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APPROFONDIMENTI PER OPERATORI
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Che cosa è l’ecstasy?
Quanto è usato l’MDMA negli Stati Uniti?
Quali sono le aree del cervello sensibili all’ecstasy?
Quali sono gli effetti a breve e a lungo termine sul cervello, a causa dell’utilizzo dell’ecstasy?
L’utilizzo di ecstasy può danneggiare il sistema nervoso centrale e la memoria?
Quali sono le complicazioni mediche che possono derivare dall’uso di ecstasy?
Quali sono le conseguenze dell’uso di ecstasy in una donna in gravidanza?
Glossario
Bibliografia
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Che cosa è l’ecstasy? 
L’ecstasy è una sostanza psicoattiva sintetica che contiene le proprietà sia delle droghe stimolanti (come amfetamina) che degli allucinogeni (come LSD). È conosciuta anche come MDMA e questo termine include “ecstasy, Adam, XTC, hug, beans, love drug ”. La sua struttura chimica (3-4 methylenedioxymethamphetamine, "MDMA") è simile alle metamfetamine, methylenedioxyamphetamine (MDA) e mescalina - le altre droghe sintetiche conosciute per i danni che provocano al cervello.
L’MDMA è tossica a livello neuronale. In dosi alte può provocare un acuto aumento della temperatura del corpo (ipertermia maligna) che causa danni nella muscolatura e ai reni e problemi al sistema cardiovascolare.
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Quanto è usato l’MDMA negli Stati Uniti? 
Da uno studio del 1996 del NIDA “Monitoring the Future”, emerge come negli ultimi anni l’ecstasy sia sempre più utilizzata fra gli studenti universitari ed i giovani adulti e in America anche dagli alunni delle classi superiori. Lo studio ha riportato che quasi il 5% degli studenti della decima e dodicesima classe e approssimativamente il 2% di quelli dell’ottava hanno ammesso di aver usato MDMA nell’anno precedente.
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Quali sono le aree del cervello sensibili all’ecstasy? 
L'ecstasy provoca delle modificazioni sul pensiero, sull’umore e sulla memoria. Può provocare anche ansia e può alterare le percezioni (con effetti simili alle sostanze allucinogene). L'effetto più desiderabile dell'ecstasy è la sua disposizione a far provare sentimenti di calore ed empatia.
Ci sono molte parti del cervello che possono essere colpite in maniera importante dall'ecstasy. Le aree del sistema nervoso centrale più sensibili a questa sostanza sono le aree neocorticali deputate alla memoria e alla percezione e le strutture sottocorticali che fanno parte del sistema limbico e di altri sistemi deputati alla modulazione degli stati emotivi dell’umore e di altre funzioni collegate all’adattamento.
I meccanismi di molti degli effetti, per esempio il maggior sviluppo di sensazioni empatiche, non sono tutt’ora chiaramente compresi.
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Quali sono gli effetti a breve e a lungo termine sul cervello, a causa dell’utilizzo dell’ecstasy? 
L’ ecstasy, o MDMA, causa danni spesso a lungo termine ad aree del cervello che sono importanti per il pensiero e la memoria. In un recente esperimento con cavie da laboratorio, i ricercatori della John Hopkins University hanno dimostrato che quattro giorni di esposizione a questa sostanza provocano danni che persistono per anni. Queste scoperte convalidano ricerche precedenti dell’università di Hopkins fatte su individui umani. Questi studi infatti dimostravano che persone che avevano fatto uso di ecstasy presentavano significativi deficit di memoria.
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L’utilizzo di ecstasy può danneggiare il sistema nervoso centrale e la memoria? 
Diversi studi condotti dal NIDA hanno dimostrato che un uso cronico di MDMA danneggia in maniera permanente il sistema nervoso centrale. Soprattutto vengono danneggiati i neuroni che sono implicati nella funzione del trasporto della serotonina, importante per il ruolo modulatorio in numerosi processi psicologici tra cui la memoria e l’apprendimento. Ci sono diversi studi secondo i quali i poliassuntori di sostanze che hanno utilizzato ecstasy per uso ricreativo mostrano numerosi deficit in particolare per quanto riguarda la memoria selettiva.
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Quali sono le complicazioni mediche che possono derivare dall’uso di ecstasy? 
Oltre ai danni alla memoria, l’utilizzo di ecstasy può danneggiare anche altre funzioni cognitive, come la capacità di ragionare verbalmente o di mantenere l’attenzione. L’assunzione di sostanze provoca una riduzione immediata delle capacità di giudizio e stima del pericolo. Può provocare imprevedibili sintomi psicotici, a volte permanenti, con gravi conseguenze sulle capacità intellettive e sulla performance ed autonomia futura.
L’utilizzo di questa sostanza può provocare anche imprevedibili conseguenze sul fegato come epatite acuta che può evolvere rapidamente in necrosi epatica che può portare a morte.
Attualmente gli scienziati stanno studiando per verificare quanto un abuso di ecstasy possa influenzare anche altri sistemi che sono regolati dalla serotonina, come il controllo degli impulsi e il ciclo sonno-veglia. Altra domanda fondamentale cui si tenta di dare risposta è per quanto tempo persistano i danni provocati da tale sostanza. Finora sono stati condotti studi su animali che hanno fatto concludere che i danni sul sistema nervoso centrale possono durare per molti anni o addirittura essere permanenti.
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Quali sono le conseguenze dell’uso di ecstasy in una donna in gravidanza? 
L’uso di farmaci e sostanze durante la gravidanza dovrebbe essere ridotto al minimo, se non bloccato completamente. I tessuti in sviluppo dell'embrione e feto sono particolarmente sensibili agli effetti di qualsiasi sostanza e la placenta non è una barriera al passaggio di diverse sostanze.
Molte donne che prendono l’ecstasy possono avere alterazioni del ciclo mestruale.
I rischi associati con uso di sostanze non prescritte sotto controllo medico durante la gravidanza includono:
· Peso neonatale basso
· Aumento di aborti
· Incidenza più alta delle anormalità congenite
· Rottura della placenta
· Incidenza più alta di Morte per Sindrome Infantile e Improvvisa
· Complicanze da parto
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Glossario  Analogo: un composto chimico che è simile ad un'altra droga nei suoi effetti ma che si differenzia leggermente nella sua struttura chimica.
Ansia: anticipazione apprensiva di un pericolo o di un evento negativo futuro accompagnato da malessere emotivo e da sintomi fisici di tensione. Il pericolo può essere esterno o interno.
Benzodiazepine: farmaci che alleviano l'ansia o che sono prescritti come sedativi; tra le medicine maggiormente prescritte, si aggiungono il valium ed il librium.
Dipendenza fisica: condizione secondaria all'uso cronico di una sostanza che si manifesta con un bisogno fisico e psichico di assumere una determinata sostanza, accompagnato spesso da sindrome di astinenza successiva alla sospensione dell'uso e craving (desiderio compulsivo di assumere le sostanze).
Disintossicazione: il processo che permette al corpo di liberarsi dal desiderio di una droga; generalmente è il primo passo in un programma di trattamento delle droghe.
Dopamina: un neurotrasmettitore presente nelle regioni del cervello che regolano il movimento, l'emozione, la motivazione e le sensazioni di piacere.
Narcolessia: disturbo del sonno caratterizzato da un incontrollabile desiderio di dormire.
Sensazione euforica: piacere euforico che si raggiunge rapidamente dopo la somministrazione di una sostanza.
Serotonina: neurotrasmettitore implicato negli stati di coscienza, coraggio, depressione ed ansia.
Psicosi: disordine mentale caratterizzato da deliri o allucinazioni
Sistema nervoso centrale: cervello e midollo spinale
Tolleranza: condizione di adattamento fisico e psichico agli effetti di una sostanza per cui le medesime dosi dopo un determinato periodo non producono più gli stessi effetti e si necessita di incrementare la quantità di sostanze assunte.
Tossicità: insieme degli effetti potenzialmente avversi per l’individuo derivante dall’uso di sostanze chimiche.
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Bibliografia 
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Year-End Preliminary Estimates from the 1996 Drug Abuse Warning Network. Substance Abuse and Mental Health Services Administration, November 1997
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| Primo Piano Dipartimento Politiche Antidroga Presidenza del Consiglio dei Ministri |
- Principi generali della posizione italiana contro l’uso di droghe ( IT, EN)
- Accordo di collaborazione scientifica Italia-USA ( IT, EN)
- Dichiarazione DPA collaborazioni scientifiche internazionali ( IT, EN)
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| Oggi i giornali parlano di droga |
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