministro alla Sanitá Tunisino, dei rappresentati istituzionali governativi provenienti dai vari ministeri dei paesi arabi, dai Servizi pubblici e dalle organizzazioni della societá civile. Il coordinamento ha affrontato vari argomenti definendo altresì prioritari gli istrumenti e le metodologie per sviluppare piani d'azione, le strategie e gli strumenti per la realizzazione di Osservatori al fine di monitorare il fenomeno della droga in questi paesi e per l’emanazione di strategie nazionali basate sui dati e sulle necessità nazionali e sulle evidenze scientifiche. Si tratta di un’attività pilota che, in questa prima fase di realizzazione vede coinvolti in prima battuta oltre alla Tunisia, anche il Marocco e l'Egitto. Apprezzato il modello italiano sia per la parte delle modalità di studio epidemiologico del fenomeno sia per il modello di policy generale.

“Gruppi di lavoro e coordinamento internazionale come questo sullo sviluppo di politiche e piani d’azione sempre più globalizzati – ha dichiarato Giovanni Serpelloni capo del DPA - cercano di unire i vari paesi con una politica coordinata anche con la ricerca scientifica e la pratica clinica offrendo esperienza proprio nello sviluppo di una politica in materia di droga e nell’elaborazione dei piani d’azione. Il principale obiettivo è quello di soddisfare la domanda dei paesi del mediterraneo all'Italia di fornire quindi il know-how per la gestione e la valutazione di politiche sulla droga e dei relativi piani/programmi d’azione. Considero quindi questa iniziativa insieme alle altre che stiamo sviluppano grazie alla rete Mednet del Consiglio d'Europa, molto importante anche per le rilevanti collaborazioni internazionali che è in grado di creare. È nostra intenzione fornire e implementare solide basi di supporto tecnico scientifico per la rete di tutti quei paesi che si affacciano nell'area del mediterraneo e che richiedono il nostro intervento. Queste esperienze,sono necessarie e prioritarie non solo per gli scambi di esperienze, ma anche per rendere veramente unita e coordinata un’azione comune per contenere e combattere in modo efficace il fenomeno droga in modo sempre più globale”.

"Il punto focale tunisino - ha dichiarato Nabil Ben Salah direttore della Sanitá Pubblica del Ministero tunisino - esprime tutta la sua gratitudine al DPA per aver dato l’occasione agli esperti tunisini di condividere l’esperienza italiana con quella degli altri paesi mediterranei in materia di strategie nazionali di prevenzione delle dipendenze”.

[17-04-2013]

SEMPRE PIU' PREVENZIONE ANCHE CON I MEDICI DI FAMIGLIA CONTRO L'USO DI DROGHE ALCOL E IL GIOCO D'AZZARDO PATALOGICO - SIGLATO L'ACCORDO NAZIONALE DI COLLABORAZIONE TRA IL DPA E LA SOCIETA' ITALIANA DI MEDICINA GENERALE


Firmato nei giorni scorsi un importante accordo di collaborazione tra il DPA e la Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) che rappresenta l’Associazione scientifica dei medici di famiglia italiani. L’accordo contiene e condivide i principi e le strategie generali per la promozione e la realizzazione di attività finalizzate all’informazione corretta e scientifica contro l'uso di tutte le droghe, l'abuso alcolico e il gioco d'azzardo patologico, oltre che la formazione dei medici di medicina generale su questi temi. Tutte le attività informative in ambito tecnico-scientifico del materiale di prevenzione del DPA saranno messe a disposizione e diffuse dalla SIMG , attraverso la rete Internet per tutti i medici di famiglia, al fine di una più capillare, tempestiva ed economica distribuzione. La SIMG promuoverà, inoltre, la partecipazione all’ Italian Scientific Community on Addiction, la comunità scientifica di ispirazione istituzionale, collegata al Dipartimento Politiche Antidroga; e diffonderà, altresì, sul proprio sito web le attività di comunicazione e informazione istituzionale e di formazione organizzate dal Dipartimento, i materiali informativi e le linee di indirizzo prodotti dal DPA.
“Salutiamo con soddisfazione questo accordo” -ha sottolineato il Presidente della SIMG, dott. Claudio Cricelli , “perché rappresenta un risultato di alto valore istituzionale per il quale ringrazio il DPA ed il Capo Dipartimento, dott. Giovanni Serpelloni, a testimonianza della nostra politica di presa in carico globale del cittadino, inclusi i temi delle vecchie e nuove dipendenze. Il nostro lavoro si estende fino a includere tutti i nuovi fenomeni emergenti, i comportamenti individuali e sociali addittivi, come le ludopatie.
Il medicodi medicina generale (MMG) possiede potenzialità di percezione sociale uniche nel contesto della propria comunità di riferimento e del rapporto con i propri assistiti. Lo sviluppo di questa potenzialità deve essere incardinata nel nuovo ruolo e nei nuovi modelli organizzativi delle Cure Primarie restituendo al MMG una globalità di presa in carico finora mai compiutamente realizzata. Con il sostegno e la collaborazione del DPA definiremo e realizzeremo numerose iniziative di Ricerca, Informazione e Formazione e offriremo la nostra capacità ed esperienza di diffondere gli elementi tematici propri di questo settore ai Medici di Medicina Generale”.
“Registriamo con soddisfazione – ha dichiarato Giovanni Serpelloni - capo del DPA - l'identità di vedute con la SIMG sulle strategie antidroga e la necessità di collaborare per far aumentare la cultura della promozione e protezione della salute e in primo luogo le indicazioni e le azioni concrete per far comprendere, soprattutto ai giovani, il pericolo dell'uso di tutte le droghe e la necessità di adottare comportamenti responsabili verso la propria salute fisica e mentale oltre quelle di terze persone. Anche i medici di medicina generale possono e vogliono giocare un ruolo fondamentale nel tenere alto il grado di disapprovazione sociale e di allerta sanitaria verso atteggiamenti e comportamenti pericolosi come l'uso di sostanze stupefacenti o alcol. Da qualche anno, è comparsa sul mercato fortemente pubblicizzato sulla rete Internet, una notevole quantità di siti che offrono vecchie e nuove droghe sintetiche vendute con modalità che inducono una falsa percezione di bassa pericolosità e lesività in chi le acquista e le consuma. Bisogna agire quindi anche a questo livello. I medici di famiglia con la loro costante presenza e professionalità entrano in contatto spesso con persone che hanno informazioni distorte sui rischi delle droghe ed evidenziano disturbi da uso di sostanze. Per questo abbiamo ritenuto che l'accordo con la Società Italiana di Medicina Generale possa essere un’occasione in più per sensibilizzare proprio attraverso il network medico le giovani generazioni e le famiglie italiane. L'accordo – ha concluso Serpelloni - rappresenta un altro passo avanti verso il coordinamento globale sugli interventi di prevenzione in quanto segue e ricalca quello già siglato con l'ANCI sui comuni e con il Ministero dell'Istruzione per le scuole”.

[11-04-2013]

Il Sistema di Allerta Precoce DPA e RIS Carabinieri uniti per un più tempestivo ed efficace contrasto alle nuove droghe

Le Istituzioni e le Forze dell’Ordine si uniscono per combattere il mercato delle droghe, soprattutto delle nuove droghe, che quotidianamente espongono i consumatori a gravi rischi per la salute.

Un accordo di collaborazione tra il Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Arma dei Carabinieri ha dato origine a “R.I.S. – N.E.W.S.”
Il Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS) e i laboratori Analisi Sostanze Stupefacenti (LASS) dei Carabinieri entrano così a far parte, a pieno titolo, dei centri collaborativi del Sistema di Allerta Precoce del DPA ( National Early Warning System).

L’obiettivo principale della convenzione stipulata, scaturente dalla necessità di un adeguamento costante delle conoscenze del personale specializzato in materia di droga, è quello di sostenere una sempre più efficiente e tempestiva individuazione delle nuove sostanze stupefacenti con lo scopo di contrastarne la libera circolazione e la vendita sia via internet che nei cosiddetti “smart shop”.

L’aggiornamento degli uomini dei RIS, dunque, avverrà presso le loro sedi attraverso periodici incontri formativi, che avranno inizio proprio nel mese di aprile. Saranno in tutto 100 i militari specializzati che frequenteranno i corsi, tenuti da Ufficiali Comandanti delle Sezioni di Chimica dei Carabinieri e da esperti nazionali e internazionali dei Centri Collaborativi del Dipartimento Politiche Antidroga. In particolare, verranno approfonditi i protocolli analitici e le buone prassi di laboratorio per l’analisi chimica, qualitativa e quantitativa, delle sostanze stupefacenti ed in particolare delle “nuove droghe”. Sarà inoltre illustrato e analizzato nel dettaglio il funzionamento del Sistema di Allerta Precoce con particolare riferimento alla sua finalità: la rilevazione tempestiva dei fenomeni droga correlati potenzialmente pericolosi, l’invio di segnalazioni di allerta e l’attivazione di azioni di risposta.

“Questa convenzione e l’approfondimento formativo che essa prevede - ha sottolineato Giovanni Serpelloni, capo del DPA - hanno un’importanza cruciale nella lotta alle droghe, soprattutto a quelle nuove come i cannabinoidi e i catinoni sintetici e le fenetilammine, responsabili di numerosi casi di intossicazione in Italia e in Europa. Una lotta che non può mai essere interrotta e la cui efficacia e tempestività vanno costantemente migliorate perché il mercato delle droghe corre veloce e le Istituzioni e le Forze dell’Ordine unite devono tenere il passo, nell’interesse della salute dei cittadini”.

[10-04-2013]

DPA E RIS DEI CARABINIERI
INSIEME NELLA LOTTA ALLE NUOVE DROGHE

Domani, giovedì 11 aprile, alle ore 11:00 presso la Caserma dei Carabinieri Salvo d’Acquisto, in via di Tor di Quinto n.119, sarà presentata la convenzione “RIS – NEWS”, che rafforza la collaborazione tra il Dipartimento Politiche Antidroga e i Reparti Investigazioni Scientifiche (RIS) dei Carabinieri per una più incisiva lotta alla diffusione delle nuove droghe.

Si tratta di un accordo in virtù del quale i RIS entreranno a pieno titolo a far parte dei centri collaborativi del Sistema di Allerta Precoce del DPA (National Early Warning System). Il Gen.B. dei RIS, Enrico Cataldi, e il Capo del DPA, professor Giovanni Serpelloni, illustreranno il contributo che i militari dell’Arma daranno al complesso lavoro, realizzato del Sistema Nazionale di Allerta Precoce, di monitoraggio del mercato e di individuazione delle nuove sostanze stupefacenti.

[03-04-2013]

SCOPERTA UNA NUOVA OPPORTUNITA’ TERAPEUTICA CONTRO LA DIPENDENZA DA COCAINA

Sembra fantascienza ma è realtà. Un gruppo di scienziati americani, diretto dal Prof. Antonello Bonci del National Institute on Drug Abuse di Bethesda e stretto collaboratore del Dipartimento Politiche Antidroga Italiano, ha dimostrato attraverso un recentissimo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature (Rescuing cocaine-induced prefrontal cortex hypoactivity prevents compulsive cocaine seeking) che è possibile eliminare l’interesse ad assumere cocaina grazie ad una tecnologia rivoluzionaria e avveniristica chiamata "optogenetica" che è una specialità dell’ ingegneria genetica.

Gli innovativi esperimenti sono stati eseguiti su modelli animali e gli scienziati hanno reso un gruppo di ratti severamente dipendenti alla cocaina. Poi hanno misurato l'attività’ cerebrale della loro corteccia frontale (porzione prelimbica) che è un'area del cervello importantissima per quello che riguarda la capacità del soggetto di prendere decisioni e di controllare i propri comportamenti. Gli scienziati hanno osservato che tale corteccia frontale viene "spenta" dalla somministrazione cronica e compulsiva di cocaina e quindi i soggetti hanno meno capacità di controllo del loro comportamento e dell'assunzione di droga.
Utilizzando l'optogenetica, i ricercatori hanno messo a punto una tecnica che riesce a “risvegliare” la corteccia frontale inibita dalla cocaina, grazie ad un virus speciale che riesce a riattivare in modo selettivo i neuroni della zona del cervello prescelta. In seguito a tale riattivazione dei neuroni "addormentati", il comportamento di assumere droga in maniera compulsiva e quindi la dipendenza scompare.

“Le implicazioni di questo studio sono importantissime e di immediata utilità terapeutica" commenta il Prof. Bonci. Infatti, possiamo già usare nei pazienti tecniche di stimolazione cerebrale non invasive della corteccia prefrontale, quali la stimolazione transcranica magnetica e, per altre vie, questo studio, suggerisce che la stimolazione specifica di questa area cerebrale dovrebbe favorire la riduzione dei comportamenti di dipendenza da cocaina”.

“E’ un passo importantissimo e apre prospettive terapeutiche e di ricerca completamente nuove – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, Capo del Dipartimento Politiche Antidroga - la collaborazione con il NIDA che questo Dipartimento sta portando avanti da anni, si sta mostrando sempre più utile e importante per i nostri malati, trovare nuove soluzioni per ridurre le sofferenze delle persone con dipendenza e poterle reinserire nella società è una priorità anche per la ricerca nel campo delle neuroscienze. Noi in Italia siamo all’avanguardia in questo senso e già attrezzati a eseguire studi con la Stimolazione Transcranica Magnetica grazie ad un progetto specifico attivato dal Dipartimento”.

Le ricerche proseguiranno nei prossimi mesi grazie anche all'attivazione, da parte del DPA, di uno specifico centro italiano per la promozione delle collaborazioni Italia - USA.

[03-04-2013]

ISTITUZIONE DELL'OSSERVATORIO SULLA DIPENDENZA DA GIOCO D'AZZARDO SERPELLONI: “VALIDO STRUMENTO PER MIGLIORARE LA PREVENZIONE”

In riferimento all'istituzione presso l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli dell’Osservatorio sui rischi di dipendenza da gioco previsto dal decreto Balduzzi (dl 158/2012 convertito nella legge 189/2012), con il coordinamento tecnicoscientifico del DPA e finalizzato a valutare le misure più efficaci per contrastare la diffusione del gioco d'azzardo patologico e il fenomeno della dipendenza grave, il DPA interviene rispondendo alle richieste di informazioni dei giornalisti pervenute in queste ore.

“Siamo soddisfatti dell'attivazione dell'Osservatorio – afferma Giovanni Serpelloni, capo del DPA e coordinatore tecnico scientifico dell' Osservatorio – perché il fenomeno della dipendenza da gioco d'azzardo patologico è un aspetto che sta incidendo in maniera significativa nello sviluppo di una nuova malattia sociale. Un problema prevenibile da seguire strettamente e cui rispondere fin dalla sua genesi, prima di tutto dimensionandolo per poterlo affrontare in modo scientifico ed efficace. Per questo abbiamo messo a punto e diffuso un nuovo software gratuito, predisposto da questo Dipartimento, presso i Sert per la raccolta e l'elaborazione automatica e in tempo reale dei dati, molto carenti in questo momento, sui giocatori patologici che sono in carico alle strutture sanitarie pubbliche. Questo ci permetterà di quantificare meglio la dimensione del problema da affrontare sia in termini di cura e riabilitazione ma anche di prevenzione”.

Questo per ciò che riguarda i giocatori a rischio. E per gli operatori? “Il Dipartimento - prosegue Serpelloni - ha attivato uno specifico progetto GAP in collaborazione con le regioni e che coinvolgerà anche l'ANCI, oltre che pubblicato un manuale sul Gambling con indicazioni scientifiche per gli operatori. Non solo, ma abbiamo creato un gruppo di ricerca nazionale del DPA nelle neuroscienze e aspetti cognitivo comportamentali del gambling e abbiamo predisposto un nuovo modulo di formazione avanzata sul GAP presso l'Italian school on addiction del Dipartimento che si svolgerà nella Scuola superiore della Pubblica Amministrazione, per dare formazione anche on line”.

Come state conducendo questo progetto riguardante la patologia da gioco? “Abbiamo attivato studi - spiega Serpelloni - sugli effetti della pubblicità "pro-gioco" sulle persone vulnerabili per poter ridefinire i profili pubblicitari utilizzabili dentro confini seri ed accettabili, altre attività di ricerca sono state attivate in collaborazione con organizzazioni e istituti di ricerca internazionali, l'istituto superiore di sanità, centri clinici collaborativi. L'obiettivo è dare risposte tecnicoscientifiche immediate evitando le improvvisazioni, volendo fornire indicazioni concrete a livello nazionale per migliorare il coordinamento evitando così l'insorgenza di multi standard e approcci diversificati non basati sulle evidenze scientifiche. Al progetto attualmente partecipano 12 Regioni. Pensa che l'osservatorio possa essere veramente utile per rispondere al problema del GAP nel nostro Paese? Si, siamo tutti convinti che l'Osservatorio, dove sono presenti varie compagini e ministeri (tra cui anche quello della salute) può essere da subito la risposta concreta per creare un coordinamento con tutte le forze in campo e una serie di interventi immediati, sia in ambito sanitario ma anche di regolamentazione nell'ambito della distribuzione e della pubblicità, al problema del gioco d'azzardo patologico in Italia”.

Molte organizzazioni e associazioni del volontariato e della società civile si sono attivate in questi anni, come pensate di coinvolgerle?
“Proprio perché si ritiene fondamentale l'apporto della società civile in questo settore, con l'AAMS si è siglato un accordo di collaborazione per creare un comitato consultivo che sarà coordinato dal DPA a cui potranno partecipare tutte le varie organizzazioni di livello rappresentativo nazionale. Si vuole così valorizzare queste compagini e il loro ruolo altamente sociale. In questi anni molto spesso sono state le uniche ad allertare e fare informazione sul pericolo del gioco d'azzardo patologico, formulando proposte e indicazioni preventive oltre che di regolamentazione, sicuramente interessanti e da prendere in considerazione. Non dimentichiamo che molto spesso l'aiuto ai malati di GAP e alle loro famiglie anche per i problemi dell'usura, vengono dati da queste organizzazioni”.

Siamo tutti a rischio di sviluppare una malattia da GAP? “No non tutte le persone sono a rischio. Alcune sono particolarmente vulnerabili a sviluppare dipendenza e quindi malattia in quanto predisposte geneticamente e con fattori socio ambientali incentivanti. Esse hanno sistemi neuro-cognitivi particolarmente sensibili allo stimolo del gioco d'azzardo capacita di autocontrollo per un deficit dei sistemi della corteccia prefrontale. Se queste persone vengono esposte a stimoli pubblicitari troppo intensi o a gioco protratto possono manifestare una evoluzione verso la dipendenza. Sono fasce di popolazione da proteggere presenti sia nei giovani che negli anziani.

Vi sono altre patologie associare al GAP? “Si –conclude Sepelloni - molti di questi malati hanno anche altre dipendenze concomitanti: il 60% ha una codipendenza da sostanze stupefacenti o alcol, il 35% circa ha patologie psicologiche o psichiatriche.Non bisogna dimenticare che i meccanismi fisiopatologici del GAP hanno basi neurobiologiche e psichiche simili a tutte le altre dipendenze”.

Decreto Osservatorio
Comunicato Osservatorio


[27-03-2013]

AL VIA LA CAMPAGNA ITINERANTE “TIRADRITTO – STOP COCAINA”. SERPELLONI: “E’ UN BUON MOMENTO PER CREARE UN FRONTE UNICO. LA PREVENZIONE E’ UNO STRUMENTO EFFICACE”


Il quartiere romano di Tor Bella Monaca è stato la prima tappa del viaggio di “Tiradritto – Stop cocaina”, la campagna itinerante, in the road, nata con l’obiettivo di realizzare dibattiti pubblici, tra cittadini, istituzioni e Forze dell’Ordine nei luoghi che quotidianamente vengono utilizzati come piazze di spaccio.
Nata da un’idea del giornalista di Repubblica Paolo Berizzi, con la collaborazione della giornalista di Rai 3 Elsa di Gati, “Tiradritto” è promossa dal Dipartimento Politiche Antidroga ed è sostenuta da Unicef, Croce Rossa Italiana e Comunità Villa Maraini, ed ha ottenuto l’adesione di numerosi personaggi dello spettacolo e della cultura italiani, come Carlo Verdone, Marco Lodoli, Matteo Garrone, Piera Degli Esposti, Kasia Smutniak che ha partecipato all’incontro di Tor Bella Monaca. Alla tappa capitolina, ne seguiranno altre quattordici, la prima delle quali toccherà Napoli, per proseguire con Palermo, Verona, Milano.
“Campagne come Tiradritto – ha affermato il Capo del DPA, professor Giovanni Serpelloni – hanno un valore dimostrativo più che una capacità risolutiva ma sono di grande importanza e utilità perché servono a incrementare la cultura della salute e della legalità. Non è mai troppo l’impegno per rendere consapevoli i cittadini, i giovani primi fra tutti, non solo dei danni che la cocaina provoca alla salute, alla società e all’economia, ma anche del fatto che ogni euro speso per acquistare una sostanza stupefacente finanzia le mafie, le organizzazioni criminali e le loro violenze”.
Serpelloni ha tenuto inoltre a sottolineare che le campagne di sensibilizzazione, educazione e prevenzione, se portate avanti con costanza e in modo capillare, danno frutti. “Negli ultimi 3-4 anni – ha ricordato – abbiamo visto diminuire il consumo di cocaina, rilevato attraverso l’indagine sulle acque reflue che abbiamo condotto in diciotto città italiane con la collaborazione dell’Istituto Mario negri. Questo dimostra che il fronte del consumo di cocaina può cedere e che i giovani rispondono positivamente a questo tipo di campagne. E’ dunque un buon momento – ha concluso – perché ci uniamo, società civile, istituzioni e Forze dell’Ordine, per creare un fronte unico e permanente”.

Guarda le foto della giornata.

[22-03-2013]

IL DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA CON LA CAMPAGNA "ON THE ROAD" TIRA DRITTO-STOP COCAINA


In riferimento alla campagna itinerante Tira dritto - Stop Cocaina", in giro per l'Italia, da Roma a Scampia, da Palermo a Milano, nata dall'idea del giornalista di Repubblica Paolo Berizzi che avrà come prima tappa Tor Bella Monaca, alla periferia di Roma il prossimo mercoledì 27 Marzo e che vedrà la partecipazione di Villa Maraini e della comunità di San Patrignano, il DPA così interviene:

Collaboriamo volentieri a questa iniziativa perché siamo convinti che questo potrà dare una ulteriore spinta alla diminuzione del consumo di questa micidiale sostanza che abbiamo già positivamente registrato in questi ultimi tre anni, ma soprattutto per far diventare le nostre città spazi sempre più vitali e liberi dalle droghe e dalle mafie .
Quando Paolo Berizzi ha proposto l’iniziativa dei Talk Street abbiamo deciso subito di supportarla anche perché riteniamo fondamentale che le Istituzioni, che operano nella lotta alla droga a diversi livelli scendano tra la gente anche in quei luoghi che generalmente sono considerati zone franche dello spaccio per affrontare una tematica complessa come il consumo di sostanze specie tra i giovani.
“Deve essere chiaro agli occhi di tutti, ma soprattutto dei ragazzi- ha aggiunto Giovanni Serpelloni capo del DPA - che chi acquista anche una piccola quantità di droga, di qualsiasi droga, per il proprio piacere personale o perché ne è dipendente, purtroppo finanzia le mafie, la loro violenza e il mal affare delle organizzazioni criminali nonché il terrorismo. Voglio ricordare che i malati di dipendenza da cocaina possono accedere facilmente a cure e supporti specialistici gratuiti e chi invece non soffre di questa malattia, ma usa la cocaina solo per il proprio piacere, può senz'altro trovare altre forme più sane e legali di gratificazione senza esporre se stesso e terze persone a rischi importanti e senza dare denaro a chi destabilizza lo Stato sulla pelle dei cittadini. Ma non c'è di mezzo solo il rispetto della legalità e del proprio ambiente di vita. Oltre a questo infatti gli incontri saranno l’occasione per poter ribadire come il consumo di cocaina soprattutto nei giovani, ha importanti effetti nocivi sul cervello, sulla sua regolare maturazione, sulla capacità decisionale e sul controllo dei comportamenti, ma anche sul sistema cardiovascolare con la comparsa di gravi patologie quali l'ictus e l'infarto precoce. Crediamo infatti che l’attenzione per la salute, sia fisica che mentale, costituisca oltre che un dovere individuale anche una vera e propria forma di investimento per il futuro del nostro Paese”.

[21-03-2013]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - CON MANGANELLI ITALIA PERDE UN PALADINO DELLA GIUSTIZIA E DELLA LEGALITA'


Il DPA esprime profondo cordoglio per la scomparsa del Capo della polizia Antonio Manganelli. " Il nostro Paese - ha dichiarato Giovanni Serpelloni capo del DPA - ha perso oggi un uomo con un grande senso di responsabilità istituzionale e di alta sensibilità che ha sempre dimostrato con il suo impegno incessante nella lotta alla criminalità organizzata. Voglio anche ricordare la sua tenacia nella lotta alla droga e l'alto valore umano espresso anche in questo settore. L'Italia oggi perde un paladino della giustizia e della legalità".

[15-03-2013]

INCB President calls on the United States Government to address initiatives aimed at permitting recreational drug use

Pubblichiamo il comunicato stampa di Raymond Yans, Presidente dell’INCB (International Narcotics Control Board) intervenuto ieri alla 56ma sessione che si sta svolgendo a Vienna in riferimento all'esito del voto dello scorso Novembre negli stati americani del Colorado e Washington a favore d’iniziative che - se attuate - renderebbe possibile l'uso ricreativo della cannabis in questi stati, ha invitato il governo degli Stati Uniti a contrastare le iniziative volte a consentire l'uso ricreativo di droga. L'uso ricreativo della cannabis sempre secondo Yans "sarebbe una violazione del diritto internazionale, in particolare la Convenzione unica delle Nazioni Unite sugli stupefacenti del 1961, a cui gli Stati Uniti sono parte."


VIENNA, 13 March 2013 (UN Information Service) - Allowing for the recreational use of cannabis "would be a violation of international law, namely the United Nations Single Convention on Narcotic Drugs of 1961, to which the United States is party."

This was stressed by the President of the International Narcotics Control Board (INCB), Raymond Yans, here, today in a statement to the fifty-sixth session of the Commission on Narcotic Drugs as he made reference to the outcome of the November 2012 voting in the US states of Colorado and Washington in favour of initiatives which - if implemented - would allow for the recreational use of cannabis in these states.

Mr. Yans took note of a statement made by the Office of the Attorney General of the United States in December 2012 that, regardless of any changes in state law, growing, selling or possessing any amount of marijuana remained illegal under federal law. This was "good, but insufficient", according to the President of INCB, whose mandate is to monitor the implementation of the three international drug control conventions. He went on to state that the United States has a treaty obligation to ensure the implementation of the treaties on the entirety of its territory.

Mr. Yans expressed the hope that this issue would soon be dealt with by the US Government in line with the international drug control treaties.

Noting the universal adherence to the three international drug control conventions, Mr. Yans also called on all Governments to implement all provisions of the conventions to which they are party.

http://www.unis.unvienna.org/unis/en/pressrels/2013/unisnar1164.html

[15-03-2013]

VIENNA RICONFERMA LA POSIZIONE DELL’ITALIA IN PRIMA LINEA - NELLA PREVENZIONE E NELLA CURA DEI TOSSICODIPENDENTI

Giovanni Serpelloni, capo del DPA, nel corso della 56ma sessione della Commissione Stupefacenti delle Nazioni Unite, che si sta svolgendo a Vienna, ha incontrato, assieme all’Ambasciatore Filippo Formica, Yury Fedotov, Direttore Esecutivo dell’UNODC, (United Nations Office on Drugs and Crime) il quale ha espresso vivo apprezzamento per le iniziative e i progetti attivati del DPA e l’intenso lavoro svolto dall’Italia sulla prevenzione dall’uso delle sostanze stupefacenti. Queste attività hanno portato in questi ultimi anni alla diminuzione del numero dei consumatori, al forte calo del numero di persone morte per overdose e a far decrescere il numero d’infezioni da HIV ed Epatiti. Indicatori importanti e oggettivi della contrazione del fenomeno droga nel nostro Paese. Apprezzamenti sono stati fatti da varie delegazioni anche per l’alto profilo del nostro Sistema Nazionale di Allerta Precoce per il monitoraggio tempestivo ed efficace dell’entrata delle nuove droghe in Italia.

Inoltre l’UNODC e il DPA hanno condiviso due nuovi e importanti progetti: uno riguardante la creazione di una Global Scientific Community sulle Neuroscienze dell’Addiction in collaborazione con il NIDA (National Institute on Drug Abuse) e l’altro, la creazione di una Global Community delle organizzazioni della società civile al fine di condividere e implementare un nuovo modello di prevenzione dall’uso di sostanze basato anche sull’adozione dei nuovi standard messi a punto dall’UNODC in collaborazione con il DPA e altri ottanta esperti internazionali.

Molto importante anche l’incontro con i rappresentanti delle Drug Courts americane per studiare e promuovere anche in Italia nei prossimi mesi interventi e documenti comuni sulla base dello Statement italiano dello scorso ottobre (http://www.politicheantidroga.it/comunicazione/eventi/prevention-strategy-and-policy-makers-a-%E2%80%9Csolidarity-consortium%E2%80%9D--/rome,-9-10-october-2012.aspx) per una nuova politica sugli interventi dei tossicodipendenti in carcere al fine di prevenire e ridurre l’accesso e a promuovere la depenalizzazione dell’uso di sostanze che in molti paesi del mondo ed europei (al contrario dell’Italia) è ancora un reato e non un illecito amministrativo come nel nostro Paese.

Sono stati inoltre condivisi con la delegazione Americana i principi delle moderne drug policies e la necessità di sviluppare politiche sempre più orientate al recupero della persona tossicodipendente attraverso un approccio bilanciato e il sistema della sanità pubblica, riconfermando quindi l’allineamento d’intenti con paesi importanti come Usa, Giappone, Canada, Inghilterra, Svezia e Francia.

Durante la sessione della CND, il capo dipartimento Serpelloni ha inoltre sottolineato come sia fondamentale affrontare e supportare sempre di più il trattamento e la riabilitazione della tossicodipendenza non perdendo mai di vista sia il punto di vista sanitario, ma anche quello socio-economico e cioè il grande vantaggio che le società di tutti i paesi possono avere nel recuperare risorse umane, culturali e intellettuali delle persone vittime di questa malattia.

Nel pieno rispetto dei diritti umani e la dignità, ha ribadito il Capo Dipartimento, i programmi di trattamento e riabilitazione dovrebbero essere basati su un’accurata conoscenza scientifica nel campo delle neuroscienze, che dovrebbe essere sempre più condivisa a livello internazionale. Il trattamento deve essere offerto attivamente, accessibile e gratuito oltre che il più precoce possibile per essere veramente efficace. I servizi devono essere attivamente offerti dal sistema sanitario nazionale, gratuitamente e su base permanente, offrendo così un trattamento "integrato", compreso quello farmacologico, psicologico, educativo oltre ai programmi riduzione dei rischi e dei danni correlati all’uso di sostanze che devono essere complementari e non sostitutivi a quelli di riabilitazione.

“Siamo molto soddisfatti - ha dichiarato Serpelloni – che il lavoro svolto in questi anni dal DPA, ma anche da tutte le Amministrazioni centrali e regionali, nonchè dalle organizzazioni del volontariato italiane, sia stato apprezzato da importanti organismi internazionali delle Nazioni Unite quali l’UNODC, punto di riferimento mondiale per le problematiche alla lotta alla droga, che ha riconosciuto e apprezzato le strategie e le tecniche messe in atto dal nostro paese. L'Italia è grata a UNODC per il suo lavoro costante e insostituibile nel sostenere gli Stati Membri per rafforzare le loro politiche e le loro capacità, al fine di prevenire e ridurre la domanda”.

[21-02-2013]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - DROGA E PREVENZIONE: INCONTRO A PALAZZO CHIGI CON DELEGAZIONE AMERICANA DEL CADCA E DELLE FONDAZIONI DEMOCRATICHE PER UNA PROGETTUALITA' COMUNE


Avviare e facilitare un processo di cambiamento ambientale per la creazione di comunità locali sane e libere dalle droghe e da tutte le sostanze dannose per la salute. Un processo che dovrà tenere conto delle peculiarità del territorio e della popolazione coinvolti nel progetto di prevenzione.Sono le finalità principali dell'“Environmental Prevention Project”, affidato al CADCA - Community Anti-Drug Coailitions of America (ente di prevenzione dal Governo Americano) dal Dipartimento per le Politiche Antidroga.
Il progetto è stato illustrato nel corso dell'incontro, tenutosi oggi presso Palazzo Chigi, alla presenza dei rappresentanti della CADCA, Arthur Dean, Susan Thau, Eduardo Hernandez, Kareema Abdullah; di Kevin Sabet, direttore del Drug Policy Instistute della University of Florida. Sono intervenuti inoltre Giovanni Pieretti, direttore del Dipartimento di Sociologia e Diritto dell'Economia dell'Alma Mater Studiorum Università di Bologna, e di Mauro Roda, Presidente della Fondazione Duemila (Case del popolo).
A illustrare gli obiettivi del CADCA è stato Arthur Dean, CEO del CADCA, che ha sottolineato come la Community statunitense tenga "in grande considerazione i giovani non perché saranno i leader di domani ma perché sono già i giovani leader di oggi". Spiegando, invece, le caratteristiche delle coalizioni sulle quali si fonda l'attività del CADCA, Dean ha chiarito che si tratta di "un insieme formale di persone e istituzioni che collaborano e condividono risorse per raggiungere obiettivi comuni per prevenire la diffusione e l'uso di droghe nelle città americane. A noi - ha aggiunto - interessa trasformare l'intera popolazione, non solo quelli che partecipano a un determinato programma, in agenti di prevenzione sociale ed ambientale".
Il confronto con l'esperienza del CADCA è stato l'occasione per valutare le possibilità di realizzazione di programmi simili anche in Italia, attraverso la messa in sinergia del Progetto Valore Salute e l'esperienza e il radicamento nel territorio delle Case del Popolo.
"L'idea di lavorare e collaborare con il DPA e i colleghi americani sulla prevenzione e cioè di riportare al centro dell' attenzione la promozione e la difesa della salute a fronte di una crisi che lascia molto sole le persone - ha constatato Mauro Roda - coglie un bisogno di miglioramento in generale per la costruzione di una società civile più avanzata nel nostro Paese. Nelle Case del popolo c'è già una comunità attiva, di lunghe tradizioni anche valoriali sui tema della salute, del lavoro, della cultura. Aggiornare i programmi ai bisogni di una società in continua trasformazione è - ha aggiunto - un modo per continuare a corrispondere ai bisogni reali delle persone".
"Abbiamo pensato di raccogliere e valorizzare lo straordinario patrimonio culturale, storico, economico e di partecipazione sociale che è rappresentato dalle Case del Popolo italiane e metterlo in un progetto di prevenzione delle droghe - ha affermato Giovanni Pieretti - deve utilizzare una forma di prevenzione territoriale, che oltre a lanciare messaggi contro la droga, preveda forme di promozione di stili di vita positivi sfruttando l'esigenza delle persone di stare insieme per cambiare molte cose di questa società che sembra aver perso la bussola anche sui valori di base. Ci sembra che questo progetto sia una grande occasione".
Patrick Pennincks del Gruppo Pompidou del Consiglio d'Europa ha tenuto a sottolineare come, l'incontro di oggi e il progetto del DPA siano stati l'occasione "per aprire il cammino a un nuovo genere di progetti di prevenzione contro le droghe di livello europeo. Ascoltare l'esperienza americana ripresa in Italia ha reso ancora più concreta la possibilità di sviluppi futuri di collaborazioni tra Stati Uniti ed Europa, l'Italia in questi anni si è sempre dimostrata all'avanguardia in tema di prevenzione".
"La giornata di oggi - ha dichiarato Giovanni Serpelloni - ha gettato le basi per una collaborazione tra gli organismi che si occupano di prevenzione negli USA e quelli che se ne occupano e se ne occuperanno in Italia e in Europa. Questo perché il problema della droga e la capacità di penetrazione dei trafficanti non hanno confini e quindi, allo stesso modo, i programmi di prevenzione e le politiche di contrasto non devono avere confini". Quanto alla collaborazione con le Case del popolo, il capo del DPA, ha ricordato che l'offerta fatta dalle fondazioni di poter utilizzare tali strutture anche a fini preventivi è una buona occasione, per aumentare l'efficacia e la diffusione nella comunità degli interventi preventivi, proprio perchè queste concentrano "le reti sociali del territorio nel quale si trovano. Ispirandoci dunque alla loro esperienza e accettando la loro disponibilità coinvolgendole direttamente, abbiamo pensato di avviare l'"Environmental prevention project" utilizzando e valorizzando il loro radicamento nel territorio e nella società”.

[20-02-2013]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - SCUOLA NAZIONALE SULLE DIPENDENZE - AL VIA IL SECONDO CORSO ANNUALE DI FORMAZIONE AVANZATA


Comincerà domani a partire dalle 8:30 preso la Sala Polifunzionale di Santa Maria in via n. 37 a Roma, il secondo corso annuale di formazione avanzata e multidisciplinare della Scuola Nazionale sulle Dipendenze per i professionisti del sistema italiano delle dipendenze.
Dopo la fase conclusiva a Ottobre del primo anno accademico, riprende l’attività della Scuola con due giorni dedicati sia all’inquadramento generale delle dipendenze in Italia, sia agli aspetti più scientifici in particolare alle neuroscienze, alla maturazione cerebrale e alla vulnerabilità, alle tecniche di neuroimaging nell’addiction e al trattamento della dipendenza.
La National School on Addiction - programma di formazione multidisciplinare sulle dipendenze - s’inserisce nel più ampio progetto della " Scientific Community on Addiction" promossa fortemente dal DPA, è una Scuola prima e unica nel suo genere, gestita con uno specifico programma didattico dalla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, realizzata in collaborazione anche con il Ministero della Salute, dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e il Ministero dell'Interno.
Anche quest’anno il piano di formazione avrà una durata di ben 100 ore con l'accesso gratuito di circa 100 partecipanti che avranno a disposizione un corpo docente selezionato tra i professionisti dei Ministeri e degli Enti Istituzionali nazionali, regionali e centri di ricerca internazionali più quotati quali il NIDA. Inoltre come l’anno scorso la Scuola prevede alla fine del corso il riconoscimento di ben oltre 100 crediti ECM per medici, psicologi, educatori professionali e infermieri e il rilascio congiunto da parte del DPA e dalla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione di un attestato di formazione.
Sarà riproposto un primo livello “basic”, costituito da moduli monotematici con valutazione dell’apprendimento e discussione finale di un project work e un secondo livello d’insegnamento “advanced”, riservato a chi ha già partecipato al corso basic, che consentirà l’approfondimento di tematiche specifiche. Sempre domani, nel corso della giornata formativa, verranno consegnati i Diplomi dell’edizione 2012.
“Continuiamo a gettare le basi – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA - per il raggiungimento di obiettivi molto importanti di innovazione culturale e scientifica dei professionisti italiani nel campo delle neuroscienze e dei trattamenti integrati. In particolare la Scuola Nazionale può essere lo strumento innovativo utile a far emergere le nuove competenze e a formare una classe di professionisti più orientata alle evidenze scientifiche, all’approccio multidisciplinare, con uno sguardo alla sostenibilità degli interventi in un assetto organizzativo moderno e che possa affrontare tutti i tipi di dipendenza comprese quelle comportamentali oltre che da sostanze. La Scuola organizzerà workshop, seminari e accessi a internet dedicati ad attività progettuali per favorire la partecipazione alle attività scientifiche anche a distanza per chi non può frequentare il percorso formativo on site della Scuola stessa”.
E’ possibile consultare il programma completo della Scuola su www.dpaschool.it

[06-02-2013]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - AVVERTENZE CONTRO I RISCHI DEL GIOCO D'AZZARDO: PRONTE LE INDICAZIONI ANCHE IN LINGUA CINESE

Non si ferma l’impegno del DPA nella lotta contro il gioco d’azzardo patologico. Dopo aver provveduto nei mesi scorsi a inviare le avvertenze contro il GAP sia in italiano, inglese e arabo a tutte le Aziende sanitarie di tutta Italia, che devono ottemperare a quanto stabilito dal Decreto Balduzzi, sono state realizzate da questo Dipartimento e inviate anche quelle in lingua cinese.

“Ribadiamo - ha dichiarato Serpelloni, capo del DPA - a tutte le persone che soffrono di questa malattia, che il gioco d’azzardo patologico, con le giuste terapie e supporti, è una malattia sicuramente prevenibile, curabile e guaribile. Diventa quindi molto importante che i giocatori affetti da questa patologia sappiano a chi rivolgersi e come intervenire sulla malattia. Siamo convinti che la proposizione anche in lingua cinese delle avvertenze sul gioco d’azzardo così come quelle in arabo, testimonia la volontà di percorrere la strada multiculturale nell’affrontare problemi. E’ fondamentale che la cooperazione internazionale anche nella lotta alle dipendenze, si esprima anche facilitando la comprensione dei messaggi preventivi per la crescita, la promozione e la difesa della salute di ogni cittadino anche straniero soprattutto se emigrante e in difficili condizioni”.

Le aziende sanitarie e le regioni potranno liberamente utilizzare il materiale messo a punto e reso gratuitamente disponibile dal DPA, inserendo i propri loghi e indirizzi dei centri di assistenza.

In allegato il prototipo delle avvertenze di rischio (www.politicheantidroga.it) per i giocatori prodotte dal DPA in lingua cinese.

[05-02-2013]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO: UN MANUALE SCIENTIFICO PER LA PREVENZIONE CURA E RIABILITAZIONE PER USCIRE DALLA MALATTIA


Pubblicate delle nuove linee con un approccio multidisciplinare che permettono di evidenziare sia gli aspetti neurobiologici, sia quelli psico-comportamentali, sociali e finanziari che stanno alla base del gioco d’azzardo patologico. In questo contesto si colloca la pubblicazione scientifica da titolo “GAMBLING - Gioco d’azzardo problematico e patologico: inquadramento generale, meccanismi fisio-patologici,vulnerabilità, evidenze scientifiche per la prevenzione, cura e riabilitazione. Manuale per i Dipartimenti delle Dipendenze” a cura del Dipartimento Politiche Antidroga con il patrocinio delle Nazioni Unite (UNICRI), della Federazione Nazionale dell’Ordine dei Medici, della Società Italiana dei Medici di Medicina Generale, dell’Ordine Nazionale degli Psicologi, degli Ordini e associazioni degli Assistenti Sociali, degli Infermieri e degli Educatori.
Il gioco d'azzardo “patologico” così come evidenziato nella pubblicazione è una dipendenza patologica e quindi, una vera e propria malattia neuro psicobiologia del cervello con conseguenze sanitarie e sociali che necessità di diagnosi, cura e riabilitazione precoci. Sempre di più il fenomeno si sta espandendo e il DPA ha attivato, in collaborazione anche con il Ministero della Salute e i Monopoli di Stato, un nuovo progetto per fornire elementi e supporti alle varie organizzazioni impegnate, per fronteggiare meglio il problema.
Il manuale tra l’altro approfondisce il concetto di malattia del GAP e del suo andamento spesso cronico, che si manifesta di frequente nelle persone con carattere “impulsivo e compulsivo”, caratterizzate cioè da deficit del controllo comportamentale volontario che le induce ripetutamente a giocare nonostante il rischio di conseguenze negative e le ingenti perdite monetarie. Nella pubblicazione, innovativa e unica nel suo genere, si sono approfonditi inoltre non solo gli aspetti epidemiologici del fenomeno, ma anche tutti i vari aspetti del GAP, focalizzando soprattutto sulle sue cause e sugli aspetti neurofisiologici al fine di far comprendere nel dettaglio i fattori di vulnerabilità (genetici, famigliari, sociali ed ambientali) e i processi che portano a sviluppare tale patologia. Tutto questo per fornire elementi conoscitivi anche alle campagne di prevenzione e per poter controllare la esuberante pubblicità che in questi mesi sta raggiungendo sempre più persone.
“E’ importante ricordare - ha dichiarato Serpelloni - a tutte le persone che soffrono di questa malattia, che il gioco d’azzardo patologico, con le giuste terapie e supporti, è una malattia sicuramente prevenibile, curabile e guaribile. Devono sapere, inoltre, che questi problemi sono sicuramente superabili sia con un percorso professionale, ma anche contestualmente con un percorso umano che ha, e deve avere, come primum movens, la speranza del paziente che da una patologia di questo genere si può guarire ridando fiducia, dignità, qualità di vita e benessere a se stessi e alla propria famiglia. E’ necessario quindi- conclude il capo del DPA- mettere in campo strategie e linee d’azione che dovranno essere indirizzate, da un lato, a informare e formare gli operatori del settore socio-sanitario (dipartimenti delle Dipendenze) sulla base delle moderne evidenze scientifiche in nostro possesso; dall’altro, alle istituzioni cui competono le attività di controllo e regolamentazione a livello centrale e territoriale”.

Per scaricare la pubblicazione integrale: www.politicheantidroga.it, www.dronet.org

[08-01-2013]

AVVERTENZE CONTRO I RISCHI DEL GIOCO D'AZZARDO - PRONTE LE INDICAZIONI ANCHE IN LINGUA ARABA

Prosegue l’impegno del DPA nella lotta contro il gioco d’azzardo patologico. Dopo aver provveduto nelle settimane scorse ad inviare le avvertenze contro il GAP sia in italiano che inglese a tutte le Aziende sanitarie di tutta Italia, che devono ottemperare a quanto stabilito dal Decreto Balduzzi, sono state messe a punto da questo Dipartimento ed inviate anche quelle in lingua araba.

“Ribadiamo ancora una volta – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA- che si stratta di indicazioni elaborate sulla base delle evidenze scientifiche e dei risultati delle ricerche internazionali nel campo delle neuroscienze sul gioco patologico. Stiamo inoltre lavorando sul Progetto GAP che prevede, oltre alla promozione di interventi e programmi preventivi specifici, la messa a punto di un sistema nazionale epidemiologico di raccolta dati aggregati per quantificare esattamente il fenomeno che non può più essere sottovalutato. Crediamo che la proposizione anche in lingua araba delle avvertenze sul gioco d’azzardo patologico sia quanto mai importante rispetto alla volontà di percorrere la strada multiculturale nell’affrontare problemi, compreso il gioco d'azzardo patologico, che hanno ormai una valenza globale; la cooperazione internazionale anche nella lotta alle dipendenze, che si esprime anche facilitando la comprensione dei messaggi preventivi, è dunque strumento fondamentale per la crescita, la promozione e la difesa della salute di ogni cittadino anche straniero soprattutto se emigrante e in difficili condizioni”. Ogni azienda sanitaria e regione potrà liberamente utilizzare il materiale messo a punto e reso gratuitamente disponibile dal DPA, inserendo i propri loghi e indirizzi dei centri di assistenza.

[24-12-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - AVVERTENZE CONTRO I RISCHI DEL GIOCO D'AZZARDO PRONTE LE INDICAZIONI DA DISTRIBUIRE


Il DPA in queste ore sta ricevendo numerosissime chiamate provenienti dalle Aziende sanitarie di tutte Italia che chiedono notizie in merito ai contenuti dei cartelli da esibire nelle sale da gioco ottemperando così a quanto stabilito dal decreto Balduzzi sul gioco d'azzardo patologico; tale decreto infatti dispone che le sale da gioco debbano esporre “dei cartelli e messaggi sulla probabilità di vincita e sui rischi del gioco". Avvertenze che fino ad ora, però, sembrerebbero non ancora disponibili.
"Viste le numerose sollecitazioni che stiamo ricevendo da parte dei servizi - ha spiegato Giovanni Serpelloni, capo del DPA - abbiamo pensato di fornire delle indicazioni che possono essere liberamente utilizzate dalle Aziende Sanitarie, elaborate sulla base delle evidenze scientifiche e dei risultati delle ricerche internazionali nel campo delle neuroscienze del gioco patologico. Queste indicazioni contengono un elenco dei possibili rischi derivanti dal gioco d’azzardo, particolarmente presenti nelle persone vulnerabili, da poter utilizzare nei cartelli che devono essere esposti e ben visibili nelle sale da gioco. Abbiamo lavorato con vari esperti internazionali del settore e consultato centinaia di studi scientifici sull'argomento e tradotto in forma semplici e comprensibile i loro risultati sui fattori di rischio e le conseguenze derivanti dallo sviluppare una condizione di gioco d'azzardo patologico che ricordiamo essere una vera e propria malattia. Il contributo e l'impegno del DPA a questo proposito, - ha proseguito Serpelloni - continueranno anche, nel prossimo futuro, attraverso lo specifico progetto attivato (Progetto GAP) che partirà dal 1° gennaio 2013 e che prevede, oltre alla promozione di interventi e programmi preventivi specifici, la messa a punto di un sistema nazionale epidemiologico di raccolta dati aggregati per quantificare esattamente il fenomeno (a tutt'oggi non ben conosciuto e probabilmente sottostimato). Il progetto prevede inoltre lo studio e la realizzazione di software avanzati da poter utilizzare sui giochi online e lo slot machine per avvertire i giocatori imprudenti che esprimono comportamenti a rischio, rilevati attraverso l'osservazione automatica dei comportamenti di gioco, segnali di allerta ed informazioni prudenziali per renderli consapevoli quanto più precocemente possibile dell'esistenza di un possibile problema e/o esagerazione di gioco. Il fenomeno - ha concluso il capo del DPA - non può più essere sottovalutato e l'impegno di tutti noi deve essere orientato a trovare soluzioni concrete ed immediate per risolvere questo grave problema di sanità pubblica e di emergenza sociale ormai diventato una realtà in grado di generare sofferenze e costi sociali inaccettabili. Le avvertenze fornite sono state tradotte in inglese ed in arabo, per agevolarne la comprensione e aumentarne l'utilità, anche sulla base di studi eseguiti sui profili dei giocatori."
In allegato il prototipo (visionabile su: www.politicheantidroga.it ) delle avvertenze di rischio per i giocatori prodotte dal DPA, consapevoli comunque che questa non può essere l'unica soluzione al problema.

[21-12-2012]

DPA, MIUR E SCUOLE INSIEME PER UNA PREVENZIONE SEMPRE PIU’ PRECOCE DELL’USO DI TUTTE LE DROGHE E LA LEGALITA’ TRA I BANCHI DI SCUOLA


Attivare una prevenzione precoce contro l’uso di sostanze, l’abuso alcolico e il gioco d’azzardo nella popolazione studentesca. Questo uno dei principi fondamentali dell’accordo siglato tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione) e il Dipartimento Politiche Antidroga che mira a definire e condividere i concetti di base per poter realizzare strategie ed interventi di prevenzione finalizzati ad evitare l’inizio dell’uso di sostanze stupefacenti e l’abuso alcolico o poterne ritardare l’inizio proprio nella popolazione giovanile.
D’altronde la prevenzione diretta ai giovani, e in particolare ai giovanissimi, si è dimostrata efficace soprattutto se utilizza un approccio precoce. Anche il consumo occasionale risulta estremamente pericoloso. Proprio per questo il DPA metterà a disposizione delle scuole, mediante i propri Centri Collaborativi delle videoconferenze con esperti nel campo delle dipendenze e delle neuroscienze, utilizzabili come materiale didattico riguardo il tema dell’uso di droghe e dell’abuso alcolico; nonché kit informativi e didattici per un aggiornamento continuo dei docenti sul tema per supportare la realizzazione di interventi nelle scuole, oltre a mettere a disposizione delle risorse per sviluppare dei progetti dedicati alle scuole. Il MIUR dal canto suo provvederà a promuovere, supportare, diffondere e favorire la diffusione nel mondo della scuola dei progetti educativi elaborati in collaborazione con il DPA.
Le evidenze scientifiche di questi ultimi anni hanno dimostrato che anche per le persone più vulnerabili le modalità educative portate avanti in maniera coerente sia in ambito familiare, sia in ambito scolastico possono essere veramente efficaci per ridurre il rischio di usare sostanze stupefacenti e il conseguente sviluppo di dipendenza, aumentando la possibilità di acquisire comportamenti e stili di vita sani e una buona resilienza verso l’uso anche sperimentale di droghe e l’abuso alcolico.
“Questo importante accordo – ha dichiarato Giovanni Serpelloni capo del DPA- ci permetterà grazie alla preziosa collaborazione del MIUR e di tutte le scuole italiane, di sviluppare e approfondire con tutti gli studenti delle tematiche importanti come quelle che riguardano il consumo di droga, l’alcol ed anche il gioco d’azzardo patologico, ma soprattutto incrementare gli interventi coordinati di prevenzione dell’uso di sostanze soprattutto nei giovani Riteniamo infatti che poter disporre di opzioni e misure di prevenzione dall’offerta di droghe sia un diritto umano da assicurare alle giovani generazioni. Tutto questo perché vogliamo valorizzare il potenziale dei giovani rendendoli consapevoli che possono contribuire con le proprie azioni ed il proprio lavoro al benessere della propria famiglia e della comunità nel pieno rispetto della legalità. Crediamo che il comportamento responsabile nei giovani adolescenti vada pertanto sostenuto, incentivato e valorizzato. Inoltre tutti i giovani - ha concluso il capo del DPA - devono credere nella possibilità di costruire un mondo libero dalle droghe e dalle mafie e devono lottare contro queste organizzazioni criminali esprimendo prima di tutto un comportamento individuale di legalità, di lontananza totale da queste organizzazioni e di rispetto della propria salute fisica, mentale e sociale".

[20-12-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - AUMENTO DELLE OFFERTE DI GIOCO D’AZZARDO: SERPELLONI: “AUMENTO DEL RISCHIO PER LA SALUTE MENTALE DEI CITTADINI VULNERABILI”


Sull’apertura di nuove sale da poker, Giovani Serpelloni, capo del DPA, interpellato da varie agenzia di stampa così interviene:

“Le ricerche scientifiche ci mostrano che l’incremento delle offerte di gioco d’azzardo, sia attraverso la rete internet sia attraverso l’apertura di locali e siti appositi, può portare inevitabilmente all’aumento del numero dei giocatori d’azzardo. Quello che ci preoccupa è che questo grande aumento di offerta può raggiungere maggiormente le persone particolarmente vulnerabili, che per proprie caratteristiche neurobiologiche se esposte al gioco d’azzardo possono sviluppare un gioco problematico e successivamente una vera e propria patologia con una dipendenza che necessita cure e trattamenti adeguati e costosi. Il gioco d’azzardo patologico (GAP) è e può diventare sempre di più una problematica di Sanità Pubblica che ha bisogno di risposte di sistema (sanitario, sociale ed economico-produttivo) coerenti e chiare, ma soprattutto basata sulle evidenze scientifiche che hanno mostrato inequivocabilmente che l’aumento delle offerte e della pressione pubblicitaria può fare evolvere un lecito divertimento in una vera e propria malattia del cervello. Le Neuroscienze dell’Addiction hanno ormai dimostrato senza ombra di dubbio come e quando queste patologie si possono sviluppare e quali sono i fattori che le incentivano. Gli studi clinici ed epidemiologici eseguiti dalle più importanti organizzazioni scientifiche mondiali dimostrano che questa è una patologia prevenibile e curabile e che l’esposizione intensiva a stimoli pubblicitari pressanti ed ingannevoli e successivamente al gioco d’azzardo può produrre stati di malattia sociale. In alcuni paesi stanno già organizzando delle class-action anche per il Gambling in analogia a quelle organizzate per i danni derivanti dal tabacco sul riscontro che gli stati e le organizzazioni dell’industria del gioco sono oggi consapevoli che le offerte del gioco d’azzardo possono danneggiare la salute dei cittadini, in quanto esistono dati scientifici che dimostrano la potenziale pericolosità nel far sviluppare vere e proprie patologie (riconosciute come tali anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità) in grado di incrementare i rischi sociali e sanitari di vario tipo. Proporre oggi quindi offerte commerciali in grado di produrre malattie essendone perfettamente consapevoli è stato giudicato da vari tribunali, condizione tale da giustificare un class-action da parte dei soggetti danneggiati con richiesta di legittimo risarcimento.
Il DPA ha varato, anche in collaborazione con i Monopoli di Stato, un progetto contro il gioco d’azzardo patologico predisponendo una serie di azioni in ambito preventivo e preparando una serie di pubblicazioni scientifiche nell’ambito delle neuroscienze riportanti anche le indicazioni di buone prassi da seguire per tutti gli operatori del settore e per i sanitari impegnati nella cura di queste persone. Desta comunque sconcerto l’attuale tendenza e le varie pressioni commerciali che vengono esercitate e che sembrano valorizzare in termini prioritari più il profitto che la salute pubblica.
Oltre al contesto sanitario vanno anche considerate le problematiche di illegalità e il ruolo della criminalità organizzata che nel gioco d’azzardo possono avere. E’ quindi necessario combattere questo fenomeno sia attraverso forme di contrasto e repressione sia attraverso una intelligente regolamentazione del gioco legale.”

[20-12-2012]

PREVENZIONE USO DI DROGHE E ALCOL: ANCI SIGLA IMPORTANTE ACCORDO CON DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA

L’Associazione dei Comuni aderisce ai principi per la prevenzione dell’uso di droghe e dell’abuso alcolico

La prevenzione dell’uso di droghe e dell’abuso alcolico attraverso l’attivazione di un network tra i Comuni italiani con l’adesione al documento sui principi della prevenzione del DPA . E’ questa la principale finalita’ dell’Accordo di collaborazione siglato da ANCI e il Dipartimento Politiche Antidroga.
Il DPA ha infatti attivato un programma per la prevenzione dell’uso di sostanze stupefacenti e dell’abuso alcolico correlato che ha voluto condividere anche con tutti i Comuni d’Italia volendo istituire in ogni comune aderente un Consorzio Etico composto da un insieme di autorita’ e opinion leader positivi, noti sul territorio e provenienti dal mondo delle amministrazioni locali, dell’industria, del commercio, del volontariato, dell’universita’, ecc. Essi si uniscono volontariamente sottoscrivendo l’adesione ad una ‘community contro le droghe’, finalizzata a testimoniare, con una semplice condivisione di intenti e principi, il valore di stili di vita sani e gratificanti, lontano da l’uso di tutte droghe e dall’abuso di alcol.
‘’L’ANCI – ha dichiarato Graziano Delrio, Presidente dell’Associazione dei Comuni - aderisce alla proposta e ai principi del DPA contro l’uso di droghe e l’abuso alcolico al fine di comunicare ai giovani, attraverso un messaggio chiaro ed esplicito la necessita’ e l’opportunita’ di non utilizzare alcun tipo di droghe ne’ di abusare di alcol e quindi di mantenere comportamenti e stili di vita sani, responsabili e liberi da tutte le droghe. I Comuni, attraverso i propri Sindaci, figure autorevoli che hanno un rapporto di prossimita’ con il territorio e le comunita’, possono infatti giocare un ruolo fondamentale nella attivita’ di prevenzione. A tale scopo l’ANCI promuovera’ l’adesione ai principi di prevenzione di tale Consorzio presso tutti i Comuni italiani che potranno scegliere di aderire in assoluta autonomia e liberta’. Attraverso l’adesione a questo programma di prevenzione - conclude Delrio - gli Enti locali avranno a disposizione strumenti di comunicazione efficace, personalizzabili e gratuiti da utilizzare nella battaglia contro le dipendenze da droga e alcool’’.
“Registriamo con soddisfazione - ha dichiarato Giovanni Serpelloni capo del DPA - l’identità di vedute tra l’Anci e le strategie antidroga portate avanti da questo Dipartimento. L’apprezzamento espresso anche in sede di commissione dai tecnici ANCI ci ha convinto della bontà di creare sinergie sempre più orientate al territorio e alla comunità sociale. L’efficacia di questa strategia fondata anche sulle evidenze scientifiche porterà sicuramente a risultati ancora più soddisfacenti. Nonostante gli incoraggianti dati sul decremento dell’uso di sostanze nella popolazione generale e nella popolazione studentesca, riscontrato ormai da tre anni, è necessario infatti mantenere alta l’attenzione rispetto alle iniziative di prevenzione dell’uso di droghe e dell’abuso alcolico, al fine di assicurare alla comunità, in particolare ai giovani e ai gruppi sociali particolarmente vulnerabili ed alle loro famiglie, ambienti sani e sicuri e quanto più possibile liberi dalle droghe. Tra i principi generali – ha spiegato Serpelloni- e le linee di attività concordate ricordiamo quello di promuovere l’identificazione precoce dei fattori di vulnerabilità e dei comportamenti a rischio al fine di attuare interventi altrettanto precoci in ambito educativo in modo sinergico ed integrato in famiglia, nella scuola e nei luoghi di lavoro, e, se necessario per la presenza di uso frequente o dipendenza, in ambito terapeutico; orientare gli interventi di prevenzione e affrontare contemporaneamente e globalmente il problema dell’uso di tutte le varie sostanze stupefacenti e psicotrope e dell’abuso alcolico (alcol, tabacco, droghe, farmaci non prescritti, inalanti,); promuovere e mantenere la disapprovazione sociale verso l’uso di qualsiasi sostanza stupefacente e psicoattiva, in particolare la cannabis e l’abuso alcolico che presentano il grado di percezione del rischio più basso nella popolazione giovanile e invece sono molto spesso sostanze “gateway” in grado di incrementare il rischio di intraprendere un percorso evolutivo verso l’uso di eroina o cocaina. Tutte le attività di prevenzione devono utilizzare metodologie basate sulle evidenze scientifiche in grado di assicurare efficacia ma nel contempo anche la sicurezza degli interventi e che per essere maggiormente efficaci, devono essere associati a interventi finalizzati alla riduzione della disponibilità di droghe sul territorio attraverso il mantenimento del rispetto della legalità ed in particolare mediante la repressione del traffico, dello spaccio, della coltivazione e della produzione non autorizzata. Non dobbiamo dimenticare - ha concluso il capo del DPA – che il futuro del nostro e di altri Paesi dipende da ciò che riusciremo a costruire per i nostri giovani e da quanto riusciremo a promuovere e proteggere la loro salute fisica, mentale e l’integrità sociale al fine di poter far esprimere al meglio il loro potenziale creativo, intellettuale, professionale e spirituale”.

[14-12-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - AMSTERDAM DICE NO AL CONSUMO DI CANNABIS NELLE SCUOLE: UNA DECISIONE CHE SALVAGUARDA IL CERVELLO DEGLI ADOLESCENTI


In merito alla notizia di queste ultime ore sul divieto emanato dal Sindaco di Amsterdam, Eberhard van der Laan, di fumare cannabis nelle scuole, il DPA così interviene:
Non possiamo che condividere questa importante decisione presa dal primo cittadino di Amsterdam, in una nazione come l’Olanda nota per la sua tolleranza verso l'uso delle droghe leggere. Per altro le informazioni giornalistiche danno conto del fatto che in caso di inottemperanza da parte degli studenti gli insegnanti saranno autorizzati a chiamare la polizia.
“In un momento in cui - ha dichiarato Giovanni Serpelloni capo del DPA- la comunità scientifica internazionale sta mettendo in evidenza sempre più evidenze scientifiche sulla neurotossicità e pericolosità della cannabis, questa decisione attuata da un paese orientato alla tolleranza verso ad un uso ricreazionale, dimostra come l’attenzione verso i minori e la loro tutela dai pericoli e dai danni derivanti dall'uso di cannabis, debba subire corsie diverse e parallele. Le evidenze scientifiche riguardanti l’incidenza dell'uso della cannabis sui giovani e sul loro rendimento scolastico avvalorano ancor più la decisione presa dal sindaco di Amsterdam. Durante questi anni è stato fatto un danno enorme diffondendo una comunicazione distorta ed errata sull'idea che la cannabis non sia una droga pericolosa o addirittura sia il toccasana di moltissime patologie. In effetti non è così, in quanto produce danni al cervello (e non solo visto l'aumento del rischio di cancro) ed in particolare alle importanti funzioni cognitive (alterazione della memorizzazione e dell'apprendimento, calo della motivazione, calo del quoziente intellettivo, alterazioni dell'attenzione e del coordinamento psicomotorio e dei tempi di reazione, ecc.) soprattutto nei ragazzi. I risultati degli studi e delle ricerche nel campo delle neuroscienze portati avanti anche da questo Dipartimento ed effettuati sui giovani consumatori di cannabis - hanno messo in evidenza - come il consumo di marijuana negli adolescenti crei un notevole danno anche alla fisiologica maturazione cerebrale sia a livello della corteccia cerebrale che della materia bianca. Ribadiamo quindi ancora una volta soprattutto ai ragazzi che l'uso della cannabis è pericoloso ed è spesso il primo approccio e contatto con il mondo della droga e della criminalità organizzata e che non può più e non deve essere considerata un droga innocua. Voglio inoltre ricordare che ogni euro speso per acquistare droga, finanzia le mafie, le loro violenze e il terrorismo. Un fatto su cui alcuni ragazzi dovrebbero riflettere molto bene prima di dare i loro soldi alle organizzazioni criminali per soddisfare esigenze di divertimento sicuramente non primarie”.

[30-11-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - GIORNATA MODIALE CONTRO L’AIDS NON ABBASSARE LA GUARDIA E TUTELARE LE NUOVE GENERAZIONI


IL DPA aderisce alla giornata Mondiale contro l’AIDS ricordando che tutti i consumatori di droghe anche per via non iniettiva hanno un maggiore rischio di contrarre l’infezione.
L’ultima Relazione al Parlamento ha evidenziato che per quanto riguarda i soggetti già noti o già in trattamento la percentuale stimata di sieropositivi risulta tendenzialmente in diminuzione. Invece la stima dei dati 2011 ipotizza un aumento della prevalenza dell’ HIV a carico dei soggetti nuovi entrati in trattamento presso i Servizi delle Dipendenze. Questa rilevazione potrebbe indicare una possibile ripresa della diffusione dei virus HIV nei soggetti consumatori di sostanze stupefacenti.
A questo proposito lo scorso luglio il DPA ha ribadito con una nota urgente alle Regioni, l’allarme già lanciato dal Sistema Nazionale di Allerta Precoce nel corso del 2011, nel quale si segnalava l’aumento della percentuale di NO-TESTING per le infezioni da HIV, HCB e HBV presso i Servizi delle Dipendenze in Italia. Infatti dall’analisi effettuata dal DPA sulle attività di testing per le principali malattie infettive presso i Servizi delle Dipendenze, è emersa una tendenza generalizzata in molte Regioni e Province Autonome, alla riduzione dell’esecuzione di questi strumenti di monitoraggio e di diagnosi precoce sui nuovi utenti che afferiscono ai servizi e quelli già in carico che sono risultati negativi ai test precedenti e che hanno invece la necessità di essere ritestati almeno ogni 6-12 mesi. È essenziale che le Regioni prendano coscienza del rischio che si corre abbassando il livello di attenzione rispetto a questo problema e che non effettuare i test HIV può generare importanti ritardi di diagnosi con conseguente ritardo dell’accesso alle terapie antivirali riducendone le probabilità di successo e le aspettative di vita dei pazienti.
“Non bisogna abbassare la guardia – dichiara Giovanni Serpelloni , capo del DPA - il fatto che i media da qualche anno abbiano messo in secondo piano l’argomento AIDS non significa che l’emergenza sia superata. Anzi, la mancanza di allerta costante e dunque la mancanza di memoria sui problemi collettivi rispetto alla malattia, può innescare una pericolosa disattenzione soprattutto tra le nuove generazioni. La globalizzazione e dunque la facilità di relazioni interculturali provoca inevitabilmente occasioni maggiori di promiscuità, i giovani devono sapere come comportarsi in maniera responsabile per ottenere un arricchimento culturale seguendo però modelli comportamentali che li tutelino da rischi”.
E’ importante inoltre sottolineare che la relazione droga e HIV non è confinata al solo uso iniettivo della droga e alla condivisione dei materiali da iniezione, ma anche per chi usa tali sostanze per via inalatoria, respiratoria e orale in quanto il consumo di droghe, soprattutto eccitanti e euforizzanti, porta spesso purtroppo a esplicitare comportamenti sessuali più disnibiti, promiscui e non protetti con possibili gravi ripercussione sulla salute.

[28-11-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - “NO DRUGS BE FREE” IL CALCIO FEMMINILE SCENDE IN CAMPO CON IL DPA PER DIRE NO A TUTTE LE DROGHE

Sabato prossimo alle ore 16,30, presso la Sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini, la FIGC- LND Divisione Calcio a Cinque femminile, in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche Antidroga, lancerà il progetto “NO DRUGS, BE FREE”, contro il consumo di droghe e a favore di una vita animata da emozioni vere, solide, autentiche e durature.

All’evento parteciperanno tra gli altri, oltre che Fabrizio Tonelli, Presidente Divisione Calcio a Cinque, Giovanni Serpelloni, capo del DPA, Elisabetta Simeoni - Gender Equality Rapporteur del gruppo Pompidou del Consiglio d’Europa, che illustreranno non solo l'iniziativa ma il collegamento tra mondo sportivo e l'informazione scientifica sui danni che queste sostanze provocano. Presenti anche volti noti del giornalismo sportivo, tra cui Jacopo Volpi, vicedirettore di Rai Sport, e la pluricampionessa Valentina Vezzali, ospite d’onore, che ha voluto legare la sua immagine alla promozione di questa rilevante iniziativa.

Il progetto “No drugs, Be Free” intende mostrare alle donne e alle ragazze, e ai giovani tutti, che stili di vita sani e liberi dalle droghe sono ugualmente soddisfacenti e come, in particolare, l’impegno nello sport possa essere fonte di gratificazione e soddisfazione personale e aiutare a prevenire l’uso delle droghe e i pericoli ad esse connessi.

Sarà indetto, inoltre, un concorso sui principali portali della Divisione Calcio a Cinque e del Dipartimento Politiche Antidroga, volto alla ideazione di uno “slogan” efficace e mirato. La proposta vincente, valutata da una commissione appositamente costituita, rappresenterà lo slogan ufficiale della campagna che comparirà su tutti i campi della Serie A Femminile di calcio a cinque, in occasione delle gare di campionato.

“Dall’ultima Relazione al Parlamento elaborata da questo Dipartimento – ha dichiarato Giovanni Serpelloni – capo del DPA - risulta che le donne che fanno uso di sostanze stupefacenti ed alcol, seppur in percentuale minore rispetto ai maschi, sono più vulnerabili ed esposte ad abusi e violenze dei maschi. In questi ultimi tre anni, in seguito ai continui sforzi di prevenzione e cura, si è registrato un calo dei consumi generali di sostanze stupefacenti. Nonostante questo però è necessario non abbassare la guardia, ma continuare ed intensificare le attività di prevenzione orientandole sempre di più alla popolazione femminile (gender oriented approach) proprio per la particolare vulnerabilità. Crediamo, infatti, che la prevenzione e il coinvolgimento diretto delle giovani generazioni sia l’arma vincente su cui investire nel breve, nel medio e lungo termine, in maniera permanente e continuativa. Non va dimenticato inoltre che le donne, in caso di gravidanza, che usano droghe (compresa la cannabis) possono compromettere il regolare sviluppo cerebrale anche del loro bambino e condizionarne la regolare crescita e socialità futura.. Per questo stiamo sviluppando ed intensificando attività e programmi di prevenzione relativi alle conseguenze derivanti dall’utilizzo di tutte le droghe e l’abuso alcolico, in linea anche con quanto indicato nel Piano di Azione Nazionale Antidroga 2010-2013 e le indicazioni delle Nazioni Unite”.

[15-11-2012]

RELAZIONE ANNUALE OSSERVATORIO EUROPEO 2012 - NUOVE DROGHE E INTERNET: PROSEGUE IN ITALIA L’ATTIVITA’ DEL SISTEMA NAZIONALE DI ALLERTA PRECOCE


Così come rilevato dalla Relazione Annuale Dell’Osservatorio Europeo in riferimento alla individuazione di nuove sostanze stupefacenti in Europa, questo Dipartimento ribadisce che in Italia, grazie all’attività di monitoraggio del Sistema Nazionale di Allerta Precoce, sono state individuate complessivamente 29 differenti sostanze illecite e farmaci venduti senza prescrizione medica. Nella fattispecie, è stata riscontrata l’offerta di catinoni sintetici come mefedrone (4-metilmetcatinone), MDPV (3,4-metilendiossipirovalerone) e butilone (bk-MBDB); di cannabinoidi sintetici (JWH-018, JWH-073, JWH-122, JWH-203, JWH-250 e analoghi strutturali) e analoghi benzoil indoli (RCS-4, AM-2201, AM-694, Eric-4); di derivati fenetilamminici (2C-B, 2C-I, 2C-T-2, 2C-T-7, Bromo Dragon Fly, 4 metialmfetamina). Altre sostanze psicoattive note come Ketamina, cocaina, MDMA, LSD, marijuana, oltre a farmaci che non possono essere venduti senza prescrizione medica (diazepam, ossicodone, metadone, idrocodone, morfina).
Inoltre, dal 2010 sono stati registrati ben 36 casi di intossicazione acuta correlata alla loro assunzione. In questo contesto il DPA ha dunque attivato un’unità di monitoraggio del web nell’ambito del Sistema Nazionale di Allerta Precoce, che opera in collaborazione con la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga e il Nucleo Antisofisticazioni di Roma.
Complessivamente in 9 mesi di attività (agosto 2011 – aprile 2012) sono stati individuati 34 siti web in lingua italiana e con server localizzato all’interno dei confini nazionali, e sono state segnalate 237 offerte commerciali di sostanze illecite sul web. Le segnalazioni alle Forze dell’Ordine dei siti che vendono sostanze poste sotto controllo hanno avuto come esito nel 44,3% dei casi la rimozione dell’annuncio e nel 36,7% dei casi la chiusura della pagina web. Ciò significa che nell’81% dei casi tali annunci sono stati interdetti alla consultazione web e resi inaccessibili ai potenziali acquirenti. Circa il 16% delle segnalazioni non ha avuto riscontro e le offerte commerciali risultano ancora visibili online.
“ Purtroppo - ha spiegato Giovanni Serpelloni, capo del DPA - internet rappresenta ormai una fonte affermata attraverso la quale reperire sostanze psicoattive il cui controllo è molto difficile anche se non impossibile a causa delle caratteristiche stesse della rete, che pone grosse sfide sia di contrasto nella lotta alla droga che di carattere sanitario. Per questo il monitoraggio online si rivela un utile strumento per esaminare i trend epidemiologici relativi al consumo di sostanze acquistate sul web nel nostro Paese, per contrastare sia il traffico illecito di stupefacenti sul web e sia per preservare la popolazione dei consumatori specie i più giovani da possibili episodi di intossicazione acuta che potrebbero mettere a repentaglio la loro salute”.

[15-11-2012]

RELAZIONE ANNUALE OSSERVATORIO EUROPEO 2012: IN ITALIA CONSUMI IN CALO MA RESTA ALTA ATTENZIONE SUI GIOVANI E SITI ON LINE

In relazione ai dati trasmessi oggi sul consumo di droga in Europa da parte dell’Osservatorio Europeo di Lisbona, il DPA precisa che si tratta di dati relativi al 2010 quindi risalenti a due anni fa. Per quanto riguarda i consumi di droga in Italia i dati pubblicati nella Relazione Annuale al Parlamento sono aggiornati al 2011 e per alcuni aspetti al primo semestre 2012 .
Si precisa che il dato sui consumi italiani indica una diminuzione, con differenze per fascia di età, sostanza e provenienza. Per quanto riguarda i giovani, il consumo di cannabis fra gli studenti 15-19enni dopo due anni di decremento, ora si registra una sostanziale stabilita' dal 2011 al 2012, ma con una lieve tendenza all'aumento in quest'ultimo anno. La cocaina, invece, dopo un tendenziale aumento che caratterizza il primo periodo fino al 2007, segna una costante e continua diminuzione della prevalenza di consumatori fino al 2012, con maggiore variabilita' nell'ultimo biennio. I consumatori di sostanze stimolanti (ecstasy e amfetamine) seguono l'andamento della cocaina fino al 2011, e nel 2012, contrariamente all'anno precedente, si osserva una ripresa dei consumi. La prevalenza del consumo di allucinogeni ha seguito un trend in leggero aumento fino al 2008, seguito da una situazione di stabilita' nel biennio successivo e una sensibile contrazione dal 2010al 2012. In costante e continuo calo l'eroina sin dal 2004, anno in cui e' stata osservata la prevalenza di consumo piu' elevata nel periodo di riferimento.
“I consumi di sostanze stupefacenti - ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA - sono generalmente in diminuzione ormai da alcuni anni, seppure con variabilita' diversificate, soprattutto per alcune sostanze per fortuna in Italia,di uso minoritario quali la ketamina e l'ecstasy. E’ necessario continuare sulla strada tracciata dalle strategie attuate, che hanno portato in questi ultimi quattro anni a questa positiva inversione di tendenza. Tuttavia bisogna tenere alta la guardia, in quanto anche se le sostanze piu' usate e soprattutto il loro consumo occasionale vari riducendosi, non tutte le sostanze e non su tutto il territorio nazionale si evidenzia tale andamento. Va mantenuta ed intensificata la lotta al traffico e allo spaccio soprattutto supportando le operazioni sul territorio, contrastando la coltivazione illegale di cannabis che ha avuto un incremento vertiginoso sul territorio nazionale con un aumento dei sequestri del 1.290%. Grazie al Sistema Nazionale di Allerta Precoce stiamo tenendo ben monitorato - il fenomeno Internet e cioe' lo spaccio online, non solo di sostanze stupefacenti ma anche di farmaci contraffatti che spesso vengono assunti contemporaneamente alle droghe soprattutto da parte dei ragazzi navigatori abituali del web”.

[13-11-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - 3º CONGRESSO INTERNAZIONALE NEUROSCIENZE: “APPRENDIMENTO E RENDIMENTO SCOLASTICO A RISCHIO CON LA LEGALIZZAZIONE DELLA MARIJUANA”


La legalizzazione dell’uso di cannabis produce un aumento dei consumi soprattutto nelle fasce più vulnerabili giovanili. E’ stato dimostrato da studi scientifici e, in particolare, da uno studio esauriente del NIDA durato oltre 30 anni, che l’uso di cannabis è in grado nel tempo di ridurre il quoziente intellettivo dei consumatori, la memorizzazione, l’attenzione, la motivazione e il coordinamento psicomotorio.
“Ci potremo aspettare un forte calo del rendimento scolastico sia a Washington che nel Colorado dove hanno legalizzato la marijuna, se questo verrà realmente applicato”. Questo il commento di Nora Volkow, direttore del NIDA durante la conferenza stampa di presentazione del 3° Congresso Internazionale sulle neuroscienze che si sta svolgendo all’Auditorium della Gran Guardia a Verona. “Come ricercatrice ritengo che favorire il consumo di marijuana negli adolescenti crei un notevole danno alla maturazione cerebrale”.
“La legalizzazione - ha proseguito Giovanni Serpelloni, capo del DPA - può aprire le porte alla diffusione dell’uso e dei danni neurocognitivi conseguenti. Inoltre, rendendo socialmente tollerato l’uso, si assiste ad una diminuzione della disapprovazione sociale, fattore prevenivo che si è dimostrato molto importante nel ridurre l’uso da parte degli adolescenti, favorendo una tolleranza di questa sostanza, che ne incrementerà il consumo con gravi ripercussioni sulla salute mentale soprattutto nelle giovani generazioni. Quindi è necessario non usare alcun tipo di sostanza stupefacente, ne abusare di alcol”.

[13-11-2012]

RISONANZA MAGNETICA AD ALTO CAMPO: I RISULTATI DI UNO STUDIO ITALIANO EVIDENZIANO GLI EFFETTI DANNOSI DELLA COCAINA E DELLA CANNABIS SUL CERVELLO

C’è un modo per evidenziare in modo scientifico e oggettivo gli effetti delle diverse sostanze stupefacenti sul cervello dell’uomo: le neuroimmagini. E’ con questa tecnica – più specificatamente con la Risonanza magnetica ad alto campo – che il DPA, la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione, Andrea Riccardi, in collaborazione con l’Unità di neuroscienze del Dipartimento delle Dipendenze Ulss 20 di Verona, e l’Unità di Neuroscienze dell’Azienda ospedaliera Universitaria integrata di Borgo Trento (Verona), ha effettuato una mappatura delle alterazioni microstrutturali e funzionali dovute al consumo di droga. Lo studio è stato presentato questa mattina nel corso della conferenza stampa del 3º CONGRESSO INTERNAZIONALE “ADDICTION: new evidences from neuroimaging and Brain Stimulation in corso a Verona nell’Auditorim della Gran Guardia. Le sostanze stupefacenti prese in considerazione sono le due più diffuse, che abbracciano sia fasce d’età diverse sia diversi strati sociali: la cocaina e la cannabis. Per entrambi il dato scientificamente saliente si è rivelato una interazione diretta tra il consumo di droga e la risposta della corteccia prefrontale, cioè la cosiddetta “area del controllo”. Nel dettaglio, la ricerca era finalizzata all’individuazione delle aree del cervello che si attivano sia nel cosiddetto “craving”,ossia la pulsione che porta il soggetto ad avvicinarsi alla droga, sia nel “resisting”, cioè la capacità di controllare l’assunzione compulsiva arrivando a rimandarla. I pazienti presi in considerazione non hanno reagito tutti allo stesso modo: i “responder” hanno attivato in maniera significativa la corteccia prefrontale, appunto, cosa che non hanno fatto i cosiddetti “low responder”. Questo dato risulta particolarmente importante perché permette di ipotizzare un precoce controllo inibitorio da parte delle regioni prefrontali per la strutturazione di una strategia cognitiva vincente per il controllo dell’impulso di assumere droga. Per ciò che riguarda la cannabis, invece, le risonanze effettuate hanno evidenziato significative correlazioni tra i deficit nella memorizzazione e apprendimento riscontrati ai test e la riduzione nello spessore corticale delle aree temporo-mesiali. “Lo studio – ha spiegato Serpelloni, capo del DPA - evidenzia come l’uso di droga (cocaina e cannabis) influisce direttamente sulla corteccia prefrontale, allontanando la capacità decisionale dell’individuo, anche rispetto alla stessa assunzione di droghe. Capire quali meccanismi neurologici siinneschino prima, durante e dopo l’assunzione di droghe, come ad esempio l’alterazione dell’integrità micro strutturale in diverse aree cerebrali e una riduzione del glutammato, il più importante neurotrasmettitore eccitatorio del sistema nervoso centrale, significa fare un passo in avanti nella possibilità di dare risposte concrete alla sfida della prevenzione dall’uso di droghe”.

[13-11-2012]

LA STIMOLAZIONE MAGNETICA TRANSCRANICA RIPETITIVA COME SUPPORTO AI TRATTAMENTI PER CURARE LA DIPENDENZA DA ALCOL E DROGHE, UNA RICERCA ITALIANA

La Stimolazione Magnetica Transcranica ripetitiva (rTMS) è una tecnica di stimolazione cerebrale non invasiva che negli ultimi anni è stata sperimentata come potenziale trattamento per la cura delle dipendenze. Per questo, proprio nell’ambito degli studi sulla stimolazione cerebrale nel trattamento della tossicodipendenza e dell’alcol, l’unità di Neuroscienze del Dipartimento delle Dipendenze di Verona, in collaborazione con l’Università di Verona e il DPA , la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione, Andrea Riccardi, ha attivato delle ricerche sia per esplorare la complessa patofisiologia delle tossicodipendenze, sia per valutarne le potenzialità nel trattamento. Lo ricerca, presentata questa mattina nel corso della conferenza stampa del 3º CONGRESSO INTERNAZIONALE “ADDICTION: new evidences from neuroimaging and Brain Stimulation in corso a Verona nell’Auditorim della Gran Guardia, ha riguardato l’applicazione della rTMS sulla corteccia prefrontale dorsolaterale sinistra in un gruppo di soggetti alcoldipendenti e tossicodipendenti in trattamento, e ha valutato l’efficacia dell’inserimento di sedute di Stimolazione Magnetica Transcranica ripetitiva (rTMS) all’interno di un programma di trattamento della dipendenza da alcol o droghe. Questo progetto di ricerca ha sottoposto i pazienti a un trattamento innovativo nel ridurre il consumo di alcol e droghe e la gravità del craving rispetto al trattamento placebo. I soggetti reclutati sono stati pazienti che hanno partecipato al programma di trattamento in regime di ricovero che si è svolto, durante l’arco di 3 settimane, nell’Unità di degenza – Medicina delle dipendenze e Servizio di alcologia del Dipartimento delle Dipendenze - presso l’ospedale di Marzana. Da marzo ad oggi, sono stati reclutati e trattati 8 soggetti alcolisti (6 maschi e 2 femmine, età media 47,5 anni). Di questi 8 pazienti (4 in trattamento rTMS reale e 4 in trattamento rTMS placebo), 6 hanno già concluso il follow-up e 2 sono ancora in monitoraggio. Per la precisione, dei 6 pazienti che hanno concluso lo studio 3 hanno ricevuto il trattamento rTMS reale e 3 quello placebo. “Fino ad ora – ha dichiarato Serpelloni, Capo del DPA- i dati preliminari sono incoraggianti e ci mostrano che tutti coloro che hanno concluso lo studio sono riusciti a mantenere l’astinenza anche dopo un mese dalla fine del trattamento e il monitoraggio continua. Il consumo della sostanza è stato valutato attraverso ciò che ha riferito il soggetto e controllato con gli esami di laboratorio. Sul piano sanitario crediamo che la rTMS, potrebbe rappresentare essere un ulteriore e valido strumento di supporto agli attuali trattamenti, da utilizzare anche nella pratica clinica e in futuro migliorare così la risposta alle terapie tradizionali dei pazienti affetti da dipendenza. Questa tecnica di stimolazione cerebrale, inoltre, potrebbe essere una promettente modalità di trattamento non invasivo anche per le dipendenze comportamentali, come quella da gioco d’azzardo patologico”.

[07-11-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - AL VIA IL 3º CONGRESSO INTERNAZIONALE “ADDICTION: NEW EVIDENCES FROM NEUROIMAGING AND BRAIN STIMULATION”


Esplorare il ruolo delle neuro immagini e delle possibili tecniche di stimolazione cerebrale nell’ambito della dipendenza di sostanze, per essere di ausilio agli operatori e ai ricercatori per meglio comprendere, investigare, gestire e curare la grave malattia della dipendenza. Questi i temi intorno ai quali si svilupperanno i lavori del 3º congresso internazionale “ADDICTION: new evidences from neuroimaging and Brain Stimulation”, che si terrà il prossimo 13 Novembre a Verona presso l’Auditorium del Palazzo della Gran Guardia.
Il convegno, organizzato dal Dipartimento Politiche Antidroga, la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l'Integrazione, Andrea Riccardi, in collaborazione con il NIDA (National Institute on Drug Abuse), l’UNODC (United Nations Office on Drugs and Crime) ed il Dipartimento delle Dipendenze ULSS 20 di Verona, rientra nell’ambito dell’accordo internazionale di collaborazione scientifica tra il DPA e il National Institute on Drug Abuse (NIDA) degli Stati Uniti siglato a Roma nel luglio del 2011.
L’evento al quale parteciperanno relatori e chairmen di fama nazionale e internazionale come Nora Volkov, direttore del NIDA, ha l’obiettivo di offrire ai professionisti che operano nell’ambito delle dipendenze, sia dei servizi pubblici che del privato sociale, e ai ricercatori che lavorano nell’ambito universitario, informazioni scientifiche sul ruolo del neuroimaging delle dipendenze nella pratica diagnostica e clinica e quali possibili prospettive tali evidenze possano comportare per il trattamento delle dipendenze.
I lavori della giornata saranno dedicati nella prima parte della mattinata, al neuroimaging delle dipendenze nella pratica diagnostica e clinica, mentre la seconda parte nel pomeriggio, alla stimolazione cerebrale nella dipendenza: applicazioni tecniche e cliniche. La tavola rotonda incentrata sulle esperienze nazionali con TMS nella dipendenza da alcol e da droghe, chiuderà i lavori.
Scopo dell’iniziativa è inoltre quello di fare il punto sui risultati di una serie di studi portati avanti dall’unità di Neuroscienze del Dipartimento delle Dipendenze ULSS 20 di Verona, in collaborazione con l’Unità di Neuroradiologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Borgo Trento (Verona) e il DPA, nell’ambito delle neuroscienze delle dipendenze finalizzati a studiare gli effetti della droga sul cervello attraverso avanzate tecniche di Risonanza Magnetica ad alto campo.
“E’ ampiamente documentato - ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento Politiche Antidroga - che le droghe agiscono sulle strutture e i sistemi cerebrali alterando le funzioni neuropsicologiche associate. Le diverse tecniche di neuroimmagine hanno dato un grande contributo nell’identificare le basi neurobiologiche della dipendenza da sostanze e nello spiegare i deficit riscontrati nel consumatore di droghe (ad esempio, alterazione del sistema dopaminergico della gratificazione, dei processi decisionali e deficit di controllo prefrontale sui comportamenti, ecc.). Questo congresso sarà l’occasione per capire come queste tecniche riportano evidenze che, possono condurre a nuovi modelli interpretativi e, sulla base di questi, a nuovi modelli di diagnosi, cura e riabilitazione”.

[06-11-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - COCAINA E INFARTO: “ANCHE IL CUORE DEI GIOVANI CONSUMATORI DI COCAINA E’A RISCHIO”


La conferma arriva dagli Stati Uniti: chi consuma cocaina ha un rischio aumentato di infarto anche in giovane età.
Il dato evidenziato durante il convegno dell'American Heart Association in corso a Los Angeles, conferma quello che il Dipartimento sostiene da anni sulla estrema pericolosità del consumo di sostanze stupefacenti, ed in particolare di cocaina nei giovani. Il consumo di cocaina ha importanti effetti nocivi oltre che a livello cerebrale anche sul sistema cardiovascolare con la comparsa di aritmie che vanno dalla tachicardia sinusale benigna alla tachicardia ventricolare, fino all'infarto. D’altronde altri studi clinici (Singh A., Khaja A., Alpert MA., Cocaine and aortic dissection, Vascular Medicine, 2010 April) hanno anche dimostrato come la cocaina, a causa dei suoi effetti sul tessuto connettivo dell’aorta e data la sua capacità di scatenare un’improvvisa e grave ipertensione, può fungere da fattore che predispone i consumatori alla dissezione dell’aorta.
Proprio per migliorare l'attrattiva e la qualità dell'offerta della rete dei servizi pubblici e privati accreditati per il trattamento dell'abuso e della dipendenza da cocaina e psicostimolanti, il DPA già da due anni ha attivato il progetto "Zero Coca" che in collaborazione con la regione Lombardia, si è posto come finalità principale quella di promuovere in via sperimentale lo sviluppo di " nuove offerte" terapeutiche attualmente carenti e sperimentazioni cliniche e farmacologiche controllate secondo canoni scientifici.
“La conferma arrivata dell'American Heart Association – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA - ci dice che a causa del consumo di cocaina anche il cuore dei giovani consumatori è a forte rischio di infarto, patologia di solito rara nelle classi giovanili. Siamo sempre più convinti che l'uso di droghe e l'abuso alcolico siano dei seri nemici della salute pubblica e l'attenzione e gli sforzi che dobbiamo dedicare in questo settore per proteggere e promuovere la salute dei ragazzi, costituisca oltre che un dovere anche una vera e propria forma di investimento per il futuro del Paese”.

[31-10-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - GIOCO D’AZZARDO: “L’ALLARME DEL PROCURATORE GRASSO VA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE”


In relazioni alle dichiarazioni del procuratore Grasso sul gioco d'azzardo e le possibili infiltrazioni mafiose, Giovanni Serpelloni- Capo del Dipartimento Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha così dichiarato: "Le organizzazioni criminali approfittano da sempre delle debolezze e delle malattie della gente per far soldi sulla loro pelle. Il gioco d'azzardo é una vera e propria malattia che non puo' piu' essere sottovalutata anche nei suoi aspetti sociali e di criminalitá correlata. Le organizzazioni criminali sono sempre pronte ad approfittare. Prima con la droga ed ora anche con il gioco. L'allarme del Procuratore Grasso deve essere preso in seria considerazione e oltre ad una maggiore vigilanza sono necessari interventi di prevenzione che mirino a mettere le persone vulnerabili in una condizione di protezione da questi profittatori del gioco illegale. Proprio in questi giorni il DPA ha varato un nuovo progetto nazionale per incentivare gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione su tutto il territorio nazionale e trovare nuove forme e più efficaci di coordinamento. E' un contributo importante per dare impulso ad azioni concrete a favore soprattutto delle fasce più vulnerabili e cioè i giovani e gli anziani, che tiene conto anche del nuovo e difficilmente controllabile fenomeno del gioco d'azzardo su internet".

[31-10-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - ITALIA E USA INSIEME PER LA PREVENZIONE SI RAFFORZA LA PARTENRSHIP CON CADCA AMERICANO


Abbiamo appreso con soddisfazione la notizia di queste ore proveniente dagli Stati Uniti del rafforzamento della partenership tra il governo Americano e quello Italiano per l’attivazione anche qui in Italia delle Coalizioni Antidroga, inspirato al modello del CADCA (Community Anti- Drugs Coalition of America ).
L’iniziativa fa parte dell’accordo di collaborazione scientifica tra l’Italia e gli Stati Uniti iniziata lo scorso anno.
“Si tratta di una collaborazione importante – ha dichiarato Elisabetta Simeoni, Direttore dell’Area Tecnico Scientifica del DPA- perché riteniamo che il modello CADCA possa essere qui in Italia, un valido aiuto per combattere la diffusione delle dipendenze sul territorio. Quindi un modello di prevenzione- bottom up- fatto da giovani e da persone comuni in gruppi di popolazione campione, che è stato attivato in America nelle periferie più degradate di New York e Washington. Questo progetto verrà coordinato e realizzato in collaborazione con le numerose associazione del volontariato italiano che vorranno partecipare. Auspichiamo che questo modello possa avere gli stessi risultati positivi che ha avuto oltreoceano e che insieme agli interventi che questo Dipartimento propone, possa contribuire ad arginare sempre più questo problema”.
Arthur Dean amministratore delegato del CADCA si è dichiarato orgoglioso della partnership con il Governo italiano.

[19-10-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - E’ ON LINE LA PUBBLICAZIONE SUL GIOCO D'AZZARDO PATOLOGICO IN ITALIA


Il Dipartimento Politiche Antidroga, la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l'Integrazione, Andrea Riccardi, ha pubblicato in queste ore sull’Italian Journal on Addiction, il numero monografico, dedicato al gioco d’azzardo patologico (GAP).
Si tratta di una ricca panoramica sulle cause neuro - cognitive e comportamentali del GAP oltre che l’organizzazione dei servizi e delle buone pratiche ad oggi acquisite in Italia per contrastare il fenomeno. Molti sono stati i professionisti dei Dipartimenti delle dipendenze e del privato sociale, che hanno aderito all’ invito a trasmettere le loro esperienze di cura ed i programmi attivi sul territorio nazionale, che sono state riportate nel numero monografico dell’Italian Journal on Addiction (consultabile su http://www.italianjournalonaddiction.it/). La pubblicazione riporta anche un ampio articolo scientifico introduttivo che spiega nel dettaglio i meccanismi neurobiologici cognitivi alla base di questa malattia comportamentale.
“Questa pubblicazione - ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA – è nata dalla volontà di fornire informazioni scientifiche e indirizzi metodologici aggiornati per affrontare un problema che riguarda soprattutto giovani ed anziani. Si vuole inoltre favorire la maggiore condivisione e valorizzazione delle esperienze esistenti e spesso poco conosciute. Al contempo si propone come strumento di riflessione e di stimolo per migliorare la prevenzione, il trattamento e la riabilitazione. Per questo – ha proseguito il Capo del DPA - abbiamo deciso di pubblicare i contributi pervenuti per avere un quadro di partenza quanto più vicino alla reale condizione del nostro sistema di risposta al problema esistente in Italia. La pubblicazione anticipa l’uscita di un progetto Nazionale, che vedrà coinvolte le Regioni e vari Ministeri oltre che varie organizzazioni impegnate nell’assistenza, al fine di iniziare a concertare anche nel nostro Paese, Linee di Indirizzo Tecnico- scientifiche comuni, sulla base di più moderni studi di settore, nell’ambito delle Neuroscienze senza tralasciare le forti valenze e l’impatto sociale che tale problematica presenta”.

[10-10-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - DROGA E CARCERE: MISURE ALTERNATIVE OPPORTUNITÀ DI RINASCITA PER I TOSSICODIPENDENTI

“La tossicodipendenza è una malattia prevenibile, curabile e guaribile e che deve trovare soluzioni fuori dal carcere”. E’ questo il concetto sottolineato da Giovanni Serpelloni, capo del DPA, che ha aperto i lavori della seconda giornata relativa alla nascita del Consorzio di Solidarietà, dedicata alla problematica delle misure alternative per i detenuti tossicodipendenti e all’esperienza americana dei tribunali speciali (Drug Courts). Il Ministro Andrea Riccardi in questi giorni ha più volte sottolineato come sia necessario fare di più per trovare percorsi alternativi per i detenuti tossicodipendenti e avviarli verso un percorso di guarigione al di fuori del carcere dove la vita è insostenibile. “I detenuti i tossicodipendenti - ha spiegato il capo del DPA - non possono essere considerati dei criminali solo per il fatto di usare sostanza stupefacenti e il carcere non è luogo di cura e riabilitazione della tossicodipendenza; è necessario quindi rimodulare meglio gli interventi rivolti a queste persone, approfittando della necessità che debbano scontare una pena, trasformandola così in una occasione di un vero recupero sociale e lavorativo”. Ancora prima, ha puntualizzato Serpelloni - però dovremo prevedere nuove procedure che possano evitare addirittura l’entrata in carcere delle persone tossicodipendenti che commettono reati in relazione con la loro malattia. E’ ovvio che per realizzare questo bisognerà trovare una forte collaborazione con i sistemi sanitari regionali. Giovanni Tamburino capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, nel suo intervento ha condiviso quanto sostenuto dal DPA e ribadito che la risposta giudiziaria nei confronti dei detenuti dipendenti, dagli anni 70 ad oggi, è cambiata infatti non essendo più circoscritta esclusivamente all’ambito penale ma è stata estesa anche a quello sanitario. L’esperienza della Drug Courts, portata oggi dai rappresentanti americani, ribadisce che il percorso delle misure alternative può essere non solo efficace ma anche sostenibile, facendo risparmiare denaro pubblico e inutile sofferenza alle persone tossicodipendenti. In merito alla sostenibilità finanziaria di queste misure, necessari e irrinunciabili sono i sistemi di valutazione sia dei risultati, avvalendosi di indicatori concreti, sia del rapporto costi - benefici. “I dati emersi dall’ ultima relazione al Parlamento - ha proseguito Serpelloni - mettono in evidenza che i detenuti con diagnosi di tossicodipendenza sono circa il 20% del totale della popolazione carceraria. Cifre che sottolineano la fondamentale necessità di migliorare la partnership tra il sistema penitenziario e quello sanitario per promuovere misure alternative, al fine di evitare l’entrata in carcere per i tossicodipendenti e agevolare l’uscita di coloro che devono essere curati”. Le misure alternative -ha quindi concluso Serpelloni- funzionano quando esiste uno staff integrato tra magistrati e operatori sanitari e rappresentano delle scelte valide anche perchè valorizzano la Convenzioni Internazionali e rispettose dei diritti umani”.

[09-10-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - NASCE IL CONSORZIO DI SOLIDARIETA’INTERNAZIONALE PER LA PREVENZIONE DELL’USO DI DROGA


L’approccio vincente per sconfiggere la droga è la sinergia tra tutti gli Stati. E’ questo il principio che ha ispirato la nascita del Consorzio di Solidarietà Internazionale, avvenuta questa mattina a Roma, presso la Scuola Superiore di Polizia, alla presenza di 60 Stati provenienti da tutto il mondo, ribadito dal Ministro per l’Integrazione Internazionale e la cooperazione Andrea Riccardi, che ha aperto i lavori dell’evento. Nel suo intervento Riccardi, ha ribadito la rilevanza strategica della cooperazione tra tutti gli Stati e lo sforzo che in questi anni è stato fatto dal Dipartimento Politiche Antidroga per coniugare le politiche nazionali e quelle internazionali nella lotta alla droga. Ha ribadito altresì l’importanza fondamentale della cooperazione internazionale tra gli Stati , come scelta vincente basata su reciproci sforzi sinergici e di solidarietà vera perche' da soli non si può affrontare la sfida della prevenzione dell’uso di sostanze, ma servono risposte concrete a livello globale.
Giovanni Serpelloni capo del DPA, ha dichiarato nel suo intervento che non è possibile accettare una società dove l’uso di droghe è considerato uno stile di vita e che le politiche di prevenzione dell’uso di sostanze devono essere considerate una priorità per la tutela della salute pubblica un “diritto umano” da assicurare alle giovani generazioni.
Elisabetta Simeoni- Direttore dell’Aerea Tecnico Scientifica del DPA- che ha moderato la riunione, ha posto l’accento sul concetto di Cooperazione che rappresenta il principio per cui l’impegno dei vari stati deve servire e deve essere inteso come un valore aggiunto alle iniziative già esistenti. E lo scambio, ha ribadito la Simeoni, dovrebbe essere alla base di qualsiasi azione di qualsiasi realtà istituzionale e di qualsiasi configurazione culturale, qualunque siano le diversità che intercorrono tra istituzione e culture. Yuri Fedotov, direttore dell’Unodc (Ufficio delle Nazioni Unite Contro la Droga e il Crimine) ha sottolineato l’importanza della nascita del Consorzio di Solidarietà riconoscendolo come uno degli strumenti fondamentali per la lotta alla droga.

[08-10-2012]

CONSORZIO INTERNAZIONALE DI SOLIDARIETÀ AL VIA IL PRIMO INCONTRO MONDIALE PER LA PREVENZIONE DELL’USO DI DROGHE

Domani 9 Ottobre,alle ore 9:00 prenderà il via a Roma, presso la Scuola Superiore di Polizia, l’incontro internazionale dal titolo: “Prevention Strategy and Policy Makers a "Solidarity Consortium", organizzato a Roma dall'Unodc, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Controllo della Droga e la Prevenzione del Crimine (United Nations Office on Drugs and Crime), dall'Unicri (United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute) in collaborazione con il DPA, la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l'Integrazione, Andrea Riccardi, che aprirà i lavori della giornata. Si tratta del primo incontro a livello mondiale che riunisce ben 57 Paesi in via di sviluppo e industrializzati, che si confronteranno sulle strategie di prevenzione dell’uso di droghe. Alle ore 11:00 è indetta dall’Unodc, in collaborazione con il DPA una conferenza stampa alla quale prenderanno parte tra gli altri: Yuri Fedotov, Direttore Esucutivo dell'Unodc, (United Nations Office on Drugs and Crime), Raymond Yans, presidente dell’INBC (International Narcotics Control Board), Jonathan Lucas, Direttore dell'Unicri, (United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute), Gilberto Gerra e Giovanni Serpelloni. La conferenza sarà moderata dalla dott.ssa Elisabetta Simeoni, Direttore Generale Area Tecnico-Scientifica del Dipartimento Politiche Antidroga.
ACCREDITI RISERVATI ESCLUSIVAMENTE ALLA STAMPA

[05-10-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - Al via la Presentazione del CONSORZIO INTERNAZIONALE di SOLIDARIETA' per la prevenzione dell’uso di droghe

Martedì 9 p.v. alle ore 9:00 prenderà il via a Roma, presso la Scuola Superiore di Polizia, l’incontro internazionale dal titolo: “Prevention Strategy and Policy Makers a "Solidarity Consortium", organizzato a Roma dall'Unodc, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Controllo della Droga e la Prevenzione del Crimine (United Nations Office on Drugs and Crime), dall'Unicri (United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute) in collaborazione con il DPA, la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l'Integrazione, Andrea Riccardi, che aprirà i lavori della giornata. Durante l'incontro, saranno presenti anche i rappresentanti di 53 Paesi in via di sviluppo e industrializzati, che si confronteranno con l'intento di creare importanti collaborazioni per poter aumentare le reciproche potenzialità di prevenzione. Nella stessa giornata alle ore 11:00 è indetta dall’Unodc, in collaborazione con il DPA una conferenza stampa alla quale prenderanno parte tra gli altri: Yuri Fedotov, Direttore Esucutivo dell'Unodc, (United Nations Office on Drugs and Crime), Raymond Yans, presidente dell’INBC (International Narcotics Control Board), Jonathan Lucas, Direttore dell'Unicri, (United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute), Gilberto Gerra e Giovanni Serpelloni. La conferenza sarà moderata dalla dott.ssa Elisabetta Simeoni, Direttore Generale Area Tecnico-Scientifica del Dipartimento Politiche Antidroga.
ACCREDITI entro lunedì 8 Ottobre, ore 18:00Via email: f.calo@governo.it
GLI ACCREDITI SONO RISERVATI ESCLUSIVAMENTE ALLA STAMPA

[28-09-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - IL CONSUMO DI CANNABIS PORTA A PENSIERI SUICIDI

Il consumo di cannabis porta a pensieri suicidi. Questo il risultato di uno studio neozelandese (Cannabis use and suicidal ideation, The University of Melbourne, Department of Economics, Research Paper Number 1155) presentato nei giorni scorsi alla seconda Conferenza Nazionale sulla Cannabis, che si è svolta in Australia. Un team di ricercatori australiani ha utilizzato i dati di uno studio longitudinale (Christchurch Health and Development Study) riferiti ad una coorte di nascita di bambini nati nel 1977 in Nuova Zelanda, al fine di stabilire se esiste una relazione causale tra l’uso di cannabis e il pensiero suicidi. In particolare i dati esaminati hanno riguardato 938 giovani intervistati 6 volte nel periodo compreso tra i 15-30 anni. Nel campione osservato è risultato che il 38% delle femmine e il 31% dei maschi aveva avuto pensieri suicidi con un’età media di insorgenza di tali pensieri di 17 anni per le femmine e 18 anni per i maschi. Sempre secondo lo studio la probabilità di avere tali pensieri nei consumatori giornalieri di cannabis è del 74,4% per le femmine e del 51% per i maschi rispetto ai non consumatori, rispettivamente il 35% e il 25,5%. Dall’analisi quindi emerge, tra l’altro, un dato molto importante e cioè che l'uso ripetuto più volte in una settimana di cannabis porta a pensieri suicidi soprattutto nei maschi vulnerabili. Lo studio rileva anche che coloro che pensano al suicidio non sempre fanno uso di cannabis e questo è un aspetto da approfondire, ma sempre secondo i ricercatori l'uso precoce di questa sostanza rappresenta comunque un fattore di rischio aggiuntivo a causa dei danni e delle alterazioni neuropsichiche che è in grado di creare sopratutto nei più giovani. “ Questo studio – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA- cosi come altri, fanno capire che l’uso di cannabis soprattutto in persone vulnerabili, può incrementare il rischio di mortalità per varie cause. E’ risaputo infatti che il THC (principio attivo della cannabis) non crea una mortalità diretta, ma non può essere sottovaluto l’incremento di mortalità indiretta dovuto all’aumento delle probabilità di incidentalità stradale, sui luoghi di lavoro, domestica , criminale e non ultima suicidaria legati all’uso di cannabis e alle sue conseguenze sull’attenzione e sulla stabilità psichica in relazione sia agli stati depressivi che demotivazionali che è in grado di creare. Altri studi prima di questo avevano comunque già evidenziato che chi utilizza la cannabis quotidianamente è affetto da disturbi di ansia e depressivi e quindi risulta essere più esposto ad un maggior rischio di suicidio. Questo Dipartimento ribadisce che è necessario prevenire e sospenderne l’uso e per contro rendere più disponibile e socialmente accettato l’uso della cannabis soprattutto per le giovani generazioni, significherebbe incrementare un grave problema di sanità pubblica esponendo in particolare i giovani vulnerabili a rischi e danni in grado di minare il loro futuro e la loro vita”.

[13-09-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - NASCE UN CONSORZIO INTERNAZIONALE DI SOLIDARIETA' PER LA PREVENZIONE DELL’USO DI DROGHE


Un Consorzio Internazionale di Solidarietà tra Stati in materia di prevenzione dell’uso di droghe e delle Dipendenze. Questo il tema principale dell’incontro internazionale dal titolo :Prevention Strategy and Policy Makers a “Solidarity Consortium”, organizzato a Roma dall’Unodc (United Nations Office on Drugs and Crime), dall’Unicri (United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute) in collaborazione con il DPA, la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione, Andrea Riccardi.
La due giorni, comincerà a Roma il prossimo 9 di Ottobre è terminerà il giorno seguente. Durante l’incontro si confronteranno esperienze e buone prassi dei vari Paesi con l’intento di creare importanti collaborazioni tra i diversi Stati e poter aumentare le reciproche potenzialità di prevenzione. Prenderanno parte all’evento i rappresentanti governativi competenti in materia di politiche antidroga provenienti da tutto il mondo. Parteciperanno, tra gli altri, il Ministro Andrea Riccardi, Yuri Fedotov, Direttore Esucutivo dell’Unodc (United Nations Office on Drugs and Crime), Jonathan Lucas, Direttore dell’Unicri, (United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute) e Giovanni Serpelloni.
“Questo consorzio di solidarietà - ha dichiarato Elisabetta Simeoni, Direttore Generale e Responsabile degli Affari Internazionali del DPA e coordinatrice dell’evento - nasce con l’intento di aggregare in maniera fortemente solidale gli Stati per condividere modelli, linee guida, esperienze, in materia di prevenzione e riduzione della domanda, con l’obiettivo di sostenere prima di tutto i responsabili politici dei vari Paesi aderenti, nella pianificazione di strategie sempre più precoci ed incisive basate su prove scientifiche e indirizzate principalmente agli adolescenti, alle loro famiglie ed agli educatori per fornire loro un’offerta sempre più specifica ed adeguata alle nuove esigenze informative, assistenziali e di recupero”.

[11-09-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - IL CONSUMO DI MARIJUANA AUMENTA IL RISCHIO DI TUMORE AI TESTICOLI


Esiste un legame tra l’uso di marijuana anche ricreazionale e un aumento del rischio di sviluppare il cancro ai testicoli. Questo il risultato di una importante ricerca della University of Southern California (USC), pubblicato recentemente sull’autorevole rivista Cancer.
Per capire se l’uso di droghe possa avere un ruolo in questo peggioramento, i ricercatori hanno esaminato la storia dell’uso di droghe in 163 giovani uomini con diagnosi di cancro ai testicoli. I risultati sono stati confrontati con quelli di 292 uomini sani della stessa età ed etnia scoprendo che gli uomini con una storia di uso di marijuana avevano una probabilità doppia di avere sottotipi di cancro ai testicoli chiamati “non-seminomi” e tumori misti alle cellule germinali.
Secondo gli studiosi vi è un componente della marijuana che aumenta la carcinogenesi nel testicolo, di questo tipo di tumori maligni che rispondono al principio attivo della marijuana. Sempre secondo i ricercatori deve esserci qualcosa di specifico nella marijuana che non si trova in altre droghe e che fa aumentare questo rischio di cancro testicolare proprio nei consumatori di tale sostanza. I risultati suggeriscono che i potenziali effetti cancerogeni della marijuana sulle cellule testicolari devono essere presi in seria considerazione non solo nelle decisioni riguardo all’uso personale e ricreazionale della droga, ma anche quando la marijuana e suoi derivati siano utilizzati per scopi terapeutici in giovani pazienti di sesso maschile.
I risultati dello studio – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA – confermano quanto da sempre sostenuto da questo Dipartimento sull’estrema pericolosità dell’uso della cannabis erroneamente ritenuta innocua e di quanto ancora poco conosciamo dei suoi effetti deleteri. Alla luce di queste importanti evidenze diventa sempre più importante avere un atteggiamento prudenziale e preventivo nei confronti di questa droga. È necessario quindi studiare e far conoscere gli effetti negativi del THC e degli altri cannabinoidi sulla salute soprattutto ai giovani che spesso vengono ingannati da informazioni superficiali e fuorvianti. Si devono inoltre approfondire sempre di più le ricerche sugli effetti negativi sul cervello ma anche su altri apparati ed organi vitali affinché si possano ricavare risultati anche in grado di far capire meglio per esempio, le potenzialità cancerogene ma anche tossiche della cannabis e dei suoi derivati e i possibili limiti e pericolosità negli usi medici di tale droga”.

[30-08-2012]

Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’integrazione - Droga Krokodil, massima attenzione del Sistema di Allerta ma nessun caso in Italia


In merito all’allarme scattato nei giorni scorsi sulla droga KroKodil proveniente dalla Russia, il DPA così interviene:
Già un anno fa, il Sistema Nazionale di Allerta del DPA , la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’integrazione Andrea Riccardi, grazie anche ad una segnalazione dell’Osservatorio Europeo sulle droghe e le tossicodipendenze OEDT, aveva lanciato una informativa sulla diffusione in Russia di una droga assunta per via iniettiva a base di desomorfina denominata “Krokodil” estremamente pericolosa per la salute dei consumatori.
Secondo le informazioni assunte dal Sistema Nazionale di Allerta, si tratterebbe di una sostanza stupefacente molto pericolosa ottenuta attraverso un procedimento di “cottura” della codeina contenuta in alcune compresse utilizzate per l’emicrania. Tale abitudine sembra stia diventando frequente in Russia, Bielorussia e in Ucraina, soprattutto perché la droga così ottenuta avrebbe costi più ridotti rispetto all’eroina anche se effetti inferiori. Inoltre il fenomeno riguarderebbe soprattutto la Russia e il “krokodil” preparato in condizioni igieniche sanitarie estremamente precarie, presenta cariche batteriche virali elevatissime con agenti microbici in grado di dare infezioni locali nel punto di iniezione fortemente infettanti dei tessuti molli e delle fasce muscolari con una desquamazione e corrosione infettiva profonda della pelle che diventa con una superficie ruvida e squamosa come quella di un coccodrillo, da cui il termine gergale “crocodile” o anche “krokodil” per poi per dare origini ad orribili ulcerazioni profonde ed invasive che, possono arrivare anche alla sepsi generalizzata con morte della persona.
“Siamo di fronte ad mix di sostanze molto pericoloso – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA - che dopo essere stato "cucinato" a domicilio viene iniettato per endovena dai tossicodipendenti, immediatamente con gravi ed irreparabili danni ai tessuti. Fortunatamente per quanto riguarda Italia non è stato segnalato nessun caso e tramite il Sistema Nazionale di Allerta stiamo monitorando costantemente il fenomeno. Vogliamo comunque ricordare ai consumatori di evitare qualsiasi assunzione di questa sostanza in caso ne venissero in contatto, e agli operatori di segnalare immediatamente eventuali casi riscontrati al Sistema di Allerta attivando contemporaneamente opportune cure antibiotiche in ambiente specialistico. Si ricorda infine che nel nostro Paese sia la desomorfina che la codeina sono presenti nelle tabelle delle sostanze stupefacenti del DPR 309/90. L’attenzione del DPA, anche su questo tipo di droga resta comunque altissima”.

[09-08-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - LA CANNABIS NON E’ UNA DROGA INNOCUA E ALTERA LA STRUTTURA DEL CERVELLO DEGLI ADOLESCENTI


Sull’'uso persistente di marijuana che danneggia la memoria e le capacita' di apprendimento nel cervello negli adolescenti, così come riportato in queste ore dalle agenzie di stampa il DPA interviene:
Questo Dipartimento concorda con i risultati del recente studio australiano (Andrew Zalesky, Nadia Solowij et al :” “Effect of long-term cannabis use on axonal fiber connectivity". Brain, June 2012) riportato dalla stampa, che conferma tra l’altro, quello che il DPA ha più volte ribadito e cioè che i principi attivi della cannabis e dei suoi derivati sono in grado di produrre nel tempo alterazioni della memoria, delle funzioni cognitive superiori quali l'attenzione, compromettendo quindi l'apprendimento e i tempi di reazione. È provato quindi che in particolare negli adolescenti, il consumo a lungo termine di cannabis altera lo sviluppo delle principali fibre di sostanza bianca cerebrale che, comporta come conseguenza deficit cognitivi anche gravi con predisposizione allo sviluppo di psicosi, depressione e ansia.
Inoltre i risultati di uno studio precedente (Nina B.L. Urban, Mark Slifstein, et al Abi-Dargham.Dopamine Release in Chronic Cannabis Users: A[11C]Raclopride Positron Emission Tomography Study. Biol Psychiatry 2012) realizzato dei ricercatori della Colombia Università di York sul metabolismo cerebrale mediante tecnica PET in un gruppo di adolescenti con diagnosi di dipendenza da cannabis (assunzione cronica della sostanza, almeno 5 volte alla settimana), ha fatto rilevare delle alterazioni sul sistema dopaminergico (il sistema della gratificazione), in particolare nel nucleo striato, anche dopo astinenza dalla sostanza, con un conseguente effetto tossico della cannabis nel cervello degli adolescenti soprattutto con un consumo precoce e cronico della sostanza.
Un cervello sotto l’effetto della cannabis infatti rallenta o altera il suo normale processo evoluti¬vo, mostrando una morfologia prematura, simile per struttura ad un cervello di età inferiore rispetto alla propria tappa evolutiva. A dimostrazione di questo, l’Unità Operativa di Neuroscienze di Verona ha reclutato un gruppo di giovani ragazzi che fanno uso quotidiano o settimanale di cannabis. Grazie all’utilizzo di una RM ad alto campo magnetico (3.0 Tesla), è stato possibile ottenere una mappa dello spessore della corteccia cerebrale di questi giovani. La mappa è stata confrontata con quella ottenuta da un gruppo di ragazzi di pari età non dipendenti da droghe. I risultati ottenuti mostrano una riduzione dello spessore corticale soprattutto nelle regioni temporo-mesiali e parietali, nei ragazzi che fanno uso di cannabis. Le regio¬ni temporo-mesiali normalmente coinvolte nelle capacità di memoria e di apprendimento risultano quindi alterate, assieme alle aree di controllo moto¬rio (lobo parietale).
“Abbiamo ricevuto vari quesiti a questo proposito da numerosi giornalisti, pertanto la nostra opinione è che si dimostra ancora una volta – ha dichiarato, Giovanni Serpelloni , capo del DPA - l'estrema pericolosità di questa sostanza, erroneamente spesso ritenuta innocua. D’altronde molti scienziati si sono chiesti e continuano a chiederselo come sia possibile voler legalizzare, e quindi far aumentare l'accessibilità e il consumo, una sostanza stupefacente che ha effetti cosi pesanti sulla regolare maturazione del cervello degli adolescenti. Pertanto rendere più disponibile e facilitare l'uso di una sostanza tossica di questo tipo, soprattutto per le giovani generazioni, significherebbe incrementare un grave problema di sanità pubblica esponendo in particolare i giovani vulnerabili a rischi e danni in grado di minare il loro futuro. Siamo sempre più convinti che una corretta strategia di prevenzione deve puntare quindi all’astensione dall’uso di cannabis anche tra negli adolescenti”.

[06-08-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - DROGA E TOSSICODIPENDENZA IN ITALIA, ON LINE LA RELAZIONE ANNUALE AL PARLAMENTO 2012


E’ on line la Relazione Annuale al Parlamento 2012 - Sull’ uso di sostanze stupefacenti e sulle tossicodipendenze in Italia - (dati 2011 e primo semestre 2012) realizzata dal Dipartimento Politiche Antidroga, la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’integrazione, Andrea Riccardi.

Il DPA informa inoltre che è possibile prendere visione della sintesi del Report Annuale al seguente indirizzo: www.politicheantidroga.it/media/569861/file%20cumulativo_light.pdf

[30-07-2012]

Eroina all'antrace attivata massima allerta in Italia


Da giugno di quest'anno, il Sistema Nazionale di Allerta Precoce del Dipartimento Politiche Antidroga, la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l'integrazione Andrea Riccardi, ha ricevuto segnalazioni di 6 casi di antrace in Europa, tra cui 2 decessi, in consumatori di eroina per via iniettiva. I casi sono stati registrati in Germania, Danimarca, Francia e Scozia.
L'antrace è una grave malattia causata da un batterio, chiamato Bacillus anthracis, che dà origine a spore altamente resistenti per lunghi periodi e in condizioni avverse (essiccamento, calore, raggi UV, ecc.). In forma di aerosol, le spore sono invisibili ed inodori. Il Bacillus anthracis si trasmette per via aerogena, per contatto e per via gastrointestinale, ma non si trasmette da persona a persona, tranne che per contatto con lesioni sulla pelle. Attualmente non risultano legami tra i 6 casi e non sono state registrate infezioni in Italia. "Tuttavia -ha commentato Giovanni Serpelloni, Capo del DPA, -considerata la concreta possibilità che stiano circolando sul territorio europeo partite di eroina contaminate con Bacillus anthracis e vista la rapidità con cui le sostanze stupefacenti possono essere commercializzate e raggiungere l'Italia, il Sistema di Allerta ha attivato una Allerta grado 3 (massima allerta) tra le strutture competenti in materia di protezione della salute pubblica e tra i laboratori e le Forze dell'Ordine". E' di estrema importanza, infatti, che le strutture competenti prestino la massima attenzione ad eventuali infezioni da antrace, in particolare tra la popolazione dei consumatori di eroina, e attivino le adeguate misure preventive".
L'allerta ha raggiunto anche i laboratori che svolgono analisi di sostanze stupefacenti, invitando il personale ad adottare le necessarie misure di cautela nella gestione dei campioni. Oltre 50 casi di antrace erano stati registrati dal Sistema di Allerta tra il 2009 e il 2010 in Scozia, Inghilterra e in Germania. Anche in quel caso erano state diramate a livello nazionale informazioni e raccomandazioni per preservare la salute dei consumatori e degli operatori.

[27-07-2012]

MINISTRO PER LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE E L’INTEGRAZIONE - GENERAZIONI SANE E LIBERE DALLE DROGHE, Il DPA E IL CADCA INSIEME PER UNA PREVENZIONE SEMPRE PIU’ EFFICACE


Nashiville,Tennesee: Si sono conclusi ieri gli incontri tra Italia e Usa mirati alla diffusione di strumenti per una prevenzione ancora più efficace delle droghe nel nostro Paese. Il Dipartimento Politiche Antidroga, la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’integrazione, Andrea Riccardi, collaborerà con il CADCA (Community Anti-Drug Coalitions of America), la maggiore organizzazione in materia di prevenzione all’abuso di sostanze costituita da più di 5 000 comunità negli Stati Uniti e in altri paesi.
Per la prima volta un membro del governo italiano, la Dott.ssa Elisabetta Simeoni, direttore dell’area scientifica del DPA, è stato invitato e si è unito ai 1900 funzionari delle coalizioni che, questa settimana, hanno partecipato all'incontro semestrale del CADCA a Nashville, nel Tennessee. Questo incontro supportato direttamente da ONDCP, ufficio competente della Casa Bianca, dal Samsha e dal Nida, ha l'obiettivo di fornire uno specifico e intenso supporto alle coalizioni antidroga, e nel contempo offrire strumenti alla comunità americana non solo sulle informazioni scientifiche più aggiornate relativamente alla diffusione delle dipendenze (droghe, alcool e tabacco), ma allo stesso tempo, su come realizzare una campagna di informazione, sugli strumenti di divulgazione più efficaci, su come veicolare i messaggi nelle scuole, nella società civile, nel mondo del lavoro, nell'ambiente militare relativamente ai danni che queste sostanze causano, su come valutare questi interventi e sulle modalità per organizzare corsi di formazione per i genitori. Il tutto basandosi sul principio che ogni singola persona può contribuire direttamente ed efficacemente per contenere la diffusione delle dipendenze.
“Si tratta di un’ottima iniziativa - ha dichiarato la Dott.ssa Simeoni, del DPA - che valuteremo al fine di studiare e adattare al nostro modello italiano, Per questo è nostra intenzione confrontarci anche con le altre amministrazioni dello Stato, le Regioni e tutti gli operatori che potranno essere coinvolti in questo progetto. L'incontro è stato inoltre l’occasione per discutere delle strategie di lavoro al fine di mobilitare le comunità e impegnare direttamente anche i giovani nella prevenzione”.
Il presidente e direttore generale del CADCA, Arthur T. Dean ha affermato: “Siamo fiduciosi che la nostra strategia di coalizione possa essere adattata in Italia e possa contribuire alla costruzione di comunità sicure, sane e libere dalle droghe”.

[26-07-2012]

DIPARTIMENTO POLTICHE ANTIDROGA - RICERCHE EFFETTUATE DALL’ISTITUTO MARIO NEGRI, “BENE IL CALO DEI CONSUMI MA TENERE ALTA L’ATTENZIONE SULLA KETAMINA”


In relazione a quanto evidenziato dalle ricerche effettuate dall’Istituto “Mario Negri”, il Dipartimento Politiche Antidroga la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’integrazione Andrea Riccardi, ha precisato:
Il calo dei consumi registrato nelle acque reflue conferma un positivo trend registrato anche gli anni scorsi. Va però aumentata l'attenzione su una droga sintetica poco usata fino ad ora, ma in crescita: la ketamina. L’uso di ketamina, anche se in aumento, per fortuna risulta ancora un uso “di nicchia” e sicuramente meno diffuso rispetto all’uso di cannabis cocaina ed eroina. Si tratta comunque di una molecola molto pericolosa e fortemente tossica di origine sintetica, con proprietà anestetiche ed analgesiche, ampiamente utilizzata in ambito veterinario, molto meno come anestetico nell’uomo. La ketamina viene venduta anche in compresse o come adulterante di altre droghe quali cocaina, amfetamine, eroina, ed è disponibile sul mercato illecito sotto forma di liquido, capsule e polvere cristallina. In ambito di abuso di sostanze stupefacenti, la ketamina in polvere viene principalmente assunta per via inalatoria o iniettata dopo averla portata in soluzione. Sono note anche l’assunzione per via orale, rettale, e quella attraverso il fumo.
“Gli effetti della ketamina sugli esseri umani - ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA - comprendono modificazioni degli stati di coscienza, schizofrenia, disordini dissociativi, ansia, attacchi di panico, flashbacks, sintomi simili al disturbo post-traumatico da stress e cambiamenti percettivi persistenti. Anche il tono dell’umore può venire coinvolto con l’espressione di mania, depressione, tendenza al suicidio, insonnia, incubi, paranoia. Nell’ambito dell’uso ricreazionale, la ketamina provoca disturbi dell’attenzione, dell’apprendimento, della memoria .Questa sostanza è in grado di sviluppare rapidamente tolleranza nel soggetto consumatore, tanto da indurre un aumento progressivo delle dosi per raggiungere gli effetti desiderati. Inoltre, l’uso può creare dipendenza. La ketamina - ha concluso Serpelloni - è sotto il monitoraggio del Sistema Nazionale di Allerta Precoce già da alcuni anni. In particolare, allerte sulla sua diffusione sul territorio italiano e sulla sua pericolosità sono attive dal 2009 e hanno permesso di evidenziare nel nostro Paese un uso che, se pur non diffuso e documentato anche da un relativo esiguo numero di sequestri, risulta comunque molto nocivo per la salute dei consumatori per gli importanti effetti che essa provoca sulla loro salute”.
Negli ultimi 2 anni, il Sistema Nazionale di Allerta Precoce del Dipartimento Politiche Antidroga, attraverso i propri Centri Collaborativi, ha rilevato 44 casi di accesso al sistema dell’urgenza per intossicazione acuta da ketamina. In Italia la ketamina è inclusa in Tabella I e in Tabella II Sezione A (Sostanze e composizioni medicinali) del D.P.R. 309/90 ed è quindi una sostanza illecita.

[25-07-2012]

DIPARTIMENTO POLTICHE ANTIDROGA - MARIJUANA CAMBIO DI ROTTA IN CALIFORNA CON STOP AI DISPENSARI PER USO TERAPEUTICO: “INDUZIONE DI VIOLENZA E CRIMINALITA’


Vietati i dispensari della marijuana per uso terapeutico. Sulla decisione del Consiglio comunale di Los Angeles che è stata presa in queste ore, il Dipartimento Politiche Antidroga , la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’integrazione Andrea Riccardi, così interviene:
Va evidenziato come lo stato della California che è stato il primo a depenalizzare e legittimare l'uso della cannabis per scopi medici da tempo stia dimostrando "una chiara volontà di porre fine ad una insostenibile politica di tolleranza rispetto alla liberalizzazione " . Dei 762 dispensari registrati, anche se alcuni dicono che siano più 1000, riceveranno una lettera con l’ordine di chiudere. “Finisce così un’epoca che permetteva a questi ambulatori di spuntare come fiori nei quartieri della città”.
Il consiglio comunale di Los Angels ha votato all’unanimità questo provvedimento anche sollecitato dai cittadini stanchi di vedere sorgere nei quartiere ambulatori, che utilizzando a pretesto l’uso terapeutico della marijuana, diventavano luoghi di vendita di questa sostanza per uso voluttuario, “incrementando così il proliferare di violenza e criminalità”.
Tra i diversi membri comunali che hanno dato voto favorevole al divieto, da segnalare anche quello del consigliere Jose Huizar che, aveva precedentemente sostenuto i dispensari, ma che ha cambiato idea proprio a seguito delle lamentale dei tanti cittadini. Con questo divieto secondo i rappresentanti del consiglio comunale di Los Angeles viene meno ogni possibilità di far uso di marijuana per le persone che non presentino effettivamente patologie. Da oggi a Los Angeles solo le cliniche autorizzate potranno continuare ad utilizzare la marijuana esclusivamente a scopo terapeutico.
“Non possiamo che condividere e apprezzare questo cambio di rotta che riporta anche la politica sanitaria Californiana dentro percorsi di reale sanità pubblica mettendo fine ad un uso strumentale e abuso della cosi detta cannabis ad uso medico. Proprio riguardo al consumo voluttuario ed illegale di cannabis ma soprattutto agli abusi e agli indotti di criminalità e violenza che l'ampia disponibilità di farmaci a base di THC sul territorio spesso hanno comportato - ha dichiarato Giovanni Serpelloni capo del DPA- è necessario fare una riflessione anche su quanto potrebbe incrementare il numero dei consumatori una legalizzazione di tali droghe. Sull'utilizzo medico dei farmaci a base di THC inoltre, si crea spesso confusione, soprattutto nelle giovani generazioni, volendo creare false rassicurazioni relativamente alla pericolosità legata all'uso di tali sostanze stupefacenti vendute dagli spacciatori delle organizzazioni criminali, sfruttando e amplificando fuori misura le potenzialità parzialmente terapeutiche che i farmaci a base di THC presentano per alcune limitate patologie.
“In questi anni – ha proseguito Serpelloni - è stato fatto un grave danno ai programmi di prevenzione, diffondendo l'idea che la cannabis sia una "droga socialmente accettabile" e non pericolosa per la salute, perchè non lo è affatto e produce danni al cervello ed in particolare, alle funzioni cognitive e aumenta molte condizioni pericolose per la salute e la socialità. Non si deve inoltre far diminuire nei giovani questa percezione di pericolo e tenere contemporaneamente alta la disapprovazione sociale dell'uso. La percezione del rischio e dei danni derivanti dal consumo di queste sostanze nei giovani può diminuire anche sulla base di inopportune quanto errate comunicazioni sui presunti effetti terapeutici di farmaci a base di THC. Non si possono confondere le "droghe di strada" con i farmaci prodotti dalle industrie specializzate. Per questo con le 18 società scientifiche italiane abbiamo voluto mettere a punto un documento che faccia chiarezza. Vogliamo ribadire che per quanto riguarda l’uso medico dei farmaci a base di THC non vi è alcuna preclusione ideologica e che auspichiamo possano essere presto essere messi gratuitamente a disposizione dei medici specialisti e dei malati che necessitino di queste terapie, ma all'interno di un contesto sanitario molto controllato e serio. Va tuttavia ricordato che in un recente studio del NIDA (S. Salomonsen-Sautel, J.T. Sakai et al “ Medical Marijuana Use Among Adolescents in Substance Abuse Treatment” Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry, July 2012,) sui pazienti di età compresa tra i 14 e i 18 anni, che avevano ricevuto prescrizioni mediche di farmaci a base di THC negli Stati Uniti si è potuto dimostrare che ben il 74% erano stati prescritti ed utilizzati impropriamente da giovani in assenza di patologie. La prudenza quindi verso la diffusione di questo tipo di farmaci è necessaria. Questo proprio per evitare ciò che ha portato la California a rivedere le sue posizioni o l'Olanda, per motivazioni analoghe di proliferazione di violenza, criminalità, abuso e aumento delle problematiche sociali ed ambientali, anche se per altri aspetti, per i cooffe shop riducendone il numero, l'accessibilità e la posizione vicino a comunità giovanili sul territorio urbano. In altre parole ovunque e per qualsiasi motivo nel mondo si aumenti la disponibilità e l'accessibilità a queste sostanze, sia essa droga per uso voluttuario e farmaci, sorgono problemi sia legati all'abuso di tali sostanze o farmaci (se non strettamente controllati) sia alla criminalità correlata e ai disagi sociali per la popolazione”.

[23-07-2012]

DPA - OSSERVATORIO NAZIONALE DIPENDENZE USO DI CANNABIS E CANCRO AL POLMONE, DANNI SPESSO SOTTOSTIMATI


Cancro al polmone; l’uso costante di cannabis comporta un rischio di sviluppare tale tumore 20 volte di più rispetto al fumo di sigarette. Questo il risultato dello studio pubblicato di recente dalla British Lung Foundation ("The Impact of cannabis on our lungs”, June 2012) che ha anche documentato la bassa percezione di questo grave rischio nei fumatori di cannabis . Il Dipartimento Politiche Antidroga, la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione, Andrea Riccardi, evidenzia come questa ricerca, dimostri che i rischi della cannabis sono ancora notevolmente sottostimati dalla popolazione britannica.
Il 32% degli intervistati (pari a circa 1/3 della popolazione britannica), infatti, non ritiene, sbagliando, che fumare cannabis sia dannoso per la salute. Questo dato percentuale sale a circa il 40% nella fascia di età compresa tra i 35 e i 40 anni. Il report compie una delle più ampie revisioni degli studi scientifici disponibili sul tema e, secondo i ricercatori della British Lung Foundation, la mancanza di consapevolezza nella popolazione sui rischi derivanti dalla cannabis rappresenterebbe un dato preoccupante. I giovani in particolare fumano cannabis senza sapere che, per esempio, ogni spinello fumato aumenta la probabilità di sviluppare un cancro tanto quanto un intero pacchetto da 20 sigarette.
“Condividiamo pienamente non solo la preoccupazione della British Lung Foundation - ha dichiarato Giovanni Serpelloni , capo del DPA – ma anche l’invito di aumentare la divulgazione di linee di indirizzo per la salute pubblica riguardo i numerosi danni che l’uso di cannabis e le sostanze stupefacenti possono produrre soprattutto tra i più giovani. E’ necessario incentivare la ricerca scientifica in questo settore, ma anche la comunicazione alla popolazione per ampliare la conoscenza, la percezione dei rischi per la salute e il numero delle evidenze scientifiche legate alle conseguenze dannose per l'organismo, associate al consumo di cannabis. Questo Dipartimento inoltre, ha già da tempo evidenziato la potenzialità di danni evolutivi derivanti dall'uso precoce di questa sostanza nel momento in cui il cervello si trova nella delicata fase di sviluppo celebrale. Studi scientifici portati avanti anche dal DPA hanno mostrato conseguenze tanto più gravi quanto più precoce è la prima assunzione e quanto questa è più frequente e duratura. Inoltre, la gravità dei danni risente anche della sempre maggiore concentrazione di principio attivo presente nei prodotti e l'uso contemporaneo di altre droghe sinergizzanti e di alcol. Mai come oggi, diventa sempre più necessario proseguire nell’opera di comunicazione per aumentare la consapevolezza di come il problema legato al fumo di cannabis è ormai un problema di sanità pubblica, che non può essere sottovalutato anche perché vengono continuamente diffuse informazioni distorte e spesso strumentali, che si basano solo sui supposti benefici di questa droga”.

[21-07-2012]

DIPARTIMENTO PER LE POLITICHE ANTIDROGA - CARCERE E DROGA : GIOVANNI SERPELLONI NOMINATO GIUDICE ONORARIO DELLE "DRUG COURTS AMERICANE"


Washington D.C.: Discutere della fattibilità anche in Italia delle Drug Courts, (tribunali speciali per reati connessi all'uso di droghe per incentivare la riabilitazione ed evitare la carcerazione dei tossicodipendenti). E’ l’argomento affrontato nell’incontro tra Giovanni Serpelloni, capo del DPA, la cui delega politica è affidata al ministro della Cooperazione internazionale e l’integrazione, Andrea Riccardi, e West Huddleston giudice e coordinatore nazionale della NADCP (Associazione Nazionale dei giudici americani delle Drug Courts) referente del governo americano.
Si sono approfondite e confrontate le strategie di cooperazione internazionale dei due Paesi per la gestione dei programmi di prevenzione e dei modelli alternativi al carcere per le persone tossicodipendenti. Si è parlato di ciò che attualmente è attivo negli Stati Uniti e della possibilità di scambio di buone pratiche e programmi innovativi di prevenzione, trattamento e reinserimento delle persone tossicodipendenti al fine di evitare loro il carcere. In Italia, ha spiegato Serpelloni, ai colleghi americani, i tossicodipendenti in carcere nel 2011 sono risultati essere 22.413 Unità, che corrispondono al 29% del totale dei detenuti. Questo numero peraltro è in diminuzione rispetto all’anno precedente (dato precedente 24.008), ma vorremmo che diminuisse ancora e che si potessero attivare programmi alternativi alla reclusione ancora prima dell'entrata in carcere già durante i processi per direttissima. Un ulteriore recente studio nazionale del DPA condotto con le regioni ha rilevato che la percentuale di veri tossicodipendenti (cioè diagnosticati secondo criteri diagnostici scientifici) è del 19,4%. Serpelloni ha poi aggiunto che, al contrario degli Stati Uniti dove chi usa sostanze può essere carcerato, l'uso di sostanze stupefacenti in Italia non è un reato penale e quindi non è previsto l'arresto ma solo l'applicazione (come deterrenti) di sanzioni amministrative. I tossicodipendenti quindi attualmente carcerati, lo sono per reati connessi al traffico, allo spaccio, alla produzione illegale o ad altri gravi reati ma non per l'uso. E' stato anche evidenziato come il problema droga e carcere in Italia sia stato indicato prioritario dal Ministro Riccardi fin dall'inizio del suo mandato.
Durante l’incontro Serpelloni è stato nominato da West Huddleston "giudice onorario" delle Drugs court della NADCP (Associazione Nazionali delle Drug CourtS americane) " per l’interesse e la leadership dimostrata a livello internazionale sul problema carcere e droga e attivazione delle pene alternative sul modello delle drugs court americane".
“ Sono molto onorato della nomina ricevuta - ha dichiarato Giovanni Serpelloni – siamo molto interessati al modello delle Drug Courts e abbiamo chiesto e ottenuto dai rappresentati della NADCP di collaborare strettamente con il DPA per cercare con uno sforzo congiunto di portare a compimento questo progetto pilota anche nel nostro Paese. D’altronde il nostro dipartimento nei mesi scorsi ha anche divulgato in tutte le Regioni e ai servizi pubblici, le linee di indirizzo per incrementare l'uscita dal carcere delle persone tossicodipendenti che abbiano i requisiti previsti dalla legge. Il nostro progetto "Droga e Carcere" ha infatti attivato il suo percorso nelle varie città italiane al fine di valorizzare ancora di più, con gli attuali sistemi di cura e riabilitazione, il pieno recupero, reinserimento sociale e lavorativo della persona tossicodipendente. L’esperienza americana insegna, che numeri alla mano - ha proseguito- questo modello (Drugs Courts) può produrre una risoluzione dell'uso di sostanze fino al 75% nelle persone trattate (valutate nei 24 mesi successivi) con un risparmio enorme di costi e di sofferenza per la società e per il singolo individuo”.
Il giudice West Huddleston, ha poi aggiunto “saró onorato di collaborare con il DPA per rendere fruibile la nostra esperienza e il modello delle Drug Courts anche per il vostro Paese oltre che per altri paesi europei quali l'Inghilterra e il Belgio”.

[21-07-2012]

DPA ALLA CASA BIANCA PER LA LOTTA ALLA DROGA: SI RAFFORZA LA COLLABORAZIONE TRA Il GOVERNO ITALIANO E QUELLO DEGLI STATI UNITI


Si è svolto ieri un importante incontro presso gli uffici della Casa Bianca in Washington, tra il DPA la cui delega è affidata al Ministro della Cooperazione internazionale e l’Integrazione Andrea Riccardi, rappresentato da Giovanni Serpelloni, Capo del Dipartimento Politiche Antidroga e Elisabetta Simeoni, Direttore Generale Area Tecnico Scientifica (responsabile dei rapporti internazionali) e Gil Kerlikovskie, Direttore ONDCP (Office for National Drug Control Policies) dell' ufficio esecuitvo del Presidente Obama.
Durante l'incontro con Kerlikowskie, il "drug zar" americano, sono state discusse tematiche concernenti le politiche europee ed internazionali in materia di droga e alla possibile introduzione anche in Europa delle "anti-drugs coalitions", organizzazioni della società civile a livello locale per la prevenzione ambientale e di comunità mediante la sensibilizzazione precoce e capillare dei giovanissimi (a partite dagli 8 anni di età) sui rischi correlati all'uso di droghe e alcol. Gli incontri si inseriscono nel Memorandum d'Intenti siglato lo scorso Luglio, che ha aperto la strada ad ulteriori intese sottoscritte dal Dipartimento Politiche Antidroga, tra cui quella di collaborazione scientifica con il National Institute on Drug Abuse (NIDA) che ha permesso di attivare in questo anno ben 11 collaborazioni con vari istituti di ricerca americani.
Durante l'incontro il Direttore dell’ ONDCP e del DPA hanno confermato la piena identità di vedute tra l’Italia e gli Stati Uniti in tema di politiche antidroga ed in particolare l'interesse a proseguire un'articolata collaborazione nel settore della ricerca e della prevenzione, con specifico riguardo all'approccio basato sulle neuroscienze, valorizzando le tecniche di "neuroimaging" che sono in grado di evidenziare sempre di danni funzionali e strutturali delle droghe sul cervello.
Italia e Usa hanno concordato sul fatto che il fenomeno droga, vada affrontato come “un problema di salute pubblica” che la tossicodipendenza è una malattia prevenibile, curabile e guaribile e che l'uso di droghe non riguarda solo il singolo consumatore ma l’intera comunità". Serpelloni e Kerlikovskie considerano prioritarie le politiche di intervento per agire per la riduzione della domanda di droga, attraverso un approccio bilanciato, integrato e non considerano efficaci e quindi vengono escluse, le proposte di legalizzazione della cannabis o delle altre droghe, riportate alla ribalta da gruppi minoritari anche nelle ultime settimane in Europa e negli Stati Uniti.
“Proprio per rafforzare la cooperazione internazionale - hanno dichiarato Simeoni e Serpelloni- è nostra intenzione in collaborazione con le Nazioni Unite, UNODC (United Nations Office on Drugs and Crime) e UNICRI (United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute), realizzare a Roma in ottobre una grande conferenza di cooperazione internazionale nel campo della prevenzione delle droghe, dal titolo "Prevention Strategy and Policy Makers". L’iniziativa è rivolta a 18 Paesi in via di sviluppo e ad altri paesi industrializzati tra cui l'USA ed è dedicata a scambiare buone prassi e fornire ai decisori politici gli strumenti per attivare interventi basati sulle evidenze scientifiche. Su questo hanno manifestato il proprio interesse anche i Paesi arabi, dell'America centrale, dell'Asia e dell'Europa orientale. Siamo convinti che un problema complesso come quello della droga mai come oggi necessiti di un'attività sinergica internazionale”.
Gil Kerlikovskie ha poi aggiunto: “ringraziamo gli amici italiani per il ruolo chiave che hanno a livello internazionale ed in particolare europeo nel portare avanti, con grande leadership, un approccio innovativo e globale di lotta alla droga, anche attraverso il grande lavoro di coordinamento svolto in questi anni dalla dottoressa Simeoni responsabile del settore rapporti internazionali del DPA.”

[19-07-2012]

IL DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA RASSICURA : “NON ESISTE LA DROGA DEL CANNIBALE”


In merito alla notizia sulla droga del cannibale che circola in queste ore e che sembrerebbe essere arrivata in Italia il Dipartimento Politiche Antidroga, così interviene:
Per quanto riguarda il caso di Genova, dai primi esami del sangue effettuati si parla di THC, principio attivo della cannabis, di cocaina e di eroina, inoltre, dalle notizie in nostro possesso si è trattato solo di una aggressione e non di un caso di cannibalismo. Sono comunque in corso accertamenti da parte del Sistema Nazionale di Allerta Precoce per l’identificazione del tipo di droga assunta. Ad oggi confermiamo che non ci sono ancora risultati analitici né evidenze scientifiche, che esistano droghe che causino lo scatenamento di un comportamento aggressivo cosi specifico particolare.

[18-07-2012]

IL DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA E LE PIU’ IMPORTANTI SOCIETA' SCIENTIFICHE CHIARISCONO IN UN DOCUMENTO I DANNI DELLA CANNABIS SULLA SALUTE, GLI USI MEDICI E QUELLI IMPROPRI


Il Dipartimento Politiche Antidroga assieme a 18 presidenti delle più importanti Società Scientifiche italiane vogliono fare chiarezza sui danni della cannabis e dei suoi derivati e sulla confusione mediatica che spesso attorno a questi temi esiste. Per questo è stato predisposto un documento chiaro e sintetico dal titolo: “CANNABIS E SUOI DERIVATI: alcuni elementi di chiarezza su danni alla salute, l’uso medico dei farmaci a base di THC, la coltivazione domestica e l’uso voluttuario”.
Per quanto riguarda i principali effetti della cannabis lo statement evidenzia e chiarisce che la cannabis e i suoi derivati (hashish, olio di hashish ecc.) sono sostanze stupefacenti da considerare tossiche e pericolose per l’organismo ed in particolare per le alterazioni che sono in grado di creare sulle funzioni neuropsichiche, i processi cognitivi, i riflessi la vigilanza e il coordinamento psicomotorio. I principi attivi della cannabis, infatti, sono in grado di produrre nel tempo alterazioni della memoria, delle funzioni cognitive superiori quali l’attenzione, compromettendo quindi l’apprendimento e i tempi di reazione. Queste sostanze, tanto più se usate precocemente e costantemente, sono in grado di compromettere inoltre il fisiologico sviluppo del cervello negli adolescenti, di dare dipendenza e di aumentare il rischio di incidenti stradali, lavorativi e di esplicitazione di comportamenti antisociali e criminali. Le Società scientifiche, ne sconsigliano quindi esplicitamente qualsiasi uso di tipo voluttuario.
Quanto all’uso medico dei farmaci a base di THC, per l’uso dei quali non vi è alcuna preclusione ideologica ma solo rigore scientifico, tutte le maggiori società scientifiche mediche e farmacologiche italiane sono state concordi nel definirli farmaci di seconda scelta escludendo, per altro, la possibilità di qualsiasi autogestione di essi da parte del paziente, oltre che escludere anche la possibilità della coltivazione domestica della pianta di cannabis in quanto giudicata, oltre che illegale, pericolosa da un punto di vista medico per l’impossibilità di attuare i necessari controlli sulla qualità del prodotto, la sua stabilità e soprattutto la quantità assunta e le eventuali altre finalità, quale la cessione illegale.
“ Mi fa molto piacere che le maggiori società scientifiche si siano espresse cosi chiaramente su questi temi – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA - è un segnale molto positivo che testimonia un alto senso di responsabilità a cui spero consegua un cambio culturale anche nella società civile e politica, privilegiando un approccio scientifico e non ideologico rispetto, da una parte, all’argomento della droga proveniente dalla criminalità organizzata e, dall’altra, all’uso medico di alcune sostanze stupefacenti (cose ben diverse). Questi chiarimenti anche a livello di comunicazione, come tutti sappiamo, hanno forti ricadute comportamentali in ambito sociale e sanitario. Proprio riguardo al consumo voluttuario ed illegale di cannabis, al suo utilizzo e agli effetti medici dei farmaci a base di THC, spesso si crea confusione, soprattutto nelle giovani generazioni, creando false rassicurazioni relativamente alla pericolosità legata all’uso di tali sostanze stupefacenti facendo diminuire quindi un importante fattore di protezione e cioè la percezione del rischio. Proprio per questo all’interno del documento sono state inserite una serie di informazioni e raccomandazioni importanti rivolte alle organizzazioni sanitarie e ai professionisti a vario titolo coinvolti nella messa a disposizione, prescrizione, uso e controllo di questi farmaci ed in particolare da un punto di vista medico. Infine le società scientifiche insieme al DPA sconsigliano fortemente, al pari di tutte le altre sostanze stupefacenti, qualsiasi assunzione per finalità voluttuarie della cannabis e dei suoi derivati”.

Questo elenco l’elenco delle Società scientifiche che hanno aderito.

Eugenio Aguglia
Presidente Società Italiana di Psichiatria – SIP
Pietro Apostoli
Presidente Società Italiana di Medicina del Lavoro e Igiene Industriale – SIMLII
Paolo Arbarello
Presidente Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni - SIMLA
Elisabetta Bertol
Presidente Associazione Scientifica Gruppo Tossicologi Forensi Italiani – GTFI
Amedeo Bianco
Presidente Federazione Nazionale Ordine dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri – FNOMCeO
Giovanni Biggio
Presidente della Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia – SINPF
Luigi Canonico
Presidente Società italiana di Farmacologia – SIF
Giorgio Carbone
Presidente Società Italiana di Medicina d’Emergenza-Urgenza - SIMEU
Ivo Casagranda
Presidente Academy of Emergency Medicine and Care – AcEMC
Enrico Cherubini
Presidente Società Italiana di Neuroscienze - SINS
Annalisa Cogo
Presidente Società Italiana Pneumologia dello Sport – SIP Sport
Giancarlo Comi (assenso informale in attesa di conferma formale)
Presidente Società Italiana di Neurologia - SIN
Claudio Cricelli
Presidente Società Italiana di Medicina Generale - SIMG
Silvio Garattini
Direttore Istituto di Ricerche Mario Negri - IRMN
Carlo Locatelli
Presidente Società Italiana di Tossicologia - SITOX
Vito Aldo Peduto
Presidente Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva - SIAARTI
Alberto Giovanni Ugazio
Presidente Società Italiana di Pediatria - SIP
Francesco Violi
Presidente Società Italiana di Medicina Interna - SIMI

[13-07-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - OSSERVATORIO NAZIONALE DIPENDENZE - ESTATE, ALLARME ABUSO ENERGY DRINK TRA I GIOVANI


In merito alle notizie che circolano in queste ore sugli Energy Drink il DPA così interviene:
L'effetto stimolante degli Energy Drink può causare un'eccessiva superficialità nella capacità di giudizio e nei comportamenti, alterando la percezione del proprio stato e del reale livello di ubriacatura. Questi i risultati dello studio ( Thombs D.L. , O'Mara R.. et Al. Event-level analyses of energy Drink consumption and alcohol intoxication in bar patrons,) pubblicato su Addictive Behaviors, che dimostrano infatti, che i consumatori di questi cocktail bevono di più, abbandonano più tardi i locali, e sono quattro volte più propensi a mettersi alla guida. Le bevande energizzanti rendono le persone che ne fanno uso “allertate ed ubriache”, un mix che può risultare letale per sé stesse e per gli altri.
Lo stato di ebbrezza viene piuttosto mascherato, mentre segnali coma la fatica e la sonnolenza risultano attenuati ma restano in agguato, poiché la concentrazione ematica di alcool non viene modificata. Una volta terminati gli effimeri effetti della bevanda energetica, la sbornia si può materializzare acutamente con i suoi sgradevoli sintomi: vomito, cefalea, disequilibrio, mancanza di coordinamento, sonno e disidratazione, condizione aggravata sia dalla caffeina che dall’alcol, ed eventualmente anche dall’eccessivo riscaldamento in ambienti quali la discoteca.
Anche la Società Italiana di Farmacologia e l’Associazione Italiana del Farmaco hanno più volte espresso la preoccupazione condivisa da questo Dipartimento, sui crescenti consumi ed abusi di queste sostanze tra i giovani e la necessità di apporre sulle etichette di questi prodotti una avvertenza che ne sconsigli l’uso a soggetti cardiopatici ed ipertesi. La stessa Società italiana di Pediatria ha segnalato più volte che un apporto eccessivo di caffeina, può provocare problemi all'apparato cardiocircolatorio provocando tachicardia ed ipertensione, interferisce sull'assorbimento del calcio e aumenta il rischio di erosione dentaria e può indurre dipendenza. Inoltre il consumo abituale di energy drink risulta associato ad un aumento dei livelli di stress e ad un peggioramento delle perfomance scolastiche.
Quello che preoccupa – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA – è l'abuso crescente tra i giovani di queste bevande specie d’estate. Alcuni giovani arrivano ad ingurgitare anche tra gli 8 e 15 drink in una serata, immettendo nel fisico una quantità di caffeina che può arrivare fino a 1500 mg e che se unita contemporaneamente ad alcol, anfetamina, cocaina o cannabis può dare luogo ad un mix estremamente dannoso per la salute potendo provocare la comparsa di crisi cardiache (aritmie maligne sopraventricolari) e in persone vulnerabili, anche crisi epilettiche. Vale la pena ricordare che la stimolazione caffeino-indotta del Sistema Nervoso Autonomo di tipo simpatico comporta un aumento della pressione cardiaca e dell'afflusso di sangue ai muscoli, una diminuzione dell'afflusso di sangue alla pelle ed agli organi interni, compreso il cervello, ed il rilascio di glucosio da parte del fegato. E' importante che i giovani conoscano gli effetti negativi di queste bevande e per questo continueremo a sensibilizzare non solo i giovani, ma anche le famiglie nella giusta direzione contro il fenomeno dell'alcol associato all’abuso di questi drink. D’altronde il Sistema Nazionale di Allerta Precoce del DPA già dal marzo 2010 aveva attivato un’Allerta relativa ad alcuni casi di intossicazione acuta correlati all’assunzione di energy drink, evidenziando i rischi per la salute derivanti dall’abuso di bevande energetiche. L’attenzione del DPA per queste bevande continua a restare altissima”.

[12-07-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - OSSERVATORIO NAZIONALE DIPENDENZE - Cannabis e disturbi pschiatrici, relazione pericolosa


L’uso di cannabis aumenta il rischio di psicosi, in particolare della schizofrenia. È il risultato di una importante ricerca svedese basata su uno studio di follow-up con una durata di 35 anni, che ha valutato come varia il rischio di disturbi psicotici tra coloro che hanno fatto uso o meno di cannabis. Lo studio (E. Manrique-Garcia, S. Zammit et. al., Cannabis, schizophrenia and other non-affective psychoses: 35 years of follow-up of a population-based cohort) pubblicato sulla rivista scientifica Psychological Medicine, ha preso in esame ben 50.087 uomini svedesi, il numero di soggetti inclusi nell’analisi finale sono stati 41.943. Stimando l’incidenza dei disturbi psicotici e confrontati tra coloro che hanno avuto una storia di consumo di cannabis è stato individuato un totale di 322 casi di schizofrenia, 149 di psicosi breve e 126 di altre psicosi non affettive. La ricerca ha confermato così la forte associazione tra uso di cannabis e psicosi evidenziando per esempio che il rischio di schizofrenia è significativamente maggiore (ben 4 volte superiore) per coloro che fanno uso di cannabis.
“Si dimostra- ha dichiarato Giovanni Serpelloni capo del DPA- per l’ennesima volta con uno studio di ben 35 anni di follow up ciò che anche la Società Italiana di Psichiatria ha segnalato più volte e cioè l'estrema pericolosità di questa sostanza e dei suoi derivati fortemente e erroneamente sottostimata soprattutto perchè in grado di compromettere il regolare sviluppo cerebrale negli adolescenti e causa della comparsa della slatentizzazione e di importanti patologie psichiatriche quali appunto la schizofrenia. D’altronde - prosegue Serpelloni - questo Dipartimento ha più volte ribadito che i cannabinoidi esogeni (contenenti il princio attivo Δ-9-tetraidrocannabinolo) e cioè quelli che si trovano nella cannabis e nei suoi derivati interagiscono pesantemente con specifici recettori (CB1) presenti in quelle regioni cerebrali coinvolte nella schizofrenia. È stata infatti verificata una maggiore densità di tali recettori in aree cerebrali coinvolte nella schizofrenia, tra cui la corteccia prefrontale dorso laterale e la corteccia cingolata anteriore. Tutte aree estremamente importanti anche per le funzioni del controllo volontario dei comportamenti e della capacità di percepire ed interpretare la realtà. Ricordiamo che i principi attivi della cannabis e dei suoi derivati sono in grado di produrre nel tempo alterazioni della memoria, delle funzioni cognitive superiori quali l’attenzione, compromettendo quindi l’apprendimento e i tempi di reazione. Pertanto rendere più disponibile e facilitare l’uso di una sostanza tossica di questo tipo, soprattutto per le giovani generazioni, significherebbe incrementare un grave problema di sanità pubblica esponendo in particolare i giovani vulnerabili a rischi e danni in grado di minare il loro futuro”.

[11-07-2012]

A VIENNA INSIEME PER UN PROGETTO DI COOPERAZIONE INTERNAZIONALE SU POLICY MAKERS E PREVENZIONE DELL’USO DI DROGA

Si è svolto oggi a Vienna presso la sede delle Nazioni Unite un importante incontro tra il DPA e l’UNODC (United Nations Office on Drugs and Crime) per varare un importante progetto internazionale unico nel suo genere nel campo della prevenzione selettiva precoce e ambientale. Supportare gli stati a pianificare, progettare, sviluppare e implementare a livello nazionale le strategie per una prevenzione più efficace dell’uso di sostanze in base a recenti prove scientifiche di efficacia e sostenibilità. Questi i principali obiettivi del progetto “Policy makers” realizzato dal Dipartimento Politiche Antidroga la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione, Andrea Riccardi, che è stato discusso e attivato oggi presso la sede dell’UNODC a Vienna. Il progetto infatti intende migliorare la comprensione soprattutto dei responsabili e dei decisori politici sul fenomeno della tossicodipendenza al fine ad arricchire e potenziare le loro conoscenze sugli interventi evidence-based per prevenire l'uso di droghe. Tutti i policy makers infatti dovrebbero essere sostenuti da gruppi internazionali di lavoro per lo scambio di buone prassi, soprattutto in ambito strategico, che portino alla sviluppo di una legislazione, una programmazione ed una organizzazione coerente, concreta ed efficace. “Molto spesso – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA - l'approccio e le decisioni dei responsabili politici al problema vengono rese problematiche e difficoltose da una mancanza di informazioni tecnico - scientifiche facilmente fruibili. Crediamo che questo progetto aiuterà gli stati partecipanti a sviluppare programmi di prevenzione più efficaci perché più coordinati a livello internazionale, e sarà inoltre di grande aiuto per i professionisti coinvolti nella comunicazione per la realizzazione di campagne di prevenzione sul consumo di sostanze con temi realizzati in modo più efficiente”. “Sarà possibile realizzare questo progetto - ha proseguito Serpelloni - anche grazie all’ottima collaborazione che il DPA ha instaurato in questi anni con importanti organismi internazionali delle Nazioni Unite quali l’UNODC, punto di riferimento mondiale per le problematiche alla lotta alla droga, che ha riconosciuto e apprezzato le strategie e le tecniche messe in atto dal nostro Dipartimento in questi anni e che saranno alla base di questo progetto di cooperazione internazionale”. Il progetto prevede inoltre la possibilità di coinvolgere, cosi come dichiarato dal prof. Gilberto Gerra responsabile dell’ufficio UNODC a Vienna, varie aeree a livello internazionale e all’interno di queste una serie di stati particolarmente colpiti dal fenomeno e alla ricerca di nuovo modelli di intervento, come il Nord Africa, Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, America Centrale, Panama,Honduras, El Salvador, Nicaragua, Asia dell’est, Myanmar, Taillandia, Laos, Cambogia, Asia Centrale, Kazachistan, Kyrgyzstan, Tajikistan, Turkmenistan, Uzbekistan. Questo progetto è un ottimo esempio di cooperazione internazionale che vede l’Italia ancora una volta in prima linea, con uno spirito di integrazione e di disponibilità nei confronti dei paesi che stano affrontando il complesso problema della diffusione delle droghe e degli interventi di prevenzione.

[10-07-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - OSSERVATORIO NAZIONALE DIPENDENZE - IL CONSUMO DI CANNABIS AUMENTA IL RISCHIO DI INCIDENTI STRADALI


Il consumo di cannabis potrebbe aumentare durante l’estate e cosi pure il rischio di avere incidenti stradali. La correlazione uso di cannabis e incidenti stradali è il risultato di un importante studio condotto da ricercatori canadesi, che ha evidenziato in modo scientifico, come l’uso di cannabis aumenti il rischio di avere incidenti stradali. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica British Medical Journal, si è focalizzata sulla metanalisi di migliaia di ricerche sugli effetti negativi e sulla capacità di guida sotto l’effetto del tetraidrocannabinolo (THC), il principale componente psicoattivo della cannabis. Gli autori dello studio, sono partiti da una ricerca e valutazione di 2975 studi, da questi hanno selezionato 222 articoli particolarmente affidabili da un punto di vista scientifico.
Facendo il rapporto tra gli incidenti stradali sotto l’effetto di cannabis e quelli che non sono avvenuti sotto l’effetto di cannabis, i risultati dello studio hanno mostrato che c’è un rischio maggiore di avere incidenti stradali dopo aver consumato cannabis, di 2-3 volte in più rispetto a chi guida senza aver assunto cannabis o suoi derivati. Purtroppo anche la cronaca italiana nell’ultimo anno ha portato alla ribalta incidenti stradali mortali dovuti al consumo di cannabis che spesso avviene anche in associazione di alcol, incrementando notevolmente il rischio.
“L’uso di cannabis o dei suoi derivati (al pari dell’alcol) alla guida – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA - è un comportamento irresponsabile ed inaccettabile (oltre che vietato dalla legge) in grado di creare potenziali killer ed è proprio per tutelare i giovani e le persone ignare, che spesso subiscono le conseguenze di questi comportamenti, che è necessario intensificare le campagne educative e preventive. Vanno inoltre aumentati i controlli sulle strade come stiamo facendo anche in queste notti estive, in collaborazione con le forze dell’ordine con il Progetto Drugs on Street, che coinvolge circa 50 comuni in tutta Italia. E’ inoltre importante ribadire che un cervello sotto l’influenza della cannabis è un cervello che non funziona a dovere perché tale sostanza altera la rapidità di analisi e di decisione, di attenzione, la capacità di reazione e di coordinamento psicomotorio. Diventa sempre più necessario quindi incentivare una costante informazione sulla prevenzione dell’uso di sostanze stupefacenti e l’abuso alcolico e continuare a sviluppare politiche nazionali orientate a far riconoscere i percepire ai giovani i danni e i rischi collegati all’uso affinché adottino spontaneamente comportamenti salutari, fornendo loro anche validi deterrenti, quali il ritiro immediato della patente e del mezzo, in caso vengano trovati positivi al drug test mentre sono alla guida del loro veicolo”.

[26-06-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - WORLD REPORT 2012 “NECESSITA’ DI UN’AZIONE COMPATTA TRA I GOVERNI DI TUTTO IL MONDO PER SCONFIGGERE LA DROGA”


DA NEW YORK – Nazioni Unite - Indirizzi precisi a coerenti per la lotta alla droga nel mondo con un approccio bilanciato e concreto. Sviluppare quindi un approccio integrato, concentrarsi sulla prevenzione, sul trattamento, e sulla tutela dei diritti umani. Questi i principi fondamentali sanciti dalle Convenzioni internazionali sulle droghe e ribaditi nel WORLD DRUG REPORT 2012 realizzato dall’UNODC ( United Nations Office on Drugs and Crime) e presentato oggi a New York nella sede del Palazzo delle Nazioni Unite.
Il Dipartimento Politiche Antidroga la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l'Integrazione, Andrea Riccardi, commenta e sottolinea gli aspetti principali del Rapporto Mondiale sulle Droghe a cui anche l’Italia ha contribuito con le proprie elaborazioni e indagini epidemiologiche.
Secondo le stime riportate nel WORLD DRUG REPORT, sono circa 230 milioni di persone e cioè il 5 per cento del mondo popolazione adulta, che hanno utilizzato una droga almeno una volta nel 2010. In tutto il mondo, infatti, l'uso illecito di droga sembra essere generalmente stabile, ma vede un aumento in diversi paesi in via di sviluppo che sono diventati bersagli sensibili e non preparati delle organizzazioni criminali dedite al traffico e allo spaccio. Eroina, cocaina e altre sostanze uccidono 200 mila persone ogni anno, mandando in frantumi famiglie e in miseria a migliaia di altre persone.
La portata globale di consumo di droghe illecite rimane stabile in questi ultimi cinque anni incluso il 2010 con una prevalenza che varia tra il 3,4 % e il 6,6 % nella popolazione adulta (persone di età compresa tra 15-64 anni). Tuttavia, la percentuale mondiale dei tossicodipendenti nel mondo che continuano a essere consumatori problematici varia tra il 10 % e il 13 %.
Per quanto riguarda i dati forniti in tempo reale dal nostro collaboratore americano - Kevin Sabet - le due sostanze illecite più utilizzate nel mondo sono ancora la cannabis con consumatori che variano tra i 119 milioni e i 224 milioni nel mondo. Anche se il suo consumo rimane stabile con una prevalenza che varia tra il 2,6% e il 5,5% (5,2% in Italia, in diminuzione dal 2008). Le amfetamine, invece sono la seconda sostanza più consumata (esclusa l’ecstasy) con una prevalenza che varia tra lo 0,3% e il 1,2% (0,22% in Italia, in diminuzione dal 2008). Per gli oppiodi (oppio e eroina) i livelli di prevalenza si attestano al 2009 (0,3%; 0,5%) (0,25% in Italia, in diminuzione dal 2008). Anche per cocaina le prevalenze rimangono stabili (0,3%; 0,4-%) (0,9% in Italia in diminuzione dal 2008); la produzione e il traffico, indicano un calo generale spinto da un grande declino della produzione in Colombia nel quinquennio 2006 – 2010.
“Nel report, che ricordiamo si basa su dati relativi all’anno 2010 - ha dichiarato Serpelloni , Capo del DPA - si evidenzia in termini di sostanze specifiche, che la preminenza di eroina e cocaina nei mercati illeciti di droga può continuare a diminuire. Al contrario, purtroppo non ci sono segni che la popolarità della cannabis sia destinata a diminuire in modo significativo e questo costituisce un grave problema. I giovani consumatori di cannabis infatti spesso costituiscono il “serbatoio” dei futuri eroinomani o cocainomani. La cannabis rimane la sostanza illegale più diffusa nel mondo. Il suo consumo anche se in diminuzione in molti paesi sviluppati, è in aumento in quelli in via di sviluppo. Spesso infatti le organizzazioni criminali hanno utilizzato questa tecnica di marketing, introducendo nei nuovi mercati per prime sostanze percepite come meno pericolose e più accettate, per poi arrivare a diffondere sostanze ben più redittive e vincolanti il “cliente”. La cannabis infatti porta con se una alta pericolosità troppe volte sottostimata in quanto è in grado di sensibilizzare le cellule cerebrali soprattutto dei giovanissimi vulnerabili ed incrementare cosi il rischio di utilizzo successivo di droghe quali l’eroina e la cocaina. I dati del mercato illecito mostrano anche un forte investimento delle mafie nei paesi del nord Europa sulle amfetamine. Anche l’offerta di un'ampia gamma di droghe sintetiche (154 identificate negli ultimi 24 mesi) probabilmente continuerà ad aumentare pur avendo l’Italia un buon Sistema di Allerta che è stato in grado di identificare precocemente e mettere fuori legge la stragrande maggioranza di queste nuove droghe. Preoccupante in certi paesi industrializzati del mondo, anche se in Italia il fenomeno appare ancora contenuto, è il ricorso a farmaci non prescritti.
“Condividiamo, comunque pienamente quello che ha scritto il direttore dell’UNODC, professor Fedotov nel rapporto presentato oggi alle Nazioni Unite e cioè che dobbiamo muoverci compatti e coerenti, altrimenti si rischia di tornare indietro. Per fare passi in avanti è necessario mantenere e consolidare sempre di più l’approccio bilanciato e fortemente orientato alla prevenzione, alla cura e al recupero delle persone tossicodipendenti, ma contemporaneamente di contrasto del traffico e dello spaccio, che l’Europa ha sposato e riconfermato, anche grazie al forte contributo italiano, per le prossime e nuove strategie comunitarie. Non trovano spazio quindi ipotesi di legalizzazione. Per questo è fondamentale e condivisibile “che tutti i governi e le società, debbano continuare a affrontare scelte politiche mirate in materia di droga e allo stesso tempo garantire la pace internazionale e lo sviluppo e la difesa diritti umani”. Prima di tutto però è necessario che le persone sviluppino la consapevolezza individuale che assumere droghe e abusare di alcol è sempre dannoso per se stessi e per terze persone, oltre che, con il loro acquisto, si concorre ad alimentare il flusso di denaro verso le mafie, supportando cosi le loro violenze e le loro sopraffazioni e l’illegalità che destabilizza gli stati democratici di tutto il mondo”.

[25-06-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - IMPORTANTE INIZIATIVA NELLA GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA DROGA L’ITALIA DICE NO ALLA MAFIE E A TUTTE LE DROGHE


“Liberi da tutte le droghe, Liberi da tutte le mafie. Chi compra droga finanzia le mafie, le loro violenze e il terrorismo”. Sono questi gli slogan lanciati dal Dipartimento Politiche Antidroga, la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l'Integrazione, Andrea Riccardi, e che appariranno sui principali monumenti di quattordici importanti città italiane in occasione della Giornata mondiale contro il consumo e il traffico di droga.
L'iniziativa è realizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il patrocinio del Presidente della Camera e del Presidente del Senato e con la condivisione del Procuratore Nazionale Antimafia, Pietro Grasso, che ha dedicato un suo pensiero scritto all’iniziativa.
A partire da questa sera, 25 giugno e sino al 27 p.v., il messaggio antidroga campeggerà sulla Mole Antonelliana di Torino, in Piazza Maggiore a Bologna, sul Torrione del teatro Carlo Felice di Genova, su Palazzo Barbieri a Verona, sul Campanile di San Marco a Venezia, sulla Torre di San Niccolò a Firenze, su Palazzo dei Priori di Perugia, sul Colosseo di Roma, sul Maschio Angioino a Napoli, sulla facciata della Sede comunale in Piazza Sant’ Oronzo a Lecce, sulla Torre dell’Elefante a Cagliari, sul Palazzo di Città di Palermo, sulla statua del Cavatore a Catanzaro e in Piazza Ferrarese a Bari.
Si tratta di un progetto di comunicazione, realizzato dal Dipartimento Politiche Antidroga, il cui obiettivo principale è quello di creare una forte consapevolezza, soprattutto nei giovani, sul fatto che rifiutare l’uso di droghe e quindi il loro acquisto significa prima di tutto rispettare se stessi, ma anche la legalità, impedendo finanziamenti illeciti alle mafie e al terrorismo.
“Vivere nella legalità – ribadisce Giovanni Serpelloni, Capo del DPA - e, ancora prima, nel principio dell’onestà e della coerenza dei propri comportamenti, lontano e contro tutte le organizzazioni mafiose, è un messaggio che le giovani generazioni dovrebbero sempre tenere ben presente, soprattutto nel momento in cui qualcuno di loro fosse tentato di acquistare sostanze stupefacenti. I giovani in particolare, ma anche i non più giovani, devono ricordare che anche un solo euro speso per la droga finisce nelle mani delle mafie, finanziando quindi le loro violenze, le loro sopraffazioni e le altre organizzazioni dedite al terrorismo e alla destabilizzazione degli stati democratici. Ogni persona che per il proprio piacere compra droghe - ha proseguito Serpelloni - lo fa con un atto di responsabilità individuale avendo ben chiaro ciò che questo comporta e cioè di partecipare al finanziamento delle azioni violente di queste organizzazioni criminali, che tanto male hanno fatto e stanno facendo alle persone oneste di molti paesi. Oltre a chi usa droghe occasionalmente, ogni persona con dipendenza da queste sostanze deve essere conscia che può risolvere la propria malattia e che le strutture sanitarie pubbliche e del privato sociale offrono, a tutti loro ed in ogni momento, la possibilità di avere cure efficaci e gratuite per poter sospendere tale uso. Tutti i giovani - ha concluso il capo del DPA - devono credere nella possibilità di costruire un mondo libero dalle droghe e dalle mafie e devono lottare contro queste organizzazioni criminali esprimendo prima di tutto un comportamento individuale di legalità, di lontananza totale da queste organizzazioni e di rispetto della propria salute fisica, mentale e sociale”.
Il Procuratore Pietro Grasso aderendo all'iniziativa ha scritto: “come Procuratore nazionale antimafia non posso che impegnarmi, con tutta la mia forza, nel perseguire i traffici di droga in tutto il mondo, ma ho bisogno della rivolta epocale di tutti voi, giovani e anziani, poveri e ricchi. È tempo di dire tutti con una sola voce: “NOI NO!!!”. E’ tempo di soffiare tutti insieme, forte, sempre più forte per formare un vento che spazzi via tutte le droghe, naturali e sintetiche, tutti i trafficanti, pushers e spacciatori, nonché i loro soldi, sporchi di lacrime, di sangue, di dolore per tante vite distrutte”.

Per visionare la brochure: www.politicheantidroga.it e www.dronet.org

[22-06-2012]

IL DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA Nuove droghe: pubblicato il report di attività 2012 del Sistema Nazionale di Allerta Precoce

Più di 150 nuove molecole registrate dal Sistema Nazionale di Allerta Precoce (N.E.W.S.) del Dipartimento Politiche Antidroga, la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione, Andrea Riccardi, dal 2009, 127 segnalazioni provenienti da tutta Italia e dall’Osservatorio Europeo (OEDT) solo nel 2011, oltre 20 allerte inviate al Network dei 58 Centri Collaborativi del Sistema disposti su tutto il territorio nazionale. Questi alcuni dei numeri riportati nel Report di Attività del N.E.W.S che si base sui dati di attività del 2011. Tra le nuove droghe identificate, 36 sono cannabinoidi sintetici, 30 catinoni sintetici, 23 fenetilamine. Le allerte, 21 nel solo 2011, hanno riguardato soprattutto casi di intossicazione acuta correlati al consumo delle nuove droghe, come ad esempio i 29 casi registrati tra il 2010 e il 2011 in Italia correlati all’assunzione di miscele di erbe vendute come profumatori ambientali in Internet o in smart shops, ma risultate contenere cannabinoidi sintetici, o altri 4 causati dal consumo di catinoni sintetici. Per quanto riguarda il monitoraggio della vendita di droghe su web, 113 sono stati i siti segnalati alle Forze dell’Ordine e che commercializzavano sostanze stupefacenti, 78 dei quali (69,6%) sono stati resi non più accessibili. L’attività ha inoltre portato all’individuazione di 74 eventi musicali illegali (rave party) promozionati online durante i quali sarebbero state vendute e consumate sostanze illegali: 44 di questi sono stati impediti o gestiti dalle Forze dell’Ordine. “Dopo 3 anni di attività presso il Dipartimento Politiche Antidroga - ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA - il Sistema Nazionale di Allerta Precoce ha raggiunto risultati significativi che hanno concretamente contribuito, in stretta collaborazione con la Direzione Centrale dei Servizi Antidroga, al contrasto della diffusione di nuove sostanze stupefacenti nel territorio italiano e alla protezione della salute pubblica, anche attraverso la collaborazione con il Ministero della Salute con l’emanazione di 3 decreti tra il 2010 e il 2011, che hanno reso illegali numerose nuove droghe di origine sintetica”. E’ possibile prendere visione del report su: www.politicheantidroga.it e www.dronet.org

[21-06-2012]

IL DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA E DADNET, DALLA PARTE DELLE DONNE


Implementare i servizi per le dipendenze dedicati alle donne, superare ogni discriminazione di genere, rafforzare questi interventi soprattutto nei Paesi dell’aerea del Mediterraneo, creare dei Focal point nazionali in ogni paese per affrontare queste tematiche Questi tra gli argomenti principali trattati nel secondo incontro del progetto Dadnet supportato dal Dipartimento Politiche Antidroga, la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione, Andrea Riccardi, che si è concluso oggi presso la sede delle FAO a Roma.
Grazie al progetto Dadnet, realizzato in collaborazione con l’Istituto delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia (UNICRI), sono in preparazione delle linee guida dedicate alle donne basate su studi e ricerche per approfondimenti sulle tematiche di genere; quest'ultime sono rivolte sia alle ragazze/donne che non hanno avuto contatti con le droghe ma risultano particolarmente vulnerabili, sia alle donne che hanno già avuto problemi di dipendenza. La conferenza ha offerto inoltre la possibilità di capire come le donne considerate "problematiche" ancora oggi nel nuovo millennio facciano fatica a essere assistite nella cura e nel proprio malessere fisico e psicologico.
A distanza di un anno dalla prima conferenza, l'obiettivo della due giorni dedicata alle donne è stato quello di condividere i primi risultati del progetto e discutere le strategie future, soprattutto dopo l'approvazione della risoluzione pensata dall’Italia e presentata dall’Unione Europea lo scorso marzo a Vienna e sottoscritta all'unanimità dalle Nazioni Unite: "Promuovere strategie e misure che soddisfino le esigenze specifiche delle donne nel contesto di programmi di riduzione della domanda di droga e delle strategie di riduzione del danno", che darà nuovo impulso alle politiche internazionali in materia di genere.
Le esperte nazionali e internazionali presenti al meeting, hanno proposto degli approfondimenti sul lavoro svolto durante l’anno per la prevenzione, il trattamento e il recupero specificamente rivolti al genere femminile. Inoltre i dati illustrati hanno evidenziato come nell’ambito del consumo di sostanze nelle ragazze in Italia, in un'età compresa tra i 15 e i 19 anni, sia salito in modo preoccupante l’abuso di farmaci non prescritti .
Il Dipartimento Politiche Antidroga - ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA - ha promosso e finanziato questo progetto, chiedendo la collaborazione a due partner come Unicri e l’Unodc che possono offrirci un punto di vista globalizzato, più ampio proprio perché internazionale. Siamo convinti infatti che affrontare il problema di genere da diversi punti di vista sia estremamente importante. Vale la pena ricordare che le donne hanno sempre avuto un fattore di resistenza all’addiction maggiore rispetto agli uomini, contando su una resilienza che le ha sempre contraddistinte e che, invece, stanno perdendo negli ultimi tempi mostrando interesse verso delle sostanze tipicamente di uso maschile come la cocaina. Stanno, insomma, colmando un divario nel consumo raggiungendo quasi un’equità tra i sessi. Credo che proprio attraverso Dadnet possiamo avere uno strumento in più utile per capire e prevenire questo pericoloso cambiamento. Le donne al pari e forse più degli uomini, vanno sostenute e supportate nelle loro scelte di salute con un'offerta attiva di percorsi di cura e riabilitazione precoci ed efficaci”.

[19-06-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - RETE MEDNET, SCONFIGGERE LA DROGA ATTRAVERSO LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE


“Nessuno Stato può risolvere da solo i problemi legati alla droga senza la cooperazione internazionale”. E' quanto affermato questa mattina dal Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione, Andrea Riccardi, nel corso dell’incontro sulle strategie nazionali in materia di droga nel Mediterraneo, realizzato in collaborazione con la rete Mednet del Gruppo Pompidou del Consiglio di Europa.
Nel corso dell’incontro, Riccardi ha anche sottolineato agli Stati presenti la necessità, come già fatto in Italia, di aggiornare la cultura e l'approccio generale al problema al fine di evitare l'errore di criminalizzare il comportamento di usare droghe e quindi le persone tossicodipendenti in quanto tali. “Costoro – ha aggiunto Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento Politiche Antidroga - vanno sostenuti e supportati nelle loro scelte di salute con un’offerta attiva di percorsi di cura e riabilitazione precoci ed efficaci evitando così che possano, in relazione al loro stato di malattia, commettere anche azioni illegali che li espone a rischi di carcerazione”.
Durante il meeting, sono state presentate le principali attività antidroga portate avanti dal Gruppo Pompidou, dalla rete Mednet e dall’Osservatorio Europeo; i rappresentanti di: Egitto,Grecia, Italia, Francia Libano, Malta, Marocco, Portogallo e Tunisa hanno evidenziato, ognuno per la propria esperienza, la situazione del fenomeno droga nei Paesi appartenenti alla rete Mednet. Presenti anche Ucraina,Turchia, Kuwait, Qatar e Stati Uniti in qualità di paesi osservatori.
Nel corso dell’incontro è stato anche posto l’accento sulla necessità di creare degli Osservatori nazionali e regionali che possano monitorare la situazione del fenomeno droga attraverso una imprescindibile raccolta dei dati, indici essenziali per orientare le strategie politiche di ogni Paese per combattere il fenomeno.
“Secondo noi – ha proseguito Giovanni Serpelloni, Capo del DPA – la cooperazione internazionale è la base per strutturare interventi sempre più efficaci contro la droga, che colpisce tutti i Paesi. E' essenziale a questo punto che ogni Paese adotti un piano di Azione Nazionale che deve essere articolato proprio in base ad una raccolta dei dati concreti, per dare il via così a un approccio integrato globale che metta al primo posto la prevenzione e il recupero delle persone, ma che non dimentichi gli interventi coordinati per il contrasto al traffico e allo spaccio di droga”.
“Non dobbiamo dimenticare che nella lotta alle dipendenze - ha concluso il ministro Riccardi - esiste necessariamente un aspetto normativo repressivo, ma c'e' soprattutto la scelta per una battaglia di tipo culturale e professionale. Occorre investire di piu' sulla formazione e sulla prevenzione. Dietro la droga ci sono le mafie, ma dietro alla lotta alla droga ci sono le reti positive e intelligenti e a queste reti la vittoria e' assicurata nello spirito della cooperazione”.

[15-06-2012]

STRATEGIE NAZIONALI IN MATERIA DI DROGA NEL MEDITERRANEO, AL VIA L’INCONTRO

Martedì 19 p.v. a partire dalle ore 9:30 si terrà a Roma, presso la sala Polifunzionale sita in Santa Maria in Via 37, l’incontro organizzato dal Dipartimento Politiche Antidroga sulle strategie nazionali in materia di droga nel Mediterraneo. All'evento oltre ai rappresentanti del gruppo Pompidou e dell'Osservatorio Europeo sulle droghe di Lisbona, parteciperanno anche i paesi della rete Mediterranea Mednet, rete di cooperazione sulle droghe e sulle dipendenze (compresi alcol e tabacco) con l'obiettivo di promuovere la cooperazione, lo scambio e il trasferimento reciproco di conoscenze tra i Paesi del bacino del Mediterraneo. Prenderanno parte all’evento, oltre al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione Andrea Riccardi, il Capo del Dipartimento Politiche Antidroga, Giovanni Serpelloni, il Segretario esecutivo del Gruppo Pompidou, Patrick Penninckx, il capo dell’Unità di Cooperazione Internazionale dell’Osservatorio Europeo sulle droghe e le tossicodipendenze, Cécile Martel. Parteciperanno inoltre i rappresentanti dei Paesi appartenenti al network di MedNet come Algeria, Egitto, Francia, Grecia, Giordania, Libano, Malta, Marocco, Portogallo, Tunisia, e come Paesi osservatori Ucraina e Turchia. Presenti anche i rappresentanti dei Sert e delle Comunità italiane e delle Amministrazioni centrali che si occupano di dipendenza. In seno all’evento verranno presentate le principali attività antidroga portate avanti dal Gruppo Pompidou, dalla rete MedNet e dall’Osservatorio Europeo. Uno dei gli obiettivi dell’incontro sarà quello di porre in essere lo scambio di buone pratiche al fine di concretizzare la collaborazione in progetti che possano essere d'aiuto e di supporto agli stati per l' implementazione di strategie nazionali antidroga sia nel settore pubblico che in quello privato. Saranno inoltre illustrate dall’Osservatorio Nazionale del DPA le modalità di raccolta ed elaborazione dei dati, e come possono e debbono essere utilizzati i risultati di tale indagine nell'orientare le strategie e le politiche di prevenzione. Il Dipartimento, nell'ambito delle cooperazioni internazionali, ritiene che questi scambi possano essere di reciproca utilità per poter integrare sempre meglio culture e metodologie scientifiche con un approccio veramente globale contro l'uso di droga, obiettivo che l'attuale governo sta portando avanti . Consideriamo fondamentali lo scambio tra i Paesi e ci rendiamo disponibili a esportare i nostri modelli di prevenzione e contrasto già in atto in Italia.

[07-06-2012]

IL DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA SULLA DROGA CHE CAUSEREBBE CANNIBALISMO DICHIARA: “NON C'È ALCUNA EVIDENZA SCIENTIFICA”

In merito all’allarme lanciato dalle agenzie di stampa, che riportavano una segnalazione dalla polizia di Miami per la scoperta di una nuova droga che causerebbe cannibalismo, il DPA, la cui delega è affidata al Ministro per Cooperazione Internazionale e l’Integrazione, Andrea Riccardi, così interviene: Dobbiamo precisare che la sostanza cosiddetta "bath salts" in realta' è un termine generico che indica prodotti sottoforma di polvere bianca oppure giallina, talvolta anche cristallina, commercializzata su internet come sale da bagno. Sostanza che è stata individuata dal Sistema di Allerta del DPA anche in Italia e già posta fuori legge. La prima è stata proprio la polvere venduta come sale da bagno e denominata Ivory Wave, che effettivamente conteneva il catinone sintetico (metilenediossipirovalerone ), per altro già tabellato dal Ministero della Salute nel 2011 dopo la segnalazione del DPA. In realta' – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA - si e' visto che polveri analoghe, anche vendute sotto lo stesso nome contengono droghe sintetiche del tipo catinoni, ma non sempre dello stesso tipo né nella stessa concentrazione. I catinoni sintetici vengono venduti anche come fertilizzanti. Queste sostanze, tra cui il famoso mefedrone, responsabile di numerosi decessi nel nord Europa, sono analoghe alle amfetamine. Si tratta quindi di stimolanti del sistema nervoso centrale della cui tossicologia e in generale del profilo farmacologico si sa ancora poco. In relazione quindi alla segnalazione sul cannibalismo fatta in queste ore, non ci risultano ancora risultati analitici ufficiali dal governo americano né evidenze scientifiche, che esistano droghe che causino un comportamento aggressivo cosi specifico. Spesso la fantasia supera la realtà”.

[06-06-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - Dipendenze: anche il Consiglio d'Europa riconosce la necessità dell'approccio di genere

Questa mattina presso l'Agorá building del Consiglio d'Europa a Strasburgo sono stati nominati i relatori per la parità ed il genere. Per l’Italia, l’incarico è stato assegnato alla Dott.ssa Elisabetta Simeoni Direttore Generale Area Tecnico-Scientifica del Dipartimento Politiche Antidroga Presidenza del Consiglio dei Ministri , la cui delega è affidata al Ministro per le Cooperazione Internazionale e l’Integrazione, Andrea Riccardi, che è stata nominata, “Gender equality rapporteur” (Relatore per la parità di genere) per il Gruppo Pompidou (Co-operation Group to Combat Drug Abuse and Illicit Trafficking in Drugs). Si tratta di una nomina voluta all’interno del programma trasversale sulla parità di genere, dal Segretario Generale per migliorare la visibilità e l'impatto delle attività del Consiglio d'Europa sulla parità di genere negli Stati membri. Il programma infatti ha diversi obiettivi, tra cui la strategia per la parità di genere a livello di politiche e prassi negli Stati membri e all'interno del Consiglio d'Europa. In questo contesto, il programma cercherà di mobilitare tutti gli organi del Consiglio d'Europa (comprese le strutture intergovernative) e i suoi partner esterni. Il relatore per la parità di genere, dovrà vigilare il processo di programmazione della sua commissione al fine di garantire che la prospettiva di genere venga correttamente integrata. “Come rappresentante permanente italiano presso il Consiglio d'Europa - ha dichiarato l’Ambasciatore Sergio Busetto - esprimo la mia viva più viva soddisfazione quando viene riconosciuto il lavoro di professionalità italiane che mettono in risalto quanto il nostro paese sia in prima linea su molti fronti". La dott.ssa Simeoni è un esempio di alta competenza e professionalità”. “E’ una nomina che ci rende molto orgogliosi – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA- è stata assegnata anche grazie all'impegno nella stesura e nell'approvazione da parte di tutti i 193 Stati delle Nazioni Unite, della Risoluzione sulle problematiche di genere che ha aperto una nuova prospettiva. Mai come oggi è necessario proporre un approccio che tenga conto delle differenze di genere femminile in ambito della prevenzione, del trattamento, del recupero, della prevenzione del rischio e del danno in ambito delle dipendenze. In Italia, grazie anche al progetto Dadnet che il Dipartimento sta seguendo in collaborazione con due importanti enti delle nazioni unite come l’UNICRI (United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute) e l’ UNODC (United Nations Office on Drugs and Crime) si stanno raccogliendo i maggiori studi effettuati in questo ambito e sulla base delle evidenze scientifiche verranno implementate delle guidelines a livello internazionale, grazie alla collaborazione di un gruppo di esperte nazionali ed internazionali in materia”.

[31-05-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - ANCHE IL CNR CONFERMA CALO DEI CONSUMI TRA I GIOVANI GIA’ RISCONTRATO DAL DPA NEL 2011


Prendiamo atto dei dati relativi al 2011 sul consumo di sostanze stupefacenti rilasciati dal CNR alla stampa, che confermano quanto visto e documentato nella Relazione al Parlamento già l’anno scorso dal Dipartimento Politiche Antidroga, la cui delega è affidata al Ministro per le Cooperazione Internazionale e l’Integrazione, Andrea Riccardi, in relazione al calo dei consumi delle sostanze nella popolazione giovanile. In particolare risulta interessante la conferma a distanza di qualche mese, anche da un’altra fonte autorevole quale è il CNR, della bassa percentuale di studenti, che hanno consumato droga almeno una volta nella vita, e del suo decremento nel corso degli ultimi tre anni. Le percentuali di uso nell’ultimo anno o meglio negli ultimi 30 giorni (che identificano meglio l’attualità del consumo) sono risultate essere rispettivamente del 18.2% e 12,9%. In altre parole è importante sottolineare che ben l’87, 1% ( cioè la stragrande maggioranza di giovani) non ha usato cannabis negli ultimi 30 giorni. Contrazioni importanti all’inizio del 2012 sono state da noi documentate anche e soprattutto per Cocaina e Eroina. Usare droghe quindi si è dimostrato un comportamento deviante minoritario nei nostri giovani.
Tra qualche settimana verranno forniti i dati dei consumi rilevati nel primo trimestre 2012, che saranno inseriti con dettaglio nella Relazione annuale al Parlamento, e che riconfermano la tendenziale diminuzione dei consumi, già evidenziata negli anni scorsi, non solo dal nostro Osservatorio, ma anche dal CNR stesso, dall’Osservatorio di Milano, da quello di Bologna e dall’istituto Mario Negri. Le indagini condotte da questo Dipartimento, in collaborazione con enti di ricerca e laboratori qualificati, hanno permesso di arrivare a tale evidenza grazie anche al dosaggio in 18 città campione dei metaboliti delle droghe presenti nelle acque reflue ed una serie di indagini campionarie sulla popolazione studentesca mediante avanzate tecnologie web.
Rispetto all’aumento delle quantità di droga sequestrate nell’anno passato - Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento Politiche Antidroga, ha commentato “Va chiarito che non esistono dati ed evidenze scientifiche, che dimostrino che l’aumento dei sequestri delle sostanze stupefacenti sul territorio nazionale possa essere messo in relazione, come qualcuno sostiene, con un aumento dell’utilizzo generalizzato di tali sostanze, che in realtà, anche se da dati preliminari, risulta invece in ulteriore contrazione. Tale incremento è verosimilmente da imputare ad un meritorio e lodevole incremento delle attività delle Forze dell’Ordine per contrastare il traffico e lo spaccio. Non bisogna pertanto assolutamente abbassare la guardia, né cantare vittoria, ma continuare sostenere sempre di più questo trend alla riduzione dei consumi, con interventi di prevenzione precoce (diretti soprattutto ai genitori) e capillare informazione sui danni derivanti dall’uso delle varie droghe, ricordando sempre ai giovani (ma anche agli adulti che usano queste sostanze) che chi acquista droga anche per pochi euro, finanzia direttamente le mafie, le loro violenze e il terrorismo.”

[26-05-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - DREAM ON ITALIA NO ALLA DROGA ANCHE ATTRAVERSO LA MUSICA E LA CREATIVITA': VIP DELLA MUSICA E RAGAZZI INSIEME ALL’AUDITORIUM

Domenica 27 Maggio alle 18:00, presso la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica, si svolgerà lo spettacolo di danza DREAM ON ITALIA, un progetto di prevenzione del Dipartimento Politiche Antidroga, la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l'integrazione, Andrea Riccardi.
La musica, la danza e qualsiasi attività artistico-creativa sono discipline grazie alle quali i giovani possono trarre emozioni forti e profonde trovando un insostituibile canale d’espressione della loro interiorità, delle loro potenzialità e dei loro sentimenti. Pertanto, è molto importante che gli adolescenti si avvicinino alle arti e, attraverso esse, intraprendano percorsi e stili di vita sani e costruttivi, lontani da tutti i tipi di droghe e da ogni forma di dipendenza.
Lo spettacolo sarà presentato da Francesco Facchinetti con la partecipazione di Gigi D’Alessio, Anna Tatangelo, Alessandra Amoroso, Emma Marrone, Myrna Kamara, che si esibiranno in questa serata-evento interamente dedicata al mondo giovanile e alle loro famiglie e agli educatori. Inoltre, la cantante Laura Pausini e l’étoile Roberto Bolle lanceranno il loro messaggio antidroga attraverso contributi video. Tutti gli artisti hanno prestato la loro immagine e il loro contributo gratuitamente.
Nel corso della serata sarà presentata, dal Maestro Ennio Morricone, la “Carta etica dei principi e dei diritti delle giovani generazioni: la musica il canto per la prevenzione dell’uso di droghe e dell’abuso alcolico”, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, sottoscritta dai più illustri direttori d’orchestra e condivisa dalle maggiori accademie musicali italiane e da tutti i teatri lirici italiani.
Infine, sette gruppi di danza finalisti, provenienti da tutt’Italia, che si sono distinti nelle preselezioni dello scorso 29 aprile a Napoli, Verona e Macerata si alterneranno sul palco romano per aggiudicarsi tre borse di studio. (www.dreamonshow.it)

[22-05-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - SVEZIA, RUSSIA, USA, REGNO UNITO E ITALIA SIGLANO DICHIARAZIONE INTERNAZIONALE CONGIUNTA CONTRO LA LEGALIZZAZIONE DELLE DROGHE


Rafforzare gli sforzi per proteggere i bambini e i giovani dalla droga, prevenirne l'uso, interrompere il ciclo della dipendenza da droghe attraverso l'offerta di una varietà di trattamento e servizi sanitari a coloro che soffrono di disturbi da uso di sostanze stupefacenti mirando ad un recupero completo, interrompere il traffico e la produzione di droga e promuovere mezzi di sostentamento alternativi nelle aree di coltivazione illegale. Questi tra i principali punti contenuti nella "dichiarazione per una politica bilanciata e umana contro la droga" che è stata siglata ieri a Stoccolma presso la sede della World Federation Against Drugs .
E' un importante documento che ha visto come primi firmatari l’Italia, rappresentata da Giovani Serpelloni capo del DPA, la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione, Andrea Riccardi, la Svezia rappresentata dal Ministro della Sanità, Maria Larsson, la federazione Russa, con Viktor P. Ivanov, direttore del Servizio Federale per il controllo del trafficodegli stupefacenti, gli Stati Uniti con Gil Kerlikowske, direttore del Dipartimento Antidroga della Casa Bianca e il Regno Unito, nella persona di Gus Jaspert, vicedirettore e capo della sezione antidroga e alcol del Ministero degli Interni. La dichiarazione rappresenta un risultato importante che tra l’altro, evidenzia chiaramente come la legalizzazione delle droghe non sia una soluzione percorribile e che avrebbe invece “delle conseguenze devastanti sia per gli individui sia per la società”. Attraverso questo sintetico ma chiaro documento gli Stati firmatari vogliono perseguire politiche bastate sulle evidenze scientifiche con un approccio bilanciato che consenta agli individui di vivere una vita lontano dalle droghe.
“Si tratta – ha dichiarato Giovanni Serpelloni capo del DPA - di un altro passo importante che intende rafforzare le partnership internazionali del nostro Paese per sviluppare e implementare strategie fondate su dati scientifici e sulla tutela diritti umani in linea con le convenzioni Onu sulle droghe. Si è condiviso e voluto un approccio che privilegiasse la prevenzione e il recupero delle persone tossicodipendenti mantenendo una chiara ed esplicita posizione di opposizione, da parte di importanti stati, alle spinte verso la legalizzazione di qualsiasi tipo di droghe”.
La dichiarazione è stata oggi anche presentata dalla Svezia presso il Gruppo Orizzontale droga a Bruxelles nella sede del Consiglio dell’Unione Europea.

[10-05-2012]

CARCERI: SAPPE, MISURE ALTERNATIVE PER I TOSSICODIPENDENTI

Adnkronos -Roma, 9 mag. - "E' indispensabile incrementare l'utilizzo di misure alternative al carcere per i tossicodipendenti reclusi. Per questo giudichiamo importanti e positivi gli sforzi che sta compiendo nell'analoga direzione il Dipartimento nazionale antidroga". Lo dice Donato Capece, segretario del sindacato della polizia penitenziaria Sappe. " Nelle carceri italiane piu' del 25% circa dei detenuti ha problemi di droga. Se per un verso e' opportuno agire sul piano del recupero sociale, e' altrettanto necessario disporre di adeguate risorse per far fronte alla possibilita' che all'interno del carcere entri la droga", precisa il sindacalista. "Alcuni recenti fatti di cronaca - continua Capece - hanno dimostrato che e' sempre piu' frequente il tentativo, anche da parte dei detenuti appena arrestati o di familiari e amici ammessi a colloquio, di introdurre sostanze stupefacenti all'interno degli istituti penitenziari".La legge prevede che i condannati a pene fino a sei anni di reclusione, possano scontare la pena all'esterno, in strutture strutture pubbliche o private, dopo aver superato positivamente o intrapreso un programma di recupero sociale. "Nonostante cio' - fa notare Capece - queste persone continuano a rimanere in carcere, e sono tantissimi i drogati detenuti". In queste condizioni - conclude il sindacalista - e' difficile aiutarli ad uscire definitivamente dal tragico tunnel della droga e, quindi, a non tornare a delinquere. I detenuti tossicodipendenti sono persone che commetto reati in relazione allo stato di malattia e dunque hanno bisogno di cure piuttosto che di reclusione.''

[09-05-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - DROGA E CARCERE: PROSEGUE L’ IMPEGNO DEL DIPARTIMENTO E DI SERPELLONI


Continua l’attività del Dipartimento Politiche Antidroga, la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l'Integrazione Andrea Riccardi, per incrementare l’utilizzo del ricorso alle misure alternative alla carcerazione delle persone tossicodipendenti recluse. Il progetto “Droga e Carcere”, attivato da questo dipartimento, ha attivato il suo percorso nelle varie città italiane con l’incontro tra magistrati di sorveglianza, operatori UEPE, (Uffici esecuzione penale esterna) direttori dei carceri, rappresentanti dei servizi delle Dipendenze e le Comunità Terapeutiche, nel corso del quale è stato proposto un nuovo protocollo operativo che si basa sul miglioramento del coordinamento delle forze in campo al fine di ridurre i tempi di attivazione delle pene alternative e di aumentare il numero dei fruitori.
“Ho ricevuto un forte mandato di priorità – ha dichiarato Giovanni Serpelloni capo del DPA – da parte del Ministro Riccardi fin dall’inizio del suo insediamento, per intensificare l’attività sul carcere e per questo da mesi mi sto dedicando personalmente a tale progetto. La settimana scorsa siamo stati a Lecce, alla fine di questa settimana saremo a Cagliari e la prossima ad Ancona. Nei prossimi mesi continueremo l’operazione che ha come scopo quello di implementare operativamente le linee d’indirizzo a suo tempo scritte e divulgate a tutte le regioni da questo dipartimento. La scorsa settimana, ho incontrato il Direttore del DAP, dott. Tamburino e alcuni suoi collaboratori, per studiare anche altre soluzioni che, come da sempre auspicato dal nostro dipartimento, prevedono la possibilità di attivare percorsi alternativi al carcere già durante il processo per direttissima in modo da evitare l’entrata nei penitenziari delle persone tossicodipendenti. Siamo contenti – ha proseguito Serpelloni - che anche varie organizzazioni del volontariato e associazioni abbiano manifestato, al ministro Riccardi, il loro interesse e supporto a queste attività che, oltre a produrre percorsi di recupero dei tossicodipendenti, potranno diminuire anche il sovraffollamento delle carceri italiane. Il DPA ha già fornito indirizzi e proposte complete anche per valutare eventuali modifiche normative al fine di agevolare ulteriormente gli obiettivi descritti. A questo proposito, la prossima settimana è stato fissato un incontro con i tecnici del DAP per studiare ulteriormente le misure da poter applicare per una maggiore finalità riabilitativa delle pene alternative. Voglio infine rassicurare - conclude il capo del DPA - tutti coloro che hanno interesse alla cosa, sulla mia personale presenza e sul mio impegno sull’argomento che non è solo di oggi e che sicuramente verrà mantenuto per il futuro, avendo cura di accogliere, con grande disponibilità, qualsiasi valida indicazione tecnico-scientifica ed operativa che le varie organizzazioni operanti sul territorio vorranno fornire a questo Dipartimento”.

[27-04-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - PER UNA PREVENZIONE SEMPRE PIU’ PRECOCE ED EFFICACE IN AIUTO DELLE FAMIGLIE E DEI MINORI


Il conseling educativo motivazionale e gli interventi specialistici orientati all’ascolto del minore e della sua famiglia, sono stati tra i principali argomenti affrontati oggi durante l’ultima giornata formativa del Progetto Early Dedection, realizzato dal Dipartimento Politiche Antidroga, la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l'Integrazione Andrea Riccardi, che si è svolta presso la sala Polifunzionale di Palazzo Chigi.
Il Progetto “Early Detection” ha l’obiettivo di promuovere l’attività’ di diagnosi precoce dell’uso di sostanze tra le persone minorenni al fine di individuare quanto prima tale uso e dare seguito a interventi, da adottare in famiglia e nell’ ambito sanitario, volti alla individuazione e cessazione precoce del comportamento assuntivo e all’inserimento in percorsi di supporto e, se necessario, trattamento adeguati.
Il piano di formazione iniziato lo scorso aprile, è stato rivolto agli operatori di settore con l’obiettivo di fornire loro le conoscenze necessarie per intraprendere attività di diagnosi e intervento precoce presso le rispettive strutture sanitarie, secondo le strategie espresse nel Piano di Azione Nazionale 2010-2013. Ora seguirà a breve la fase operativa che vedrà la collaborazione anche della più grande struttura di ricerca del Governo americano quale il NIDA (National Institute on Drug abuse).
“Siamo molto soddisfatti della risposta delle oltre 100 strutture che hanno partecipato, segno di forte sensibilità ed impegno nell’ambito della prevenzione, - ha dichiarato Giovanni Serpelloni capo del DPA - è estremamente necessario offrire questa tipologia di programmi nazionali strutturati e sistematici e mantenuti nel tempo al fine di creare le condizioni di prevenzione necessarie per evitare il diffondersi del fenomeno delle tossicodipendenze tra i giovanissimi. D’altronde è solo attraverso una prevenzione sempre più precoce che si può colmare il grave ritardo nella diagnosi di uso di sostanze nei minori che ad oggi può raggiungere anche gli 8 anni dall’inizio dell’uso di droghe. Solo così potremo consolidare e migliorare i buoni risultati ad oggi raggiunti”.

[20-04-2012]

DROGA E CARCERE: INNOVATIVA PROPOSTA DEL DPA A BRUXELLES CON UNA NUOVA STRATEGIA PER I TOSSICODIPENDENTI IN CARCERE


Si è svolta lunedì scorso una importante riunione del Gruppo Orizzontale droga presso il Consiglio Europeo di Bruxelles con la partecipazione di tutti i paesi europei oltre che dell’Italia, dove si sono discusse le basi portanti della futura strategia europea sulla lotta alla droga. La delegazione italiana oltre alle altre varie proposte che miravano a promuovere maggiormente il tema della prevenzione nei giovani rendendola sempre più precoce e una maggiore valorizzazione del recupero sociale lavorativo delle persone tossicodipendenti in trattamento, ha presentato una importante proposta relativa al problema dei tossicodipendenti in carcere. Tale problema infatti, affligge non solo il nostro Paese ma anche molti altri paesi europei.
All’interno della logica che i vari stati membri dell’Unione Europea hanno condiviso e cioè del “approccio alla lotta alla droga equilibrato/bilanciato”, tra le misure di prevenzione cura e riabilitazione e le misure di contrasto e repressione, è stato chiesto dal Dipartimento Politiche Antidroga la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l'Integrazione Andrea Riccardi, di prendere in considerazione nel formulare la nuova strategia, la necessità che i vari stati possano riformare il sistema di giustizia criminale nei confronti delle persone tossicodipendenti (e cioè affetti da una vera e propria malattia quale è la dipendenza da sostanze stupefacenti che il DPA considera prevenibile, curabile e guaribile) che abbiamo commesso reati in relazione al loro stato di malattia.
Questo per evitare la carcerazione attraverso interventi alternativi, da attivare già durante la fase del processo per direttissima, di cura e riabilitazione “controllate e gestite” in regime extracarcerario con l’ausilio dei servizi pubblici e delle comunità terapeutiche. Tale strategia dovrebbe inquadrarsi nei piani europei come una ulteriore azione di recupero della persona in un contesto quindi di reale e costruttiva riabilitazione associata alla cura e al trattamento della malattia di base e cioè la dipendenza da sostanze.
Giovanni Serpelloni capo del DPA ha cosi commentato : “ Il nostro dipartimento da tempo ha attivato un progetto e delle linee di indirizzo per incrementare l’uscita dal carcere delle persone tossicodipendenti che abbiano i requisiti previsti dalla legge. Questo è un problema molto importante e prioritario che abbiamo fatto presente anche a livello europeo. Purtroppo - prosegue Serpelloni - le persone tossicodipendenti commettono molto più frequentemente reati della popolazione generale in quanto vengono spesso coinvolti in traffico e spaccio e in altre attività criminali violente. Per evitare confusione va ricordato però che nessuno è mai stato carcerato per il solo uso di sostanze stupefacenti che in Italia viene sanzionato solo da un punto di vista amministrativo. In altre parole i reati commessi non possono essere cancellati oppure “scontati” ma sicuramente in moltissimi casi trasformati in un più proficuo e volontario percorso di cura e riabilitazione. Per questo il DPA alcuni mesi fa ha anche divulgato a tutte le Regioni e ai servizi pubblici delle linee di indirizzo per aumentare l’utilizzo del decreto che permette l’uscita dal carcere per intraprendere percorsi terapeutici / riabilitativi”.

[20-04-2012]

DROGA: GIOVANARDI (PDL) CONCORDIA DI VEDUTE CON COLOMBIA E STATI SUD AMERICANI

Ho incontrato, nella mia veste di responsabile delle politiche antidroga per il POL, l'Ambasciatore di Colombia in Italia, Juan Manuel Prieto, per approfondire le proposte che il Presidente Colombiano, Juan Manuel Santos, ha avanzato nel recente vertice delle Americhe a Cartagena. Con l'Ambasciatore, abbiamo concordato sulla necessità di non abbassare la guardia nella lotta al flagello della droga , sull'insufficienza dei mero approccio repressivo al narcotraffico, sulla necessità di moltiplicare gli sforzi, specialmente nei paesi consumatori come, gli Stati Uniti ed in Europa, in tema di prevenzione, e specialmente di educazione ed informazione circa gli effetti devastanti della droga sulla salute e sull'intero assetto della società. L'Ambasciatore Prieto ha ricordato quanto espresso a Cartagena dal Presidente Santos sulla necessità di "discutere sul fatto se quello che stiamo facendo è la cosa migliore, o se magari esistono delle alternative meno costose e più efficaci", il Presidente Santos ha inoltre manifestato che la "Colombia ha molto interesse nel poter contribuire a questa discussione", alla quale devono partecipare tutti i paesi. Il Rappresentante colombiano in Italia ha sottolineato come la sola eventuale legalizzazione tout court dell'uso delle sostanze, senza la dovuta considerazione simultanea della produzione, il trasporto e la distribuzione, avrebbe effetti negativi non soltanto nei paesi terzi, ma anche nelle realtà come quelle colombiane e messicane che si troverebbero, in un certo senso, abbandonate dalla comunità internazionale nel contrasto alla criminalità organizzata. Per questo i Presidenti degli Stati sud americani hanno chiesto con forza un maggior coinvolgimento degli Stati Uniti per affiancare alle politiche di repressione un grande sforzo per far calare la domanda, tema che, è stato deciso a Cartagena, sarà portato all'attenzione e studiato dall'Organizzazione degli Stati Americani (OSA). In questo quadro, l'Ambasciatore Prieto ha particolarmente apprezzato l'approccio italiano alla questione droga, considerando che esso può fornire utili punti di riflessione negli organismi internazionali che si interessano dei problema. Sen. Carlo Giovanardi Responsabile politiche antidroga per il PDL

[19-04-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - NUOVO PROGETTO PER UNA SEMPRE PIU’ PRECOCE PREVENZIONE DELL’USO DI DROGHE NEI MINORI: POSSIBILE E NECESSARIA UN’ AZIONE CORALE

Come faccio a capire se mio figlio usa sostanze stupefacenti? E` questo uno degli interrogativi che spesso si pongono i genitori che cercano di capire i segnali di un probabile uso di sostanze da parte dei propri ragazzi. E’ a queste domande che oltre 100 esperti, insieme agli operatori del settore, hanno cercato di rispondere, nella seconda giornata formativa dedicata alla Diagnosi e all’intervento precoce dell’uso di sostanze nei minori, il cosiddetto “Early Detection” (diagnosi precoce), proprio attraverso il piano di formazione, ideato e promosso dal Dipartimento Politiche Antidroga, la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l'Integrazione Andrea Riccardi. Il corso è rivolto agli operatori dei Dipartimenti delle Dipendenze, con l’obiettivo di fornire loro basi le scientifiche e le conoscenze necessarie per intraprendere attività di diagnosi e intervento precoce presso le rispettive strutture sanitarie, secondo le strategie espresse nel Piano di Azione Nazionale e le indicazioni delle Nazioni Unite. La sessione odierna, che si è svolta presso la Sala Polifunzionale di Palazzo Chigi, oltre ad essere stata dedicata ai temi dell’outreach, (il contatto attivo dei genitori che presentano necessità di supporto), del counseling educativo motivazionale, strumenti fondamentali nell’ intervento e nella diagnosi precoce, è stata anche l’occasione per illustrare la possibilità di uso del drug test nel counseling destinato ai minori.
“I target ai quali ci rivolgiamo - ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA - nell’ambito della prevenzione e della diagnosi precoce, sono i genitori e gli insegnanti. In particolare, infatti, sono gli educatori che per primi possono entrare in contatto con i minori a rischio di uso di sostanze e sviluppo di dipendenza. D’altronde, i dati relativi al calo del consumo di droga dimostrano che sono proprio gli adolescenti tra i 15 e i 19 anni che stanno rispondendo bene alla prevenzione, segno questo che solo una corale azione di prevenzione e cura e riabilitazione, all'interno di un approccio ben bilanciato, può portare nel tempo a buoni risultati. Non è il caso di abbassare la guardia però ed ecco perché questo Dipartimento ha attivato un progetto nazionale di prevenzione precoce, con oltre 130 unità operative partecipanti su tutto il territorio nazionale”.

[18-04-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - SI CONFERMA IL CALO DEI CONSUMI TRA GLI STUDENTI ITALIANI MA NON ABBASSARE LA GUARDIA


Siamo felici di constare che la ricerca diffusa nella giornata odierna dal Cnr, conferma i dati già riscontrati dall’indagine SPS-Ita eseguita l’anno scorso dal DPA, su un campione di oltre 32.000 studenti e pubblicata nell’ultima Relazione annuale al Parlamento, di cui si riporta una sintesi relativamente al consumo di droghe illegali.
Complessivamente anche il Cnr osserva un calo generalizzato del consumo per tutte le sostanze, come già rilevato dal DPA e conferma che per fortuna la stragrande maggioranza degli studenti italiani non consuma sostanze illegali.
Nessuna sorpresa per i dati forniti dal Cnr – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento Politiche Antidroga - l'andamento dei dati raccolti da più fonti indipendenti conferma fortunatamente, negli ultimi 3 anni, un calo dei consumi di droga e i segnali più promettenti si sono visti sui giovani tra i 15 e 19 anni, che sembrano reagire bene alla prevenzione. Anche questi dati riconfermano quindi la validità degli interventi messi in atto in questi anni dalle svariate organizzazioni in campo e hanno registrato proprio negli ultimi tre anni una riduzione persistente dei consumi di sostanze stupefacenti e alcoliche (soprattutto nelle giovani generazioni), una riduzione della mortalità e della diffusione delle infezioni da HIV ed un contenimento delle epatiti. Contemporaneamente si è assistito ad un positivo aumento degli utenti in trattamento, segno questo di una maggiore consapevolezza della necessità di interrompere il consumo di droghe. Chiaramente non bisogna abbassare la guardia. Ancora una volta i dati dimostrano che è possibile invertire la tendenza e che una corale azione di prevenzione e cura e riabilitazione all’interno di un approccio ben bilanciato può portare nel tempo a dei buoni risultati. Entro giugno il DPA fornirà inoltre i nuovi dati dell’andamento dei consumi rilevati nel 2012”.

Di seguito i dati del DPA relativi all’indagine SPS- Ita 2011

CANNABIS
Nel corso del 2011 i soggetti che non hanno consumato cannabis nel corso degli ultimi 12 mesi sono il 81,8%; nella metà dei casi in cui è stato riportato il consumo, questo risulta essere occasionale (non più di 5 volte al mese).

EROINA
Il 99, 4% dei soggetti intervistati non ha assunto eroina negli ultimi 12 mesi.

COCAINA
Il 97, 9 % dei soggetti intervistati non ha assunto cocaina negli ultimi 12 mesi.

ALLUCINOGENI
Il 97, 7% dei soggetti intervistati non ha assunto allucinogeni negli ultimi 12 mesi.

STIMOLANTI
Il 98, 7 % dei soggetti intervistati non ha assunto stimolanti negli ultimi 12 mesi .

[11-04-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - MINORI A RISCHIO DROGA E BISOGNO DI INTERVENTI PRECOCI - (Early Detection for early intervention), AL VIA IL primo corso di formazione nazionale


Oggi esiste un grave ritardo nella diagnosi di uso di sostanze o di tossicodipendenza nelle persone minorenni. I dati confermano infatti che possono passare dai 5 agli 8 anni dall'inizio dell'uso delle droghe al primo accesso ai servizi e questo espone a gravi rischi (overdose, incidentalità stradale, infezioni, disturbi psichiatrici, compromissione della maturazione neurocognitiva, azioni violente e criminali).
E’ uno dei dati principali emersi questa mattina, nella prima delle tre giornate formative dedicate alla diagnosi e all’intervento precoce dell’uso di sostanze nei minori, che si è svolta presso la Sala Polifunzionale di Palazzo Chigi, alla presenza di 140 professionisti provenienti da tutta Italia.
Il piano di formazione sostiene il progetto “Early Detection”, ideato e promosso dal Dipartimento Politiche Antidroga (DPA), la cui delega è affidata la Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’integrazione Andrea Riccardi. Il progetto è rivolto agli operatori di settore con l’obiettivo di fornire loro le conoscenze necessarie per intraprendere attività di diagnosi e intervento precoce presso le rispettive strutture sanitarie, secondo le strategie espresse nel Piano di Azione Nazionale 2010-2013.
Durante questa prima giornata sono stati trattati gli aspetti generali della prevenzione precoce, le linee di indirizzo nazionali sulla “Diagnosi e l’intervento precoce” ed è stato illustrato il sistema di prevenzione “SBIRT” adottato negli Stati Uniti e che ha dato ottimi risultati. Il progetto realizzato dal DPA “Early Detection for early intervention”, finalizzato a individuare il più tempestivamente possibile i soggetti minorenni che consumano stupefacenti e attivare precocemente quindi misure di intervento adeguate puntando soprattutto sul supporto genitoriale.
“Un più tempestivo riconoscimento del comportamento assuntivo e il conseguente intervento - ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA - sono determinanti ai fini della prevenzione per evitare nel soggetto che usa droghe danni anche permanenti all'organismo e al cervello, lo sviluppo di dipendenza, il rischio di morte per overdose o il rischio di contrarre malattie infettive (HIV, epatiti). La scoperta precoce unitamente a un forte supporto educativo alla famiglia può risolvere bene condizioni di rischio che potrebbero evolvere in vere e proprie tossicodipendenze. In Italia ad oggi sono assenti programmi nazionali di questo tipo. Per questo diventa estremamente importante porre in essere dei programmi strutturati e sistematici e mantenuti nel tempo al fine di anticipare efficacemente gli interventi e lo sviluppo di condizioni altamente invalidanti per i giovani.”
I workshop proseguiranno il 19 ed il 26 aprile dove verranno trattati i temi dell’outreach, dell’esecuzione del drug test, il counseling educativo motivazionale e l’intervento sul minore e la sua famiglia.

[27-03-2012]

Dipartimento Politiche Antidroga - Con progetto Outcome, i trattamenti sottraggono soldi alle mafie


Grazie al sistema di valutazione di esito dei trattamenti è stato stimato il costo – beneficio su 8145 pazienti assistiti, utilizzando come indicatore monetario per stimare lo stesso, i soldi che non sono stati spesi per l’acquisto di eroina da parte dei pazienti per la dose giornaliera proprio grazie al trattamento. Si è raggiunto così un beneficio di 78.595 .200 di euro che a seguito del trattamento non sono stati dati alle mafie.
Se dovessimo applicare questo dato ai circa 170 mila utenti in trattamento in Italia (con una stima epidemiologica) si potrebbe ipotizzare una cifra pari a un 1 miliardo e 700 mila euro, che grazie ai trattamenti dei servizi e delle comunità vengono annualmente sottratti alla criminalità. In altre parole per ogni 1000 persone in trattamento non arriverebbero nelle “casse” delle mafie, ben 6 milioni e 500 mila euro per l’acquisto di droghe da parte dei tossicodipendenti.
Wilson Compton, direttore della Divisione di Epidemiologia del National Institute on Drug Abuse (NIDA), ha evidenziato che si tratta di un metodo di stima dei benefici molto innovativo, che ha ritenuto estremamente interessante e che proporrà anche negli Stati Uniti in considerazione della buona rappresentatività che questo permette di avere negli interventi di cura e riabilitazione anche in senso di risparmio monetario.

[27-03-2012]

Dipartimento Politiche Antidroga - Progetto outcome, incoraggianti i risultati sugli esiti dei trattamenti per i tossicodipendenti


Presentati questa mattina presso la Sala Polifunzionale di Palazzo Chigi, i risultati del progetto Outcome, attivato 3 anni fa e realizzato dal Dipartimento Politiche Antidroga, la cui delega e`affidata al ministro per la Cooperazione internazionale e l`integrazione Andrea Riccardi.
Attraverso il progetto outcome e`stato possibile per la prima volta, tramite la creazione di un network italiano di servizi per le dipendenze dotati di un software di gestione clinica dei pazienti, monitorare e valutare precisamente e scientificamente gli esiti dei trattamenti per le persone tossicodipendenti presso i dipartimenti delle dipendenze.
Nel progetto sono stati coinvolti 31 Dipartimenti delle Dipendenze in tutta Italia che dispongono di database ben strutturati. Liguria, Lombardia, Veneto, Trento, Umbria, Marche e Sicilia, le regioni intervenute. I soggetti totali risultati in trattamento nel corso del 2010 con farmaci e trattamenti integrati sono stati 5.888, quelli in terapia con buprenorfina 2.257. Complessivamente quindi il campione totale di soggetti ha riguardato 8.145 utenti. Dai risultati, quindi, si evince che il 78% del tempo passato in terapia è stato trascorso in assenza di assunzione di droghe. Un risultato che migliora con l'aumento del supporto psicosociale e dei controlli. Questo dimostra anche come uno strumento di gestione clinica possa consentire sia il monitoraggio delle pratiche usate (tipo di terapia, dosaggi,), sia degli indicatori di esito (astensione uso eroina, uso contemporaneo di altre droghe, qualità di vita, reinserimento e rischio di patologie correlate) favorendo quindi un processo di qualità nei servizi per le dipendenze patologiche.
All`incontro di questa mattina, ha partecipato, tra gli altri, Wilson Compton, direttore della Divisione di Epidemiologia del National Institute on Drug Abuse (NIDA), che oltre ad aver illustrato il sistema di valutazione americano degli esiti dei trattamenti, si è congratulato per il sistema messo a punto dal DPA, che ha definito un sistema innovativo e all` “avanguardia" anche nella valutazione dei costi e dei benefici delle terapie, auspicando, che attraverso la collaborazione scientifica in corso tra i due paesi, se ne possa mettere a punto uno simile a quello italiano da poter utilizzare negli Stati Uniti.
“Ritengo che sia fondamentale – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA - possedere il sistema di gestione clinica dei pazienti per la valutazione degli esiti dei trattamenti, proprio al fine di poter migliorare le pratiche cliniche alla luce dei reali risultati ottenibili in termini di cessazione dell'uso di sostanze e reinserimento socio lavorativo. Tutto questo anche al fine di migliorare l'utilizzo del denaro pubblico. Considerati i risultati molto incoraggianti di questo sistema, abbiamo attivato un analogo progetto indirizzato a tutte le Comunità italiane al fine di poter monitorare e valorizzare i risultati terapeutici ottenuti”.

[22-03-2012]

Consumo di sostanze stupefacenti tra i giovani: l’Osservatorio Epidemiologico Italiano raccoglie il plauso degli Stati Arabi

Si è svolto questa mattina a Rabat, in Marocco il seminario regionale organizzato dal Gruppo Pompidou (Consiglio d’ Europa) sui sistemi avanzati di raccolta dati relativamente al consumo di sostanze stupefacenti tra i giovani. All’incontro oltre all’Italia erano presenti: Marocco, Libano, Algeria, Giordania, Tunisia, Egitto, Portogallo, Francia e Grecia. Il Dipartimento Politiche Antidroga, la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’integrazione, Andrea Riccardi, ha presentato le indagini epidemiologiche SPS (Survey popolation on student) sui giovani eseguite su circa 40 mila soggetti ed aggiornate al 2011 spiegando, nel dettaglio, le modalità di raccolta dati, elaborazione di controllo de dati e come possono e debbono essere utilizzati i risultati di tale indagine nell’orientare le strategie e le politiche di prevenzione. La delegazione italiana ha ricevuto un grande consenso per il lavoro svolto da parte di tutte le delegazioni presenti all’incontro. In particolare i paesi arabi si sono dimostrati estremamente interessati ad intraprendere percorsi di formazione specifici con le realtà italiane per poter acquisire e trasformare tale modello nei loro contesti. Questi Stati saranno presenti ad un importante evento il prossimo Giugno, dove incontreranno il Ministro Andrea Riccardi, al fine di concretizzare la collaborazione in progetti, che vedranno la presenza di operatori arabi ed italiani in un team di lavoro al quale parteciperanno importanti esponenti delle Comunità italiane e del Servizio pubblico. Inoltre, a fine maggio, il DPA è stato invitato dalla Tunisia a partecipare ad un grande evento di formazione per presentare il modello nazionale in maniera dettagliata. “ Il Dipartimento – ha dichiarato, Giovanni Serpelloni, Capo del DPA – nell’ambito delle cooperazioni internazionali ritiene che questi scambi possano essere di reciproca utilità per poter integrare sempre meglio culture e metodologie scientifiche con un approccio veramente globale contro l’uso di droga che l’attuale governo sta portando avanti”.

[20-03-2012]

DPA - Sulla Strada per una Guida Sicura, vince la prevenzione


“Invito i ragazzi a non usare mai nessun tipo di droga nemmeno una volta, nemmeno per provare, nemmeno per curiosità”. Questo il monito lanciato da Giovanni Serpelloni, capo del DPA, la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’integrazione, Andrea Riccardi, nel corso della premiazione che si sta svolgendo in queste ore presso il Liceo Scientifico romano “I. Newton” dei 12 video vincitori che hanno partecipato al concorso realizzato in collaborazione con il CUEIM, “La Strada per una Guida Sicura”. I 12 istituti scolastici dei video vincitori si sono aggiudicati un finanziamento da utilizzare per attività di prevenzione dell'uso di sostanze stupefacenti e dell'abuso alcolico.
Il nord è risultato protagonista con ben 7 video, 3 per il centro, 1 per il sud e 1 per le isole. Questo l’elenco delle scuole vincitrici: I.S.I.S.S. Magarotto,Torino; IS Saluzzo Plana, Alessandria; I.I.S. Albert, Lanzo Torinese; ISS G. Torno, Castano Primo (Mi); I.C. Lelio Orsi, Novellaro (Re), IC F. Gonzaga, Guastalla (Re); Ist. De Amicis, Bergamo; Liceo Classico Dante Alighieri, Anagni (Fr); I.I.S.S.G. Caboto, Gaeta (Lt); Liceo A. Torlonia, Avezzano, (Aq); I.P. Ilaria Alpi, Copertino (Le); Liceo Scientifico “Maria Ausilitrice”, Catania.
Durante la premiazione il Capo del DPA ha ribadito, che grazie alle politiche di prevenzione contro la droga, il consumo di sostanze negli ultimi tre anni è diminuito, ma questo non significa abbassare la guardia, ha invece sottolineato che non esiste differenza tra droghe leggere e quelle pesanti perché comunque l’uso di tutte le droghe altera la maturazione cerebrale degli adolescenti che termina intorno ai 21 anni. Sul consumo di cannabis durante la giovane età, Serpelloni ha voluto ricordare che proprio la cannabis assunta dai giovani gioca un ruolo importante nel fare da ponte verso la sperimentazione e quindi l’uso fino alla dipendenza da sostanze stupefacenti quali l’eroina e la cocaina.
“I dati - ha proseguito Serpelloni - purtroppo confermano che gli incidenti stradali sono la prima causa di morte tra i giovani tra 15 e 19 anni e che una delle cause principali è la guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e di alcol. Per questo crediamo nell’efficacia delle campagne di prevenzione, che hanno un’etica superiore perché salvano vite e soprattutto perché molti di questi incidenti sono prevenibili con comportamenti adeguati. Negli ultimi tre anni, questo Dipartimento ha attivato il progetto Drugs on street (DOS) che ha incrementato il numero di controllo su strada con 2000 morti in meno. Ed è proprio in questa ottica che il progetto “La strada per una guida Sicura” ha voluto sensibilizzare i ragazzi sul’importanza di una guida sicura lontana dalla droga e dall’alcol”.

[19-03-2012]

Dipartimento Politiche Antidroga - La Strada per una Guida Sicura, al via la premiazione dei migliori video


113 partecipanti su tutto il territorio nazionale, tra scuole e Asl, 155 video, 13.728 i ragazzi che hanno votato on-line. Questi i numeri del concorso “La Strada per una Guida Sicura” realizzato in collaborazione con il CUEIM, dal Dipartimento Politiche Antidroga, la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’integrazione, Andrea Riccardi.
Il progetto, destinato agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, ha previsto la realizzazione di spot video contro l’alcol e la droga. I migliori video, effettuata la prima selezione, sono stati valutati anche dagli studenti dell’Istituto di Stato per la Cinematografia e la Televisione "Roberto Rossellini" con sede a Roma, che stimata la creatività, l’innovazione, la capacità di attrazione e l’efficacia della tematica, hanno selezionato i migliori prodotti realizzati da mandare sul sito web creato appositamente dal DPA per la votazione on line.
La premiazione dei 12 video risultati vincitori avrà luogo domani, a partire dalle 9:30, presso il Liceo Scientifico Statale romano “I. Newton”. Alla cerimonia di premiazione parteciperanno tra gli altri, Giovanni Serpelloni, capo del DPA, Maurizio Boco, direzione Centro di Formazione Cinematografico Nazionale “Fonderia delle Arti”Massimo Steri, montatore esperto di animazione 3D - Centro di Formazione Cinematografico Nazionale “Fonderia delle Arti”, Gerardo Romano, regista cinematografico, televisivo e teatrale – del centro di Formazione Cinematografico Nazionale “Fonderia delle Arti”, nonché rappresentanti del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca che hanno collaborato al progetto.
Agli Istituti scolastici dei video vincitori verrà erogato un finanziamento da utilizzare per attività di prevenzione dell’uso di sostanze stupefacenti e dell’abuso alcolico. Successivamente il Dipartimento provvederà a realizzare uno spot video che verrà proposto per la diffusione a livello nazionale sulle emittenti e sarà distribuito presso tutte le scuole secondarie di primo e secondo grado nonché presso le scuole guida.
“Siamo molto soddisfatti – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA- della risposta positiva che ci hanno dato i ragazzi. Con questo progetto abbiamo voluto principalmente sensibilizzare i giovani sull'importanza di una guida sicura e proprio attraverso la realizzazione di uno specifico spot video abbiamo offerto un'opportunità di riflessione sulle tematiche inerenti la sicurezza stradale, e soprattutto sulle misure da adottare per scongiurare ai pericoli legati alla guida sotto l'uso di sostanze stupefacenti e dell’alcol, con lo scopo di prevenire le stragi del sabato sera”.

[16-03-2012]

Vienna: le Nazioni Unite e l’Unione Europea adottano la risoluzione italiana sulle donne, un grande successo per l'Italia

Si è conclusa oggi a Vienna la 55 sessione della Commissione Stupefacenti delle Nazioni Unite. La risoluzione proposta all'inizio del mese, era stata presentata dall’Italia e approvata da tutti i 26 paesi dell’Unione Europea in sede di Consiglio dell’Unione. Oggi, dopo lunghe e delicate trattative per conciliare le posizioni dei 193 paesi partecipanti è stata ufficialmente adottata. Una risoluzione molto importante quella adottata, che ribadisce e fa adottare ai paesi delle Nazioni Unite, politiche e interventi specifici a favore delle donne, sia per prevenire l’uso di droghe sia per orientare i servizi di cura e riabilitazione agli specifici bisogni del sesso femminile e dei loro figli. Questo argomento, da sempre trascurato, è stato finalmente portato all’attenzione degli Stati (prima europei e poi mondiali) proprio dalla delegazione italiana che, alla fine, ha ricevuto il plauso e l’approvazione da parte di tutte le delegazioni presenti all'assemblea plenaria.
Si tratta di un grande successo per l'Italia e per il Dipartimento Politiche Antidroga, la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’integrazione, Andrea Riccardi. Il DPA, ha ricevuto durante le trattative che si sono svolte a Vienna, un valido supporto anche dalla rappresentanza italiana a Vienna, presso le organizzazioni internazionali.
I temi trattati e quindi gli interventi previsti riguardano vari ambiti: dalla prevenzione in generale, all’educazione delle madri, al pieno recupero delle donne tossicodipendenti e delle ragazze che, anche occasionalmente, usano sostante stupefacenti. Senza dimenticare e tutelare tutte quelle donne che subiscono violenze e traumi correlati all'uso di droghe, le donne in gravidanza e quelle che già hanno figli, le donne in carcere, la prevenzione di tutte le patologie correlate all'uso di droghe, la realizzazione di campagne informative dedicate rivolte alle donne. Inoltre, due importanti enti delle Nazioni Unite, Unicri (United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute e Unodc (United Nations Office on Drugs and Crime) con i quali questo Dipartimento già collabora da anni, avranno il compito di monitorare e raccogliere il lavoro degli Stati nello sviluppo di queste strategie.
Vale la pena ricordare infine, che l’Italia lavorava a questa importante risoluzione già dallo scorso anno ed alcuni risultati preliminari dello studio, che sono alla base di questa risoluzione, erano stati presentati in anteprima, lo scorso gennaio a Washington presso ONDCP, ufficio esecutivo del presidente Obama sulle droghe e UN Women, organismo delle Nazioni Unite che si occupa di droghe.
A margine dei lavori della commissione stupefacenti di questa settimana a Vienna, l'Italia è stata invitata proprio dal Capo dell'Ufficio esecutivo antidroga americano a partecipare per illustrare proprie politiche nazionali in materia di droga nel corso di un incontro ristretto insieme alla Russia, Cina, Colombia, Messico e Svezia con i quali si stanno attuando importanti e fondamentali collaborazioni.

[09-03-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - NELLA SCUOLA SULLE DIPENDENZE LA RICERCA E LE NEUROSCIENZE PROTAGONISTE DELL’INCONTRO ITALIA E USA


Prosegue presso la sede della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione sita in Roma in via dei Robilant, il primo corso di formazione multidisciplinare gratuito della Scuola Nazionale sulle Dipendenze per i professionisti del sistema italiano delle dipendenze, promossa dal Dipartimento Politiche Antidroga, la cui delega è affidata al Ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione, Andrea Riccardi, e realizzata in collaborazione con l'Unicri (United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute) e con altri organismi internazionali come: il Nida (National Institute in Drug Abuse) del Governo Americano e l'Unodc (United Nations Office on Drugs and Crime).
Si tratta, di due giornate formative di altissimo livello scientifico, che cominceranno lunedì 12 p.v. e vedranno protagonisti docenti d’eccezione, quali i ricercatori e scienziati statunitensi provenienti dal prestigioso NIDA (National Institute on Drug Abuse) come Nora Volkov, direttore del NIDA in collegamento video, Antonello Bonci, direttore scientifico del NIDA e altri rappresentanti della comunità scientifica americana. Nella quattro sessioni previste verranno trattati gli aspetti clinici, farmacologici della dipendenza oltre ai trattamenti dedicati alle persone tossicodipendenti con approfondimenti sulla prevenzione e sul consumo di cannabis.
Questo percorso formativo è il frutto dell’accordo internazionale di collaborazione scientifica tra l’Italia e gli Stati Uniti, siglato lo scorso luglio con il quale si è dato avvio alla collaborazione con uno dei più importanti istituti di ricerca del governo americano quali il NIDA. Crediamo fortemente che la collaborazione tra NIDA e DPA porterà grandi vantaggi non solo a tutta la comunità scientifica e a tutti i pazienti ma, sarà un valido supporto per le Regioni, Dipartimenti delle Dipendenze, Centri Collaborativi, Comunità e Sert.
L'accordo, infatti, favorisce lo svolgimento di ricerche reciprocamente vantaggiose per migliorare la diagnosi, il trattamento dell'uso di droga e la dipendenza, sviluppando delle aree di particolare interesse che comprendono: la ricerca, la diagnosi precoce, lo screening, il trattamento e gli interventi brevi per disturbi da dipendenza soprattutto tra adolescenti e giovani adulti.
Aprirà i lavori Giovanni Serpelloni, capo del DPA insieme al direttore scientifico del NIDA, Antonello Bonci, che illustrerà la partecipazione di entrambi i Paesi a programmi di ricerca scientifica condivisi. Sarà inoltre possibile seguire le lezioni a distanza grazie al sistema di videoconferenza .

[06-03-2012]

L’UNIONE EUROPEA APPROVA LA PROPOSTA DI RISOLUZIONE ITALIANA DEL DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA IN AIUTO DELLE DONNE


Approvata ieri pomeriggio da tutti gli Stati Membri, riuniti nel Gruppo Orizzontale Droga del Consiglio dell’Unione Europea di Brussels, la risoluzione italiana proposta dal Dipartimento Politiche Antidroga, la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione, Andrea Riccardi, mirata a promuovere maggiormente le strategie e gli interventi a favore delle donne a rischio per i disturbi derivati dall’uso di droghe e per le conseguenze sociali e sanitarie correlate.
Con questo documento, si colma finalmente una mancanza di politiche ed interventi basate sulle evidenze scientifiche relative a tutti gli aspetti delle donne con problemi di dipendenza e patologie ad essa correlate. Nei prossimi giorni la risoluzione verrà proposta come risoluzione europea alla 55esima sessione della CND, (Commissione stupefacenti delle Nazioni Unite) .
Siamo molti soddisfatti che l’Europa abbia accolto la nostra proposta e l’abbia fatta sua. Attraverso questa risoluzione, gli Stati Membri, potranno promuovere l’attivazione di programmi specifici per il genere femminile e applicare strategie migliorative di lotta alla droga a tutti i livelli e in tutte le aree, al fine di integrare i servizi essenziali indirizzati alla progettazione, all’attuazione, e al monitoraggio delle politiche relative all’uso di droga e alla tossicodipendenza. In questo modo, gli Stati Europei, potranno considerare e soddisfare in maniera più consona i bisogni psicologici, sociali e sanitari delle donne, includendo, l’attuazione e la valutazione di programmi integrati di prevenzione, la cura del bambino, le considerazioni sulla custodia e le capacità genitoriali, nonché il trattamento di traumi sessuali o di altri tipi di traumi derivati da violenze, inclusi i programmi di prevenzione contro l’HIV.

[28-02-2012]

DROGA: DPA SMENTISCE LE DICHIARAZIONI DEI RADICALI

In merito alle dichiarazioni Ansa degli onorevoli radicali sui consumi di cocaina, relative all’articolo di Repubblica dello scorso venerdì 24-02-2012, si precisa quanto segue: le dichiarazioni del Capo del Dipartimento Politiche Antidroga, dottor Giovanni Serpelloni, contenute nell’articolo, sono relative esclusivamente ai drug test sui lavoratori con mansioni a rischio e sullo stato di avanzamento lavori del nuovo Atto di intesa. I dati presentati dal quotidiano, inoltre, relativi ai consumi di cocaina, non sono stati forniti da questo Dipartimento che ne ignora totalmente la fonte e la consistenza statistica che, per altro, appare molto aleatoria. Gli unici dati che il DPA riconosce come validi e propri sono quelli contenuti nella Relazione annuale al Parlamento che derivano da una serie di osservazioni statistico-epidemiologiche controllate, oltre che da osservazioni laboratoristiche eseguite sulle acque reflue da istituti di ricerca indipendenti e da altre indagini epidemiologiche (in particolare nell’area di Milano) eseguite dall’Osservatorio del Dipartimento della città di Milano. Osservazioni, queste ultime, che hanno confermato il calo dei consumi di cocaina. Pertanto, i dati presentati da Repubblica (che se ne assume totalmente la responsabilità), relativamente ai consumi di cocaina e al numero di cocainomani (abituali e saltuari), non sono da attribuirsi a ricerche o indagini eseguite da questo Dipartimento o di sua competenza. Si ricorda, infine, che l’aumento della disponibilità e dell’accesso alle sostanze stupefacenti comporta un incremento dell’uso e del loro consumo. E’ scientificamente provato, infatti, che una loro stretta regolamentazione e l’applicazione di deterrenti (quali i controlli su strada o sui lavoratori con mansioni a rischio) comportano un minor utilizzo di sostanze, soprattutto da parte dei giovani e degli adolescenti.

[23-02-2012]

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI - MINISTRO PER LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE E L’INTEGRAZIONE - DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - INCONTRO ITALIA – USA - LA PREVENZIONE E UN NUOVO MODELLO RIABILITATIVO DI MISURE ALTERNATIVE AL CARCERE PER LA CURA DELLA PERSONA TOSSICODIPEDENTE


Pochi giorni la dopo la visita del premier Monti al presidente Obama, i diretti rappresentanti di alto livello dell'Ufficio esecutivo del Presidente degli Stati Uniti, in materia di tossicodipendenze inviati dalla Casa Bianca, hanno preso parte al workshop organizzato dal DPA, la cui delega e`affidata al Ministro per la cooperazione internazionale e l`integrazione, Andrea Riccardi, incentrato sull`esperienza americana dei tribunali speciali (Drugs Courts), nella prevenzione dell’uso di droghe e del nuovo modello riabilitativo di misure alternative al carcere per le persone tossicodipendenti che hanno commesso reati.
Nel corso della due giorni è stato possibile approfondire la strategia elaborata dai due paesi, per la gestione dei programmi di prevenzione e i modelli alternativi al carcere per le persone tossicodipendenti, attualmente in uso negli Stati Uniti, e scambio di buone pratiche e programmi innovativi di prevenzione, trattamento e reinserimento delle persone tossicodipendenti. Durante i lavori, sono stati ribaditi i principali punti di intervento di entrambi i governi nella lotta alla droga che vedono nella diagnosi precoce (early detection) di uso di sostanze nei giovanissimi, il punto fondamentale efficace e sostenibile per evitare lo sviluppo e l’evoluzione negativa della tossicodipendenza.
Quanto all’argomento carceri si è di nuovo puntualizzato così come ha dichiarato il Ministro Riccardi “la necessità di valorizzare ancora di più, con gli attuali sistemi di cura e riabilitazione, il pieno recupero e reinserimento sociale e lavorativo della persona tossicodipendente anche e soprattutto attraverso l'offerta di servizi e misure alternative al carcere a quelle persone che hanno commesso reati in relazione al consumo di droga”. Le due delegazioni hanno concordato la messa a punto di un nuovo modello di intervento che vede una forte cooperazione ed integrazione tra le organizzazione di servizi socio sanitari che si occupano delle persone tossicodipendenti e le organizzazioni della giustizia, al fine di creare un intervento perfettamente integrato e bilanciato fortemente orientato al recupero della persona (recovery).
Fino ad oggi – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA – questi settori (operatori socio sanitari da un lato e magistratura dall’altro) hanno lavorato troppo spesso separati, ma questa dicotomia deve e può essere superata perché la finalità unica di tutte le organizzazioni è la riabilitazione ed il recupero dei tossicodipendenti che hanno commesso reati in relazione al consumo di droga. Gli studi presentati al workshop dalla delegazione americana - ha proseguito- hanno dimostrato che, numeri alla mano, questo modello (Drugs Courts) può produrre una risoluzione dell’uso di sostanze fino al 75% nelle persone trattate (valutate nei 24 mesi successivi) con un risparmio enorme di costi e di sofferenza per la società e per il singolo individuo”.
Il sistema giudiziario – ha spiegato il giudice Robert Rancourt - deve essere visto come una “forza positiva” per il sostegno della cura e del recupero e non solo una “ forza repressiva”. Kevin Sabet, ricercatore di medicina presso l’Università della Florida, già consulente delle amministrazioni Clinton, Bush e Obama, ha poi aggiunto che le misure di “deterrenza” possono essere efficaci per supportare la cura ed il recupero delle persona. Si è detto però convinto ironicamente che, a volte è molto più facile cambiare il comportamento di un criminale che cambiare il comportamento professionale di alcuni medici e giudici. Sabet ha così auspicato l’attivazione di percorsi di formazione interdisciplinare tra le due compagini professionali al fine di poter acquisire questi nuovi modelli di intervento.
Nel corso del workshop è stato chiesto quale fosse la posizione della Casa Bianca rispetto alla legalizzazione della cannabis, David Mineta, vice direttore del Dipartimento Antidroga dell’ ONCDP, ha risposto ribadendo chiaramente e con forza il chiaro no del Presidente Obama a qualsiasi forma di legalizzazione delle marijuana ricordando invece la necessità di investire sulla prevenzione selettiva, mirata a individuare e supportare precocemente le persone piu`a rischio. L’esponente del Governo Americano si è mostrato sorpreso che in Italia vi fosse la percezione di questa disponibilità alla legalizzazione da parte dell’amministrazione Obama ed ha voluto chiarire quindi molto bene, la posizione ufficiale che è quella di ritenere, non utile né fattibile la legalizzazione della cannabis negli Stati Uniti.
In merito al Piano di Azione Nazionale antidroga italiano, il rappresentante della delegazione americana, Jack Stein, direttore della sezione di programmi di prevenzione della Casa Bianca, dopo un’ attenta analisi e discussione ha apprezzato e positivamente valutato il documento sia per la competenza sia perché basato sulle evidenze scientifiche.
L’incontro ha confermato così, non solo l’identità di vedute di entrambi i governi nell’affrontare la lotta alla droga attraverso la prevenzione, l’unica arma vincente per il futuro e contemporaneamente un modo bilanciato al contrasto del traffico e dello spaccio, ma anche la ferma volontà da parte delle due delegazioni di incrementare e rafforzare strategie comuni di contrasto alla droga a livello internazionale .
Delle 20 regioni italiane hanno partecipato ai lavori sola la Regione Campania e la Regione Sicilia.

[21-02-2012]

INCONTRO ITALIA-USA: PREVENZIONE E MISURE ALTERNATIVE AL CARCERE. LA PERSONA TOSSICODIPENDENTE AL PRIMO POSTO


Approfondimento della strategia elaborata per la gestione dei programmi di prevenzione e i modelli alternativi al carcere per le persone tossicodipendenti, attualmente in uso negli Stati Uniti, e scambio di buone pratiche e programmi innovativi di prevenzione, trattamento e reinserimento delle persone tossicodipendenti.
Questo il fulcro dell'incontro bilaterale Italia-Stati Uniti aperto questa mattina, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei ministri, dal Ministro per la Cooperazione Internazionale e l'Integrazione, Andrea Riccardi e dal prof. Giovanni Serpelloni , capo del Dipartimento Antidroga. Una due giorni di lavori alla quale partecipano i rappresentanti dell'Ufficio esecutivo del Presidente Barack Obama, in materia di tossicodipendenze.
Ricordando l'importanza dell'operato svolto dal suo predecessore, il Sottosegretario Carlo Giovanardi, il Ministro Riccardi ha sottolineato come l'incontro odierno si ponga "in continuità con l'accordo che il Governo ha siglato a Washington, nel luglio dello scorso anno, per la condivisione e lo sviluppo di programmi comuni in materia di prevenzione e sperimentazione in tema di neuroscienze, nonché di recupero e riabilitazione". "Riteniamo la collaborazione con il governo americano estremamente importante - ha proseguito Riccardi - per contenere in modo sinergico un fenomeno mondiale che non può che richiedere interventi a livello globale".
Il Ministro ha quindi ribadito l'attenzione che questo Governo "dedica alle attività preventive che rappresentano nel Piano d'Azione Antidroga Italiano un pilastro fondamentale di insostituibile valore: la diagnosi precoce di uso di sostanze, l'informazione, un approccio educativo basato su sani principi e regole, con un forte supporto alla famiglia, sono elementi fondamentali che ogni governo deve tenere ben presenti". Riccardi è quindi tornato sull'argomento carceri, ribadendo la necessità di valorizzare ancora di più, con gli attuali sistemi di cura e riabilitazione, il pieno recupero e reinserimento sociale e lavorativo della persona tossicodipendente. Per questo obiettivo un'importanza sostanziale riveste, quindi, l'offerta di servizi e misure alternative al carcere a quelle persone che hanno commesso reati in relazione al consumo di droga. Misure che, ha concluso, devono avere sempre come obiettivo principale il trattamento precoce della tossicodipendenza e la vera e totale riabilitazione della persona.
Nel suo indirizzo di saluto, il Vice Segretario Generale di Palazzo Chigi, Umberto De Augustinis, ha espresso l'apprezzamento della Presidenza del Consiglio per le politiche adottate dal precedente Governo condivise a pieno titolo dall'attuale Esecutivo.

[25-01-2012]

MINISTRO PER LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE E L’INTEGRAZIONE - DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - UN NUOVO SISTEMA INFORMATICO PER TENERE SOTTO CONTROLLO I PREZZI DELLA DROGA, NEL MERCATO ILLEGALE

Si sta svolgendo in queste ore presso la Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri in Largo Chigi 19, il workshop Drug prices, organizzato dal Dipartimento Politiche Antidroga, la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione, Andrea Riccardi. Il progetto Drug Prices, attivato dal DPA in collaborazione con la DCSA (Direzione Centrale Servizi Antidroga) ha l'obiettivo di definire e sperimentare modalità operative di raccolta, archiviazione ed elaborazione dati riferiti ai prezzi e ai volumi scambiati delle varie sostanze nei settori "all'ingrosso" del mercato della droga. I dati oggetto di raccolta sono riferiti ai prezzi e per quanto possibile ai volumi scambiati delle varie sostanze nei settori "all'ingrosso" e "al dettaglio" relativamente all'offerta on street che internet. Particolare attenzione in questo progetto è stata posta dall'osservatorio europeo EMCDDA(European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction) al monitoraggio dei prezzi come variabile fondamentale del mercato. Proprio in virtù di questo nel 2009 si è attivato un apposito gruppo di lavoro per armonizzare la rilevazione dei dati sui prezzi all'ingrosso nei diversi paesi europei. “Si tratta - ha spiegato Giovanni Serpelloni, capo del DPA - di un lavoro per realizzare un sistema per comprendere sempre più tempestivamente le variazione dei prezzi del mercato illegale delle droghe, sia all'ingresso che al dettaglio, mediante la definizione dei metodi di raccolta ed elaborazione dei dati sulla base di gruppi di lavoro interdisciplinari con il coinvolgimento dei diversi enti coinvolti come Osservatorio centrale del DPA, il Focal Point Italiano Reitox, DCSA e laboratori forensi. Sarà quindi possibile attivare strumenti operativi innovativi e moderni e per l’attivazione delle rilevazioni, determinare flussi informativi tempestivi tra DCSA e Dipartimento Politiche Antidroga per l'acquisizione dei dati relativi ai prezzi e attivare altresì una formazione degli operatori coinvolti nella gestione di questo innovativo sistema”. All' incontro è intervenuto anche il direttore della DCSA generale Andrea De Gennaro che, si è congratulato per l’ iniziativa e per la fruttuosa collaborazione con il DPA. “Crediamo che con questo progetto – ha aggiunto il prefetto Mario Morcone (capo di gabinetto del Ministro Riccardi) intervenuto al workshop – sarà possibile arrivare all’attivazione della rilevazioni analitiche sul territorio italiano che meglio supporteranno l’azione delle forze di polizia, dei flussi informativi conseguenti; inoltre si potrà disporre di un prezzario con aggiornamenti periodici per la ricostruzione e lo studio dei trend che saranno estremamente importanti proprio per monitorare il fenomeno del mercato illegale della droga. Importante sarà inoltre continuare il monitoraggio e le azioni di prevenzione verso i rave party illegali che tanta efficacia stanno avendo grazie all'azione del Sistema Nazionale di Allerta del Dipartimento”.

[19-01-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - SCUOLA NAZIONALE SULLE DIPENDENZE, AL VIA IL CORSO DI FORMAZIONE presso la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione

È iniziato questa mattina presso la sede della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione sita in Roma in via dei Robilant 11, il primo corso di formazione multidisciplinare della Scuola Nazionale sulle Dipendenze per i professionisti del sistema italiano delle dipendenze. La National School on Addiction – programma di formazione multidisciplinare sulle dipendenze - si inserisce nel più ampio progetto della “ Scientific Community on Addiction” promossa fortemente nel corso del 2010 dal Dipartimento Politiche Antidroga, la cui delega è affidata al Ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione, Andrea Riccardi, ed è realizzata in collaborazione con l’Unicri (United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute) e con altri organismi internazionali come: il Nida (National Institute in Drug Abuse) del Governo Americano e l’Unodc (United Nations Office on Drugs and Crime). La Scuola, prima ed unica nel suo genere, gestita con uno specifico programma didattico dalla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione è realizzata in collaborazione anche con il Ministero della Salute, dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il Ministero dell’Interno. Si rivolge agli operatori del settore delle dipendenze e offre un percorso di formazione annuale ben strutturato supportato da sistemi e.learning finalizzato alla divulgazione di conoscenze basi multidisciplinari, sia sugli aspetti tecnici delle dipendenze che, sulle politiche e le strategie nazionali istituzionali. Il piano di formazione ha una durata di ben 100 ore e prevede l’accesso gratuito di circa 100 partecipanti che avranno a disposizione un corpo docente selezionato tra i professionisti dei Ministeri e degli Enti Istituzionali nazionali, regionali e centri di ricerca internazionali. Inoltre la Scuola prevede alla fine del corso il riconoscimento di ben oltre 100 crediti ECM per medici, psicologi, educatori professionali e infermieri e il rilascio congiunto da parte del DPA e dalla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione di un attestato di formazione. “La Scuola Nazionale sulle Dipendenze – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA - nasce proprio con lo scopo di contribuire alla realizzazione e allo sviluppo di una nuova comunità scientifica nazionale e multidisciplinare nel campo delle dipendenze, con l’obiettivo di proporre nuovi modelli e nuovi stimoli, privilegiando la trasmissione di conoscenze scientifiche e aspetti tecnici legati al funzionamento del sistema nazionale e dei sistemi regionali di prevenzione, cura e riabilitazione delle tossicodipendenze”. “ Siamo convinti che attraverso questo nuovo percorso formativo - ha proseguito il Ministro Riccardi – sarà possibile formare e specializzare una nuova generazione di professionisti impegnati sul campo per dare una spinta innovativa orientata alla concretezza e nello stesso tempo alla scientificità e all'etica, in tutto il sistema delle dipendenze italiano. Attraverso questa formazione sarà possibile contribuire a uniformare e rendere più coerenti e quindi più efficaci a livello nazionale, le strategie generali di azione, i protocolli e le modalità di intervento, sia in ambito di prevenzione che di cura ma soprattutto valorizzando sempre di più la riabilitazione e il recupero della persona tossicodipendente o dedita alla droga.”

[17-01-2012]

MINISTRO PER LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE E L’INTEGRAZIONE DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI - NELLA LOTTA ALLA DROGA SI CONSOLIDA LA COLLABORAZIONE ITALIA – USA

Con l’ultimo degli incontri che si è svolto presso l’ufficio delle Politiche Antidroga della Casa Bianca, si è conclusa, la serie di appuntamenti del Dipartimento Politiche Antidroga, la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione internazionale e l'integrazione, Andrea Riccardi. Gli incontri hanno incluso tra l’altro delle riunioni a margine con importanti esponenti americani quali: Sue Thau una delle maggiori esperte sulla riduzione della domanda di Capital Hill e West Huddelston, capo esecutivo dell’ufficio Nazionale delle Corti sulle droghe. La responsabile rapporti internazionali del DPA, Elisabetta Simeoni, ha incontrato presso gli uffici antidroga della Casa Bianca, David Mineta, vice direttore del Dipartimento Antidroga della Casa Bianca (ONDCP) che, ha ribadito l' importanza della collaborazione scientifica iniziata lo scorso luglio tra i due governi che ha creato le basi per rafforzare ed implementare la collaborazione bilaterale tra Italia e Stati Uniti in materia di prevenzione, ricerca nel campo delle neuroscienze e riabilitazione delle persone dipendenti da droghe, nonché delle politiche e delle strategie generali di azione. Durante l’incontro, sono state presentate le ultime attività in materia prevenzione e ricerca nel campo delle dipendenze portate avanti dal DPA, sia in sede nazionale che internazionale e ribadite le linee di indirizzo del progetto Dadnet, realizzato dal Dipartimento Politiche Antidroga in collaborazione con l'Istituto delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia (UNICRI) e l’UNODC, l’ufficio delle Nazioni Unite sulle Droghe e il Crimine. Otre ad esponenti del Dipartimento Antidroga della Casa Bianca, hanno presenziato all’incontro i rappresentanti del Dipartimento di Stato Americano, quelli del Concil of Women and Girls, programma che l’ufficio esecutivo del Presidente Obama ha riservato alla donne ed esponenti dell’ International Narcotics e Law Enforcement. Si consolida così – ha dichiarato Giovanni Serpelloni capo del DPA - la collaborazione iniziata nei mesi scorsi tra i nostri due governi sulle politiche antidroga e i progetti scientifici. Gli incontri realizzati in questi giorni sono stati tutti molto proficui e sono state poste le basi per lo sviluppo di nuove attività che, inizieranno già in questi giorni e che riguarderanno soprattutto l’ambito della prevenzione in materia di dipendenze e patologie ad esse correlate”. Riteniamo fondamentale continuare questa opera di collaborazione internazionale anche in questo settore, includendo attività in aeree geografiche sensibili e molto importanti non solo per il traffico internazionale di droga, ma anche per la grande diffusione che le dipendenze hanno in paesi quali: Algeria, Tunisia, Marocco, Libano ed Egitto. Solo un’attività veramente sinergica a livello internazionale potrà contribuire ad ottenere risultati veramente efficaci in materia di politiche antidroga.

[16-01-2012]

Dipartimento Politiche Antidroga La ricerca contro la droga, al via il network Eranid

Approntare una nuova strategia europea di ricerca nel campo delle dipendenze per combattere la droga. Questo lo scopo di Eranid un network al quale prenderanno parte oltre che l'Italia anche Olanda, il Regno Unito, la Francia, il Portogallo ed il Belgio che, presenterà nel prossimo mese di Febbraio una call alla Commissione Europea per definire un’attività di durata biennale che, avrà il compito di analizzare quanto sino ad ora fatto nell' attività di ricerca in materia in questi ultimi anni, e quali i bisogni e le priorità ancora da sviluppare. A questo proposito il DPA, la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione internazionale e l'integrazione, Andrea Riccardi, sarà presente oggi all’incontro finale presso lo ZON MW office, l’ente di ricerca del Ministero della Salute olandese, per la definizione del budget da affidare a questo Dipartimento e che verrà proposto nella call alla commissione europea, proprio per svolgere nel corso di questi tre anni una importante attività di ricerca nel campo delle dipendenze. Tutto questo sempre interagendo con la società civile ed il mondo dei ricercatori a livello europeo.

[11-01-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - ITALIA E USA ANCORA INSIEME CONTRO LA DROGA PER AIUTARE LE DONNE


Prosegue la collaborazione tra l’Italia e il Governo americano, cominciata lo scorso luglio con la firma dell’accordo di collaborazione scientifica tra i due governi che ha creato le basi per rafforzare ed implementare la collaborazione bilaterale in materia di prevenzione, ricerca nel campo delle neuroscienze e riabilitazione delle persone dipendenti da droghe nonché delle politiche e delle strategie generali di azione.
In questi giorni è infatti iniziata, presso la Casa Bianca, una serie di incontri per definire una strategia mirata alle problematiche del genere femminile legate alla tossicodipendenza. A questo proposito, Elisabetta Simeoni, responsabile rapporti internazionali del DPA, la cui delega è affidata ad Andrea Riccardi, Ministro per la Cooperazione internazionale e l'integrazione, ha incontrato, insieme a Kevin Sabet, former della White House, e ad una rappresentanza dell’Unicri, il vice direttore esecutivo dell'Ente delle Nazioni Unite per l'uguaglianza di genere e l'empowerment delle donne ( Un Women), Puri Lakshmi, per presentare Dadnet. Un progetto realizzato dal Dipartimento Politiche Antidroga in collaborazione con l'Istituto delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia (UNICRI), al quale hanno già aderito 20 stati.
DADNET è interamente dedicato alle ragazze e le giovani donne particolarmente vulnerabili alla dipendenza, per sperimentare interventi specifici per le donne di tutte le culture ed estrazione sociale già in trattamento presso i servizi delle dipendenze, fornire ai genitori, agli insegnanti, agli educatori nuove conoscenze e nuovi strumenti per affrontare il problema.
“Si tratta di un altro passo importante - ha dichiarato il Ministro Andrea Riccardi – Grazie a DADNET, stiamo approntando una risoluzione da presentare nel mese di Marzo ai 192 Stati delle Nazioni Unite per sollecitarli proprio nella fase di preparazione dei piani di azione in materia di droga o di patologie correlate, al fine di porre una particolare attenzione alle problematiche femminili nelle attività di prevenzione droghe”.

[09-01-2012]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - INDIVIDUATE E TABELLATE DUE NUOVE SMART DRUGS


L’attività investigativa denominata “oro e incenso”, nell’ambito del commercio illecito delle “Smart drugs” portata avanti e conclusa con successo in queste ore dai Carabinieri dei NAS e l’Agenzia delle Dogane, conferma l’importanza nell’ultimo anno dell’attività del Sistema Nazionale di Allerta Precoce del DPA, la cui delega è affidata ad Andrea Riccardi, Ministro per la Cooperazione internazionale e l'integrazione.
Grazie alle allerte lanciate dal Sistema in materia di cannabinoidi sintetici, smart drugs e smart shop e grazie alla collaborazione con il Ministero della Salute al contributo dei laboratori di analisi chimiche, tossicologiche e delle unità operative del sistema di emergenza-urgenza, sono stati raggiungerti ottimi risultati sul piano preventivo, clinico, laboratoristico, normativo. Il Paese infatti è stato in grado di affrontare in maniera tempestiva la comparsa di nuove droghe pericolose per la salute e di riconoscere e gestire in maniera efficace intossicazioni di giovani consumatori, con un indubbio impatto positivo sulla salute pubblica.
Proprio le segnalazioni del Sistema di Allerta appena la settimana scorsa hanno permesso al Ministero della Salute di inserire nella tabella delle sostanze stupefacenti due nuove molecole: il Butilone e i suoi analoghi e il cannabinoide sintetico AM 694 e i suoi analoghi. Inoltre la sinergia con il Ministero della Salute e le Forze dell’Ordine ha consentito di ritirare dal mercato prodotti pericolosi segnalati in Europa e circolanti nel territorio italiano.
Vale la pena ricordare che il Sistema di Allerta ha rilevato:18 allerte in un anno; una trentina di informative; 30 casi di intossicazione da cannabinoidi sintetici in due anni, 2 da catinoni sintetici sul territorio nazionale negli ultimi tre mesi e 146 nuove molecole psicoattive registrate come circolanti sul territorio europeo e italiano in circa 2 anni.
“Va sottolineato - ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA - che le cosiddette droghe furbe, tanto furbe non sono. In realtà si tratta di scarti della ricerca farmacologia e cioè prodotti chimici sintetici considerati dai ricercatori “spazzatura” in quanto molto pericolosi per l’uomo e non utilizzabili per fini medici e che molti di questi prodotti sono addirittura brevettati. Proprio per evitare la connotazione positiva di queste droghe con il termine “furbe” il DPA ha proposto a livello europeo che tali dizione venga abbandonata utilizzandone un'altra molto più consona e cioè “trash drugs” (droghe spazzatura). Siamo convinti che attraverso la preziosa sinergia tra le Istituzioni (Governo, DPA e Forze dell’Ordine) proseguiremo a tenere alta l’attenzione sul fenomeno delle smarts drugs contando sulla ormai dimostrata efficacia del Sistema Nazionale di Allerta Precoce attivato da questo Dipartimento”.

[15-11-2011]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - RELAZIONE OEDT CONFERMA CALO CONSUMI


Seppure vecchi di un anno, rispetto a quanto già elaborato dal DPA nell’ultima relazione al Parlamento 2011, i dati evidenziati questa mattina a Lisbona durante la presentazione del rapporto OEDT non fanno che confermare il calo dei consumi monitorato da questo Dipartimento e registrato anche negli anni successivi. Si conferma quindi il successo delle strategie antidroga sia a livello europeo che italiano che confermano, una evoluzione positiva del fenomeno droga che sta andando in contrazione e l’efficacia della lotta alla droga lontana da proposte inaccettabili di legalizzazione.
Il Senatore Carlo Giovanardi dichiara: “E’ necessario però non abbassare la guardia anche se esprimo grande soddisfazione per il calo dei consumi registrato soprattutto nei ragazzi che testimonia come stia maturando nei paesi Europei compresa l’Olanda la consapevolezza del danno e del rischio della droga e della necessità di mantenere costanti nel tempo politiche ed interventi veramente incisivi e contro qualsiasi uso di sostanze stupefacenti e l’abuso alcolico”.
“E’ opportuno e necessario - prosegue il Senatore - non introdurre alcuna legislazione di tolleranza nei confronti del consumo di tali sostanze E’ da sottolineare inoltre la valutazione positiva della strategia italiana anche del contenimento della mortalità rispetto ai dati europei droga correlati. Da non dimenticare infine che sono sempre meno i tossicodipendenti che entrano in carcere: dal 2008 al 2010 si è registrato un decremento del 21,4% ( da 30528 soggetti a 24008 soggetti ) e sempre di più sono quelli ne escono per intraprendere percorsi terapeutici alternativi. Dal 2008 al 2010 infatti, i dati hanno mostrato un aumento pari all’83% (da 1380 soggetti a 2526 soggetti) . Per quanto riguarda il risultato raggiunto rispetto al calo dei consumi e al calo della mortalità ci troviamo di fronte ad trend positivo a favore dell’Italia, con uno “spread droga” per una volta tanto favorevole al nostro Paese”.

[11-11-2011]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - BUGIE E VELENI DELL’ULTIMA ORA DA CNCA E FORUM DROGHE


Relativamente al velenoso e falso comunicato diramato in queste ore da CNCA e Forum Droghe, il DPA risponde e chiarisce:

sicuramente non possiamo essere d’accordo sulle posizioni espresse da CNCA e Forum Droghe visto che, in questi anni, le loro principali proposte si sono fondate soprattutto sulla legalizzazione delle sostanze stupefacenti, sull’attivazione delle camere del buco e sulla distribuzione di eroina. Proposte assolutamente non condivisibili da questo dipartimento come, del resto, dagli altri paesi europei oltre che dalle nazioni Unite. L’accettazione di queste logiche sarebbe stata veramente “catastrofica” per i giovani italiani e per i tossicodipendenti.

Oltre a questo, a dimostrazione della totale inconsistenza e falsità delle dichiarazioni, ricordiamo che :

in Italia, come in altri paesi europei, al contrario di quanto affermato, vi è stato e continua ad esserci un calo del consumo delle sostanze stupefacenti;
le carceri non si sono affatto riempite di consumatori e nessuno di essi è stato arrestato in base all’uso personale di droga in quanto, come tutti sanno, la detenzione a fini di uso personale non è un reato penale ma un illecito amministrativo che non prevede l’arresto. Quanto ai tossicodipendenti carcerati per aver commesso reati e non per la loro condizione di tossicodipendenti, nel 2008 sono stati 30.528; nel 2009, 25.180; nel 2010, 24.008 con un decremento chiaramente visibile del 21,4%. Oltre a questo, il numero dei soggetti tossicodipendenti usciti dal carcere in virtù dell’articolo 94 del DPR 309/90 è aumentato in questi anni, passando da 1.380 del 2008, a 2.022 del 2009 e a 2.526 del 2010, con un aumento pari all’83%. Pertanto, tutto al contrario di quanto affermato.
in questi anni, l’informazione scientifica di questo Dipartimento ha ottenuto il riconoscimento ufficiale delle maggiori società scientifiche italiane, europee e internazionali come il NIDA e l’ONU. Certamente, questo non può aver soddisfatto le organizzazioni di CNCA e Forum Droghe perché tali informazioni hanno mostrato esplicitamente la reale pericolosità dei danni che le droghe (soprattutto la cannabis) producono nel cervello umano. Non ci sembra, per altro, che le organizzazioni protestatarie abbiano il minimo accreditamento scientifico;
quanto alle politiche sulla riduzione del danno portate avanti in Italia, possiamo solo stendere un “velo pietoso” relativamente ai costi e all’inefficacia dimostrabile di tali politiche. Al contrario, le nostre iniziative si sono dimostrate molto più efficaci. Ricordiamo la promozione delle terapie antivirali, dei trattamenti per i tossicodipendenti e la sensibilizzazione alla riduzione dei rischi per i tossicodipendenti da parte dei Ser.T. A queste si aggiungono, iniziative mai fatte prima: la realizzazione e diffusione, su tutto il territorio nazionale, delle due Linee guida per la prevenzione delle patologie correlate e, in particolare, delle infezioni dei tossicodipendenti;
a proposito dei rapporti con le Regioni, abbiamo costruito in questi anni la base per un nuovo e più avanzato rapporto con questi enti finanziando decine di progetti a favore delle amministrazioni regionali, con le quali si sta realizzando un nuovo modello di collaborazione che faccia uscire dalla vecchie modalità, spesso basate su contrapposizioni politiche che non su tecniche scientifiche. Il coordinamento delle Regioni ha infatti accettato la proposta del DPA per poter arrivare a una risposta più unitaria e coordinata su tutto il territorio nazionale;
rispetto al mondo del volontariato, basti ricordare che questo Dipartimento ha finanziato per oltre 10 milioni di euro, (record europeo) le sue organizzazioni con progetti dedicati al reinserimento e alla possibilità di sostenere meglio le difficoltà economiche di questi enti, attraverso la creazione di un’associazione nazionale di cui, contraddittoriamente, fa parte anche CNCA ( grazie della riconoscenza)

Riteniamo pertanto che il comunicato stampa diramato da CNCA e Forum Droghe, oltre che falso e basato su dati inesistenti, sia un’opera di pure sciacallaggio mediatico in un momento in cui il nostro paese non ha certamente bisogno di queste “bestiali conflittualità” ma di unirsi in un unico sforzo sinergico con il dovere e la responsabilità istituzionale che ci è richiesta.


[10-11-2011]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - DIPARTIMENTO DELLE DIPENDENZE LINEE DI INDIRIZZO E ORIENTAMENTI ORGANIZZATIVI PER L’INTEGRAZIONE DELL’OFFERTA E DEI SERVIZI, AL VIA LA PRESENTAZIONE


Sono state illustrate questa mattina nell’ambito della manifestazione Dire Giovani Dire Futuro, le “Linee d’indirizzo sul Dipartimento delle Dipendenze” messe a punto dal DPA e diffuse agli operatori del settore, sulla base degli impegni assunti in occasione della Vª Conferenza Nazionale Antidroga di Trieste e prendendo in considerazione la grande necessità, espressa dagli operatori e dalle varie organizzazioni partecipanti, di poter disporre di precise linee di indirizzo metodologiche nell’ambito dell’organizzazione dei Dipartimenti delle Dipendenze.
“Queste linee di indirizzo in particolare - ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento Politiche Antidroga - sono state elaborate anche sulla base degli orientamenti europei e vogliono rappresentare per tutte le Regioni e le Province Autonome, un punto di riferimento tecnico scientifico a cui ispirarsi per un miglioramento del sistema preventivo, assistenziale e riabilitativo nel campo delle dipendenze da sostanze stupefacenti, da alcol, ma anche da tabacco, farmaci non prescritti e gioco patologico. Il modello proposto infatti rappresenta un prototipo avanzato di Dipartimento forte, ben strutturato integrato territorialmente orientato dotato di autonomie e altamente specializzato”.
Le linee di indirizzo sono altamente innovative e lanciano in Italia un nuovo modello di integrazione degli interventi e delle organizzazioni Pubbliche con quelle del Privato Sociale. Viene rinnovata inoltre la necessità e l’opportunità di mantenere autonomi i Dipartimenti delle Dipendenze di Salute Mentale al fine di evitare soluzioni che si sono dimostrate non idonee né appropriate nel campo delle dipendenze.
“ Ci auguriamo – ha aggiunto il Senatore Carlo Giovanardi – che questo ennesimo contributo del DPA, venga ben accolto dagli operatori del settore e dalle Amministrazioni competenti perché siamo sempre più convinti che la guerra alle droga si possa vincere solo se tutti insieme riusciremo a trovare una maggiore integrazione, un miglior coordinamento e una visione comune e una forte unità di intenti”.

[09-11-2011]

Prosegue la collaborazione tra Italia e USA


Si è svolto oggi, a Palazzo Chigi, l'incontro tra il Senatore Carlo Giovanardi e Kevin Sabet, esperto del Governo degli Stati Uniti, già consulente per le Politiche antidroga del Presidente Obama, che è stato uno dei principali fautori degli accordi intergovernativi firmati dal Governo italiano alla Casa Bianca nel luglio scorso.
Durante l'incontro, è stato presentato e discusso il documento "Principi generali della posizione italiana contro l'uso di droghe" che verrà divulgato domani durante la manifestazione Dire giovani Dire futuro, in corso in queste ore al Palazzo dei Congressi di Roma. Il documento potrebbe diventare la base per la discussione con gli altri Paesi europei ed extra europei nel prossimo meeting che si svolgerà in Svezia.
Kevin Sabet sarà inoltre presente domani mattina, insieme al Senatore Giovanardi e a Giovanni Serpelloni, capo del DPA, alla conferenza stampa che si svolgerà in seno all'evento Dire Giovani Dire Futuro alle ore 11:00, per la presentazione della nuova campagna "Ci stai contro la droga?", diretta agli adolescenti.
"Sono molto contento - ha dichiarato Kevin Sabet - di questa collaborazione e dell'ottimo lavoro che sta svolgendo il partner italiano nel campo delle politiche e della prevenzione dell'uso delle sostanze stupefacenti. Sono convinto che la collaborazione con i partner internazionali potrà migliorare lo scenario della lotta alla droga a livello mondiale".

[09-11-2011]

DIRE GIOVANI DIRE FUTURO - GIOVANARDI PRESENTA IL PROGETTO “CI STAI CONTRO LA DROGA?”


Giovedì 10 novembre 2011, alle ore 11,00, al Palazzo dei Congressi di Roma-EUR, nell’ambito della manifestazione DIREGIOVANI DIREFUTURO, presso lo stand del Dipartimento per le politiche antidroga, il Sen. Carlo Giovanardi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega al contrasto delle tossicodipendenze presenterà il progetto “CI STAI CONTRO LA DROGA?”

Nella stessa occasione verranno anche presentate le nuove pubblicazioni del Dipartimento:

1) Principi generali della posizione Italiana contro l’uso di droghe;

2) Le ragioni del perché no alla legalizzazione delle sostanze stupefacenti;

3) Linee di indirizzo e orientamenti organizzativi per l’integrazione dei servizi pubblici e delle comunità sulle dipendenze.


[26-10-2011]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - BENE OLANDA SU MARIJUANA MA NECESSARIE MISURE PIU’ SEVERE


Come Dipartimento, la cui delega è affidata al senatore Carlo Giovanardi, vogliamo sottolineare che è ormai da parecchio tempo che, l’Olanda sta dimostrando una chiara volontà di porre fine ad una insostenibile politica di tolleranza attuata da anni in tema di liberalizzazione. Già nei mesi scorsi il Consiglio di Stato aveva deciso di mettere al bando i coffee shop e oggi lo stesso governo olandese decide di equiparare la marijuana alle droghe pesanti come la cocaina e l’eroina. Si tratta di un notevole e lodevole passo avanti che però necessita ancora di una normativa più chiara ed efficace soprattutto per la salvaguardia della salute dei giovani.
"Non possiamo che condividere questa inversione di tendenza da parte dell’Olanda - ha dichiarato Giovanni Serpelloni Capo del DPA - in questi anni è stato fatto un danno enorme diffondendo l'idea che la cannabis sia una “droga leggera” perchè non lo è affatto e produce danni al cervello ed in particolare alle funzioni cognitive. E’ bene che i ragazzi lo sappiano anche perchè la cannabis è il primo approccio con il mondo della droga. Tra l'altro, i risultati degli studi portati avanti anche da questo Dipartimento da molto tempo ed effettuati sui giovani consumatori di cannabis - hanno messo in evidenza con risonanze magnetiche come il consumo di cannabis distrugga i neuroni e riduca lo spessore della corteccia cerebrale. Si assiste cioè ad una riduzione dello spessore corticale della sostanza grigia che diventa più sottile soprattutto nei lobi prefrontali. E un cervello malato, sotto l'influenza della cannabis, non funziona a dovere, ma altera la propria rapidità di analisi e di decisione, di attenzione e di coordinamento".

[25-10-2011]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA PROSEGUE IN ITALIA LA LOTTA INCESSANTE ALLE SMART DRUGS


La notizia di queste ore sul nuovo modo di sballarsi degli americani attraverso l’ingerimento di sali da bagno, non coglie impreparato questo Dipartimento.
Ci preme sottolineare che per quanto riguarda l'Italia, già da molti mesi grazie al Sistema Nazionale di Allerta Precoce del Dipartimento Politiche Antidroga, la cui delega è affidata al Senatore Carlo Giovanardi, sono stati identificati e censiti catinoni sintetici (MDPV, MEFEDRONE) che vengono generalmente venduti negli Smart Shop e su internet proprio come sali da bagno e fertilizzanti.
Grazie alla collaborazione con il Ministero della Salute, queste sostanze sono state rese illegali ed inserite nella tabella delle sostanze stupefacenti insieme ai cannabinoidi sintetici venduti come profumatori di incensi ed estremamente pericolose per la salute. La stessa Commissione Europea ha annunciato nella giornata odierna, la necessità di norme più chiare e più efficaci per contrastare la diffusione di queste droghe sintetiche, una linea già da tempo intrapresa dall’Italia.
Inoltre in merito ai sali da bagno già ad Agosto dello scorso anno, il Sistema Nazionale di Allerta Precoce aveva individuato il catinone sintetico 3,4 metilenediossipirovalerone (MDPV) in un prodotto denominato "Ivory Wave" commercializzato in Internet come sale da bagno e associato ad oltre 20 casi di intossicazione acuta nel Regno Unito e in Finlandia.
“Prosegue con incessante impegno l’attività di questo Dipartimento nella identificazione precoce di questi catinoni e cannabinoidi sintetici - ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento Politiche Antidroga - sia da un punto di vista tossicologico, che attraverso un attento monitoraggio dei pronto soccorsi mediante il Sistema di Allerta che si sta dimostrando molto efficace nella prevenzione della diffusione di queste pericolosissime sostanze molte delle quali sono già state sequestrate. Tutto questo ci permetterà di interrompere il nuovo mercato delle smart drugs che fino ad oggi è riuscito ad evitare i divieti imposti dalla legge e a generare molti danni alla salute dei nostri ragazzi”.

[20-10-2011]

DPA su dichiarazioni Procuratore Gratteri: dalle indagini sulle acque reflue non risulta un aumento dei consumi di cocaina dal 2010 al 2011

In merito alle dichiarazioni del procuratore Gratteri il Dipartimento Politiche Antidroga cosi interviene: "con molto rispetto e non entrando nel merito dell'analisi generale fatta dal procuratore sul traffico di cocaina e sugli spostamenti dei mercati, sentiamo però l'obbligo di precisare che non risulta alcun aumento del consumo di cocaina in Italia nel corso del periodo 2010-giugno2011. I dati rilevati a livello nazionale nelle acque reflue dimostrano un sensibile calo di metaboliti riscontrabili (da 822 kg a 696 kg ). Inoltre , anche le indagini di popolazione su studenti (15-19 anni) hanno evidenziato una riduzione del consumo negli ultimi 12 mesi dal 2,9% al 2,1%. Anche nella popolazione generale è stato osservato tale decremento: da 2,1% del 2008 al 0,9% del 2010. Oltre a questo, non risulta neppure un aumento dei prezzi al dettaglio della cocaina, cosa che si sarebbe certamente verificata se vi fosse stato un aumento della domanda di tale sostanza. Non c'è comunque contraddizione tra aumento dei sequestri e diminuzione dei consumi. L'aumento della quantità di droga sequestrata infatti è verosimilmente da mettere in relazione non tanto all'aumento dei consumi ma ad un aumento delle operazioni (peraltro riscontrato) in seguito ad una agevolazione legislativa contenuta nel pacchetto sicurezza con un più agevole utilizzo degli agenti "undercover" (sottocopertura) e di maxisequestri straordinari in termini quantitativi (1015 Kg a Livorno, 974 a La Spezia, 519 Kg a Reggio Calabria, 503 Kg a Sassari - cosi come risultante alla DCSA) che hanno fatto balzare in avanti la quantità totale sequestrata nel corso dell'anno."

[20-10-2011]

DPA scettico sul “mollusco mangia-droghe” e dati non aggiornati sul consumo di cocaina a Milano

In relazione alle notizie riportate durante la giornata dell'Acqua al festival dell'Ambiente 2011 dove è stato presentato un progetto della fondazione acquata in collaborazione con l'Università degli studi di Milano e Milano bicocca, e in relazione alle notizie errate diffuse relativamente al consumo di cocaina nella zona di Milano, dopo aver rilevato grosse imprecisioni riportate nel convegno sull'attuale consumo di cocaina e dati che non rispecchiano la realtà odierna, il Dipartimento Politiche antidroga cosi interviene: "i dati presentati nel convegno riportano la realtà fotografata da uno studio condotto ormai più di cinque anni fa (così come comunicato formalmente anche dall'Istituto di Ricerca Farmacologiche Mario Negri a suo tempo autore dello studio) e quindi non rappresentano più la realtà attuale . Anche la prevalenza di uso di cocaina riportata nella popolazione si riferisce a statistiche nazionali risalenti a molti anni fa e quindi non più attuali (e rappresentative). "Puntualizziamo" riporta inoltre un comunicato stampa del Mario Negri "che non è possibile correlare direttamente la stima dei quantitativi rilevati nelle acque reflue con la prevalenza dei consumatori in quanto si tratta di valori tra loro non paragonabili". Commenta Serpelloni, capo del Dipartimento, "mi sembra una superficialità ed un errore madornale commesso da enti ed organizzazioni che dovrebbero avere un maggior grado di attenzione scientifica rispetto ad un problema quale quello della corretta interpretazione dei dati relativi al consumo odierno e alla diffusione del consumo di sostanze stupefacenti. In quanto al cosiddetto "mollusco mangia droghe", la dreissena polimorfa, nutriamo qualche perplessità scientifica relativamente alla sua utilità concreta e ai rischi connessi al suo utilizzo, per lo meno per quanto riguarda le sostanze stupefacenti, tenendo conto che non risultano studi relativamente al danno, soprattutto per la salute umana, dei metaboliti riscontrabili nelle acque reflue e derivanti dal consumo di droga".

[13-10-2011]

TEST AI PARLAMENTARI: DAL 2010 RISULTATI CONSULTABILI ON LINE SUL SITO DEL DPA


In merito alle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal Senatore Radicale Marco Perduca che si è chiesto che fine abbiano fatto i test antidroga, il DPA così interviene:
“Nel novembre del 2010 questo DPA ha avviato il test volontario antidroga ai parlamentari per l’accertamento di sostanze stupefacenti quali cocaina, eroina, amfetamine e cannabis.
Nel mese di Febbraio dello stesso anno, a conclusione degli accertamenti specialisti effettuati nei laboratori di alto livello su reperti prelevati, urine e capelli, sono stati pubblicati sul sito istituzionale (www.politicheantidroga.it) di questo Dipartimento gli esiti dei test sui 232 parlamentari. Precisiamo inoltre che sono stati anche pubblicati on line tutti nomi dei parlamentari che hanno eseguito il test e che hanno dato formalmente il loro consenso alla divulgazione dei loro risultati. I risultati dei test sono sempre rimasti on line. Si prega quindi di prenderne visione”.

[11-10-2011]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - CONSUMO DI DROGA TRA I MANAGER ED AGENTI FINANZIARI, OPPORTUNO RENDERE OBBLIGATORIO TEST


Ai professionisti delle operazioni di borsa o dei mercati finanziari non vengono richiesti requisiti psico- fisici di idoneità quale ad esempio il non uso di sostanze stupefacenti. L’allarme sociale lanciato qualche tempo fa, dall’economista francese Attali che ha più volte ribadito la relazione tra economia e droga denunciando che alcuni trader che lavorano in borsa sono “strafatti di cocaina”, non sorprende questo Dipartimento. D’altronde è un fatto che, lo scorso agosto la Sterling Infosystem, corporation di New York, specializzata nell’effettuare test antidroga nelle grandi banche d’affari di Wall Street, abbia riportato la notizia che ha evidenziato, non solo il consumo di cocaina tra i manager di una delle principali borse mondiali, ma anche una forte diffusione delle “smart drugs” utilizzate come “carburante” per sopravvivere ad una giornata di 18 ore.
Un allarme, quello di Attali che potrebbe essere ancora attuale e che non è passato inosservato nemmeno in Italia. L’anno scorso infatti anche l’Osservatorio Droghe della Regione Lombardia ha portato alla ribalta il disagio di alcuni manager italiani che per sopperire allo stress da troppo carico di lavoro fanno molto spesso ricorso al consumo di cocaina , entrando così in un tunnel di stress e depressione pesantissimo.
Questo Dipartimento, la cui delega è affidata al Senatore Carlo Giovanardi, alla luce di tutto questo, ben conoscendo quali evidenze scientifiche abbiano dimostrato la correlazione tra l’uso di sostanze stupefacenti e alterazioni neurocognitive ed in particolare la stima del rischio, i meccanismi dei decision making, l’attenzione e non ultima la “prudenza” e il controllo dei comportamenti volontari, non può non considerare la relazione negativa tra l’uso di droghe e le decisioni da prendere anche a livello economico–finanziario.
Riteniamo quindi che i test antidroga debbano essere estesi anche ai manager e agenti operatori sui mercati delle borse al pari di altre categorie di lavoratori con mansioni a rischio. Questo perché è chiaro che una serie continuata di scelte sbagliate non può che alla lunga minare il processo economico dalle fondamenta e il costo sociale da pagare per questo atteggiamento per l’intera comunità potrebbe essere altissimo soprattutto in un momento di profonda crisi economica come quella attuale.

[11-10-2011]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - A WALL STREET MARIJUANA E SMART DRUGS AL POSTO DELLA COCAINA


Una revisione dei dati raccolti dalla Sterling Infosystem, corporation di New York, specializzata nell’effettuare test antidroga nelle grandi banche d’affari di Wall Street ha evidenziato che se nel 2007 tra i test risultati positivi, la cocaina era presente nel 17%, nel 2010 la percentuale è scesa al 7%. Allo stesso tempo la prevalenza di marijuana secondo i dati è balzata dal 64% al 80% tra il 2007 e 2009. Alcuni manager sembrava quindi preferire la marijuana e le “smart drugs" alla cocaina.
Sempre dai dati dello Sterling si è evidenziato che il 2% del settore aveva un test antidroga positivo rispetto al dato globale del mondo del lavoro che si aggira al 3,6%.
I dati mostrano ancora come il consumo di anfetamine hanno fatto un balzo in avanti con un aumento del 10% rispetto al 3% del 2007. Una ricerca del 2001 ha mostrato che il 9,6% dei residenti di Manhattan ha dichiarato di aver utilizzato marijuana rispetto al 6%; mentre il 5% dei residenti in tutta l’isola hanno utilizzato cocaina rispetto al 2,3% degli americani.
Inoltre lo scorso Ottobre, i drug test effettuati sulla saliva di alcuni lavoratori hanno evidenziato un drammatico incremento del consumo di oppiacei a causa del forte stress da lavoro al quale vengono sottoposte alcune categorie di lavoratori.
Secondo questo Dipartimento i dati parlano chiaro, il cambio di “sostanze” evidenzia come in questo momento è opportuno fare dei test antidroga mirati all’individuazione di ogni tipo di sostanza proprio per evitare facili scappatoie per chi come i manager di borsa deve svolgere un lavoro di grande responsabilità.

[06-10-2011]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA: UN NUOVO PROGETTO PER IL SOSTEGNO DELLE COMUNITA’ TERAPEUTICHE


2.500.000,00 di Euro, questa la somma che il Dipartimento Politiche Antidroga la cui delega è affidata al Senatore Carlo Giovanardi, mette a disposizione delle Comunità Terapeutiche attraverso il progetto nazionale di vasta portata. A tal fine è stata creata una associazione specifica (COMUNITALIA CT) a cui partecipano tutte le più importanti reti ed organizzazioni del privato sociale operante nel campo delle dipendenze. Fanno parte di COMUNITALIA: CNCA, FICT, Fondazione Exodus, Associazione Dianova Onlus, Associazione Saman, il Centro Italiano di Solidarietà, C.E.A.R.T. Onlus, C.E.A.R. Lazio, Associazione ACUDIPA, Associazione Casa dei Giovani, Comunità Incontro e Cooperativa Saman Servizi.
Il progetto è finalizzato alla creazione di un flusso sistematico e permanente per la raccolta e la valutazione dei dati economici sull’attività delle Comunità Terapeutiche che permetterà la creazione di un sistema centralizzato e permanente di monitoraggio e recupero crediti delle Comunità stesse nei confronti di quelle Regioni, Province Autonome e/o di quelle Aziende Sanitarie, al fine di regolarizzare il flusso economico e agevolare il lavoro delle comunità.
Siamo molto soddisfatti – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA, congiuntamente con il presidente di ComunItalia prof. Gianmaria Battaglia – di avere attivato questo progetto voluto dal sottosegretario Giovanardi per superare la difficoltà oggettiva di avere tempestivamente a disposizione le risorse finanziarie dovute, in seguito all’erogazione delle prestazioni a favore delle persone tossicodipendenti. Il DPA ha deciso di intervenire direttamente nel supporto organizzativo alle comunità con questo progetto che andrà a sostenere quindi le comunità anche per quanto riguarda la formulazione di una proposta alle Regioni per arrivare ad una uniformità delle rette a livello nazionale. E’ un ulteriore testimonianza di come l’attenzione di questo Dipartimento non sia solo a parole, per quanto resta una nostra priorità sia l’informazione scientifica, ma anche la creazione di concreti interventi che sono la base per assicurare il regolare svolgimento delle attività quotidiane di recupero delle persone tossicodipendenti oltre che un cambio di approccio e nei rapporti degli enti pubblici con gli enti e con le organizzazioni del privato sociale . Tutte le organizzazioni del privato sociale accreditate e autorizzate al funzionamento nell’ambito delle tossicodipendenze interessate potranno attraverso la partecipazione al progetto accedere ai finanziamenti che saranno concessi, previa valutazione, per la partenza delle attività” .
E’ possibile scaricare il materiale per la partecipazione al progetto dai siti: www.politicheantidroga.it, www.dronet.org, www.droganews.it, www.comunitaliact.org. La documentazione richiesta dovrà essere trasmessa tramite raccomandata con A/R o a mezzo corriere autorizzato all’Associazione Comunitalia C.T. - PROGETTO COMUNITALIA, Via di Bravetta 395, 00164 Roma, entro e non oltre il giorno 15 novembre 2011 (farà fede la data del timbro di spedizione postale).

[28-09-2011]

Dipartimento Politiche Antidroga - Insegnanti e test antidroga, la legge esiste e può essere applicata

In relazione alla possibilità di eseguire drug test accertamenti tossicologi negli insegnanti sospettati/percepiti di far uso di sostanze stupefacenti e che quindi possono avere condizioni di salute pericolose sia per se stessi che per terze persone, come nel caso dell'insegnante di Firenze che è stata trovata nei bagni della scuola in condizioni di salute precarie dopo aver assunto eroina, è chiaro che esiste la possibilità di far valutare le condizioni di salute del lavoratore, da parte del datore di lavoro ( in questo caso dirigente scolastico) già sulla legge esistente. Non è necessaria, come giustamente dichiarato dal sottosegretario Giovanardi, quindi una nuova normativa nel vero senso della parola ma si può applicare quella già in atto. Nei prossimi mesi sarà possibile inoltre utilizzare un ulteriore provvedimento (atto di intesa stato regioni attualmente in preparazione) dove tale categoria verrà inserita. Per quanto riguarda la normativa esistente nello specifico l' art. 41 comma 1 del D. L. 81/08 definisce la possibilità di analizzare i lavoratori compresi gli insegnati per l'assunzione di sostanze alcoliche, tramite il medico competente. Nel caso in cui vi sia l'impossibilità di eseguire accertamenti tossicologici delle sostanze stupefacenti (in base alla art. 5 Statuto dei lavoratori che ne potrebbe fare divieto) il datore di lavoro ha comunque la possibilità di attivarsi in quanto può rivolgersi alla struttura sanitaria pubblica (ASL) e richiedere gli accertamenti del caso anche per il problema dell'assunzione delle sostanze stupefacenti. Si aggiunge inoltre che l 'art 18 comma 1 lettera c del D.L. 81/08 nella distribuzione dei compiti al lavoratore il datore di lavoro deve tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza e e quindi in questo caso sarebbe possibile eseguire gli accertamenti tossicologici.

[23-09-2011]

DIPARTIMENTO POLTICHE ANTIDROGA “DICHIARAZIONI PANTALEO IRRESPONSABILI”


Sulle dichiarazioni della CGIL scuola rilasciate alla stampa che l’uso di cannabis negli insegnanti sia compatibile con lo svolgimento dell’ insegnamento interviene il DPA:

Il sottosegretario Giovanardi ha dichiarato: “Riteniamo che le dichiarazioni del Dott. Mimmo Pantaleo della Cgil Scuola, sono totalmente fuori luogo ed irresponsabili nel contesto della serietà e della integrità psichica e comportamentale che è richiesta ad un insegnate, che oltre a trasmettere semplici nozioni ai bambini ed ai ragazzi, trasmette anche e soprattutto modelli educativi, comportamenti e stili di vita sani e valori positivi. Non mi sembra proprio che drogarsi sia tra questi.
La totale e disinformata superficialità con cui si vuole ancora assolvere la cannabis e i suoi derivati, si scontra irrimediabilmente sia con le evidenze scientifiche che hanno dimostrato come questa sostanza ed i suoi derivati siano in grado di alterare le più nobili funzioni cognitive di una persona quali: l’attenzione, la memorizzazione, la gratificazione, il coordinamento, la capacità di controllo volontario dei comportamenti la stima del pericolo e la reattività oltre a questo esiste un chiaro orientamento generale ed internazionale derivante dalle indicazioni delle maggiori società scientifiche sia della tossicologia che delle neuroscienze, ad escludere dallo svolgimento di mansioni riconosciute pericolose per la salute di terzi (come in questo caso) persone che utilizzano cannabis oltre che le altre droghe.
Basti pensare alle drammatiche conseguenze già avvenute nel nostro paese di persone alla guida sotto l’effetto di cannabis che, non molto tempo fa hanno ucciso in un incidente stradale ben 7 persone e tanti altri casi analoghi che sono stati documentati in questi anni. È completamente fuorviante parlare ancora di droghe leggere. Un ulteriore perplessità viene dal fatto di come si possa accettare che una persona dedita al consumo di stupefacenti e quindi con un comportamento e uno stile di vita assolutamente a rischio sia per la propria salute mentale e fisica, possa trasmettere modelli e stili di vita sani a i nostri figli .
Se un insegnate ha anche un minimo problema di droga va sicuramente curato, ma nel frattempo allontanato dall’insegnamento attivo e posto a svolgere altre mansioni non a rischio, tutelando il suo posto di lavoro come prevede la legge, ma mettendo come priorità assoluta la salute e la tutela dei minori”.

[16-09-2011]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - LA DELEGAZIONE EGIZIANA IN VISITA IN ITALIA PER SVILUPPARE SERVIZI E CURE DELLA TOSSICODIPENDENZA


La Rete Mediterranea MedNET di cooperazione sulle droghe e sulle dipendenze ha l’obiettivo di promuovere la cooperazione, lo scambio e il trasferimento reciproco di conoscenze tra i Paesi del bacino del Mediterraneo e i Paesi europei membri del Gruppo Pompidou. L’Italia, grazie all’impegno del Sottosegretario Carlo Giovanardi, è stata negli ultimi anni un forte sostenitore di questa rete mediterranea, ed ha supportato una serie di attività, soprattutto formative, per contribuire allo sviluppo per servizi per la cura della tossicodipendenza.
In questo contesto, il prossimo 20 settembre, sarà ricevuta in Italia dal Sottosegretario Giovanardi, presso la sede di Palazzo Chigi, una delegazione egiziana per la quale il Governo italiano, rappresentato all’interno del gruppo Pompidou del Consiglio D’Europa, dalla dr.ssa Elisabetta Simeoni, Direttore Generale responsabile delle attività internazionali del Dipartimento Politiche Antidroga, ha organizzato una visita di studio sia all’interno del proprio Osservatorio Nazionale Italiano contro la droga e la tossicodipendenza, sia presso alcune amministrazioni centrali, sia in centri per il trattamento delle tossicodipendenze; un "tour" – ha sottolineato il Sottosegretario Giovanardi - mirato soprattutto alla conoscenza dei nostri servizi e dei nostri sistemi che possa aprire un momento di confronto per rispondere in modo più appropriato ai bisogni delle persone tossicodipendenti nella realtà egiziana. L’incontro vedrà anche la partecipazione dei rappresentanti delle amministrazioni centrali che presenteranno alla delegazione egiziana la loro attività nella sinergica opera di prevenzione, trattamento, monitoraggio e repressione del fenomeno della dipendenza-.
“L’iniziativa - come dichiarato dal capo dipartimento, Giovanni Serpelloni - si propone di approfondire e condividere idee, esperienze, strategie e progetti in materia di cura e riabilitazione dalla tossicodipendenza”.
A capo della delegazione Mohamad Mostafa Kamel Elhendawi, psichiatra e consulente del progetto MEdnet dal titolo "Colmare il divario: il concetto di esigenze in termini di centri di cura e trattamento in Egitto"; la Commissione è formata inoltre da: Aly Mohamed Aly Arayes, magistrato, consulente giuridico ed esperto in materia di droga e Amal Zakaria Ahmed Mohamed Aba-Alla, Direttore dell’Ospedale psichiatrico e Capo del Dipartimento delle Dipendenze di Port Said.
La delegazione, visiterà la Direzione Centrale dei Servizi Antidroga, alcuni centri di cura e riabilitazione come la comunità di San Patrignano, il dipartimento delle Dipendenze di Verona, dove concluderà il viaggio di studio.

[09-09-2011]

UNA NUOVA RETE NAZIONALE DI OSSERVATORI CONTRO LA DIFFUSIONE DELLE DROGHE. OSSERVATORIO EUROPEO, DPA, MINISTERO DELLA SALUTE E REGIONI UNITI NEL PROGETTO NIOD.


Si è conclusa con pieno successo questa mattina la seconda edizione della Reitox Academy, promossa dal Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri in collaborazione con l'Osservatorio Europeo sulle Droghe, il Ministero della Salute e le Regioni italiane, per la creazione di una rete nazionale di osservatori regionali sulle droghe, iniziativa voluta fortemente dal Senatore Carlo Giovanardi. Una tre giorni di incontri, dibattiti, sessioni di lavoro, alla quale hanno preso parte non solo i rappresentanti regionali, dei ministeri e due delegazioni provenienti da Polonia e Israele, al termine della quale sono emersi tre aspetti fondamentali sui quali le regioni, nell’ambito dei singoli osservatori e con il supporto attivo dell'’Osservatorio Nazionale del DPA, lavoreranno. In primo luogo, la standardizzazione della raccolta dei dati epidemiologici per giungere all’elaborazione di un sistema di raccolta ed elaborazione comune che faciliti il dialogo e il confronto. In secondo luogo, l’elaborazione di una check list che permetta il monitoraggio delle difficoltà incontrate dalle regioni nella raccolta e rappresentazione dei dati epidemiologici e nell’elaborazione e realizzazione di strategie, politiche e iniziative in materia di cura, trattamento e prevenzione delle tossicodipendenze. Infine, partendo dalla messa a confronto dei dati epidemiologici, l’individuazione di strumenti avanzati per identificare le strategie efficaci nella lotta alla diffusione delle droghe.
“E’ stato un incontro molto fruttuoso fruttuoso e ampiamente partecipato – sottolinea il Capo del DPA, Giovanni Serpelloni – al termine del quale ci siamo dati appuntamento, con i rappresentanti regionali, per la prima riunione del tavolo permanente di consultazione in seno al quale ci confronteremo non solo sugli argomenti suddetti ma anche, e soprattutto, sui temi che inseriremo nel programma della prossima edizione della Reitox Academy. Quello che teniamo a sottolineare è l’importanza dell’ampliamento costante della partecipazione da parte delle regioni e dei molti punti di condivisione che abbiamo potuto riscontrare in questi tre giorni. Si tratta di un fondamentale punto di partenza per incardinare nel modo giusto il lavoro degli osservatori regionali. L’auspicio è che la concretezza dei risultati e l’ampia base di collaborazione portino finalmente anche l'Italia ad avere una efficIente rete di osservatori regionali per poTer leggere e monitorare più tempestivamente l'evoluzione del fenomeno e i risultati degli interventi. Sono infine particolarmente soddisfatto per il ritrovato accordo ed intesa tecnica con la maggioranza delle regioni che si sono dimostrate fortemente collaborative e intenzionate a portare avanti una politica unitaria con il DPA contro la diffusione delle droghe nel nostro paese”.

[07-09-2011]

AL VIA LA REITOX ACADEMY PER LA CREAZIONE DI UN OSSERVATORIO NAZIONALE ED UNA RETE DI OSSERVATORI REGIONALI SULLE DROGHE


Si sono aperti questa mattina, e termineranno il 9 Settembre, presso la sala Polifunzionale di via Santa Maria in Via 37 in Roma, i lavori inerenti la Reitox Academy, per la creazione di un Osservatorio Nazionale ed una rete di osservatori regionali sulle droghe, iniziativa voluta fortemente dal Senatore Carlo Giovanardi.
L’incontro di oggi rientra nelle attività del progetto NIOD ((Network Italiano degli Osservatori per le Dipendenze), il cui obiettivo principale è l’attivazione e il supporto alla costituzione di una rete nazionale di osservatori regionali sull’uso di sostanze stupefacenti e psicotrope. Il progetto, affidato dal DPA alla ASL di Lanciano, Vasto e Chieti è realizzato in collaborazione con l’Osservatorio Europeo di Lisbona (EMCDDA), il Ministero della Salute, Regioni e Province Autonome.
Si tratta di un secondo incontro formativo, che prevede la partecipazione anche di una delegazione polacca e una israeliana e consentirà l’acquisizione di informazioni in merito allo stato di avanzamento della costituzione e attivazione degli Osservatori Regionali/Provinciali.
A questo incontro, parteciperà tra agli altri, uno dei maggiori esperti in materia, il dott. Alexis Goosdeel, capo dell’unità Reitox & Cooperazione Internazionale dell’Osservatorio di Lisbona. Inoltre, nel corso dell’Academy, saranno fornite indicazioni e strumenti operativi condivisi e standardizzati da applicare a livello nazionale e regionale per monitorare il grado di sviluppo degli Osservatori sia in termini di funzionamento tecnico e strategico, sia in termini di produzione di reportistica e comunicazione.
“ Stiamo proseguendo un cammino iniziato lo scorso Dicembre a Lisbona – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA- dove sono state concordate alcune indicazioni strategiche per rafforzare anche in Italia, al pari delle altre realtà europee, una rete coordinata di strutture che, finalmente, possa uscire dalla frammentazione degli interventi e delle modalità di azione che purtroppo ancora oggi esistono nel nostro Paese.”

[06-09-2011]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA - BENE GRUPPO TOSSICOLOGI FORENSI SU PERICOLOSITA’ CANNABIS

Il Dipartimento Politiche Antidroga, in riferimento alle esternazioni di Vasco Rossi sulla presunta innocuità della cannabis, concorda con le dichiarazioni rilasciate alla stampa dalla Professoressa Bertol, Presidente dell’Associazione Scientifica GTFI (Gruppo Tossicologi Forensi Italiani). La Bertol è intervenuta in maniera decisa e chiara, confermando invece la pericolosità di questa droga i cui effetti sono stati per troppo tempo sottovalutati.
“Non possiamo che condividere la posizione dei tossicologi forensi - ha dichiarato Giovanni Serpelloni Capo del DPA - tra l'altro, i risultati degli studi portati avanti da questo Dipartimento effettuati sui giovani consumatori di cannabis - hanno messo in evidenza con risonanze magnetiche come il consumo di cannabis distrugga i neuroni e riduca lo spessore della corteccia cerebrale. Si assiste cioè ad una riduzione dello spessore corticale della sostanza grigia che diventa più sottile soprattutto nei lobi prefrontali. E un cervello malato, sotto l'influenza della cannabis, non ci stancheremo mai di ricordare, non funziona a dovere ma altera la propria rapidità di analisi e di decisione, di attenzione e di coordinamento”. E’ possibile consultare il comunicato integrale del Presidente del Gruppo Tossicologi Forensi Italiani, sul sito www.politcheantidroga.it

[05-09-2011]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA IL CORTO “LA VITA E’ ” SBARCA AL MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA

Presentato questa mattina, nell’ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, presso la sala Pasinetti del Palazzo del Cinema, il corto, nato da un' idea del senatore Carlo Giovanardi: " La vita è". Sono intervenuti, tra gli altri, Don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus, e, in qualità di testimonial, l’attore Giuseppe Fiorello e il cantante Nek che ha prestato gratuitamente una delle sue più belle canzoni, "E da qui", per accompagnare le immagini del video. “Sin dall’inizio - ha dichiarato il Senatore Carlo Giovanardi - abbiamo creduto fortemente in questa iniziativa e, con un video della durata di soli 3 minuti, abbiamo voluto ribaltare e, nel contempo cancellare, l’immagine della droga come scorciatoia per il piacere e la felicità, affermando che essa è distruttiva e porta ad un peggioramento della qualità della vita, della stima di se stessi e della considerazione da parte degli altri. Crediamo inoltre che la presentazione del filmato alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia rappresenti il giusto riconoscimento per un prodotto che racchiude in sé un forte valore sociale. Durante questi mesi - ha concluso Giovanardi - abbiamo monitorato l’andamento della campagna ed i risultati hanno confermato che lo spot ha funzionato soprattutto tra i giovani, grazie all’incisività delle immagini e al contenuto del messaggio che è stato chiaro e inequivocabile”.

[02-09-2011]

Dipartimento Politiche Antidroga - Il corto “La vita è” alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Sarà presentato lunedì prossimo 5 settembre alle ore 12.45, presso la sala Pasinetti del Palazzo del Cinema, nell’ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il corto “La vita è” dal quale è stato poi tratto lo spot utilizzato per la campagna informativa antidroga “Non ti fare, fatti la tua vita". Si tratta di un cortometraggio, nato da un' idea del senatore Carlo Giovanardi, per la regia di Monica Ricci, realizzato dalla Spark Entertainment, dotato di effetti speciali tridimensionali, girato tra L’Aquila e Campo Imperatore con giovani attori emergenti. Alla conferenza stampa di presentazione interverranno, tra gli altri, don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus, e, in qualità di testimonial, l’attore Giuseppe Fiorello e il cantante Nek che ha prestato gratuitamente una delle sue più belle canzoni, "E da qui", per accompagnare le immagini del video.

[26-08-2011]

Dipartimento Politiche Antidroga "Non ti fare, fatti la tua vita" al Festival del Cinema di Venezia

Sarà presentato il prossimo 5 settembre alle ore 12.45 nella sala Pasinetti del Palazzo del Cinema, nella sezione corti del festival del Cinema di Venezia, il video integrale della durata di tre minuti della campagna antidroga " Non ti fare, fatti la tua vita", nato da un' idea del senatore Carlo Giovanardi. Interverranno, tra gli altri, tre testimonial d'eccezione come: l'attore Bebbe Fiorello, Don Mazzi fondatore della comunità Exodus e il cantante Nek che, con una delle sue più belle canzoni "E da qui" prestata gratuitamente, accompagna le immagini dello spot antidroga.

[09-08-2011]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA LE PERICOLOSE ABITUDINI NON SALVANO LA VITA

Giovanni Serpelloni, Capo del Dipartimento Politiche Antidroga, interviene su intervista di Vasco Rossi rilasciata ieri sera al TG1. La profonda sofferenza e la grave difficoltà che fortemente trasparivano dallo sguardo e dai confusi ragionamenti di Vasco Rossi durante l'intervista trasmessa al TG 1, non possono che provocare dispiacere per la grande sofferenza umana che traspare. La depressione (e non il mal di vita come romanticamente si vuole far credere) e la confusione di sentimenti, idee e dichiarazioni slogan che ha invaso lo schermo per qualche minuto, ha fatto capire molto chiaramente a tutti noi come le cosi dette "pericolose abitudini" possano portare a conseguenze tristemente evidenti agli occhi di tutti. Abitudini che portano spesso a farci perdere affetti e persone care che vorremmo tutti sane e piene di vita creativa. “Siamo i soliti, i difficili, fatti così, abbiamo frequentato delle pericolose abitudini ma siamo ritornati sani e salvi senza complicazioni, siamo ancora qua”. Quanta non verità dentro queste parole e dove sono i "sani e salvi"? A confermarcelo è proprio Vasco Rossi in persona con quella intervista che non lascia dubbi su quanto siano devastanti le "pericolose abitudini". A rendere ancora più triste la cosa è che manca totalmente anche la consapevolezza del problema che, seppur evidente, viene esaltato a comportamento virtuoso quasi salutare. Inoltre, se vista con gli occhi di un medico, questa cosa ci fa ancora di più preoccupare e lascia ancora meno dubbi su che cosa sarebbe meglio fare più che ammiccare ai suoi comportamenti. Molti artisti sono stati vittime del proprio personaggio, intrappolati in un ruolo di trasgressori cronici, di consumatori di ogni tipo di sostanze, spesso incentivato dal pubblico e dai loro produttori a mantenere questa immagine, che hanno pagato con la loro profonda sofferenza e spesso con la vita le proprie scelte chimiche e le loro tragedie umane. Queste persone più che della nostra esaltazione per i loro rimarcati difetti e scelte di vita sbagliate hanno bisogno della nostra vera e umana compassione, di cure specialistiche e volte di protezione anche da loro stessi. In altre parole di tutto quello che è necessario dare ad un malato di depressione e di dipendenza da sostanze, se vi fosse, in un contesto privato e non di gossip. Ma quello che ci preoccupa di più è che una TV di stato permetta di trasmettere una intervista di questo tipo, chiaramente patologica, addirittura al TG1. Quale messaggio abbiamo trasmesso ai ragazzini di 14- 15 anni relativamente alle scelta di vita da prendere e all'uso di droga? Tutti i nostri figli comportandosi come lui torneranno "sani e salvi" , diventeranno famosi e ammirati come lui? Non credo proprio che la TV di stato in questo frangente abbia reso un servizio pubblico. Sicuramente però avrà contribuito ad aumentare le vendite discografiche e spero solo quelle.

[05-08-2011]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA. LA REGIONE CALABRIA RECEPISCE IL PIANO NAZIONALE ANTIDROGA

Il Dipartimento Politiche Antidroga esprime soddisfazione per la presa in atto ed il recepimento del Piano Nazionale Antidroga 2010-2013 da parte della Regione Calabria. La Giunta regionale ha ritenuto al fine di concretizzare al meglio una risposta ai bisogni emergenti individuati sul territorio regionale e, nel contempo coordinarli con le azioni nazionali ed europee di prendere atto e recepire il Piano Nazionale Antidroga. In questo modo si consolida il rapporto con il DPA finalizzato allo scambio di buone prassi nelle politiche di contrasto alle dipendenze patologiche. “Siamo molto soddisfatti – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA - il Piano di Azione Nazionale Antidroga è un insieme di soluzioni e indicazioni strategiche che compongono un approccio bilanciato, equilibrato tra azioni di prevenzione, cura e contrasto. Un insieme molto articolato, che la Regione Calabria, così come le altre regioni, potranno declinare secondo la loro autonomia decisionale, ma sempre tenendo conto che l'azione sarà tanto più efficace a livello nazionale quanto più sapremo coordinare e cooperare in un unico sforzo contro l'uso di tutte le droghe”.

[27-07-2011]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA: MESSA AL BANDO DEI COFFE SHOP, SVOLTA EPOCALE DELL’OLANDA

Il Dipartimento Politiche Antidroga plaude alla decisone del Consiglio di Stato olandese che, con una sua sentenza, ha posto le premesse per la messa al bando dei coffe shop. “Questa sentenza – ha dichiarato il senatore Carlo Giovanardi - è la testimonianza che è fallita la politica antiproibizionista e con lei tutto un sistema che per anni si è messo sul piedistallo puntando il dito verso chi ha sempre lottato contro il flagello delle droga. Il Consiglio di Stato olandese si è chiesto, infatti, perché se si ritiene la cannabis pericolosa per la salute e per la sicurezza dei cittadini stranieri, autorizzando per loro il divieto di accesso ai coffee shop, questo non debba valere anche per i cittadini olandesi”. “Si tratta di una svolta epocale - ha spiegato Giovanni Serpelloni, Capo del Dipartimento Politiche Antidroga - La volontà di arrivare alla chiusura dei coffe shop testimonia che anche l’Olanda si arrende alle evidenze scientifiche e ai danni cerebrali che tale sostanza è in grado di provocare e che sempre più vengono evidenziati dalle ricerche avanzate nel campo delle neuroscienze. Ricordiamo inoltre che è scientificamente dimostrato che la politica permissiva e tollerante verso l’uso favorisce l'aumento del consumo soprattutto tra i giovani”.

[26-07-2011]

DIPARTIMENTO POLITICA ANTIDROGA Conoscere, Condividere, Costruire: nasce L’italian Scientific Community on addiction

Conoscere, Condividere, Costruire: Una Community Scientifica per il futuro. Questo, il titolo dell’evento presentato questa mattina, presso la sala Polifunzionale di Palazzo Chigi e che terminerà alle ore 13:00. L’evento, promosso dal Dipar­timento per le Politiche Antidroga, in collaborazione con l’UNICRI e il Ministero della Salute, mira a riunire in un contesto altamente istituzionale tutti i professionisti che a vario titolo operano nel settore delle dipendenze per individuare e condividere nuove strategie, nuovi modelli d’intervento e nuove linee di ricerca. La nuova Scientific Community nasce dal DPA con il patrocinio di tutte le più importanti Federazioni ed Ordini Professionali nell’ambito sanitario. Interverranno, tra gli altri, il Direttore National Institute on Drug Abuse (NIDA), Nora Volkow, Kevin Sabet consigliere della Casa Bianca dell’ufficio antidroga statunitense. Modera il simposio Luciano Onder, giornalista scientifico di Rai 2. Si tratta di una iniziativa unica nel suo genere che, coinvolge un partner come l’Unicri che colloca il progetto della Community in una struttura intergovernativa come l’ONU e permetterà di conservarne l’indipendenza e la dimensione “super partes”, assicurandone il necessario rigore scientifico e metodologico. La Community è patrocinata, tra gli altri, dalla prestigiosa Società Italiana di Neuroscienze. La Community propone diversi strumenti e ambiti di intervento quali: l’Italian Journal of Addiction, la National School on Addiction, una newletter mensile e aggiornata con i più importanti studi internazionali sulle dipendenze e gli international groups nei quali si collocano gli accordi di collaborazioni scientifiche internazionali come quello siglata nei giorni scorsi con il NIDA e quello delle scorse settimane tra il Governo Italiano e quello Americano. Il capo del DPA, Giovanni Serpelloni, ha dichiarato: “L’obiettivo principale della Community è quello di promuovere una nuova visione e un nuovo orientamento alle dipendenze, partendo dalle evidenze scientifiche nell’ambito delle neuroscienze, con un approccio multidisciplinare che tenga conto sia degli aspetti neurobiolo­gici sia di quelli medici, psicologici, educativi sociali nonché economici che l’uso di sostanze stupefacenti comporta. Il futuro non può che trovare sviluppo attraverso la valorizzazione dell’esperienza dei nostri operatori, la ricerca più avanzata e un approccio multidisciplinare al problema”. Il progetto – ha dichiarato il Senatore Carlo Giovanardi - attraverso una serie di strumenti multidisciplinari può fare formazione e dare informazione scientifica nel campo della droga. La Community scientifica nazionale è formata da vari professionisti del settore delle dipendenze. È ed in questo ambito che saranno istituiti programmi di formazione presso la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione per gli operatori del settore”. La Italian Scientific Community on Addiction, proprio attraverso il suo approccio multidisciplinare, l’apertura ai contributi na­zionali e stranieri, la messa in rete delle conoscenze, delle esperienze e delle “best practices” mira, in ultima analisi, a raggiungere l’obiettivo di un modello che riesca a far conoscere e a trasportare i risultati delle ricerche nel campo dell’assistenza e della riabilitazione, con un approccio integrato dei vari servizi comuni e che nello stesso tempo tenga conto delle diversità dei contesti in cui tali professionisti del settore opera­no quotidianamente e le loro differenti esigenze per poter rispondere ai bisogni dei pazienti.

[26-07-2011]

IL DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA PRESENTA L’ ITALIAN JOURNAL ON ADDICTION

Presentato questa mattina, presso la Sala Polifunzionale di Palazzo Ghigi, l’Italian Journal on Addiction, pubblicato in collaborazione con l’Istituto delle Nazioni Uni­te per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia (UNICRI) e con il Ministero della Salute, L’IJA è dedicato a tutti gli operatori del settore delle dipendenze e si concentra sulle dipenden­ze e sulle patologie ad esse correlate, sui meccanismi neu­ropsicobiologici ma anche sugli aspetti psicoeducativi ed epidemiologici, senza tuttavia tralasciare altre dipendenze collegabili all’uso di sostanze stupefacenti. Prerogativa del Journal è quella di esaminare il fenomeno da un punto di vista scientifico e multidisciplinare. La pubblicazione, è uno strumento di informazione scientifica ed è completamente gratuita. Tutti gli utenti avranno la possibilità di essere autori di articoli che potranno essere inviati per valutare poi la possibilità di essere pubblicati sull’IJA sotto forma di contributi originali, editoriali, studi cli­nici, rassegne critiche dalla letteratura scientifica. La novità del giornale è che sulle sue pagine troveranno spazio sia autori italiani ma anche stranieri, proprio per incentivare lo scambio culturale tecnico-scientifico transnazionale. L’IJA – ha dichiarato il Senatore Giovanardi - nasce anche con l’obiettivo di dare giusto spa­zio e adeguato risalto agli studi realizzati in Italia oltre che di fornire alla comunità internazionale un nuovo strumento, accreditato a livello istituzionale e di sicuro rigore scienti­fico, per far conoscere la realtà italiana”. Abbiamo deciso – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del DPA – di creare una rivista bilingue in ita­liano e in inglese per dare la possibilità, anche a chi non ha la completa padronanza della lingua straniera, di accedere alle informa­zioni scientifiche di autori stranieri e di far co­noscere i propri lavori e le proprie ricerche all’estero. Spero che i professionisti italiani e le regioni sappiano cogliere questa opportunità che, il DPA in collaborazione con il Ministero della Salute, l’Unicri, la Società Italiana di Neuroscienze, ha costruito.”. Per l’invio dei propri con­tributi originali, è stato costruito un percorso facilitato disponibile sul sito che agevoli la presenta­zione degli articoli mediante chiare regole editoriali e pro­cessi di selezione, con valutatori qualificati, e in completo ano­nimato. L’Italian Journal on Addiction (IJA) è un bimestrale speciali­stico online, consultabile all’indirizzo: www.italianjournalonaddiction.it

[26-07-2011]

IL DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA LANCIA LA “NATIONAL SCHOOL ON ADDICTION” PER L’ALTA FORMAZIONE NEL CAMPO DELLE TOSSICODIPENDENZE

La “National School on Addiction. Programma di formazione sulle dipendenze” costituisce uno dei cinque all’interno del progetto “Italian Scientific Community on Addiction”, promosso dal Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri in collaborazione con l’Unicri (Istituto delle Nazione Unite per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia) e il Ministero della Salute. Il programma di formazione nasce in collaborazione con la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione con lo scopo di fornire ai professionisti del settore delle tossicodipendenze un programma di formazione e aggiornamento, accreditato a livello istituzionale, nell’ambito del quale acquisire conoscenze multidisciplinari sugli aspetti scientifici e tecnici legati al funzionamento del sistema nazionale e dei sistemi regionali di prevenzione, cura e riabilitazione. L’attività di contrasto del traffico internazionale e dello spaccio, portate avanti dalle Forze dell’ordine, insieme agli aspetti normativi e alle politiche internazionali completano l’offerta formativa. Gestita dalla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, nell’ambito di uno specifico programma didattico, la National School del DPA è realizzata in collaborazione, oltre che con l’Unicri e il Ministero della Salute, con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il Ministero dell’Interno, il National Institute in Drug Abuse (NIDA) e lo United Nations Office on Drugs and Crime (UNODC). Aperto a un numero massimo di 80/100 allievi, il programma didattico ha la durata di un anno, si articola in undici incontri presso la sede della scuola ai quali si aggiungeranno lezioni via web, realizzate con il supporto delle tecnologie di e-learning. Oltre agli insegnanti, scelti tra i professionisti dei Ministeri e degli Enti Istituzionali, sarà a disposizione degli allievi anche un’equipe di tutor che opereranno in qualità di agevolatori del dialogo e dello scambio di informazioni e richieste tra i discenti e i docenti. “L’obiettivo col quale nasce la Scuola – spiega il Senatore Carlo Giovanardi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Politiche Antidroga - è quello di formare e specializzare una nuova generazione di professionisti impegnati sul campo, dando vita ad un progetto di riconversione e aggiornamento tecnico-culturale che dovrebbe dare una spinta innovativa in tutto il sistema delle dipendenze italiano”. “L’esigenza di offrire nuovi percorsi formativi in grado di rendere disponibili le più avanzate conoscenze scientifiche acquisite nei vari settori, oltre che le conoscenze di base sulla normativa vigente e sull’operato delle Forze dell’Ordine – aggiunge il Capo del Dipartimento per le Politiche Antidroga, Giovanni Serpelloni - nasce anche dalla volontà di uniformare e di ri-orientare, a livello nazionale, le strategie generali di azione, i protocolli e le procedure, sia in ambito di prevenzione, cura e riabilitazione che di contrasto”.

[26-07-2011]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA: AL VIA I GRUPPI DI COLLABORAZIONE INTERNAZIONALE

I Gruppi di Collaborazione Internazionale nascono con l’obiettivo di creare un network di collaborazioni e scambi di esperienze e culture professionali, su specifiche tematiche, tra gruppi d’interesse nazionali e strutture di ricerca e gruppi attivi ed accreditati a livello europeo e internazionale. Anche i Gruppi di Collaborazione Internazionale sono inseriti nel progetto dell’”Italian Scientific Community on Addiction”, promossa e realizzata dal Dipartimento per le Politiche Antidroga in collaborazione con l’UNICRI (Istituto delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia) e il Ministero della Salute. I Gruppi promuovono rapporti e collaborazioni internazionali sia con gli Stati dell’area Europea e Mediterranea che con grandi Paesi come gli Stati Uniti, la Federazione Russa, la Repubblica Popolare Cinese. “Proprio gli Stati Uniti – dichiara il Senatore Carlo Giovanardi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle Politiche Antidroga – sono il primo paese con il quale il Dipartimento Politiche Antidroga ha già sottoscritto due importanti accordi di collaborazione. Il primo, siglato lo scorso 11 luglio con i delegati governativi del Dipartimento Antidroga americano, ha posto le basi per rafforzare ed implementare la collaborazione bilaterale in materia di prevenzione, ricerca nel campo delle neuroscienze e riabilitazione delle persone dipendenti da droghe nonché delle politiche/strategie generali di azione. “Il secondo accordo è stato firmato proprio ieri – spiega il capo del DPA, Giovanni Serpelloni – con il direttore del National Institute on Drug Abuse Nora Volkow e alla presenza di Kevin Sabet, Senior Executive del Dipartimento Antidroga statunitense, e dà il via a una collaborazione scientifica di altissimo livello, tra DPA e NIDA, in materia di ricerca sulle droghe e le tossicodipendenze”.

[26-07-2011]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA: INFORMAZIONE SCIENTIFICA SULLE DROGHE ATTRAVERSO IL WEB

L’attenzione del Dipartimento per le Politiche Antidroga all’informazione scientifica, capillare, “evidence based”, rivolta a tutte le fasce sociali e categorie professionali, è sempre alta e l’obiettivo primario è quello di permettere a ciascuno di ottenere le informazioni sui danni delle droghe, in modo semplice e con la garanzia dell’aggiornamento e dell’attendibilità delle notizie. Con questo spirito è stato lanciato on-line questa mattina, l’ultimo sito promosso e realizzato dal DPA, www.italianjournalonaddiction.it, un bimestrale telematico di alto livello scientifico, istituzionalmente accreditato, che si rivolge a tutti i professionisti del settore con articoli dedicati alle dipendenze e ai fenomeni ad esse correlate, ai meccanismi neuropsicobiologici e agli aspetti psicoeducativi ed epidemiologici. Non solo lettori, i professionisti potranno anche partecipare alla realizzazione dei numeri del Journal inviando i propri articoli. La consultazione del periodico è gratuita. Va cosi ad arricchirsi l'Anti-Drugs Web Network del DPA, già particolarmente articolato in veri portali monotematici e consultato da moltissimi utenti. Immediatezza della comunicazione, garanzia delle fonti, costante aggiornamento delle notizie scientifiche, sono le caratteristiche fondanti del portale www.droganews.it. Nato nel 2009, il sito si rivolge a tutti gli operatori del pubblico e privato sociale, alle amministrazioni pubbliche centrali e locali, ai dipartimenti delle dipendenze, alle comunità terapeutiche, alle associazioni di volontariato, alle società scientifiche, alle università e istituti di ricerca, alle Forze dell’Ordine. Neuroscienze, farmacologia, trattamento clinico, tecniche analitiche, epidemiologia, aspetti psico-socio-educativi, prevenzione, oltre che gli aspetti normativi e socio-economici. I differenti punti di vista dai quali vengono trattati i temi della droga e delle tossicodipendenze, dalle neuroscienze alla farmacologia, dal trattamento clinico alla prevenzione all’epidemiologia, danno al portale un carattere di multidisciplinarietà. Il sito istituzionale del DPA, www.politicheantidroga.it è lo spazio aperto a tutti gli utenti del web, esperti del settore e non, che siano alla ricerca di informazioni a proposito delle politiche in materia di prevenzione, cura e contrasto delle droghe e delle tossicodipendenze attuate da questo governo. Navigando nel sito, è possibile leggere e scaricare notizie e documenti (come la Relazione annuale al Parlamento e il Piano d’Azione Nazionale), approfondire ogni singolo progetto attivato dal DPA, avere informazioni relativamente alle sostanze stupefacenti e alle normative in vigore. Su www.dronet.org, portale istituzionale composto da un insieme di portali Regionali autonomi e standardizzati, sulle dipendenze, che contiene informazioni utili per gli operatori del settore, gli educatori (genitori, insegnanti, ecc) relativamente alle sostanze stupefacenti, ai servizi utili, ai congressi e ai convegni dedicati alla materia. Il portale raccoglie anche informazioni scientifiche, una selezione di link ad altri siti di settore, informazioni sulle varie e diversificate politiche e realtà Regionali e Provinciali Autonome, caratterizzandosi così come luogo di scambio e di arricchimento culturale e tecnico scientifico oltre che come strumento di trasparenza e coordinamento operativo per tutte le organizzazioni accreditate ed istituzionali del settore. Dal portale è inoltre possibile accedere ai link cannabis.dronet.org, cocaina, dronet.org, alcol.dronet.org: spazi dedicati specificatamente alle singole sostanze, nei quali è possibile approfondire ogni aspetto, sanitario, normativo, di prevenzione di queste droghe. In ambito di informazione scientifica, di particolare importanza è il sito www.allertadroga.it, dedicato al National Early Warning System (Sistema Nazionale di Allerta Precoce e Risposta Rapida alle Droghe) finalizzato ad individuare precocemente i fenomeni potenzialmente pericolosi per la salute pubblica, correlati alla comparsa di nuove droghe e di nuove modalità di consumo, e ad attivare segnalazioni di allerta che tempestivamente coinvolgano le strutture deputate alla tutela e alla promozione della salute e responsabili dell’eventuale attivazione di adeguate misure in risposta alle emergenze segnalate. Sul piano della prevenzione, l’offerta informativa del DPA prosegue con il sito dedicato al protocollo “Drugs on Street per gli accertamenti su strada per la prevenzione degli incidenti stradali” alcol e droga correlati, www.drugsonstreet.it. Oltre alla descrizione del Protocollo, adottato a livello nazionale, e all’approfondimento sulla normativa nazionale alla quale esso fa riferimento, sul portale è possibile analizzare i dati relativi ai campione di popolazione analizzati nel corso dei test su strada effettuati nell’ambito del protocollo. Genitori, insegnanti e ragazzi sono il target a cui si rivolge il portale www.drugfreedu.org sul quale è possibile trovare informazioni relative alle sostanze stupefacenti e ai danni che il loro uso arreca alla salute, consigli su cosa fare in caso di emergenza, indicazioni per genitori e insegnanti su come individuare precocemente l’uso di sostanze da parte dei ragazzi. E’ inoltre possibile scaricare e visualizzare i video delle campagne istituzionali e organizzare videoconferenze con esperti del settore. Grafica accattivante e colorate, linguaggio semplice e risposte a tutte le domande più frequenti che i ragazzi pongono in materia di droghe sono le caratteristiche del portale www.droganograzie.it. Non solo educazione e informazione, ma anche creatività e arte possono essere un mezzo per tenere i ragazzi lontani dalle droghe, facendo scoprire loro che l’appagamento e le soddisfazioni che si possono ottenere attraverso l’arte e l’espressione creativa sono più appaganti e durature di quelle date dalle sostanze stupefacenti. Sono questi i principi che ispirano il Dream On Show, spettacolo annuale che conclude i workshop aperti ai ragazzi, e sul quale è possibile avere informazioni al sito www.dreamonshow.it. www.neuroscienzedipendenze.it è infine il portale dedicato alla ricerca nel campo delle dipendenze realizzata utilizzando le neuroscienze, disciplina che dà l’opportunità di comprendere sempre meglio i meccanismi che sostengono le dipendenze attraverso lo studio e l’interpretazione delle funzionalità delle aree e delle strutture cerebrali coinvolte in questi fenomeni potremo trovare la giusta dimensione diagnostica e terapeutica di queste malattie.

[25-07-2011]

ITALIA E STATI UNITI SIGLANO ACCORDO DI COLLABORAZIONE PER LA RICERCA SCIENTIFICA SULLA TOSSICODIPENDENZA

E’ stato siglato questa mattina il secondo, importante, accordo internazionale di collaborazione scientifica tra l’Italia e gli Stati Uniti. Al tavolo internazionale presenti: il direttore del National Institute on Drug Abuse (NIDA), Nora Volkow; il Senatore Carlo Giovanardi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle Politiche Antidroga; il capo del Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giovanni Serpelloni. Si tratta di un momento molto importante per il nostro Paese perché, attraverso questa intesa, si rendono operativi gli accordi intergovernativi presi le settimane scorse a Washington, dando l’avvio alla collaborazione con uno dei più importanti istituti di ricerca del governo americano: il NIDA. L’accordo favorirà lo svolgimento di ricerche reciprocamente vantaggiose per migliorare la diagnosi, il trattamento dell'uso di droga e la dipendenza, sviluppando delle aree di particolare interesse che comprendono: la ricerca, la diagnosi precoce, lo screening, il trattamento e gli interventi brevi per disturbi da dipendenza soprattutto tra adolescenti e giovani adulti. “Abbiamo ritenuto utile e opportuno – ha dichiarato il Senatore Carlo Giovanardi – continuare nell’attivazione di queste collaborazioni internazionali di ricerca scientifica per sostenere non solo la ricerca, ma per costruire network di risorse e competenze tecniche da mettere al servizio della lotta alla droga . Inoltre, il governo italiano riconosce la tossicodipendenza come una malattia ma prevenibile, curabile e guaribile, che diventa spesso cronica ed è soggetta a ricaduta. Proprio grazie a questo approccio, in Italia, i tossicodipendenti e le loro famiglie possono trovare assistenza sanitaria gratuita presso strutture pubbliche, oltre che presso un alto numero di comunità terapeutiche”. “Con questo accordo – ha aggiunto Giovanni Serpelloni, capo del DPA - si ribadisce ancora una volta l’importanza della ricerca scientifica nell’ambito delle neuroscienze. Ma, soprattutto,è fondamentale in questo campo incentivare il contatto e la condivisione di collaborazioni tra ricercatori, clinici professionisti della riabilitazione ed educatori, al fine di rendere sempre più efficaci gli interventi terapeutici ed orientare le ricerche verso aree di utilità pratica. A questo fine, risultano di fondamentale importanza anche lo sviluppo e l’attivazione di trials clinici e nuovi processi educativi che possano essere di aiuto ai trattamenti integrati della tossicodipendenza”. “E’ importante – spiega Nora Volkow, Direttore del NIDA – individuare precocemente il problema e offrire terapie precoci alle persone tossicodipendenti sia per la dipendenza che per l’infezione da HIV. Penso che – conclude - la collaborazione tra NIDA e DPA porterà grandi vantaggi a tutta la comunità scientifica e a tutti i pazienti”.

[21-07-2011]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA ON LINE LA RELAZIONE AL PARLAMENTO

Si comunica che è on line la versione completa della relazione al Parlamento sul sito www.politicheantidroga.it. La relazione è stata divisa in 25 file per agevolare la lettura e l’acquisizione degli stessi. Considerata la grande mole di dati e la documentazione contenuta ogni eventuale chiarimento relativamente ai dati e alla modalità di raccolta degli stessi, potrà essere richiesto all’Osservatorio epidemiologico del DPA.

[18-07-2011]

DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA. ANCHE L’AMERICA DICHIARA GUERRA ALLE SMART DRUGS

E’ di queste ore la notizia che anche negli Stati Uniti le droghe sintetiche vendute come sali da bagno, si stanno diffondendo ad un ritmo velocissimo, soprattutto tra i più giovani. L’allarme è stato lanciato proprio per arginare il diffondersi di queste pericolose sostanze, tanto è vero che diversi stati americani si stanno attivando per metterle al bando. Per quanto riguarda l’Italia, già da molti mesi, il Sistema Nazionale di Allerta del Dipartimento Politiche Antidroga, la cui delega è affidata al Senatore Carlo Giovanardi, ha identificato e censito una serie di nuovi cannabinoidi sintetici, vendute proprio come incensi, sali da bagno e profumatori per ambiente , che in collaborazione con il Ministero della Salute, sono state rese illegali ed inserite nella tabella delle sostanze stupefacenti . Oltre ai già inseriti JWH 018 e JWH 073, sono stati inseriti JWH 250 e JWH 122 e tutte le altre molecole sintetiche con strutture analoghe a questi ultimi cannabinoidi sintetici. Questo permetterà di estendere a qualsiasi altra sostanza strutturalmente analoga la possibilità di sequestro e denuncia per violazione del DPR 309/ 90 (legge sugli stupefacenti). Il DPA, ha inoltre attivato un progetto ad hoc con il Comando per la Tutela della salute (NAS), in collaborazione con il Ministero della Salute, lo Smart Stop, per il controllo della vendita di prodotti che potrebbero contenere sostanze pericolose per la salute umana e vendute negli smart shop. A questo proposito ricordiamo che, il DPA nell’ultimo anno ha reso possibile in collaborazione con le Forze dell’Ordine la chiusura di Smart shop in ben 26 città italiane e la chiusura anche di un grossista nel nord italia, che commercializzava prodotti contenenti droghe sintetiche. “Proprio la velocizzazione delle procedure di inserimento delle nuove droghe - ha dichiarato Giovanni Serpelloni, Capo del DPA - che compaiono sul mercato è stata possibile grazie alla collaborazione tra il Ministero della Salute e il DPA, che consentirà quindi di dare risposte tempestive ed efficaci anche contro il commercio di queste sostanze”.